venerdì 28 febbraio 2014

Incontri d'autore - Amélie Nothomb


«Eccola!», un brusio che diventa stupore ed esplode in un fragoroso applauso.
La riconosci subito, nei suoi abiti neri e per quel cilindro che è ormai il segno distintivo della sua persona. Sembra sbucare fuori da un film di Tim Burton! Sarò banale, ma è così. 
Si stupisce Amélie Nothomb, è incredula di questo pubblico, di una sala gremita degna delle migliori occasioni. E questa è stata una bella occasione.
Certo, l'orario inconsueto non ha scoraggiato, anzi sono venute a dar man forte alcune scolaresche. Quindi, siamo stati in moltissimi nella sala del Palazzo del Governatore di Parma, una partecipazione da festival.

La nostalgia felice è il suo ultimo lavoro edito da Voland, un titolo che sembra un ossimoro secondo la nostra cultura. Il concetto di felicità ricalca quello giapponese: i ricordi sono bellezza non tristezza, felicità, appunto. Nell'opera c'è un rimando a Proust: le sue madeleine incarnano il concetto giapponese di nostalgia felice. «Le mie madeleine non sono come quelle proustiane». E aggiunge divertita: se Proust fosse vivo, probabilmente avrebbe la cittadinanza giapponese!

giovedì 27 febbraio 2014

Farsi un'idea #19

Difficile scegliere quale brano dare risalto quando un libro ti è piaciuto, ma non solo piaciuto anche divertito. E ancor più arduo cercare di trasmettere quelle risate che ti hanno contagiato durante la lettura. Ci provo.
Il pensiero in questione riguarda Cosa vuoi fare da grande di Ivan Baio e Angelo O. Merloni, recensito su questo blog due giorni fa. 
Potrei proporvi un estratto a caso perché il libro non annoia mai, forse esagera in alcuni punti ma se pensiamo alla realtà attuale - quella italiana, per intenderci - non risulta stonata ma perfettamente descritta.
Dicono che gli italiani diano il meglio di sé a tavola: questa scena ritrae il nostro tipico atteggiamento da predatori della savana davanti ad un buffet. Per non parlare dei movimenti di contorno al banchetto che qui sono importanti, danno un tono "sublime" al contesto.
Divertitevi!

Un applauso pazzesco scosse la palestra. La signora Smargotti tranne Luisa Tirlindano per la cintura sussurandole a un orecchio parole di conforto: - Guardala, la Punzoloni. Guardala. Lascia che sia lei ad alterarsi, a disprezzarci. Conserva la rabbia per dopo. Ho un piano. 
E pensare che quel mattino, dopo i soliti esercizi ginnici con i gemelli, dopo averli fatti lavare, mangiare, vestire, Sofia Smargotti aveva sì caricato a dovere i ragazzi con lo spirito di un Alessandro Magno in gonnella, ma dentro di sè non sapeva dove sbattere la testa. Un piano non è un piano senza diversivo, e lei era stata sveglia fino all'alba ma non ne aveva trovato uno. Era disperata. E invece... tirò un bel respiro e sorrise a Luisa Tirlindano. 
Creta nelle sue mani.

martedì 25 febbraio 2014

Cosa vuoi fare da grande di Ivan Baio e Angelo O. Meloni


Cosa vuoi fare da grande è la domanda ricorrente che ci tormenta dalla tenera età e porta in luce risposte fantasiose, sincere, irrealizzabili e spiazzanti. Io, pur essendo adulta, ancora non lo so. Avrei voluto avere a che fare con il futurometro, così da alleggerire ogni mio dubbio amletico: essere o fare?
Quella spinosa domanda è anche il titolo del libro scritto a quattro mani da Angelo Meloni e Ivan Baio.
Guido e Gianni, due bambini caratterialmente opposti ma accomunati da vissuti complicati e solitudine, sono legati da una bella amicizia nata sui banchi della scuola elementare Attilio Regolo di Milano. La scuola è stata scelta, dopo una faticosissima selezione, per avviare la sperimentazione del futurometro, congegno creato dall'ingegnere turco Volkan Kursat Bayraktar. In questo strumento si concentrano tutte le speranze di riuscita e le delusioni di fallimento del futuro lavorativo degli studenti. Per l'occasione viene allestita una cerimonia in pompa magna alla presenza di ministri, dello stesso ingegnere e dei genitori. Ma non sarà una passeggiata perché nasceranno una serie di equivoci che vedranno le madri degli alunni farsi la guerra a colpi di festoni. Guido e Gianni saranno le prime vittime. 

domenica 23 febbraio 2014

Incontri d'autore - Nicola Gardini


È la prima volta che prendo parte ad un incontro aperto e intervallato da interpretazioni di arie liriche. E sì, perché Fauci di Nicola Gardini, edito da Feltrinelli, ha a che fare con l'opera. Non storcete il naso, non è un libro barboso, ma ironico, critico e crudele. 
Nicola Gardini, per chi non lo conoscesse, non è un principiante, la sua produzione è vasta ed eterogenea. E devo dire polemizzando, che mi è dispiaciuto assistere a questa presentazione in una sala poco gremita: solo i grandi nomi sono capaci di spostare grandi folle?
Ma ritorniamo all'incontro. Giovedì 20 febbraio alla Feltrinelli di Parma si è tenuta la presentazione di Fauci con la presenza di Gabriele Grasselli e Davide Papotti. 
Grasselli introduce al romanzo sottolineando come la scrittura dell'autore ricordi Vargas Llosa della Zia Giulia e lo  scribacchino per lo humor e Alberto Arbasino dell'Anonimo lombardo per la citazione di opere liriche e delle Piccole vacanze per il ritratto della borghesia milanese.

venerdì 21 febbraio 2014

Il venerdì in libreria #15

Carissimi,
vi presento uscite editoriali che riguardano le ultime due settimane di febbraio. Gran parte si concentrano nella prossima settimana.
Ci sono il ritorno di Philip Roth e di Amélie Nothomb, rispettivamente per Einaudi e per Voland. Poi tanti autori stranieri: Lavanya Sankaran, Joanna Gruda, Yuri Herrera. Margherita D'Amico ci presenta Rane, cavalli e altri adolescenti, mentre Neige De Benedetti usce per Sellerio. Infine due classici, Fitzgerald e Tomasi di Lampedusa.

Titolo: La nostra gang
Autore: Philip Roth
Editore: Einaudi
Pagine: 184
Genere: Narrativa internazionale
Prezzo di copertina: € 18,00
Disponibile in ebook: €9,99
Data di uscita: 18/02

Sul palcoscenico internazionale Trick E. Dixon e il suo gabinetto furoreggiano a suon di malefatte: in una crescente esasperazione grottesca della politica nixoniana, assistiamo all'invasione della Danimarca, al lancio dell'atomica su Copenhagen, a una rivolta di boy scout soffocata nel sangue. Scritto di getto nella primavera del 1971, più di un anno prima dell'effrazione nella sede dei democratici al Watergate e ben tre anni prima delle dimissioni di Nixon, "La nostra gang" procurò a Roth l'appellativo di profeta. Ma questo libro nasce soprattutto dall'indignazione di Roth per il linguaggio di Nixon, ed è qui, nella meticolosa parodia dei suoi tic verbali e strategie retoriche, che l'autore affonda il colpo decisivo: sul suo bersaglio diretto, e su di noi. Perché, più di quarant'anni dopo, dall'altra parte dell'Atlantico, quei tic, quelle strategie, hanno un suono inquietante e famigliare. Allora, forse, l'aggettivo migliore per questo libro non è "profetico", ma "universale".

Titolo: La nostalgia felice
Autore: Amélie Nothomb
Editore: Voland
Pagine: 118
Genere: Narrativa internazionale
Prezzo di copertina: € 14,00
Data di uscita: 20/02

Dopo il terremoto di Fukushima Amélie Nothomb torna per la prima volta in Giappone nel 2012, a distanza di quasi vent'anni dalla devastante ed esilarante esperienza raccontata in Stupore e tremori e in Né di Eva né di Adamo. Un viaggio sentimentale raccontato con profondo coinvolgimento.

Titolo: La fabbrica della speranza
Autore: Lavanya Sankaran
Editore: Marcos y Marcos
Pagine: 432
Genere: Narrativa internazionale
Prezzo di copertina: € 17,00
Data di uscita: 20/02

Anana e un uomo che fa. Come un pioniere, si e aperto la strada in una terra ostile - lo stato indiano somiglia al nostro, invadente e dispotico quando chiede, inesistente quando serve - e intravede finalmente l'orizzonte: la sua è una fabbrica modello, pronta a decollare sul mercato internazionale. Anche i suoi figli gli sembrano un miracolo, mentre la moglie è capricciosa e insicura. Nei sogni Anand accarezza un'altra donna: accanto a Kavika, non è più solo. E quando di colpo tutto si complica, perché politici rapaci lo tormentano con un subdolo ricatto, Kavika è l'unica che lo sa ascoltare. Ma qual è il karma di Anand? Proteggere sua moglie per amore dei figli, o dare ascolto ai propri bisogni più intimi e abbandonarsi tra le braccia di Kavika? Cedere al ricatto che minaccia la sua fabbrica e adeguarsi alla corruzione imperante, o combattere e dire di no? Kamala è una vita che combatte. Ha lavorato nei cantieri con il figliolino al collo, dormendo sul marciapiede in una tenda improvvisata. Fare la serva per la famiglia di Anand le sembra una conquista: ha una casa minuscola in cui tornare la sera, può mandare a scuola il suo amato Narayan. La sua vita è distante mille miglia da quella dei suoi datori di lavoro, che spendono in un pomeriggio di shopping quello che lei guadagna in un anno, ma Kamala sarebbe contenta così. Se non fosse per la speculazione edilizia che minaccia la sua casa. Se non fosse per la calunnia che rischia di distruggere tutto quello che ha. 


mercoledì 19 febbraio 2014

Farsi un'idea #18

Ho letto Fai bei sogni di Massimi Gramellini, l'ho recensito e oggi vi propongo una sua pagina.
Le mie impressioni le ho affidate al blog qualche giorno fa e credo sia inutile aggiungere altro a questa storia delicata e intensa proprio come un segreto.
Ho scelto il brano che ricorda Salem, il bambino rimasto orfano durante il conflitto bosniaco. Nelle parole di Gramellini c'è una traccia di quell'infanzia martoriata e rubata, che lo riflettere sulla propria condizione: la paura di vivere lo assale e non gli fa affrontare con lucidità gli ostacoli e le persone. Ecco, dal suo atteggiamento così severo e vigliacco nasce un divorzio e un nuovo abbandono. Cercare di immaginare dinamiche mai vissute, non fa che acuire il rifiuto verso ciò che potrebbe apparire scontato e naturale. 
Buon lettura!
A Sarajevo passai un mese in alberghi senz'acqua e senza luce, incontrando bambini senza mamme e senza piedi: li avevano lasciati sopra le mine. 
Accostato al loro, il mio dramma infantile tornò a farmi pena. Era il mio dramma di adulto che non me ne faceva più. A cosa stava servendo questa vita che avevo così paura di perdere? 
Prima di ripartire per Roma aiutai l'interprete a portare via i libri dalla sua casa bombardata. Vidi una copia in francese dei Miserabili di Victor Hugo e cercai una frase nelle ultime pagine, sapevo che era lì. 
Il protagonista Jean Valjean sta per spegnersi nel suo letto e Cosette, la figlia adottiva, lo implora di resistere. Non vuole che muoia, ma quel grande giusto la rassicura. 

lunedì 17 febbraio 2014

Fai bei sogni di Massimo Gramellini


Solitamente preferisco leggere alcuni libri dopo che il polverone mediatico si è nettamente ridimensionato. Anche Fai bei sogni di Massimo Gramellini ha avuto la stessa sorte, con l'intenzione di leggerlo ma chissà quando. Invece, mi è stato prestato in un momento in cui cercavo di scegliere le mie letture...


Il romanzo parte da un presente recente, da un segreto conservato per circa quarant'anni per piombare in un passato remoto che ha condizionato il futuro del protagonista. E il protagonista in questione, è molto conosciuto: Massimo Gramellini, vice direttore della «Stampa» e autore della rubrica Buongiorno.
Credo, che la storia sia ampiamente conosciuta ma trovo doveroso darne qualche traccia per completezza di discorso.
Massimo ha nove anni quando l'ultimo dell'anno è segnato dalla morte della madre, già ammalata di cancro. Già da qualche tempo il loro legame si era ridimensionato per la paura della madre di separarsi definitivamente dal figlio.

venerdì 14 febbraio 2014

Kobo Touch e la mia lettura in digitale

Ho rimandato per troppo tempo questo argomento perché sono stata sopraffatta dai libri di carta. L'anno scorso e anche questo ho letto pochissimi ebook e me ne dispiace molto (solo qui, qui, qui). Perché se ho acquistato un ereader ci sarà un motivo: leggerezza.
E sì, senza dubbio la leggerezza e libertà di poter portare in 185 grammi tanti e tanti libri.


Premetto che non ho alcuna intenzione di pubblicizzare Kobo Touch, né tanto meno questo post non sarà una recensione tecnica perché non ne sarei capace. Questo post ospiterà la mia opinione, personalissima, sulla lettura in digitale.

mercoledì 12 febbraio 2014

Farsi un'idea #17

Buon dì, 
oggi leggiamo la scrittura di Jennifer Egan e in particolare, Scatola nera, recensito due giorni fa.
Per chi non ne fosse al corrente, il libro è l'epilogo finale di un esperimento letterario nell'era dei social network. La scrittrice ha pubblicato per dieci giorni una spy-story via Twitter rispettando i canoni 140 caratteri. Da come potete vedere nell'immagine e nel brano riportato di seguito, ogni tweet è intervallato da una pausa. Come ho scritto nella recensione, a prima lettura, questa tipologia di scrittura risulta "fastidiosa", un po' macchinosa. Proseguendo, c'è una coerenza di stile che non cozza assolutamente né con la Letteratura né tanto meno il modo di fare Letteratura oggi.
L'estratto riguarda un intero paragrafo, il 37 (ho letto la versione digitale, non saprei la corrispondenza delle pagine nel cartaceo). Siamo quasi al culmine della missione dell'eroina: ha incontrato una serie di ostacoli che l'hanno costretta a rivedere i propri passi. 
Le istruzioni della voce narrante si integrano con la vicenda, quasi fossero un copione già recitato. Da notare, il riferimento alla retorica americana: andiamo a combattere, ma rispettiamo i diritti umani!
Buona lettura.



Scoprendoti esperta nelle arti marziali, un uomo che ti ha creduto una semplice bellezza ricalcherà la tua identità e i tuoi obiettivi. 

Osserva i suoi occhi: starà misurando la distanza tra sé e la più vicina all'arma da fuoco.

È consigliabile allontanarsi immediatamente.

lunedì 10 febbraio 2014

Scatola nera di Jennifer Egan


Tempo di lettura: un'ora e dieci minuti. Tra tè e biscotti. Questo libro ha così occupato una parte piccola piccola della mia giornata. È stata una lettura non banale, senza ombra di dubbio. 
Non ho mai letto nulla di Jennifer Egan e Scatola nera mi è sembrato il giusto tentativo di approcciarmi o sfiorare la sua scrittura senza pretese, ma con molta cautela. L'input è stato la brevità della storia: così sarei riuscita a terminarla anche se non mi fosse piaciuta particolarmente. È stato il contrario.



Scatola nera è una storia di spionaggio con al centro un'eroina "robotizzata" e volontariamente impegnata in una missione segreta per salvare l'America da un possibile attacco terroristico, organizzato sulle sponde del Mediterraneo.
Scatola nera indica la persona fisica che registra gli elementi chiave della sua missione, ma anche il tormento della donna di non riuscire più a riappropriarsi della vita privata e di rivedere i volti cari. Fin dal principio le regole sono chiare: «Nel nuovo eroismo, l'obiettivo è trascendere i dolori e gli amori meschini della vita individuale in favore di un'abbagliante collettività».
A me sembra di aver scorto una parodia delle paranoie americane che ruotano intorno al patriottismo, derivante «da una cultura improntata alla fedeltà tribale».
È senza dubbio un manuale di istruzioni, di sopravvivenza soprattutto, dal tono impersonale come accade nel libro di Hamid. Infatti, il libro è scritto nella seconda persona singolare, in cui l'addestramento si coniuga con il racconto della spy-story.
Non conosciamo chi narra né quale sia il nome della protagonista e di tutti i personaggi che le gravitano intorno perché operano nell'assoluto anonimato. Solo la voce narrante distingue l'eroina dal Partner Designato, il presunto attentatore. L'azzeramento dell'identità dei protagonisti, come prevede una missione segreta, mette in campo solo istruzioni, pensieri e azioni. Nonostante, l'assenza di dialoghi, ci sono una trama e un senso.

Non è una storia monotona, anzi, si respira una certa tensione. Anche se di primo acchito l'andatura del racconto potrebbe risultare stopposa, mostrando spesso un legame volutamente e involontariamente macchinoso. Il ritmo è cadenzato, quasi fosse il verso di una poesia. Graficamente vengono rispettati i 140 caratteri per periodo con spazi bianchi tra un periodo e un altro. Immagino la fatica della traduzione: che impresa far rientrare in 140 caratteri inglesi in un italiano libero da fronzoli. Quindi, niente frasi contorte ma coincise. Comunque, vi sarà chiaro quando tra qualche giorni pubblicherò qualche brano nella rubrica “Farsi un'idea”.
È importante dare notizia della genesi di Scatola nera. Il 25 maggio 2012 il «New Yorker» invita i lettori a seguire la storia narrata da Jennifer Egan su Twitter: un twit al minuto per dieci giorni dalle 8 alle 9 di sera. Un puro esperimento? Una provocazione? Un chiaro adeguamento ai tempi moderni? Sta di fatto che è stata una lettura piacevole, una lettura da tablet o smartphone, da fruire (lo so è termine orrendo) in poco tempo. La pubblicazione a puntate ha sicuramente generato suspense e curiosità. Certamente può essere considerato un tentativo riuscito di adattamento della letteratura ai  social network.

Titolo: Scatola nera
Autore: Jennifer Egan
Editore: Minimum Fax
Pagine: 69
Anno di pubblicazione: 2013
EAN: 9788875215385
Prezzo di copertina: € 7,50
Disponibile in ebook: € 1,99

venerdì 7 febbraio 2014

Il venerdì in libreria #14

All'inizio di ogni mese, ho sempre difficoltà a reperire i libri che usciranno nelle prime due settimane. Spulcio, giro e rigiro, ma mi ritrovo sempre a bocca asciutta. In generale, le case editrici sono così brave a creare l'attesa e si dimenticano di dare qualche dettaglio in più sulle imminenti novità. 
Questo preambolo non è una giustificazione, vorrei solo chiarire che di alcune uscite non riesco a trovarne traccia. Sopperirò a questa mancanza aggiornando il prossimo post della rubrica o dandovi notizia sulla mia pagina Facebook.
Bene, questa settimana è Andrea Bajani ad aprire le danze con La vita non è in ordine alfabetico, Guccini ci ha preso gusto con il Dizionario e ne pubblica uno nuovo per Mondadori. Per la narrativa internazionale, le uscite riguardano Americani di Sullivan, Come il vento tra i mandorli di Michelle Cohen Corasanti, Nostalgia di Eshkol Nevo, Il sogno di Schroder di Amity Gaige.
Infine cito la biografia di Irène Némirovsky, che però non è una vera e propria novità perché esce in edizione tascabile. Ho diverse amiche blogger che adorano questa scrittrice, quindi, l'ultimo libro è tutto per loro.

Titolo: La vita non è in ordine alfabetico
Autore: Andrea Bajani
Editore: Einaudi
Pagine: 136
Genere: Racconti
EAN: 9788806213213
Prezzo di copertina: € 12,50
Data di uscita: 04/02

Il giorno in cui il maestro insegna ai bambini l'alfabeto è la fine e l'inizio di un mondo. La fine di un mondo in cui le cose succedevano e basta, e l'inizio di uno in cui possono essere messe in fila indiana in forma di parole. La vita intera passa attraverso le molteplici combinazioni di quelle ventuno lettere: sorprese, delusioni, imprevisti, nascita e crescita, persino la morte. Quaranta storie lievi e profonde, commoventi e allegre. In ogni racconto è la vita che si manifesta. Sono epifanie scovate quasi per caso nelle pieghe del quotidiano: lo smarrimento di una donna di fronte alla rottura di un braccialetto dei desideri, lo stupore di un quarantenne che torna a scuola per un corso di lingua, la dignità di chi dopo anni di psicoterapia prova a farcela da solo, l'eccitazione di un bambino a cui è affidato un segreto più grande di lui, il piacere di rimettere in circolazione una banconota falsa ricevuta a tradimento... Una vera e propria commedia umana in cui un piccolo gesto, o una parola, può diventare la chiave per capire noi stessi e cercare quella cosa che, anche se con qualche sospiro, vogliamo ancora chiamare felicità. 

Titolo: Nuovo dizionario delle cose perdute
Autore: Francesco Guccini
Editore: Mondadori
Pagine: 120
Genere: Narrativa italiana
EAN: 9788804634409
Prezzo di copertina: € 12,00
Disponibile in ebook:
Data di uscita: 04/02

Dall'idrolitina ai calendarietti profumati dei barbieri, dal temibile gioco del traforo alle cabine telefoniche, passando per i bordelli, le letterine di Natale piene di buoni propositi da mettere sotto il piatto del babbo, le osterie (quelle vere, senza la h davanti per darsi un tono) e molto altro, Guccini torna a scavare nel passato che ha vissuto in prima persona per riportarcelo intatto e pieno di sapore. Pagine poetiche, capaci di dare voce alla poesia delle cose e alla malinconia per il tempo che scorre, ma anche piene di ironia.

Titolo: Americani
Autore: John Jeremiah Sullivan
Editore: Sellerio
Pagine: 324
Genere: Narrativa internazionale
EAN: 9788838931123
Prezzo di copertina: € 16,00
Disponibile in ebook: € 10,90
Data di uscita:06/02

In questo libro tutto è stato visto, ascoltato, e soprattutto vissuto, non c'è nulla di inventato. Le storie della gente comune, i segreti di celebrità inarrivabili e di oscure personalità del passato, i dettagli di eventi apocalittici che travolgono il territorio e le persone. Scrittore e reporter errante, Sullivan ci presenta vicende e personaggi che sfiorano l'incredibile: da Constantine Rafinesque, eccentrico genio del diciottesimo secolo che inventò dal nulla la preistoria del nuovo mondo falsificandone le prove, a Mister Lytle, un anziano e stravagante letterato simbolo di un'epoca ormai trascorsa. Da un festival di "rock cristiano" frequentato da migliaia di devoti e giovanissimi fan, alle serate trascorse in Florida a chiacchierare con i protagonisti di un reality televisivo che sfruttano la loro declinante celebrità in tour di discoteche e locali minori. Sullivan indaga gli anni formativi di due grandi star della musica pop, Michael Jackson e Axl Rose dei Guns N' Roses, poi si sposta sulla costa del Golfo durante l'uragano Katrina e si spinge fino in Giamaica a scovare l'ultimo musicista della band di Bob Marley. Da queste storie, da questi reportage, emerge un ritratto inconsueto di un paese che a partire dall'Undici Settembre, dopo i fallimenti della politica estera, con il declino progressivo della propria influenza sul mondo, è cambiato in modo radicale.

giovedì 6 febbraio 2014

Farsi un'idea #16

Qualche giorno fa avevo espresso le mie riserve riguardo Dieci dicembre di George Saunders: le mie perplessità erano relative a certi racconti che ho giudicato troppo surreali e grotteschi. Tutto qui. Anche se Saunders riesce a scrivere piccole storie come fossero romanzi, così perfetti, così equilibrati.
Vi ho accennato nel precedente post, come Saunders riesce a fondere la scrittura e la struttura del testo con nuove acrobazie - perché di acrobazie si tratta - grafiche e terminologiche. Ne avrete un assaggio leggendo il primo brano.
Ho riportato i brani di due diversi racconti, Le ragazze Semplica e Casa. Sono stati i racconti che mi hanno colpita di più. 
Non ho riportato le pagine degli estratti perché ho letto l'ebook e quindi, non so se c'è corrispondenza tra il cartaceo e il digitale.

Le ragazze Semplica mi ha sorpresa, oltre che per l'assurda vicenda, per la coerenza stilistica: una lingua sgrammaticata che si accosta a segni grafici fino a risultare un linguaggio estremamente colloquiale.
Una famiglia cerca a tutti i costi il riscatto sociale che è sinonimo di possesso, di lusso. Il padre, che scrive il diario per dei lettori futuri (di chissà quale epoca!), è impegnato in questa ascesa e nell'educazione dei figli, tra pratiche moderne e realizzazioni di vizi e desideri assurdi. Per sentirsi un buon padre. Questa parte riguarda una delle figlie, Eva. 

(23 sett.)


Eva insopportabile. 
Come forse avrò già detto, Eva = sensibile. Questo positivo, secondo me e Pam, questo = segno di intelligenza. Ma Eva sembra essersi messa in testa che sensibilità = metodo efficace per ottenere attenzione, cioè sviluppando tendenza a essere fuori dal coro, forse per distinguersi dagli altri, cioè apparire migliore, più raffinata degli altri? In passato ha rifiutato di mangiare carne, sedere su poltrone pelle, usare forchette plastica fabbricate in Città. Molto tenero se a farlo bambina. Ma Eva sta crescendo, questa tendenza a obiettare per principio inizia a sembrare un po' forzata + diventare fondamentale per immagine che ha di sé?

martedì 4 febbraio 2014

Dieci dicembre di George Saunders

Dieci dicembre è capitato per caso, avrei voluto leggerlo più in là per farmi un'idea più convincente del libro e dell'autore. A lettura terminata non credo che il tempo mi avrebbe aiutata a cambiare idea.
Per me non è il libro più bello che leggerò quest'anno, come recita la copertina. E scusate la mia ignoranza e la mia poca elasticità mentale a digerire certi temi così negativi. Probabilmente non è neanche la negatività che accomuna le storie, ma quest'aurea surreale che le circonda fino a giungere, in alcuni casi, a situazioni catastrofiche. Ecco, questo troppo è non mi convince, anche se capisco il senso che George Saunders ha voluto affidare al suo lavoro. Tirando le somme: è una questione di gusto personale.
Comunque, non sarà una recensione negativa ma cercherò di mettere in luce tutti gli aspetti positivi.



Dieci dicembre è il racconto conclusivo con un lieto fine, una storia che conserva un barlume di umanità positiva, un briciolo di speranza e gentilezza (per citare il suo discorso agli studenti americani).
La composizione dei racconti abbraccia un arco di tempo piuttosto lungo e anche per questo motivo non c'è un'omogeneità strutturale e né linguistica. L'autore sviscera famiglie e contesti, solitudine e frustrazione fino all'epilogo devastante. Gran parte dei racconti inquadra la provincia americana evidenziando invidie e assillanti ascese sociale, degrado dei valori familiari e perdita della dignità lavorativa. Inoltre, reminiscenze orwelliane e sofferenza si mescolano bene in Fuga dall'aracnotesta, tra i miei preferiti insieme a Le ragazze Semplica, Casa.

domenica 2 febbraio 2014

Farsi un'idea #15

È un p' difficile dare un'idea di stile e di scrittura di un autore nelle proprie recensioni. Cento strappi non è da meno, soprattutto perché di racconti si tratta: sono più soggetti alla creatività e possono abbracciare un tempo più o meno lungo di elaborazione.
Qualche giorno fa, vi aveva parlato della poliedricità dei temi trattati che hanno come comune denominatore la quotidianità sudafricana. 
Anche lo stile di Liesl Jobson è difficile da inquadrare, da getti improvvisi che si combinano con il linguaggio più spiccio a periodi più avvolgenti e descrittivi. 
Leggendo i frammenti che vi ho proposto, potete capire di cosa parlo. 
Credo, al di là della mia poco propensione al racconto e alla confusione generata dalle prime pagine del libro, questa scrittrice merita di essere almeno menzionata. 
Buona lettura!


AL CELLULARE

Mio figlio di dodici anni dorme a casa di suo padre dodici sere su quindici. All'alba mi manda un sms
- giorno ma. drmt bn?
- Sognato che davo fuoco a un sacco di segreti orrendi. 
Le sue parole irrompono nella mia giornata, sul mio display, e io mi vedo la curva del suo pollice che digita; me lo immagino che si stira, ancora a letto. 
- uh che brutto
- C'era una conosco che era corrotta e bruciava tutti i documenti. 
O misteri dell'etere! Benedico lo splendore degli elettroni, le cyber cifre che mi accendono. 
- davvero?
- Fiiiuuu! Usavamo tutta la legna che c'era, quasi radevano al suolo la casa.
- ho sgnt ankio ma era lunghissimo e stranissimo. 
Meglio di così non potrebbe andare. Se dormisse da me tutte le sere, ce li faremmo, questi sussurri teneri mentre lui si annoda la cravatta prima di andare a scuola?

L'editore del mese: Topipittori

Questo mese si parla di storie di Natale