giovedì 27 febbraio 2014

Farsi un'idea #19

Difficile scegliere quale brano dare risalto quando un libro ti è piaciuto, ma non solo piaciuto anche divertito. E ancor più arduo cercare di trasmettere quelle risate che ti hanno contagiato durante la lettura. Ci provo.
Il pensiero in questione riguarda Cosa vuoi fare da grande di Ivan Baio e Angelo O. Merloni, recensito su questo blog due giorni fa. 
Potrei proporvi un estratto a caso perché il libro non annoia mai, forse esagera in alcuni punti ma se pensiamo alla realtà attuale - quella italiana, per intenderci - non risulta stonata ma perfettamente descritta.
Dicono che gli italiani diano il meglio di sé a tavola: questa scena ritrae il nostro tipico atteggiamento da predatori della savana davanti ad un buffet. Per non parlare dei movimenti di contorno al banchetto che qui sono importanti, danno un tono "sublime" al contesto.
Divertitevi!

Un applauso pazzesco scosse la palestra. La signora Smargotti tranne Luisa Tirlindano per la cintura sussurandole a un orecchio parole di conforto: - Guardala, la Punzoloni. Guardala. Lascia che sia lei ad alterarsi, a disprezzarci. Conserva la rabbia per dopo. Ho un piano. 
E pensare che quel mattino, dopo i soliti esercizi ginnici con i gemelli, dopo averli fatti lavare, mangiare, vestire, Sofia Smargotti aveva sì caricato a dovere i ragazzi con lo spirito di un Alessandro Magno in gonnella, ma dentro di sè non sapeva dove sbattere la testa. Un piano non è un piano senza diversivo, e lei era stata sveglia fino all'alba ma non ne aveva trovato uno. Era disperata. E invece... tirò un bel respiro e sorrise a Luisa Tirlindano. 
Creta nelle sue mani.
Sul palco, Onofrio aveva ghermito il microfono. 
- Scusate, qualcuno ha visto il bidello Vito?
Ne seguì una risata di cortesia. Lasciato sfogare il ragazzo, la direttrice recuperò con bonomia il microfono e gli fece cenno di d'allontanarsi. 
- Orsù, signori, in alto i calici, tra poco l'ingegnere farà il suo ingresso. Il suo arrivo è imminente. 
Il protocollo era andato a farsi benedire, ma ormai era troppo tardi. L'euforia enogastronomica si era imposta in un secondo sulla logistica; l'inaugurazione sarebbe ricominciata a pance piene, conciliata dalla digestione. 
- Conservate un piattino per Bayraktar, - fu l'unico ordine impartito dal Presidente del Consiglio ai suoi, prima si mettesse democraticamente in fila dietro al buffet, lasciando passare avanti le dame.
La folla brindò e applaudì ancora, eccitata; tutti brindavano e sorridevano, tutti tranne uno. 
Onofrio Ora si rodeva il fegato, scendeva dal palco e si rosicava nonostante l'exploit con Sofia Smargotti, che pure era manna dal cielo per uno come lui, avvezzo alle solitudini del cosmonauta. Si tuffava in mezzo a quella gente soddisfatta e scuoteva la testa. "La mia vita è rinchiusa lì", pensava, "nel cassetto".
E nessun'altra metafora sarebbe stata più adatta a custodirne il senso. 
- Tutto qua? - gli aveva detto quella donna dopo il suo orgasmo da centometrista, e, si era sentito morire per la vergogna. 
- Basta!
Onofrio Ora buttò giù mezza scatoletta di ginseng. 
Doveva sapere. 
Voleva un caffè, e anche un'altra cosa.

Cosa vuoi fare da grande di Ivan Baio e Angelo O. Meloni.

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