lunedì 4 novembre 2013

Farsi un'idea #4

Buon lunedì!
Sono in ritardo con la pubblicazione del post, ma dovevo riprendere confidenza con il tempo e le mie abitudini dopo aver trascorso una settimana in Salento. Certo, aprire gli occhi davanti ad un cielo nuvoloso non è confortante, dopo giorni di sole e temperature estive. Quindi, iniziamo la settimana dolcemente. Leggiamo insieme i brani che ho scelto. Facciamoci un'idea sulle due opere di Mohsin Hamid: questa volta la rubrica ospita due estratti dal Fondamentalista riluttante e Come diventare ricchi sfondati nell'Asia emergente, visto che li ho letti uno dopo l'altro.
Non lasciatevi intimidire dai titoli così "tortuosi", Hamid scrive di storie attuali,  importanti e avvincenti ma non cade in facili sentimentalismi.

La sera dopo avrebbe dovuto essere l’ultima a Manila. Ero nella mia stanza che facevo i bagagli. Accesi la televisione e vidi quello che sulle prime mi parve un film. Ma continuai a guardare e mi resi conto che non era una finzione ma una notizia. Vidi crollare prima una e poi l’altra delle torri gemelle del World Trade Center di New York. E allora sorrisi. Sì, per quanto possa apparire deprecabile, la mia prima reazione fu di notevole compiacimento. Il suo disgusto è evidente; ha serrato apugno la sua grossa mano, forse senza accorgersene. Ma la prego di credermi se dico che non sono un sociopatico; non sono indifferente alle sofferenze altrui. Quando sento che a un mio conoscente è stata diagnosticata una malattia grave, provo, quasi invariabilmente, una dolorosa compassione, una fitta ai reni abbastanza acuta da farmi trasalire. Quando vengo contattato per una donazione a un ente di beneficenza, sono quasi sempre disponibile, nei limiti dei miei modesti mezzi. Perciò quando le dico che ero compiaciuto per il massacro di migliaia di innocenti, lo faccio con un profondo senso di perplessità.
Ma in quel momento i miei pensieri non erano per le vittime dell’attacco – la morte in televisione mi tocca di più quando è fittizia e riguarda un personaggio con cui ho costruito una relazione nel corso di una serie di episodi –, no, ero colpito dal simbolismo della cosa, dal fatto che qualcuno fosse riuscito a mettere in ginocchio gli Stati Uniti in modo tanto smaccato. Ah, vedo che non faccio che aggravare il suo malcontento. Naturalmente la capisco; è odioso sentire uno che si bea delle disgrazie del nostro paese. Ma certo questo sentimento non le sarà del tutto sconosciuto. Non prova gioia di fronte alle immagini televisive, così diffuse in questo periodo, degli armamenti americani che radono al suolo le infrastrutture dei vostri nemici?

Ma voi siete in guerra, dice? Sì, le do ragione. Io non ero in guerra con gli Stati Uniti. Anzi, ero il prodotto di un’università americana; stavo guadagnando un lucroso salario americano; ero infatuato di una donna americana. Perché allora una parte di me desiderava il male degli Stati Uniti? Non lo sapevo; sapevo solo che i miei sentimenti sarebbero stati inaccettabili per i miei colleghi, e mi sforzai di nasconderli più che potevo. Quando più tardi quella sera il mio team si riunì in camera di Jim, simulai lo stesso sconvolgimento e la stessa angoscia che vedevo sulle facce intorno a me. 

Il fondamentalista riluttante di Mohsin Hamid, pp. 54-55

La semplicità di una narrazione viva si muove lungo i binari dell'ironia e del cinismo, soprattutto in questa seconda opera, Come diventare ricchi.
Cinque. Le dita di una mano, le dita di un piede, un'aggregazione minuscola rispetto ai banchi di pesci o agli stormi di uccelli o anche alle tribù di umani. Nella storia dell'evoluzione della famiglia, voi e milioni di altri migranti come voi rappresentate una continua proliferazione del modello nucleare. È un cambiamento epocale , un indebolirsi dei soffocanti legami di reti relazionali estste che fornivano sostegno e stabilità, e l'affermarsi dell'insicurezza, dell'ansia, della produttività e delle potenzialità.
Trasferisciti in città è il primo passo per diventare ricchi sfondati nell'Asia emergente. E adesso l'hai compiuto. Congratulazioni. Tua sorella si gira a guardarti. La sua mano sinistra tiene l'enorme fagotto di vestiti e beni vari in equilibrio sopra la testa. La mano destra stringe il manico di una valigia crepata e malconcia, probabilmente buttata via dal proprietario al tempo in cui è nato tuo padre. Ti sorride e tu ricambi il sorriso, i vostri visi piccoli ovali familiari in un mondo altrimenti irriconoscibile. Pensi che tua sorella stia cercando di rassicurarti. Non ti viene in mente, giovane come sei, che sia lei ad aver bisogno di rassicurazione, che si rivolga a te non per confortarti, ma piuttosto per il confronto che tu, il fratellino appena guarito, sei in grado di offrirle in quel momento di fragile vulnerabilità.

Come diventare ricchi sfondati nell'Asia emergente di Mohsin Hamid, pp. 11-12

3 commenti :

  1. Ho comprato "Il fondamentalista riluttante" diverse settimane fa. Con questo post mi hai incuriosita e il libro sale nella lista dei prossimi da leggere!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Te lo consiglio: è l'altra faccia della guerra infinita tra America e Islam. Puoi farti un'idea più chiara leggendo la mia recensione.
      Grazie per essere passata da qui.

      Elimina
    2. Presto lo leggerò. Grazie a te per l'interessante recensione!

      Elimina

L'editore del mese: Topipittori

Questo mese si parla di storie di Natale