venerdì 13 settembre 2013

La meccanica del cuore di Mathias Malzieu - Ingannevoli ingranaggi


Probabilmente ho sbagliato periodo dell'anno per leggere La meccanica del cuore. E sì, perchè l'ho iniziato il 31 agosto che non proprio il “giorno più freddo dell'anno”...
Sono stata attratta soprattutto dalla copertina disegnata da Benjamin Lacombe, una meraviglia di grovigli, linee e colori da incorniciare.

È una storia magica, antica e moderna, una fiaba dal vago sapore steampunk.
Little Jack nasce ad Edimburgo il 16 aprile 1874 da una giovane donna che lo abbandonerà dopo il parto. Ma quel giorno fa così tanto freddo che il suo cuore si gela. Madelaine, una sorta di levatrice-strega che vive isolata dal resto della città, gli impianta un orologio a cucù. Saranno gli ingraggi, i rintocchi che permetteranno a Jack di vivere, ma saranno al tempo stesso la causa delle mancate adozioni da parte di coppie senza figli.
Jack non va a scuola e non ha amici, se non gli adulti che popolano questo orfanotrofio. All'età di dieci viene portato in città da Madeleine e qui assistendo ad uno spettacolo, s'innamora di Miss Acacia, una giovanissima andalusa dalla voce di uccellino e dalla vista opaca. Ne rimane così affascinato che rivederla sarà la sua unica ragione di vita. Sa bene che “Love is dangerous for your tiny heart”, per lui , così diverso, non può permettersi il batticuore dell'amore.
Tuttavia ciò non gli impedisce di partire per un lungo viaggio che lo porterà a Granada alla ricerca della fanciulla dal fascino esotico. Lungo il cammino sarà accompagnato da un personaggio bizzarro, George Méliès, un illusionista ricco d'inventiva (che è un chiara ricostruzione della figura del grande regista), l'unico in grado di rianimare gli ingranaggi del suo cuore. Jack conoscerà l'amore in tutte le sue sfumature: la gioia, il desiderio, la gelosia, la sofferenza. E sì, perché dovrà combattere contro vecchi pretendenti e contro la sfiducia di Miss Acacia. Il suo cuore-orologio riuscirà a resistere ai mille tumulti e prove d'amore?

Jack è coraggioso e testardo, fragile come il suo cuore-orologio che si accorda ai cambiamenti d'umore: se si arrabbia accelera, pulsa e rischia ogni momento dolori fisici. La sua all'apparenza potrebbe risultare una strana meccanica del cuore, in realtà è una comune attività vitale e sensoriale.
Infatti, si dimentica della propria e studia quella di Miss Acacia:

Scopro la strana meccanica del suo cuore. È un sistema che funziona con un guscio autoprotettivo dovuto alla sua profonda mancanza di fiducia. Un'assenza di stima in lotta con una determinazione fuori dal comune. [...] Non ho ancora trovato l'ingranaggio rotto. Il codice di accesso al suo cuore cambia ogni notte.

Il ragazzo vive inconsapevolmente nella menzogna di un'esistenza fatta di sogni, creati da Madeleine e che comunque non riuscirà a proteggerlo dal duro scontro con la realtà. È Il desiderio di una donna che vorrebbe farlo vivere nell'illusione. Perchè dichiarare la verità significa bbandonare il vecchio cuore, significa soprattutto diventare adulto. Ed è ciò che la donna aveva cercato di ostacolare invano. Jack si renderà conto della sua precaria situazione e comincerà a sperare in qualcosa altro: “Sono un inganno umano che aspira a diventare un uomo senza inganni”.
L'infermiera che lo curerà per tre anni, Jehanne gli rivelerà tramite la lettura del libro di Méliès L'uomo senza inganni, la sua vera natura e il suo segreto.

La spinta a leggere questo libro è data dalla curiosità verso lo scrittore Mathias Malzieu che è anche frontman dei Dionysos, gruppo rock francese. 
La scrittura è scorrevole, spesso poetica e delicata: Malzieu riesce a descrivere e a cogliere i tormenti del cuore dei due protagonisti.  
È comunque, un lungo racconto dedicato agli adulti che in alcuni punti si inceppa: a volte la narrazione è slegata, i discorsi e pensieri di Jack bambino appaiano così innaturali, così adulti e fuori epoca (si può scrivere?). Il messaggio dell'accettazione del diverso, a mio avviso, è sviluppato con troppa semplicità.
Non è male, ma non è una lettura da Nobel. Ho letto tante recensioni positive al riguardo e perciò avevo parecchie aspettative da questa storia. Hon ho ben chiaro se mi sia piaciuto, forse perché troppo surreale e forse poco Tim Burton, come invece ricorda la sovraccoperta del libro. Sì, lo so che è una fiaba, ma non mi convince totalmente. Sicuramente, ho apprezzato il finale che per fortuna non è sfociato nella banalità. Non boccio questo libro, però vi consiglio di leggerlo in autunno inoltrato, magari durante una giornata piovosa e con una tazza di tè a farvi compagnia, riuscirete ad appassionarvi alle avventure di Jack e Miss Acacia.

Titolo: La meccanica del cuore
Autore: Mathias Malzieu
Editore: Feltrinelli
Pagine: 160
Anno di pubblicazione: 2012
ISBN: 9788807018909
Prezzo di copertina: 15,00 - 8,00
Disponibile in ebook: 5,99

5 commenti :

  1. In effetti la cover di questo libro colpisce subito (come anche le tue bellissime foto!). La trama in effetti è un po' particolare, non so se lo leggerei. Ci penso! (attendo l'autunno/inverno e deciderò se aggiungerlo alla " lista infinita"!)

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  2. La copertina ha conquistato anche me! Bello leggere recensioni/consigli di libri, non ci sono quasi più abituata, immersa nel cinema... :-)
    Mi piace come racconti, si vede la passione!

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  3. (; Reb, xoxo.

    * Sul mio blog c'è un post dedicato alla
    VFNO di Firenze, fammi sapere cosa ne pensi:
    http://www.toprebel.com/2013/09/vogue-fashions-night-out-2013-firenze.html

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  4. Ciao! Che carine le foto che hai fatto, bellissimo quell'orologio *-*
    Il libro non è male, quello che lo ha penalizzato è proprio il fatto che ci ha illuso troppo. Però alla fine si è rivelata una lettura piacevole.
    Madeleine è stata una farabutta XDD
    Ne approfitto per invitarti all'iniziativa "Books, Chocolate and... Friends ♥" che ho avviato sul mio blog! Ti aspetto ^__^

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  5. Io ho letto questo libro in questo periodo e ho constatato le stesse problematiche che hai notato anche tu: in alcuni punti il libro arranca e credo che questo sia dovuto a due problemi principali: da un lato, l'autore ha disperatamente tentato di rendere tutto il contesto il più dark possibile (alla Burton, appunto), senza riuscirci affatto. Emblematico a questo riguardo è proprio la scena senza capo nè coda di Jack lo Squartatore. Dall'altro lato, abbiamo questo continuo bisogno di inserire metafore, similitudini, giochi di immagini e associazioni per rendere il tutto superpoetico. Ma secondo me il troppo stroppia ed il risultato è stato che non è stata rispettata l'età e la personalità di Jack, rendendo tutto il libro un po' troppo artificioso. A parte questo, ho apprezzato molto il finale e l'idea generale dai toni steampunk. Sono anche io in dubbio come te riguardo al "mi piace/non mi piace"....diciamo che ho letto di meglio, ma anche di peggio. Se ti va, ho scritto una mia personale opinione sul libro sul mio blog, passa pure a trovarmi se ti va! Complimenti per la recensione, è davvero ben fatta! :)

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