domenica 19 gennaio 2014

Farsi un'idea #13

Una domenica questa piovosa e fredda, pigra e lenta, ideale per dedicarsi alla lettura. Tra qualche giorno, seguirà la recensione di Divorzio all'islamica in Viale Marconi, una lettura piacevole, sincera, divertente ma soprattutto amara, uno specchio della società contemporaneità troppa indaffarata a non rispettare la diversità. La vicenda è narrata con uno sguardo ironico, tipico di Amara Lakhous.
In questi estratti, i due protagonisti hanno a che fare con le dure condizioni che un immigrato deve affrontare. Issa è Christian, un italiano impegnato in una missione segreta, che deve condividere un appartamento con altri extracomunitari e manifesta tutto il disagio dell'adattamento forzato. Sofia, che è un'egiziana, invece combatte in casa e fuori contro pregiudizi, ma il divorzio potrebbe essere una liberazione.
Comunque, per chi non avesse idea chi fosse questo scrittore, vi rimando alla recensione dell'ultimo suo libro.
Buona domenica!



Issa

Una settimana passò da quando mi trasferii in questo appartamento. Ho grossi problemi di adattamento, la notte non riesco a dormire più di due ore di fila. Che devo fare? Non è colpa mia se ho sempre avuto una stanza tutta per me. Anche per questo ho potuto acquisire alcune abitudini come quella di dormire nudo, freddo permettendo, o di leggere la notte prima di addormentarmi, soprattutto biografie famosi, di cui vado matto. Adesso non è il caso di fare l'immigrato intellettuale autodidatta e lettore appassionato. Insomma, sono costretto a cambiare in fretta il mio modo di vivere e a sospendere immediatamente il mio nudismo notturno. Potrei passare per un pervertito gay, motivo più che sufficiente per essere buttato fuori da questa casa. I musulmani sono dei veri maschilisti, dichiaratamente omofobi. Mentre noi italiani, i soliti furbi, facciamo gli amici dei gay e delle donne ma sotto sotto siamo ipocritamente maschilisti... 


Sofia

Mi arriva uno schiaffo fortissimo che mi fa cadere per terra. Il naso mi sanguina. Mi alzo e lo fisso con aria di sfida. Adesso non ho niente da perdere. Passo all'attacco, all'assalto finale.
«Se sei veramente un uomo, ripudiami adesso».
«Stai zitta o ti ammazzo».
«Sei un vigliacco».
«Anti tàliq, sei ripudiata!».
Anti tàliq! Anti tàliq! Anti tàliq! Ripeto più volte dentro di me queste due parole. Inizio a piangere. Il terzo divorzio è definitivo. Sento che qualcosa in me sta cambiando. Ci sono nodi che si sciolgono, pensieri e ricordi che riaffiorano in superficie. 
Poi mi dico "Libertà! Finalmente sono libera". Evviva il terzo divorzio! Chi ha detto che il divorzio dev'essere la mia fine? Una condanna a morte? Perché non può essere l'inizio? Voglio decidere per me stessa. Perché devo aver paura? Il futuro sarà migliore, insciallah. Potrò vivere come voglio. Troverò la mia strada. Dio è sempre misericordioso, chiude una porta e ne apre altre. 


Divorzio all'islamica in Viale Marconi di Amara Lakhous, pp. 64 e 166-167

4 commenti :

  1. Adoro lo stile che hai :D Bravissima! Mi hai fatto amare un libro che prima neanche conoscevo....in effetti, non sapevo neanche chi fosse l'autore :D
    Sono una nuova follower ;) ti seguirò con piacere....amo i blog letterari :3 Se ti va di passare da me prima o poi sei la benvenuta ;)
    Continua così che il tuo blog crescerà a dismisura
    Francy

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    1. Sì, infatti Amara Lakhous non è uno scrittore conosciutissimo ma promette bene. Rientra nel filone della letteratura di migrazione, autori stranieri che scrivono in italiano.
      Grazie per il tuo sostegno.

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  2. Come sempre stupisci, fai amare i libri anche quelli più sconosciuti o particolari!
    Un bacione e a presto!

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    1. Michela, sei troppo buona con me! Sono contenta dei tuoi pensieri positivi: mi risollevano il morale.
      Buon inizio di settimana!

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Questo mese si parla di storie di Natale