lunedì 18 novembre 2013

Farsi un'idea #5

Buon inizio di settimana.
Non ho dimenticato di lasciarvi dare un'occhiata a qualche riga de L'eroe quotidiano di David Foenkinos.
Nella recensione vi ho parlato di un certa originalità che sta nei ricordi immaginati (scritti in corsivo) dall'io narrante per i personaggi che ha incontrato nella storia, nelle sue letture.
Nelle righe successive, la vicenda riprende con il ritrovamento della nonna.
Non è una lettura faticosa, ma come vi ho già detto, mi ha lasciata perplessa e non so se lo consiglierei. Fossi stata nell'autore avrei pubblicato solo i ricordi, fittizi e reali che fossero stati.
Comunque, buona lettura.
Un ricordo di Claude Lelouch

Il regista di Un uomo, una donna ha spesso raccontato i suoi caotici inizi. Il suo primo film, Ciò che che è proprio dell'uomo, fu un disastro, fischiato fin dall'anteprima. Il padre del regista, che aveva assistito a quel linciaggio collettivo, morì pochi giorni dopo senza sapere che da lì a qualche anno, in maniera precoce ed eclatante, il figlio avrebbe ottenuto la Palma d'oro a Cannes. Dev'essere terribile per un figlio pensare che il padre è scomparso dopo averlo visto nella peggior posizione professionale possibile. Claude Lelouch ha detto dopo aver pensato al suicidio, all'epoca. Il colmo è che il film diventerà famoso grazie a una critica terribile dei Cahiers du Cinéma: "Claude Lelouch: ricordate bene questo nome, perché non ne sentirete parlare!". Bisognerà quindi ricordare di non ricordare. È, a mio avviso, uno dei rari casi di ricordo al contrario.

Sì. Mi ha abbracciato e mi ha detto: «Bravo» sottovoce. Non sembrava cogliere assolutamente la gravità delle circostanze, era come una bambina con cui giocavo a nascondino che si congratulava perché l'avevo trovata. Mi sorrideva con molto charme e malizia. Aveva cambiato faccia. La fuga l'aveva fatta ringiovanire di almeno dieci anni. A un certo punto ho dovuto comunque dirle che era stata una situazione difficile per noi. «Nessuno mi avrebbe lasciato partire» ha replicato. E di certo non aveva torto.

L'eroe quotidiano di David Foenkinos, pp. 122-123.

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