mercoledì 15 gennaio 2014

Farsi un'idea #12

Prometto che cercherò di acquietarmi per qualche tempo con Elena Ferrante, cercherò di levarmela dalla testa (forse) e di evitarvi tormento e incubi.
Nel precedente post ho recensito la sua ultima fatica, Storia di chi fugge e di chi resta, che trovo magnifica come tutte le altre. Elena Ferrante ha la rara capacità di far vivere la scrittura: ogni dettaglio non è un accessorio, ma necessario a tutta la narrazione lasciandoti senza respiro. 
In queste poche righe ho cercato traccia del tormentato rapporto di Elena e Lila, un rapporto di odio/amore, mai apertamente dichiarato, mai esploso.
È uno degli ultimi incontri tra Elena e Lila. Elena sta per trasferirsi a Firenze e insieme a Lila si reca a far visita alla Galiani, docente del liceo. I rapporti tra l'allieva e l'insegnante si sono raffreddati in seguito alla rottura di Nino da Nadia, preso dalla passione travolgente per Lila. 
Qui, Elena deve far fronte alle ostilità di Pasquale, amico di infanzia, di Nadia e della Galiani, ma soprattutto ad un sentimento negativo nei confronti di Lila. 






Non trovai un solo spiraglio per rinfacciarle sia il suo schernirsi con Pasquale e Nadia, sia l'accusa insensata che non la volevo al mio matrimonio. Si comportò come se fosse stata un'altra Lila a dire quelle cose, una Lila di cui non sapeva niente lei stessa e alla quale era inutile chiedere spiegazioni. Che brutta gente - attaccò a dire senza fermarsi più fino alla metropolitana di piazza Amedeo -, hai visto la vecchia come t'ha trattata, s'è voluta vendicare, non può sopportare che scrivi i libri e gli articoli, non può sopportare che stai per fare un buon matrimonio, soprattutto non può sopportare che Nadia, educata apposta per essere la meglio di tutte, Nadia che doveva darle tante soddisfazioni, non combina niente di buono, s'è messa col muratore e le fa la puttana sotto gli occhi: sì, non può sopportarlo, ma tu fai male a dispiacertene, fottitene, non glielo dovevi lasciare il tuo libro, non dovevi chiedere se voleva la dedica, soprattutto non gliela dovevi fare, questa è gente che bisogna trattare a calci in culo, il tuo difetto è sei troppo buona, abbocchi a tutto ciò che dicono quelli che hanno studiato come se la testa ce l'avessero solo loro, e invece non è così, rilassati, va', sposati, fa' il viaggio di nozze, ti sei preoccupata troppo per me, scrivi un altro romanzo, lo sai che m'aspetto da te cose bellissime, ti voglio bene. 
L'ascoltai per tutto il tempo, sopraffatta. Non c'era modo con lei di acquietarsi, ogni punto fermo del nostro rapporto prima o poi si rivelava una formula provvisoria, presto le si smuoveva qualcosa nella testa che la squilibrava e mi squilibrava. Non capii se quelle parole servivano di fatto a chiedermi scusa, se parlava per finta coprendo sentimenti che non aveva intenzione di confidarmi, se puntava ad un addio definitivo. Di certo era falsa, ed era ingrata, e io, malgrado tutti i miei cambiamenti, seguitavo a esserle subalterna. Di quella subalternità sentii che non sarei riuscita a liberarmi e questo mi sembrò insopportabile. Desiderai - e non ci riuscii a tenere a bada il desiderio - che il cardiologo si fosse sbagliato, che Armando avesse ragione, che lei fosse davvero malata e morisse. 
Da allora, per anni, non ci vedemmo più, ci sentimmo soltanto al telefono. Diventammo l'una per l'altra frammenti di voce, senza mai una verifica dello sguardo. Ma il desiderio che morisse restò in un angolo, lo cacciavo e non se ne andava. 

Storia di chi fugge e di resta di Elena Ferrante, pp. 203-204

6 commenti :

  1. Le opzioni sono due: o Elena Ferrante ti paga per questa immensa pubblicità oppure ti denuncia per stalkeraggio! :) Ahahah! COmunque, a parte gli scherzi, mi stai facendo venire voglia di leggerla davvero. :)

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    1. Mi denuncerà sicuramente: è l'opzione più plausibile.
      Se sono riuscita a incuriosirti meglio. Ti consiglio di cominciare dalla trilogia o dalla Figlia oscura, L'amore molesto lascialo per ultimo.
      Comunque, l'accantonerò perché vorrei evitare di odiarla.

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  2. Non conoscevo né libro né scrittrice ma mi hai messo il tarlo in testa ora... :-)

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    1. Sarà stato un bene o un male?!? Ti auguro di apprezzarla.

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  3. Questa estate ho letto tutta d'un fiato la quadrilogia di Elena Ferrante.
    Mai un romanzo mi ha letteralmente rubata alla realtà così tanto.
    Ho riso, pianto, sofferto e sospirato con Elena. Ho odiato con doloroso affetto il suo legame con Lila.
    L'intreccio delle loro vite, così vivide e reali da sembrate vissute per davvero tanto che mi chiedevo se mai avessi potuto incontrarle ora nella loro vecchiaia, alla storia italiana, all'evoluzione (?) dei costumi nazionali, agli episodi che hanno cambiato il mondo come lo percepiamo, credo sia unico.
    La capacità di narrare i femminile con gli occhi la pamica e la testa di una donna è, per quanto mi riguarda, quanto di più maestoso abbia letto nella mia vita.
    Sembrerò esagerata ma per me leggere più di 1200 pagine in un poco piu di una settimana lo ritengo un indice piuttosto significativo.
    Questo romanzo mi resterà a lungo nel cuore e nella mente.

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  4. Questa estate ho letto tutta d'un fiato la quadrilogia di Elena Ferrante.
    Mai un romanzo mi ha letteralmente rubata alla realtà così tanto.
    Ho riso, pianto, sofferto e sospirato con Elena. Ho odiato con doloroso affetto il suo legame con Lila.
    L'intreccio delle loro vite, così vivide e reali da sembrate vissute per davvero tanto che mi chiedevo se mai avessi potuto incontrarle ora nella loro vecchiaia, alla storia italiana, all'evoluzione (?) dei costumi nazionali, agli episodi che hanno cambiato il mondo come lo percepiamo, credo sia unico.
    La capacità di narrare i femminile con gli occhi la pamica e la testa di una donna è, per quanto mi riguarda, quanto di più maestoso abbia letto nella mia vita.
    Sembrerò esagerata ma per me leggere più di 1200 pagine in un poco piu di una settimana lo ritengo un indice piuttosto significativo.
    Questo romanzo mi resterà a lungo nel cuore e nella mente.

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