martedì 25 febbraio 2014

Cosa vuoi fare da grande di Ivan Baio e Angelo O. Meloni


Cosa vuoi fare da grande è la domanda ricorrente che ci tormenta dalla tenera età e porta in luce risposte fantasiose, sincere, irrealizzabili e spiazzanti. Io, pur essendo adulta, ancora non lo so. Avrei voluto avere a che fare con il futurometro, così da alleggerire ogni mio dubbio amletico: essere o fare?
Quella spinosa domanda è anche il titolo del libro scritto a quattro mani da Angelo Meloni e Ivan Baio.
Guido e Gianni, due bambini caratterialmente opposti ma accomunati da vissuti complicati e solitudine, sono legati da una bella amicizia nata sui banchi della scuola elementare Attilio Regolo di Milano. La scuola è stata scelta, dopo una faticosissima selezione, per avviare la sperimentazione del futurometro, congegno creato dall'ingegnere turco Volkan Kursat Bayraktar. In questo strumento si concentrano tutte le speranze di riuscita e le delusioni di fallimento del futuro lavorativo degli studenti. Per l'occasione viene allestita una cerimonia in pompa magna alla presenza di ministri, dello stesso ingegnere e dei genitori. Ma non sarà una passeggiata perché nasceranno una serie di equivoci che vedranno le madri degli alunni farsi la guerra a colpi di festoni. Guido e Gianni saranno le prime vittime. 
Il sottotitolo del libro vi indica la tematica  e presente, un romanzo tragicomico sul futuro dell'istruzione italianaNon voglio aggiungere altro perché la storia è ricca di personaggi e sono molte incursioni nelle loro vite private, nonostante il tempo della storia sia compresso alle ore pre, durante e post cerimonia. Credo, che i protagonisti non siano Guido e Gianni, ma un intero sistema che si sgretola, che rattoppa pezzi e si sgretola nuovamente. A capo di questo sistema ci sono gli adulti occupati nelle loro futili schermaglie, in accordi volgari a scapito degli stessi figli. Ecco, a cosa mi riferisco. Onofrio Ora – nel quale mi immedesimo comprendendo e vivendo la precarietà della sua situazione – prima di iniziare a lavorare presso il Ministero , si sente dire quasi fosse un favore che si tratta di uno «stage gratuito, ovviamente, testa di cazzo. E non pensare di chiedere un rimborso, ma ringrazia se ti daranno i buoni pasto. Non vorrai farci passare per rompicoglioni?». Chissà perché mi ci rispecchio in questa accorata raccomandazione!
È un sistema che riguarda non solo il microcosmo scolastico, ma ogni realtà lavorativa e non. Il destino di un giovane è delegato a una macchina e a un sistema che fa solo i propri interessi.
Probabilmente, Il futurometro potrebbe aiutare i giovani studenti a decifrare senza errori il proprio futuro per evitare sprechi di risorse e aiutare la scuola ad investire concretamente in energie mirate. Ma siamo sicuri che questo congegno possa salvare la scuola italiana e gli studenti? Perché lo strumento scavalca le reali aspirazioni di ciascuno per concentrasi sulla concrete capacità. La scuola, in questo caso, si prepara ad una "selezione naturale", lasciandosi dietro le spalle chi non possiede tutti i mezzi per farcela.Non ci chiede più cosa vuoi fare da grande, ma cosa farai. «Il futurometro non poteva mentire, era una macchina, e si sa, le macchine dicono la verità. Solo gli uomini le sparano grosse e covano sogni e studiano tutta la vita anche se sanno che i sogni sono fragili, le notti lunghe e solitarie, gli amori un affare per pochi».
Gran parte dei personaggi sono ritratti nei loro aspetti più caricaturali e sono sinonimo di un'Italia arraffona, superficiale, legata alle logiche delle poltrone. C'è tutta la nostra contemporaneità. Catastrofica. Ecco perché ho riso molto, per l'adesione alla nostra società. Guido, Gianni e i due bidelli rappresentano un briciolo di speranza e di ingenuità.
Di fondo c'è un'impronta tragica, ma è velata ed è stemperata dalla vivacità della scrittura. La vicenda è narrata con tono ironico, pungente, cinico: le risate non mancheranno. Sembra quasi un film fantozziano per le assurdità degli eventi e per quella sottile vena malinconica. E seppur alcune immagini risultano forzate, rientrano perfettamente nel clima apparentemente surreale che si è creato. Perché qui, tutto è reale. Purtroppo.

Titolo: Cosa vuoi fare da grande
Autore: Ivan Baio e Angelo Meloni
Editore: Del Vecchio
Pagine: 184
Anno di pubblicazione: 2013
EAN: 9788861100558
Prezzo di copertina: € 12,00
Disponibile in ebook: € 8,99

5 commenti :

  1. Bella recensione, ho letto il romanzo e l'ho trovato davvero divertente e, purtroppo, "realista" peccato per alcune scene davvero ipercaratterizzate, come hai detto tu ho trovato alcune parti un po' forzate con conseguente calo dell'attenzione ^^

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    1. Infatti, è proprio così. Comunque, un'idea di fondo c'è.

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  2. Eh sì, questa storia è molto più vera di quello che sembrava all'inizio. Non ho riso molto e alcune scene che avrebbero dovuto far ridere (credo) mi hanno soprattutto annoiata, però in generale è stata una lettura piacevole, soprattutto per quel che riguarda la critica alla società.
    Speriamo che prima o poi qualcuno si occupi davvero della scuola, ma sarà che questo è il verso giusto.
    Buona giornata!!! :)

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