martedì 4 febbraio 2014

Dieci dicembre di George Saunders

Dieci dicembre è capitato per caso, avrei voluto leggerlo più in là per farmi un'idea più convincente del libro e dell'autore. A lettura terminata non credo che il tempo mi avrebbe aiutata a cambiare idea.
Per me non è il libro più bello che leggerò quest'anno, come recita la copertina. E scusate la mia ignoranza e la mia poca elasticità mentale a digerire certi temi così negativi. Probabilmente non è neanche la negatività che accomuna le storie, ma quest'aurea surreale che le circonda fino a giungere, in alcuni casi, a situazioni catastrofiche. Ecco, questo troppo è non mi convince, anche se capisco il senso che George Saunders ha voluto affidare al suo lavoro. Tirando le somme: è una questione di gusto personale.
Comunque, non sarà una recensione negativa ma cercherò di mettere in luce tutti gli aspetti positivi.



Dieci dicembre è il racconto conclusivo con un lieto fine, una storia che conserva un barlume di umanità positiva, un briciolo di speranza e gentilezza (per citare il suo discorso agli studenti americani).
La composizione dei racconti abbraccia un arco di tempo piuttosto lungo e anche per questo motivo non c'è un'omogeneità strutturale e né linguistica. L'autore sviscera famiglie e contesti, solitudine e frustrazione fino all'epilogo devastante. Gran parte dei racconti inquadra la provincia americana evidenziando invidie e assillanti ascese sociale, degrado dei valori familiari e perdita della dignità lavorativa. Inoltre, reminiscenze orwelliane e sofferenza si mescolano bene in Fuga dall'aracnotesta, tra i miei preferiti insieme a Le ragazze Semplica, Casa.
Queste pagine sono la metafora più grottesca, più surreale dell'affannarsi della vita per questioni prive di significato. Surreale è sinonimo di follia vera, di follia umana, il passaggio successivo al buio totale. «Dove sbagliamo?», sembra che l'interrogativo sia il fil rouge dell'intera raccolta: tutti i personaggi sono consapevoli delle proprie azioni e delle conseguenze devastanti che potrebbero portare e, al tempo stesso, sono pennellate nevrotiche, così credibili da sembrare reali.
Riconosco a Saunders la grande maestria della narrazione ed è proprio questa la grande qualità dei racconti che guida momenti di forte intensità e l'alternanza stili e di registri linguistici. A tal proposito, merita una menzione speciale Le ragazze Semplica: la lingua traballante che un padre adotta nel suo diario è un esempio di notevole padronanza di linguaggio.
Quindi, la capacità di raccontare si combina con l'attenzione a fondere nel testo nuove formule terminologiche, volutamente sgrammaticate – labbra/mani/lobi, intensità/concentrazione, Faro della Sera, {il ragazzo dei tuoi sogni} – quasi fosse un passaggio naturale. Devo dire che non ho visto un uso così sorprendente delle parentesi graffe!
Saunders non scende a compromessi con le sue storie: non c'è né culto delle sofferenze e né patetismo, tutto è un'adesione ad un perfetto realismo.
Escleduendo la mia titubanza iniziale, vi consiglio leggere quest'opera anche solo per contemplare una narrazione impeccabile.

Ps: Direi che la foto si intona con il titolo, bianco neve... più o meno. 

Titolo: Dieci dicembre
Autore: George Saunders
Editore: Minimum Fax
Pagine: 222
Anno di pubblicazione: 2013
EAN: 9788875215194
Prezzo di copertina: € 13,50
Disponibile in ebook:  € 7,99

11 commenti :

  1. Sono d'accordo.
    L'ho letto anch'io e non ho condiviso l'entusiasmo di massa però riconosco a Saunders una capacità narrativa molto particolare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Meno male! Credevo di essere l'unica a non averlo apprezzato fino in fondo. E comunque, come hai scritto anche tu, non si può criticare l'indiscutibile capacità di affrontare il racconto.

      Elimina
  2. Io non l'ho letto ma lo leggerò perchè nonostante non ti abbia pienamente convinta sei stata bravissima ad incuriosirmi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Spero che apprezzerai più di quanto io sia riuscita. Fammi sapere la tua opinione!

      Elimina
  3. Che meraviglia questo blog! Ho già visto un po' di recensioni di libri che vorrei comprare, vado subito a curiosare!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille per essere passata da qui. I complimenti fanno sempre piacere. :)

      Elimina
  4. Bellissima recensione. Mi perdo sempre nelle tue righe!

    RispondiElimina
  5. Avevo letto in giro solo cose positivissime su questo libro, tu ti discosti un po' dal coro! :) Comunque ho voglia di leggerlo questo libro, se non altro per vedere almeno un fiocco di neve disegnato, visto che dal vivo quest'inverno non ne ho visto nemmeno uno.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti, le recensioni che circolano sono tutte positive. Non mi sono piaciuti certi estremismi, però Saunders è un abile narratore.
      Attendo il tuo giudizio.

      Elimina
  6. Non l'ho letto, però non escludo di farlo, alla fine anche se non sarà il libro più bello che leggerò, sarà meglio di tante cose che, vedo, stanno spopolando in giro (dato che questo almeno è ben scritto).

    RispondiElimina

L'editore del mese: Topipittori

Questo mese si parla di storie di Natale