lunedì 7 ottobre 2013

Ebook, una premessa

Inizio questa settimana piovosa col trattare di un argomento che mi sta molto a cuore, dedicandoci la tesi di laurea specialistica: ebook si, ebook no. Ultimamente, sto leggendo diverse discussioni sul tema e ho pensato di scrivere la mia.
Questa riflessione mi fa sorridere, perché mentre sul suolo italiano si discute ancora su ciò, nel resto del mondo sono aventi anni luce.
Per quanto mi riguarda la lettura su un ereader non è stata mai traumatica, sono approdata con una certa gradualità al digitale. Ho iniziato a leggere un anno fa i miei primi ebook - Mansfield Park, Il grande Gatsby – su Cybook Opus della Bookeen. Lo cito non per fare pubblicità, ma per dare un'idea di che strumento basilare ho utilizzato.
La prima impressione non è stata delle migliori. Una mattina è arrivato un pacchetto postale che conteneva il dispositivo. Scarto la confezione e mi ritrovo questo ereader. Lo osservo con curiosità, l’accendo e inizio ad armeggiare, ma con scarsi risultati. Sconfitta, lo abbandono con una certa freddezza. Ho ripreso quell’aggeggio dopo qualche giorno.
Attualmente leggo su un Kobo Touch e noto le differenze, in meglio. Ma questa storia verrà approfondita più avanti. Quest'estate ho letto Tahrir di Imma Vitelli.
Sono un’amante del libro come oggetto di materiale, come valore affettivo, come magazzino di idee e immagini: è bello sfogliare pagine lette qualche tempo prima, sottolineate e intrise di profumi di quegli attimi. Ma non ho grandi problemi con gli ebook, anzi quando viaggio riesco a risolvere la pesantezza della valigia o della borsa.

Il libro nella storia dell’uomo è presente come oggetto, come fonte di sapere, come testimone di gloriosi passati. Il cambiamento produce un certo disorientamento accompagnato da nuove tecnologie, nuove tipologie di testi, nuove interfacce: è la forma che viene messa discussione. In realtà il passaggio a letture “elettroniche” non è così radicale come sembra. La diffusione di computer, smartphone e Internet hanno già modificato consapevolmente il nostro modo di confrontarci con il testo: l’ipertestualità del Web ha affinato le nostre abitudini, la nostra familiarità a letture frammentate.
C'è da dire che la cultura della testualità e della stampa impone i suoi condizionamenti su aspetti che vanno ben oltre il rapporto fisico del libro e riguardano per di più il modo di pensarlo. I freni maggiori derivano non solo dal venire meno della sfera sensoriale, ma anche dal rapportarci con il libro.
Non bisogna, a mio avviso, considerare l’ebook come nemico della carta stampata , né tanto meno è possibile considerarlo come un’evoluzione del libro soprattutto se è in relazione agli aspetti tecnici (formati e schermi migliori) e giuridici (Digital Rights Management) così provvisori.
Quindi, credo che sia giusto pensare all’ebook come un’alternativa al libro solo dal punto di vista tecnologico e come un’evoluzione per questo suo valore aggiunto. Alternativa che equivale a mezzo di comunicazione non sostitutivo del libro cartaceo, ma che abbia una propria identità e che sia sinonimo di novità. L’evoluzione, invece, risiede nelle possibili applicazioni che il libro elettronico offre rispetto alla struttura lineare del testo tradizionale. È proprio questo motivo potrebbe avvicinare molti curiosi estranei alla lettura.
Diversi studiosi non concordando sulla morte del libro stampato proclamata dagli “apocalittici”. Umberto Eco sostiene che: «[...] nel corso dei secoli, un nuovo mezzo ha sostituito totalmente il precedente. Neppure il maglio ha sostituito il martello. La fotografia non ha condannato a morte la pittura (se mai ha scoraggiato il ritratto il paesaggio e incoraggiato l'arte astratta), il cinema non ha ucciso la fotografia, la televisione non ha eliminato il cinema, il treno convive benissimo con auto ed aereo». Prima che una tecnologia possa essere considerata rivoluzionaria, è necessario che entri a far parte della quotidianità degli individui. L’ebook dovrà conquistare gli amanti dei libri soprattutto dal punto di vista tecnologico.
L’adozione del digitale, infatti, non ruota solo intorno alle scelte dell’industria editoriale ma ha nel suo attore principale, il lettore, il motore di questo processo. È il lettore a decretare il successo di un’innovazione attraverso il cambiamento delle abitudini e delle modalità di lettura, gusti e tendenze. Il libro è inserito, attraverso la Rete, in un circuito di relazioni molto ampio. Le social reading come Anobii, Shelfari, GoodReads con le molteplici applicazioni permettono la condivisione e anche la promozione del libro: la lettura è diventata più sociale.
La transazione al digitale è un momento irreversibile che avverrà a prescindere dalle nostre abitudini e influenzerà la nostra cultura. Come ha scritto Luca Ferrieri, «la storia delle rivoluzioni del libro si può leggere come un percorso di crescita del dominio del lettore e dello sviluppo della sua indipendenza». La staticità frena il pensiero e il progresso. Alla fine, ci adatteremo, come sempre. Come per ogni piccolo cambiamento.
Tanti aspetti andrebbero migliorati, ma il sogno di una personale biblioteca tascabile è finalmente realizzabile.

8 commenti :

  1. Confesso di essere "tradizionale" quando si tratta di libri... sfogliare le vere pagine, mettere il libro in borsa e poi nella libreria, in ordine di colore vicino ad altri... è un oggetto troppo bello per poterci rinunciare... ma forse dico così perchè sono una maledetta nostalgica poco tecnologica...
    :-)

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  2. Per me passare all' ebook è stato molto piacevole. Non ho alcuna nostalgia dell cartaceo forse perchè quando ero bibliotecaria ho maneggiato talmente tanti libri conciati malissimo che l'idea di poter leggere qualsiasi testo dal mio ereader personale mi ha subito conquistata. Hai scritto un bellissimo post, ti faccio molti complimenti.

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    1. Sarai diventata allergica a tutta quella carta.
      È molto comodo e non credo che bisogna farne una battaglia "non leggerò mai un ebook"! Credo che sia questione di abitudine, elasticità mentale e senso pratico.
      Grazie per i complimenti: fanno sempre piacere!

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  3. Amo il profumo delle pagine stampate, il fruscio della carta e i ricordi che solo il libro ti lascia... ma devo dire che l'ebook è molto comodo, tanti libri in poco spazio... nota positiva per una lettrice "affamata" come mai!
    Complimenti Marina, post interessantissimo!

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    1. c'è sempre un lato positivo in ogni cosa.
      grazie per il pensiero.

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  4. Un po' di carta e po' di ebook. In questo caso il giusto sta nel mezzo ;)
    Bellissimo post!

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  5. Come sai, io sono una delle affezionate al cartaceo! Ma attraverso il test che ho avuto modo di fare qualche settimana fa con Kobo, devo dire che la comodità di avere migliaia di libri in tasca non ha prezzo! Come giustamente mi confermi anche tu, la cosa migliore è far convivere le due modalità di lettura ed alternarle in base alle necessità, al libro da leggere, al momento, ecc.
    Natale si avvicina e mi sa che presto Kobo sarà finalmente mio! Confido in Babbo Natale! :-)

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    1. Scrivo una lettera a Babbo Natale affichè ti faccia trovare sotto l'albero l'oggetto malefico. :)

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