venerdì 17 gennaio 2014

Sulla lettura





Fotografia - Joel Robison

Oggi la rubrica del venerdì si fa da parte per ospitare la mia opinione - che non è una dissertazione come indica erroneamente il titolo del post - riguardo i dati di lettura circolati nelle ultime settimane. Annuncio a tutti che non mi accodo agli infastiditi e non vi segnalo per l'ennesima volta le statiche di lettura del popolo italiano, credo che ne siano circolate abbastanza.
C'è solo da aggiungere questo: noi italiani miglioriamo sempre. In peggio però.
Questo spunto di riflessione è partito da un articolo di Repubblica, anzi l'articolo di Repubblica che presenta un Non Lettore, a mio avviso una provocazione bella e buona. Era indispensabile farcelo sapere? E comunque, non mi sono indignata perché questo individuo con tanta tracotanza afferma di non aver mai letto un libro. Ah sì, forse uno ma non ricorda granché. Semplicemente ho letto la notizia come pura cronaca, che per fortuna non ha avuto alcuna uccisione se non quella mentale dell'individuo in questione. Non alcuna intenzione di mettermi a capo di eserciti per salvare questo meraviglioso passatempo, né tanto meno mi appello a scontati aforismi di autorità letterarie.
Ci si può scagliare contro la televisione, internet o il costo dei libri (esiste il prestito bibliotecario) ma sono scelte che partono dall'individuo e sono mille i motivi di questa sua assoluta astinenza. 
Non tutti sono destinati alla lettura, come alla musica o allo sport perché ci vuole anche del talento. Io non so suonare uno strumento, ma non per questo verrò messa alla gogna. E non c'entra nulla con “a me piace la musica” perché un conto è ascoltare la musica e un altro saperla leggere (ecco, che ritorna il famoso verbo). In ogni caso ci vuole dedizione, passione, curiosità e talento. Sì, talento nel comprendere e nel voler comprendere ciò uno scrittore voglia riferirci attraverso il suo scritto. Nei libri ciascuno ci trova soluzioni, diversivo, affinità elettive o nulla, come nel caso del nostro amico intervistato dal quotidiano.
Oltretutto, non sono neanche una fanatica del libro, quella che si fa regalare solo e sempre libri, va al mare e cerca la libreria e si dispiace che non ce sia una (c'è il mare e goditi 'sto mare!). La lettura deve essere un piacere equilibrato altrimenti si perde poesia e scatta il rifiuto.
È soprattutto una questione di educazione culturale sia familiare che scolastica, oltre che ricettiva. Vi confesso che a casa mia, esclusa la sottoscritta, nessuno dei componenti legge nonostante di libri ce ne siano centinaia. Da dove sono venuta fuori? Alle elementari, ho avuto un'insegnate di italiano preparatissima che ha introdotto la mia classe alla lettura regalandoci per Natale un libro sugli animali, poi l'anno successivo ci ha aperto le porte della biblioteca fino ad allora sconosciuta. Il seme è stato piantato, qualcuno è riuscito a far germogliare un fiore, altri hanno fatto perire i loro frutti. Quindi, bisogna stimolare e lasciarsi stimolare per non abbandonare il proprio orto. Solo da qualche anno le campagne pro lettura sono più mirate, ma non basta.
Il che non vuol dire che chi non legge è gente stupida, anzi ricopre ruoli in alcuni casi alti. Preferisce imparare e accedere alle informazioni attraverso canali differenti dalla lettura propriamente detta.
Mi preoccuperei ancor di più della “buona lingua” (tanto per citare la Ferrante). In Italia non sappiamo né usare la punteggiatura né i tempi verbali, ma un mix che sa di un vago sapore anglosassone e strascichi dilettatali. Ad un colloquio (rarissimi, visti i tempi) o annuncio di lavoro la prima domanda: inglese? Of course! Ma scrivendo la relazione per una consegna, consultiamo a raffica l'Accademia della Crusca e la Treccani perché siamo titubanti se qual è ha bisogno dell'apostrofo o meno. Ovviamente con la lettura questi dubbi amletici vengono minimizzati.
Per non divagare e perdere il nocciolo della questione, non mi affannerei tanto a proclamare crociate contro chi non legge affatto o legge poco. Conosco tante persone che rientrano in questa categoria e non per questo ci escludiamo dal frequentarci.
E se poi attraverso i libri Fabio Volo si riesce finalmente a capire che qual è non va apostrofato tanto di guadagnato.
L'importante è questo: che io legga.

14 commenti :

  1. Ho letto anch'io l'articolo del non-lettore e che dire?! Senza parole... non capisco perchè abbia sentito il bisogno di sottolineare che le persone possano essere colte anche se non leggono. E chi ha mai detto il contrario? Io non ho mai pensato che chi non legge sia un ignorante, ma chi lo fa ha una marcia diversa dagli altri. Alcuni studi sostengono che chi legge ha una sensibilità maggiore e anche più empatia rispetto a chi non lo fa, e a questo punto l'articolo del non-lettore dimostra ampiamente che è così.

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    1. È un non lettore strafottente e insensibile! :P

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  2. Io su sto argomento proprio non riesco a non infervorarmi :P
    Perché c'è differenza tra ascoltare musica ed essere un esperto di musica, ma non significa che se non sono esperto non posso ascoltare un cd in auto. E lo stesso vale per i libri o per tutti gli altri settori.
    Anche perché, come fai giustamente notare anche tu, se uno non legge ne risente anche la lingua che parla o che scrive.
    Poi certo, alla fin fine è un problema degli altri: io leggo e sono contenta di farlo :)

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    1. Solo che non si può costringere nessuno, accetto la realtà. La lettura è impegnativa, quasi quanto un lavoro vero e proprio; ascoltare la musica ti "distrae". Qualcuno si impegnerà a risollevare la media nazionale!

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    2. No no ma su quello son d'accordo, anche perché sappiamo che se si obbligasse il risultato sarebbe ancora peggiore!
      Però buh, non tutta la lettura è impegnativa. Cioè, sì è impegnativa a livello di tempo che richiede (posso ascoltare musica e fare altro, anche se un appassionato ti dirà forse che sei pazzo, ma non leggere e nel mentre fare altro), ma ci sono letture di una leggerezza disarmante (e non per questo di bassa qualità) da cui si potrebbe iniziare.

      Non so, forse sto diventando un po' fanatica :P

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    3. Diciamo che non è vero che è un argomento che non ti fa infervorare... :)

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  3. Sono d'accordo su tutto, anche se l'intervista al non lettore non mi ha infastidita. Che sia una provocazione è poco ma sicuro, ma ci sta anche: credo sia una risposta sarcastica a chi va in giro a vantarsi dei trilioni di libri letti.
    Io come te leggo per diletto personale, magari anche per imparare qualcosa ma tutto per una tendenza mia, e non mi sento né più né meno degli altri.
    Per la questione della lingua non so quanto ciò si possa imputare alla non-lettura, dato che moltissimi libri (curati presumibilmente da scrittori e da correttori di bozze che sono soprattutto lettori) sono ricchissimi di refusi.
    Poi io ammetto di essere un po' "egoista" in queste cose, di pensare a coltivare il mio orticello senza impicciarmi di quello altrui, per cui mi tocca relativamente la questione.

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    1. È naturale essere egoisti, è una passione personale.
      Non ho citato i refusi che troviamo sguinzagliati come cani senza padroni, per buona fede. Solo per quello.

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  4. Il Non Lettore per me è un sintomo generale di trascuratezza culturale. Più che mancanza di passione o differenza di gusti (legittime entrambe). Il musicista dimostra di non aver la minima intenzione di volersi confrontare con qualcosa di estraneo alle sue abitudini. Siccome non percepisce la lettura come qualcosa che può arricchirlo (per rimorchiare o per dargli piacere è indifferente) allora non ci prova neanche. È come quelle persone che non escono mai dal loro quartiere cittadino perché tanto hanno tutto quello di cui hanno bisogno nella vita sta a due isolati di distanza. Un lettore forte che non ammette che sia una piccola mancanza culturale non ascoltare per niente la musica o non andare al cinema o non leggere il giornale per me è sullo stesso piano. Non leggere un libro in trent'anni. Suona come quelle persone che dicono: "Io la televisione neppure cel'ho". Io non direi mai che Mozart è noioso. Soprattutto se non l'ho mai ascoltato.

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    1. Mancanza culturale credo che lo sia, per forza di cose. Che sia un problema della società non credo proprio.
      Ma non è detto che tutti abbiano la tendenza naturale alla curiosità e alla cultura; comunque credo si debba fare una netta distinzione tra un lettore sistematico e metodologico (senza entrare nel merito di cosa sia letteratura e cosa no) e un lettore d'occasione. Non penso che la lettura sia un'attività di cui vantarsi e nobile a priori: io sinceramente non me la sento di dire che chi legge i vampiri o le storie banalissime di amori adolescenziali sia migliore di chi non lo fa del tutto.

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    2. Muninn, quindi scrivi gli astenuti dalla lettura non leggono perché non sentono il bisogno né tanto meno riescono a trovare un fine pratico? Possono essere tanti i motivi che li inducono a non leggere.

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    3. Paola, concordo pienamente con te: che ci sia la qualità della lettura e che un lettore non soffra di egocentrismo e compulsività.

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  5. Ciao Marina, ovviamente ho letto quell'intervista (chi non l'ha letta??? Era ovunque!), ma non mi ha fatto arrabbiare più di tanto, perché per me la lettura è un piacevole passatempo, che sì mi dà un po' di cultura e mi migliora la lingua, ma non penso a quello quando leggo. Non mi sembra giusto che si imponga la lettura, come un dovere, è come se arrivasse un maratoneta e mi costringesse a correre tre ore al giorno. Ma io gli sputerei in faccia!
    Forse sono un po' egoista e un po' seguace del vivi e lascia vivere, ma penso che nel tempo libero ognuno sia assolutamente libero di fare quello che preferisce. Ci mancherebbe altro che dopo ore di lavoro uno sia costretto a svolgere un'attività che detesta.
    Un mondo in cui tutti leggessero probabilmente sarebbe un posto migliore, ma non è imponendola che la lettura si radica, anzi. Per esperienza posso dire che se mi fossi fermata ai libri imposti probabilmente non sarei quella di oggi, per andare oltre ci vuole solo un pizzico di curiosità personale, credo e quella non te la insegna e non te la impone nessuno.

    Quindi bo, non so come si possa fare a diffondere la lettura, ma ti dirò che se ogni persona avesse almeno un interesse, anche al di fuori della lettura, io sarei felice lo stesso.

    Ciaoooooo!!!

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  6. Brava Marina! Bellissima questa tua considerazione sui non-lettori. In effetti non possiamo escludere chi si dedica ad altro ed ha altre passioni rispetto alla nostra. Anch'io conosco moltissime persone (la maggior parte direi) che non amano leggere o leggono 1 libro all'anno, ma non per questo le escludo dalla mia vita. Anzi trovo che spesso il confronto con chi ha altre passioni sia fondamentale, perché magari sono persone espertissime in altri campi (dei quali magari io non conosco assolutamente nulla) e questo mi aiuta a conoscere qualcosa di nuovo. Viceversa quando queste persone sono "pronte" a leggere un libro chiedono magari a me un consiglio e questo mi rende felice. E' uno scambio di opinioni, di passioni, di informazioni utili.
    Non amo invece chi minimizza il valore dei libri, screditando il loro valore, magari sottolineando che la TV può essere un valido e più "comodo" sostituto: trovo che ognuno debba reperire le informazioni e le conoscenze come desidera (ormai di modi ne abbiamo davvero mille) senza puntare il dito su chi magari preferisce spegnere la tv e dedicarsi alla lettura.
    Bellissima la tua frase conclusiva : "L'importante è questo: che io legga"
    Concordo assolutamente con te! Buon fine settimana e...buona lettura! ;-)

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