lunedì 17 febbraio 2014

Fai bei sogni di Massimo Gramellini


Solitamente preferisco leggere alcuni libri dopo che il polverone mediatico si è nettamente ridimensionato. Anche Fai bei sogni di Massimo Gramellini ha avuto la stessa sorte, con l'intenzione di leggerlo ma chissà quando. Invece, mi è stato prestato in un momento in cui cercavo di scegliere le mie letture...


Il romanzo parte da un presente recente, da un segreto conservato per circa quarant'anni per piombare in un passato remoto che ha condizionato il futuro del protagonista. E il protagonista in questione, è molto conosciuto: Massimo Gramellini, vice direttore della «Stampa» e autore della rubrica Buongiorno.
Credo, che la storia sia ampiamente conosciuta ma trovo doveroso darne qualche traccia per completezza di discorso.
Massimo ha nove anni quando l'ultimo dell'anno è segnato dalla morte della madre, già ammalata di cancro. Già da qualche tempo il loro legame si era ridimensionato per la paura della madre di separarsi definitivamente dal figlio.
Il loro è stato un rapporto simbiotico che ha lasciato tracce indelebili. Da questa morte gli rimane in eredità un padre taciturno e burbero, con il quale condivide la passione per il Toro, e la solitudine. Il sentirsi “diverso” rispetto agli altri bambini, lo porterà a raccontare di una mamma viaggiatrice e rappresentante di cosmetici, e segnerà le sue relazioni con le donne. Massimo, ormai, adulto intraprende la professione di giornalista che lo allontanerà dal capoluogo piemontese almeno nella prima fase. Il suo è un peregrinare forzato, imposto per allontanare il momento della verità e giustificare certi comportamenti.
In questo racconto autobiografico, c'è la paura di conoscere la verità: Massimo la sfiora più volte, ma non persegue a conoscerla. Il muro di protezione costruito da chi lo circonda sembra incrollabile. Il dolore per la perdita di una figura importante aleggia sulle pagine come sentimento mai sopito. C'è, inoltre, una severità di approccio alla vicenda e di elusione agli interrogativi più spinosi, una cocciutaggine che trova rifugio solo nel lavoro.

Per quanto drammatica è stata una piacevole lettura. Ho solo poco gradito il tono infantile tenuto per tutta la vicenda, come se il bambino-adulto fosse rimasto inchiodato all'infanzia in tutti gli aspetti. Sicuramente da rintracciare nel consueto stile del giornalista. Speravo, almeno, in una sottile maturazione della forma. Però è solo un appunto di poco conto che non ha molto a che fare con l'ammirazione per aver condiviso una vicenda così intima e personalissima. La scrittura è lieve e molto scorrevole, il periodare è chiaro: la semplicità e il velo ironico alleggeriscono questa amara vicenda.
Il punto da me più apprezzato è l'aver affrontato la morte di un bambino durante il conflitto jugoslavo. Attraverso Salem, ferito e rimasto orfano, sente ancora una volta l'illusione che «la vita fosse una storia a lieto fine, mentre era soltanto un palloncino gonfiato» dai sogni e destinato a esplodere sempre fra le sue mani. Quel dramma infantile richiama il suo, mai placato e forse, da questo momento pronto a riconciliarsi e desiderare un buon proseguimento di vita.
Credo che sia stato un balsamo scrivere questa storia per cercare la guarigione. E sì, perché si cerca di guarire. La morte è misteriosa agli occhi di un bambino, è vista come un abbandono inspiegabile. La neve può attutire i suoni e il dolore? Quale ricordo trattiene una persona cara se non dettagli indelebili? La vestaglia lasciata sul letto e l'augurio che accompagna nel buio della notte: «Fai bei sogni»

Titolo: Fai bei sogni
Autore: Massimo Gramellini
Editore: Longanesi
Pagine: 209
Anno di pubblicazione: 2012
EAN: 9788830429154
Prezzo di copertina: € 14,90
Disponibile in ebook: € 9,99

2 commenti :

  1. Ciao Marina, piacere! Ho scovato il tuo blog (che mi piace da pazzi) dopo essere da poco entrata in questo "magico mondo", e ho deciso di commentare questo post perché anch'io ho letto il libro una volta passata l'attenzione mediatica che era montata su di esso, una vecchia abitudine... Come te l'ho trovata una lettura ambivalente, da un lato angosciante e dall'altra piacevole. Se ti va passami a trovare, "ho aperto da poco"! A presto, Beatrice.

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