giovedì 30 gennaio 2014

Cento strappi di Leisl Jobson


Scrivo di getto, senza pensarci più del dovuto.
Non so se questo libro, Cento strappi di Liesl Jobson, mi sia piaciuto, forse sì forse no. Ho faticato con trame appena accennate e con il suo stile contemporaneo. E comunque, solo dopo le prime 100 pagine sono riuscita ad afferrare qualche frammento, i miei racconti preferiti partono da pagina 168. Potreste dire: ti sei svegliata presto!?! Capita. Comunque, li ho trovati poetici, onirici e probabilmente più curati.
Consiglio questa lettura a chi desidera conoscere nuovi autori e nuove realtà, a chi soprattutto ama le scritture brevi. 


Cento strappi... (non) di morbidezza – per citare un famoso spot – ma di vita vera. Anche se qui la carta igienica c'entra poco. Cento perché di cento racconti si tratta, di situazioni bizzarre, violente, erotiche che sanno di terra rossa e di biscotti, di fiori e di pazzia, di speranze e di tradimenti. Strappi perché la misura della narrazione è di poche righe o di qualche pagina: con la carta igienica condividono giusto lo strappo, appunto. Sono racconti che non afferrano un finale preciso, definito ma potrebbe continuare all'infinito.

martedì 28 gennaio 2014

Argento vivo di Marco Malvaldi

Per me Marco Malvaldi è un'assoluta novità, una scoperta post Festivaletteratura di Mantova: ce l'avevo a un metro di distanza e ho solo fissato i suoi capelli brizzolati (non me ne voglia male!).
Ho letto quasi in batter d'occhio Argento vivo, senza pensare a nulla se non conoscere questo autore. Mi sono misurata con un genere che malvolentieri leggo e con un nuovo modo di concepire la struttura di una storia. Ma mi spiegherò meglio tra breve. 
E comunque, se il massimo per me è stato leggere Montalbano di Camilleri (che adoro), fino a questo momento non avevo capito nulla  di polizieschi & simili.
Vi anticipo che Leonardo ha tutte le mie simpatie: vorrei avere anche un colpo  di fortuna come il suo e cambiare una parte della mia vita. Ma questa è un'altra storia...


Argento è il colore di un furto, o meglio, della Peugeot 206 di Leonardo - «una macchina comunissima. È in assoluto la più venduta tra Pisa e dintorni» - adoperata per la rapina e del computer portatile di Giacomo, che contiene il suo romanzo. Il primo è un ingegnere informatico, lettore compulsivo e acuto blogger letterario, sposato con Letizia, insegnante indaffaratissima. Il secondo è uno scrittore affermato impegnato a completare il suo ultimo libro e alle prese con Paola, donna concreta e Angelica, suo editor. Le loro vite si intrecciano per opera del Gutta, il Gobbo e Costantino, malviventi che vivono di espedienti, escluso Costantino che uno sbandato non è. Le indagini sono condotte da Corinna, l'agente di polizia che dovrà sottostare al maschilismo e all'ego del suo superiore, Corradini. Ma Giacomo dovrà vedersela con il suo editore e con Leonardo, il quale a suo volta sarà impegnato con lo sprezzante e puntiglioso ingegnere Tenasso. Come in un «gioco delle coppie», i personaggi si muovono in un fitto intreccio di situazioni comiche e drammatiche, ma qualcuno riuscirà a prendersi delle sonore rivincite.

domenica 26 gennaio 2014

Farsi un'idea #14

Un romanzo divertente, a tratti cinico, Argento vivo di Marco Malvaldi è stata una bella novità. Tra qualche giorno vi lascerò leggere la mia recensione. È  veramente questioni di giorni.
Mi ha colpita la trama molto strutturata e quella simultaneità dei pensieri e delle azioni che si esplicano anche a livello terminologico. 
Per farvi capire cosa intendo, ho trascritto un estratto del libro in cui la situazione ruota intorno al portatile di Giacomo, uno dei protagonisti.
Buona domenica!

Entrato nel parcheggio, aveva individuato la 206 color argento con facilità. Accostatosi alla macchina, aveva dato un'occhiata. E, dietro al sedile del guidatore, aveva una borsa nera da computer. Cercando di tremare il meno possibile, Costantino premette il bottone dell'UCG. Simultaneamente il congegno dell'auto scattò, con un rumore che gli dette l'impressione di far vibrare l'intero parcheggio.
Dopo aver aspettato due o tre secondi Costantino aprì la portiera, cacciò la mano dentro la vettura e ne tirò fuori la borsina. 
Fatto.
Per quale cavolo di motivo poi sarà tanto importante, per il Gobbo, proprio questo portatile.

- Eh no, Angelica. È proprio il portatile la cosa più importante.
- Non capisco. Ti rubano in casa, ti portano via i quadri, il televisore, ti portano via dei vini a cui tenevi come dei fi...
All'altro capo del telefono, calò il silenzio. Silenzio che Giacomo, correttamente interpretò come segnale di comprensione. Nel senso che Angelica aveva compreso, non che fosse disposta a comprendere.
- Angelica?
- Sì. Io ci sono.
- Angelica, vedi adesso che...
- Tu sembri non esserci più. Mi stai dicendo che non ne hai salvata nemmeno una copia?
Giacomo respirò a fondo, anche se non quanto avrebbe voluto. 
- No. Nemmeno una copia. 
- Quando pensavi di dirmelo?
- No, semplicemente credevo, come credo ancora, che la cosa si sarebbe risolta. Nel senso, ormai al giorno d'oggi i computer sono tracciabili...
- Almeno loro. Grazie a Dio. Visto che gli esseri umani non lo sono. Ti rendi conto, vero, che il libro è in cedola da febbraio? Che le librerie lo stanno ordinando, per non parlare della grande distribuzione? Che ha una scheda che parla diffusamente   della coinvolgente biografia di un matematico che cerca la bellezza al di là del suo essere  ? Che ha già un prezzo, ovvero diciotto euro, stabilito dal fatto che è un'edizione rilegata da trecento pagine, pagine delle quali al momento non ne abbiamo manco mezza?

Argento Vivo di Marco Malvadi, pp. 113-114

venerdì 24 gennaio 2014

Il venerdì in libreria #13

La scorsa settimana non mi sono occupata della rubrica per la carenza di novità. Quindi, ho rendo notizie delle uscite che vanno dalla settimana del 13 alla fine di gennaio: un post lungo, anche per farmi perdonare la mia assenza.
Vediamo cosa ci riserva il mercato editoriale. Eianudi pubblica Kawakami Hiromi e Sei per la Sardegna, sei scritti con i contributi della Murgia, Fois, Abate, Soriga, De Roma, Mannuzzu per aiutare la Sardegna post alluvione. 
Per Sellerio è già aria di Carnevale e ripete la stessa formula di Natale affidando il giallo ai suoi autori di punta del genere: Malvaldi, Costa, Giménez Bartlett, Manzini , Recami. 
Roberta Corradin, invece, ci presenta una mappa dettagliata di aneddoti tipicamente italiane tra scandali e ossessioni culinarie.
Minimum fax si prepara ad una settimana scoppiettante con Addio, Monti di Michele Masneri e Pastoralia di George Saunders.
Cito Magris, uno dei miei autori preferiti, per Bompiani così come il nuovo lavoro di Susanna Tamaro. 
La Oates torna con una storia a sfondo razzista nell'America degli anni '70.
Per quanto riguarda la Giornata della Memoria, ho pensato di fare riferimento all'ultimo libro di Paolo Nori, Si sente? Tre discorsi su Auschwitz.
Un accenno al graphic novel con Davide Toffolo.Infine, Georges Simenon con I fratelli Rico, che però non sono riuscita a reperire la data di uscita. Appena, ne avrò notizia l'aggiornerò.
Può bastare?

Titolo: Le donne del signor Nakano  
Autore: Kawakami Hiromi  
Editore: Einaudi  
Pagine: 240  
Genere: Narrativa internazionale  
EAN: 9788806198824  
Prezzo di copertina: € 19,00
Disponibile in ebook: € 9,99  
Data di uscita: 14/01


In una strada tranquilla, lontana anni luce dalla frenesia dei quartieri commerciali di Tokyo, c'è una bottega "non di antiquariato, ma di cose vecchie" - cosi la definisce il signor Nakano, magrissimo dietro la cassa, un berretto di lana calato sulla fronte e una spiccata sensibilità al fascino femminile. Attorno a lui citole usate, soprammobili di poco valore, qualche sgabello, ventilatori che nessuno accende da anni, e due giovani impiegati. Hitomi e Takeo. Lei è irrequieta, lui riflessivo. Si studiano, forse s'innamorano, nasce un legame toccante e maldestro che sembra destinato a inciampare su ogni incomprensione. Ma anche Nakano e la sua romantica sorella Masayo devono affrontare impreviste complicazioni sentimentali... Sono vicende comuni quelle che ci racconta Kawakami Hiromi, con una delicatezza che nulla toglie alla profondità dei sentimenti, all'intensità di relazioni umane che iniziano quasi per caso e si sciupano senza che sia colpa di nessuno. Una scrittura soave, pervasa da un sottile rimpianto per quello che poteva essere e invece non è stato, e al tempo stesso da un confortante calore umano.


Titolo: Segreti e no 
Autore: Claudio Magris  
Editore: Bompiani   
Pagine: 124  
Genere: Società e cultura  
EAN: 9788845275555  
Prezzo di copertina: € 7,00 
Data di uscita: 15/01


La vita politica è costellata di segreti, di misteri sanguinosi, la cui verità viene occultata e confusa con una efficienza sconosciuta a quasi tutte le altre attività umane. Il potere ha sempre bisogno del segreto; non c'è Stato, per quanto liberale e democratico, che non abbia i suoi servizi segreti che operano avvolti da un'aura tenebrosa in cui la lotta col male si confonde, nell'immaginario ma spesso anche nella realtà, col male stesso. Ma c'è un'altra, molto più interessante sfera del segreto, che ha a che fare con la vita individuale e con una umanissima protezione della propria libertà. È il segreto che ha a che fare con la tutela dell'intima dignità umana - una tutela messa sempre più a repentaglio, oggi, dal nostro sistema mediatico. 

Titolo: Graphic novel is dead  
Autore: Davide Toffolo 
Editore: Rizzoli  
Pagine: 144  
Genere: Graphic novel  
EAN: 9788817068239
Prezzo di copertina: € 16,00
Disponibile in ebook: € 6,99    
Data di uscita: 15/01


"Graphic novel is dead" narra l'iperbolica esistenza di una rock star in equilibrio tra la dimensione pubblica e quella privata, mentre sullo sfondo si avvicendano i fatti che hanno segnato la storia del Paese dagli anni Sessanta a oggi. Uno dei più acclamati idoli della scena indie nostrana firma un'opera che è insieme un resoconto della storia musicale made in Italy, un manuale di sopravvivenza dei giorni nostri, e un divertente breviario di disquisizioni filosofiche sul lavoro, il sesso, la vita e la morte. Davide Toffolo ci racconta il mondo con lo sguardo irriverente che da sempre contraddistingue il fumetto underground, avvalendosi della leggera eppure graffante immediatezza tipica del racconto a vignette. Un'autobiografia che è sia una scelta nata dall'esigenza di offrire un tributo al mezzo fumettistico, sia un percorso obbligato, per mostrare il volto di un artista che ha fatto della sua maschera un caposaldo della propria poetica. 

Titolo: La Repubblica del maiale  
Autore: Roberta Corradin  
Editore: Chiare Lettere  
Pagine: 160  
Genere: Scienze sociali  
EAN: 9788861904873 
Prezzo di copertina: € 12,90
Disponibile in ebook: € 9,99   
 Data di uscita: 16/01


Ecco una contro storia della Repubblica italiana. Una lettura strabordante di aneddoti, personaggi, richiami televisivi, citazioni pubblicitarie, ossessioni e tic. "Data la nostra innata capacità di far finire sempre tutto a tarallucci e vino, il duplice primato degli anni Cinquanta non è politico ma gastronomico: l'apertura del primo supermercato italiano nel 1957 e l'inaugurazione del primo Autogrill sull'Autostrada del Sole, il 21 dicembre 1959" scrive l'autrice, recuperando anche modelli e ruoli dimenticati, a partire dall'ineffabile mamma-massaia. "Grazie all'accorta perizia della massaia, la cucina domestica si esibisce in virtuosismi sull'elogio dell'avanzo e lo scongiuro dello spreco, pane raffermo, avanzi di carne bollita, albumi: la mamma sa come resuscitare tutto". Anche l'uomo era assai diverso. L'inchiesta parlamentare sulla miseria del 1953 mostra che il problema, per i più, è la pancia vuota. Tra crisi parlamentari, economiche, molti insulti ("Maiale!"), e tante manie a tavola, con la pancia ormai piena, eccoci arrivare ai giorni nostri non senza le ricette, quelle migliori, che ignorano diete e sacrifici e rispondono solo a un imperativo: quello della gola.
 

Titolo: Ragazza nera ragazza bianca  
Autore: Joyce Carol Oates  
Editore: Mondadori   
Pagine: 300  
Genere: Narrativa internazionale  
EAN: 9788804635994 
Prezzo di copertina: € 20,00
Disponibile in ebook: € 9,99    
Data di uscita: 21/01


1975, sobborghi di Philadelphia. Minetta Swift, studentessa di college, muore in circostanze tanto tragiche quanto misteriose. Ragazza assertiva e affascinante, Minetta era nota a tutti, anche perché era una delle pochissime studentesse di colore del piccolo ma prestigioso campus. Genna Hewett, la sua compagna di dormitorio, allora un'insicura teenager proveniente da un'influente famiglia di intellettuali "radical", si interroga quindici anni dopo su quella morte misteriosa e sul proprio rapporto con Minetta, nato all'ombra dello strisciante razzismo che permeava il pur protetto e "illuminato" ambiente del college. Il flusso dei ricordi inevitabilmente si intreccerà al presente, obbligando Genna a confrontare la sua comoda e insoddisfacente esistenza con il potenziale tragicamente interrotto di Minetta, sullo sfondo di un'America incalzante e spietata. 

martedì 21 gennaio 2014

Divorzio all'islamica in viale Marconi di Amara Lakhous


Certo che a viale Marconi di cose ne accadono tante! I quartieri sono sempre affollati, affollatissimi ma a misura d'uomo, in cui un'intera comunità è alla prese con qualche problema da risolvere.
Divorzio all'islamica in viale Marconi - Amara Lakhous è legato ai titoli chilometri così ironici e così evocativi - non ha i risvolti tragici di Divorzio all'italiana, anche se probabilmente ne richiama l'atmosfera comicamente graffiante.
Nei suoi libri c'è sempre qualcosa di indagare. E questa volta la carne sul fuoco è tanta, si parla addirittura di terrorismo!
Issa, il cui vero nome è Christian, è un siciliano che lavora al tribunale di Palermo come interprete di lingua araba, viene assoldato dai servizi segreti per una missione importantissima, denominata “Little Cairo”, per scovare una cellula terroristica a Roma.
Sofia viene dal Cairo insieme al marito, laureato in architettura e pizzaiolo in un ristorante italiano, ha una valigia carica di sogni che vorrebbe realizzare in Italia, libera dalla costrizioni del paese di origine.
La storia si dipana attraverso due punti di vista, quello di Issa e di Sofia, che narrano sempre in prima persona: è quasi un dialogo, un faccia a faccia inconsapevole. Issa e Sofia sono due voci limpide e luminose.
Issa si misura con le dure condizione che un immigrato deve affrontare, la convivenza con altri stranieri, vivere in spazi angusti e privi di igiene, le umiliazioni sul lavoro, il timore di tornare al paese natale: il suo è il punto di vista di un italiano.
Sofia, da vera straniera, deve fare i conti la nostalgia della sua terra, con i pregiudizi e anche le regole maschiliste imposte dagli osservanti musulmani autentici o presunti, in primis suo marito. Sofia vuole un futuro migliore per sé e per sua figlia, che non significa ricchezza ma affermazione della propria persona, di donna in quanto tale. «Ogni immigrato è destinato a costruirsi una vita di successi», è il fardello che ogni straniero reca con sé una volta approdato in un nuovo Paese: dichiarare e manifestare materialmente l'essere riuscito a raggiungere il paradiso. Sofia lo sa bene.

domenica 19 gennaio 2014

Farsi un'idea #13

Una domenica questa piovosa e fredda, pigra e lenta, ideale per dedicarsi alla lettura. Tra qualche giorno, seguirà la recensione di Divorzio all'islamica in Viale Marconi, una lettura piacevole, sincera, divertente ma soprattutto amara, uno specchio della società contemporaneità troppa indaffarata a non rispettare la diversità. La vicenda è narrata con uno sguardo ironico, tipico di Amara Lakhous.
In questi estratti, i due protagonisti hanno a che fare con le dure condizioni che un immigrato deve affrontare. Issa è Christian, un italiano impegnato in una missione segreta, che deve condividere un appartamento con altri extracomunitari e manifesta tutto il disagio dell'adattamento forzato. Sofia, che è un'egiziana, invece combatte in casa e fuori contro pregiudizi, ma il divorzio potrebbe essere una liberazione.
Comunque, per chi non avesse idea chi fosse questo scrittore, vi rimando alla recensione dell'ultimo suo libro.
Buona domenica!



Issa

Una settimana passò da quando mi trasferii in questo appartamento. Ho grossi problemi di adattamento, la notte non riesco a dormire più di due ore di fila. Che devo fare? Non è colpa mia se ho sempre avuto una stanza tutta per me. Anche per questo ho potuto acquisire alcune abitudini come quella di dormire nudo, freddo permettendo, o di leggere la notte prima di addormentarmi, soprattutto biografie famosi, di cui vado matto. Adesso non è il caso di fare l'immigrato intellettuale autodidatta e lettore appassionato. Insomma, sono costretto a cambiare in fretta il mio modo di vivere e a sospendere immediatamente il mio nudismo notturno. Potrei passare per un pervertito gay, motivo più che sufficiente per essere buttato fuori da questa casa. I musulmani sono dei veri maschilisti, dichiaratamente omofobi. Mentre noi italiani, i soliti furbi, facciamo gli amici dei gay e delle donne ma sotto sotto siamo ipocritamente maschilisti... 


Sofia

Mi arriva uno schiaffo fortissimo che mi fa cadere per terra. Il naso mi sanguina. Mi alzo e lo fisso con aria di sfida. Adesso non ho niente da perdere. Passo all'attacco, all'assalto finale.
«Se sei veramente un uomo, ripudiami adesso».
«Stai zitta o ti ammazzo».
«Sei un vigliacco».
«Anti tàliq, sei ripudiata!».
Anti tàliq! Anti tàliq! Anti tàliq! Ripeto più volte dentro di me queste due parole. Inizio a piangere. Il terzo divorzio è definitivo. Sento che qualcosa in me sta cambiando. Ci sono nodi che si sciolgono, pensieri e ricordi che riaffiorano in superficie. 
Poi mi dico "Libertà! Finalmente sono libera". Evviva il terzo divorzio! Chi ha detto che il divorzio dev'essere la mia fine? Una condanna a morte? Perché non può essere l'inizio? Voglio decidere per me stessa. Perché devo aver paura? Il futuro sarà migliore, insciallah. Potrò vivere come voglio. Troverò la mia strada. Dio è sempre misericordioso, chiude una porta e ne apre altre. 


Divorzio all'islamica in Viale Marconi di Amara Lakhous, pp. 64 e 166-167

venerdì 17 gennaio 2014

Sulla lettura





Fotografia - Joel Robison

Oggi la rubrica del venerdì si fa da parte per ospitare la mia opinione - che non è una dissertazione come indica erroneamente il titolo del post - riguardo i dati di lettura circolati nelle ultime settimane. Annuncio a tutti che non mi accodo agli infastiditi e non vi segnalo per l'ennesima volta le statiche di lettura del popolo italiano, credo che ne siano circolate abbastanza.

mercoledì 15 gennaio 2014

Farsi un'idea #12

Prometto che cercherò di acquietarmi per qualche tempo con Elena Ferrante, cercherò di levarmela dalla testa (forse) e di evitarvi tormento e incubi.
Nel precedente post ho recensito la sua ultima fatica, Storia di chi fugge e di chi resta, che trovo magnifica come tutte le altre. Elena Ferrante ha la rara capacità di far vivere la scrittura: ogni dettaglio non è un accessorio, ma necessario a tutta la narrazione lasciandoti senza respiro. 
In queste poche righe ho cercato traccia del tormentato rapporto di Elena e Lila, un rapporto di odio/amore, mai apertamente dichiarato, mai esploso.
È uno degli ultimi incontri tra Elena e Lila. Elena sta per trasferirsi a Firenze e insieme a Lila si reca a far visita alla Galiani, docente del liceo. I rapporti tra l'allieva e l'insegnante si sono raffreddati in seguito alla rottura di Nino da Nadia, preso dalla passione travolgente per Lila. 
Qui, Elena deve far fronte alle ostilità di Pasquale, amico di infanzia, di Nadia e della Galiani, ma soprattutto ad un sentimento negativo nei confronti di Lila. 






Non trovai un solo spiraglio per rinfacciarle sia il suo schernirsi con Pasquale e Nadia, sia l'accusa insensata che non la volevo al mio matrimonio. Si comportò come se fosse stata un'altra Lila a dire quelle cose, una Lila di cui non sapeva niente lei stessa e alla quale era inutile chiedere spiegazioni. Che brutta gente - attaccò a dire senza fermarsi più fino alla metropolitana di piazza Amedeo -, hai visto la vecchia come t'ha trattata, s'è voluta vendicare, non può sopportare che scrivi i libri e gli articoli, non può sopportare che stai per fare un buon matrimonio, soprattutto non può sopportare che Nadia, educata apposta per essere la meglio di tutte, Nadia che doveva darle tante soddisfazioni, non combina niente di buono, s'è messa col muratore e le fa la puttana sotto gli occhi: sì, non può sopportarlo, ma tu fai male a dispiacertene, fottitene, non glielo dovevi lasciare il tuo libro, non dovevi chiedere se voleva la dedica, soprattutto non gliela dovevi fare, questa è gente che bisogna trattare a calci in culo, il tuo difetto è sei troppo buona, abbocchi a tutto ciò che dicono quelli che hanno studiato come se la testa ce l'avessero solo loro, e invece non è così, rilassati, va', sposati, fa' il viaggio di nozze, ti sei preoccupata troppo per me, scrivi un altro romanzo, lo sai che m'aspetto da te cose bellissime, ti voglio bene. 

lunedì 13 gennaio 2014

Storia di chi fugge e di chi resta di Elena Ferrante





Quando ho terminato la lettura di Storia di chi fugge e di chi resta, ho pensato: non può e non deve finire così! Già con le ultime pagine, avevo avuto la strana sensazione che gli interrogativi posti nell'incipit dell'Amica geniale non venissero risolti. Bene, ho qualche giorno fa sono riuscita a sapere direttamente dalla casa editrice che il prossimo autunno uscirà il quarto capitolo (e spero anche definitivo).
Inutile quanto impossibile riuscire ad abbozzare una trama, chi legge la Ferrante sa che ogni scritto è intricato di avvenimenti irriducibili in poche righe.
Ritroviamo le due protagoniste, Lila ed Elena/Lenù, adulte a cavallo tra gli anni settanta e gli anni ottanta. La prima non ha mai lasciato Napoli, lavora duramente nella fabbrica della Soccavo per mantenere il figlioletto Gennaro; la seconda, invece, è in procinto di sposarsi con Pietro, salutare la città per sempre e godersi il successo del suo primo libro.  La  storia di questa amicizia ora corre lungo i fili del telefono, un'amicizia burrascosa e possibile a patto che Lila tenga a freno la lingua. C'è l'esigenza di riesaminare l'intero rapporto, per avere un nuovo corpo, per liberarsi di un confronto mai esaurito, mai pacificato, un'ossessione vera e propria.

venerdì 10 gennaio 2014

Il venerdì in libreria #12

Finalmente, oggi ritorna la rubrica del venerdì con le consuete novità editoriali. E dopo le abbuffate natalizie e giusto rimettersi al lavoro.
Un inizio anno un po' tiepido per le ultime uscite: c'è soprattutto Valeria Parrella, ma anche l'onnipresente Camilleri, una raccolta di interviste e articoli su Bukowski, Tòibin con Il testamento di Maria e, infine, un giallo firmato Antonio Manzini per Sellerio.
Per non lasciarvi a bocca asciutta, vi invito a dare un'occhiata al calendario degli appuntamenti letterari perché la prossima settimana ci sarà qualche incontro da non perdere. 
Buon weekend!

Titolo: Tempo di imparare  
Autore: Valeria Parrella  
Editore: Einaudi  
Pagine: 136  
Genere: Giallo  
EAN: 9788806214067  
Prezzo di copertina: € 17,00
Data di uscita: 02/01


 Fare il nodo ai lacci delle scarpe, colorare dentro i contorni, memorizzare le sillabe in fila, lavare bene i denti anche quelli in fondo, salire scale sempre nuove senza stringere per forza il corrimano. E poi: avere lo sguardo lungo, separare l'ansia dal pericolo vero, vincere, perdere, aspettare, agire, confidarsi, farsi valere, rassegnarsi. Ogni giorno è tempo di imparare, e a dover imparare, in questo libro, sono una donna e un bambino che hanno un grosso problema da affrontare, tanta paura e molte armi. Le armi, per quanto strano possa sembrare, sono le stesse della letteratura: nominare le cose, percorrerle, trasfigurarle, lasciarle andare. Perché lei sa moltissimo, ma niente che serva nella vita di adesso, mentre lui per capire mira all'essenziale; lei ha occhi per ogni cosa, ma dietro gli occhiali lui le insegna il mondo a due dimensioni. Si muovono tra fisioterapisti, insegnanti e compagni di classe, neurologi, burocrati, barcollando o danzando, tra le mani una parola difficile che comincia per "H" e che sembra impossibile far germogliare. La scrittura di Valeria Parrella dice il momento in cui la relazione tra ogni madre e ogni figlio si strappa, il binomio si scompone, e ci si guarda finalmente da lontano, finalmente per intero.

Titolo: La creatura del desiderio  
Autore: Andrea Camilleri  
Editore: Skira  
Pagine: 112 
Genere: Narrativa italiana  
EAN: 9788857221892
Prezzo di copertina: € 14,50
Data di uscita: 03/01


Nel 1912, un anno dopo la morte di Mahler, la sua giovane vedova, considerata la più bella ragazza di Vienna e allora poco più che trentenne, incontra il pittore Oskar Kokoschka. Inizia una storia d’amore fatta di eros e sensualità, che sfocerà ben presto in una passione tanto sfrenata quanto tumultuosa. Viaggi, fughe, lettere, gelosie e possessività scandiscono i successivi due anni, durante i quali l’artista crea alcune fra le sue opere più importanti, su tutte La sposa del vento. Ma la giovane donna è irrequieta e interrompe brutalmente la relazione. Kokoschka parte per la guerra con la morte nel cuore. Al suo rientro in patria, traumatizzato dal conflitto e ancora ossessionato dall’amore perduto, decide di farsi confezionare una bambola al naturale con le fattezze dell’amata. Questa è la sua storia.

Titolo: Il testamento di Maria
Autore: Colm Tòibin
Editore: Bompiani
Pagine: 160
Genere: Narrativa internzionale
EAN: 9788845275548
Prezzo di copertina: € 15,00
Data di uscita: 03/01


"Il testamento di Maria" racconta la storia di una vita imprevista, segnata da una violenza incomprensibile: quella subita da una madre che assiste alla rovina del figlio. Per Maria, Gesù è questo: un figlio perduto. E ora che è anziana e vive in esilio e nella paura, cerca di mettere insieme i ricordi degli eventi che hanno portato alla sua fine. Per lei Gesù era una persona vulnerabile, da proteggere, circondato da uomini che non le ispiravano alcuna fiducia. Da lontano ha assistito al suo 'successo', fino al capovolgimento degli eventi: i giorni del processo e della passione. Quando la sua vita comincia ad acquisire la risonanza del mito, Maria decide di rompere il silenzio che circonda l'accaduto. Nel suo sforzo di dire la verità in tutta la sua complessità, emerge la sua statura morale, insieme a tutta la sua umanità di madre. 

Titolo: Il sole bacia i belli. Interviste, incontri, insulti
Autore: a cura di David Stephen Calonne 
Editore: Feltrinelli  
Pagine: 336  
Genere: Biografie  
EAN: 9788807491627
Prezzo di copertina: € 18,00
Data di uscita: 08/01


“Molti dicono che Charles Bukowski non esista. Una leggenda metropolitana, che dura ormai da anni, afferma che tutte le poesie turbolente da lui firmate in realtà siano state scritte da una vecchia scorbutica dall’ascella cespugliosa.” Così scriveva nel marzo 1963 un giornalista del “Literary Times” di Chicago. Poeta di culto in molti ambienti underground, Bukowski era ancora ben lontano dalla fama mondiale che avrebbe raggiunto in seguito. Quel giornalista non solo scoprì che Charles Bukowski esisteva davvero. Ma verificò di persona che le sue poesie non mentivano, e così i suoi romanzi e racconti. Lo scrittore era davvero parente stretto del personaggio cinico, vitale e sporcaccione che i suoi lettori stavano imparando ad amare. E mentre i decenni passavano e cresceva il seguito di questo poeta alcolizzato, sempre più giornalisti andavano a trovarlo, ascoltavano i suoi racconti, annotavano le sue riflessioni veggenti e stralunate. Questo libro raccoglie i migliori pezzi giornalistici (e non) in cui la viva voce di Bukowski parla di sé. A partire da quella primissima intervista, realizzata cinquant’anni fa in una delle sue proverbiali, maleodoranti stanzette hollywoodiane, per arrivare all’ultima chiacchierata, concessa a bordo piscina nella sua villa di San Pedro, pochi mesi prima di morire.


Titolo: La costola di Adamo  
Autore: Antonio Manzini  
Editore: Sellerio  
Pagine: 226  
Genere: Giallo 
EAN: 9788838931383 Prezzo di copertina: € 14,00
Disponibile in ebook: € 9,99  
Data di uscita: 09/01


Secondo caso per il controverso vicequestore Rocco Schiavone nella gelida Aosta. Un personaggio fuori dagli schemi: scontroso, irritabile, trasgressivo al limite del lecito, ma con un senso della giustizia tutto suo. Una donna, una moglie che si avvicinava all’autunno della vita, è trovata cadavere dalla domestica. Impiccata al lampadario di una stanza immersa nell’oscurità. Intorno la devastazione di un furto. Ma Rocco non è convinto. E una successione di coincidenze e divergenze, così come l’ambiguità di tanti personaggi, trasformano a poco a poco il quadro di una rapina in una nebbia di misteri umani, ambientali, criminali.

mercoledì 8 gennaio 2014

Ebook gratis, dove trovarli - parte II

Ancora una volta parliamo di ebook, ma gratuiti ovviamente, visto non siamo assolutamente contrariati.
Qualche mese fa, ho stilato una prima lista con l'intenzione di incrementarla e dare una panoramica di questo mondo esteso. In generale, le offerte di questi siti si somigliano molto, non c'è molta differenza l'uno dall'altro. Quindi, vi consiglierei piuttosto di fidelizzare con uno di questi e utilizzarlo al momento opportuno.
Alla fine del post vi segnalo una proposta da tenere d'occhio.

lunedì 6 gennaio 2014

Novità... letterarie

Buona... Befana!
L'anno nuovo porta qualche novità in questo blog. Nell'attesa che la grafica e il font cambino (e spero al più presto), ho pensato di creare uno spazio dedicato agli appuntamenti letterari, presentazioni di opere, incontri con autori, festival, fiere. Insomma, tutto ciò che gravita intorno al pianeta libro. Una sorta di promemoria per la sottoscritta e per voi, un vero e proprio calendario a cui affidarsi per partecipare agli appuntamenti letterari che ritenete più interessanti. Appunto, Appuntamenti letterari, che trovate qui sopra tra le pagine sotto il banner. Che ne pensate?
Sempre nell'attesa che riesca a rendervi partecipi di questa novità, vi propongo di segnalerà le vostre proposte letterarie nei commenti della pagina così da rendere aggiornata questa agenda. 
Per ora e solo per ora (giusto il tempo di rimettermi dall'influenza), fa capolino l'incontro di Mario Desiati per la presentazione de Il libro dell'amore proibito a Reggio Emilia il prossimo 16 gennaio.
Comunque, vi rimanderò al calendario non appena ci saranno novità. 
A presto.

venerdì 3 gennaio 2014

Farsi un'idea #11

Buon anno a tutti!
Metto da parte buoni propositi per il nuovo anno - non sono capace di portarli a termine, ma solo stilare liste infinite - e i bilanci per il vecchio - il blog ha appena sei mesi di vita e mi sembra precoce stabilire conquiste e deficienze, l'unico punto sta nei libri preferiti del 2013. Anche se a giorni, vi parlerò di qualche novità che interessa proprio questo spazio. La prossima settimana riprenderà la consueta rubrica "Il venerdì in libreria" con le novità editoriali.
Premesso ciò, iniziamo il 2014 con Domenico Starnone e il suo Via Gemito, un romanzo articolato e forte nelle tematiche: il rapporto padre-figlio complesso, mai dichiarato, minaccioso. Starnone sorprende con una scrittura densa e diretta.
Con questo brano, ci facciamo un'idea di Federì, il padre di Mimì, l'artista alla continua ricerca e affermazione del proprio talento. Federì si infuria con la moglie, i figli, i critici che gli ostacolano l'arte. Carattere burrascoso e insofferente verso tutto e tutti. 
Buona lettura!

"In effetti" mi spiegava, "la media statistica non dice la verità. Pur essendosi presentato ogni artista con tre opere, non tutt'e tre sono state accettate. Centoventisei sono stati ammessi con un'unica opera, sessanta con due opere e soltanto ventisette con tre. Mimì, tra quei ventisette ci stava tuo padre." E io lo ascoltavo e lo ascoltavo. Come ai tempi del Teatro Bellini, quando gli era stata data la possibilità di andare a Hollywood, anche adesso presto o tardi attaccava a lamentarsi della moglie e di come era legata alla mamma e di come non era disposta a trasferirsi in nessun luogo eccetera eccetera. Sicché - si lagnava ossessivamente - lui non aveva potuto approfittare di quel trionfo di Roma ed era rimasto a fare il ferroviere a Napoli, mentre invece avrebbe dovuto mandare tutto all'aria, via Gemito, i pittori scurnacchiati del Vomero e di via dei Mille, il tram che lo portava ogni giorno alla stazione e poi lo riportava a casa stremato, i ritratti per gli americani che procacciava 'o zannuto, la famiglia nel suo insieme, forse anche noi figli (ma questo non lo specificava, non aveva intenzione di dirlo), e finalmente libero di andarsene in una soffitta di via Margutta, per entrare a far parte del gruppo del suo amico Renato Guttuso, ca nunn'era 'nu strunzu e sapeva capirlo al volo chi aveva talento e chi no.
Diceva così, in quel 1953 e dopo. E non ci giurerei ma forse all'inizio fu proprio con chiacchiere di quel genere che accompagnò la mano che mi disegnava. Poi comparve nella stanza mia madre e disse: "Basta, su, venite a mangiare", ma io ne sentii solo la voce, non la vidi - vedevo il collo verde della damigiana, gli esagoni del pavimento -, pensai soltanto per un attimo che il marito le avrebbe gridato qualcosa per punirla dell'interruzione. La carbonella invece continuò a graffiare il foglio con tratti veloci e mio padre si limitò a chiedere: "Vuoi mangiare, Mimì?". Risposi naturalmente come il tono della domanda imponeva: "No", e lo feci con un soffio impercettibile per evitare che il fiato, articolandosi, scomponesse anche solo appena la postura. 

Via Gemito di Domenico Starnone, pp. 21-22.

L'editore del mese: Topipittori

Questo mese si parla di storie di Natale