lunedì 10 febbraio 2014

Scatola nera di Jennifer Egan


Tempo di lettura: un'ora e dieci minuti. Tra tè e biscotti. Questo libro ha così occupato una parte piccola piccola della mia giornata. È stata una lettura non banale, senza ombra di dubbio. 
Non ho mai letto nulla di Jennifer Egan e Scatola nera mi è sembrato il giusto tentativo di approcciarmi o sfiorare la sua scrittura senza pretese, ma con molta cautela. L'input è stato la brevità della storia: così sarei riuscita a terminarla anche se non mi fosse piaciuta particolarmente. È stato il contrario.



Scatola nera è una storia di spionaggio con al centro un'eroina "robotizzata" e volontariamente impegnata in una missione segreta per salvare l'America da un possibile attacco terroristico, organizzato sulle sponde del Mediterraneo.
Scatola nera indica la persona fisica che registra gli elementi chiave della sua missione, ma anche il tormento della donna di non riuscire più a riappropriarsi della vita privata e di rivedere i volti cari. Fin dal principio le regole sono chiare: «Nel nuovo eroismo, l'obiettivo è trascendere i dolori e gli amori meschini della vita individuale in favore di un'abbagliante collettività».
A me sembra di aver scorto una parodia delle paranoie americane che ruotano intorno al patriottismo, derivante «da una cultura improntata alla fedeltà tribale».
È senza dubbio un manuale di istruzioni, di sopravvivenza soprattutto, dal tono impersonale come accade nel libro di Hamid. Infatti, il libro è scritto nella seconda persona singolare, in cui l'addestramento si coniuga con il racconto della spy-story.
Non conosciamo chi narra né quale sia il nome della protagonista e di tutti i personaggi che le gravitano intorno perché operano nell'assoluto anonimato. Solo la voce narrante distingue l'eroina dal Partner Designato, il presunto attentatore. L'azzeramento dell'identità dei protagonisti, come prevede una missione segreta, mette in campo solo istruzioni, pensieri e azioni. Nonostante, l'assenza di dialoghi, ci sono una trama e un senso.

Non è una storia monotona, anzi, si respira una certa tensione. Anche se di primo acchito l'andatura del racconto potrebbe risultare stopposa, mostrando spesso un legame volutamente e involontariamente macchinoso. Il ritmo è cadenzato, quasi fosse il verso di una poesia. Graficamente vengono rispettati i 140 caratteri per periodo con spazi bianchi tra un periodo e un altro. Immagino la fatica della traduzione: che impresa far rientrare in 140 caratteri inglesi in un italiano libero da fronzoli. Quindi, niente frasi contorte ma coincise. Comunque, vi sarà chiaro quando tra qualche giorni pubblicherò qualche brano nella rubrica “Farsi un'idea”.
È importante dare notizia della genesi di Scatola nera. Il 25 maggio 2012 il «New Yorker» invita i lettori a seguire la storia narrata da Jennifer Egan su Twitter: un twit al minuto per dieci giorni dalle 8 alle 9 di sera. Un puro esperimento? Una provocazione? Un chiaro adeguamento ai tempi moderni? Sta di fatto che è stata una lettura piacevole, una lettura da tablet o smartphone, da fruire (lo so è termine orrendo) in poco tempo. La pubblicazione a puntate ha sicuramente generato suspense e curiosità. Certamente può essere considerato un tentativo riuscito di adattamento della letteratura ai  social network.

Titolo: Scatola nera
Autore: Jennifer Egan
Editore: Minimum Fax
Pagine: 69
Anno di pubblicazione: 2013
EAN: 9788875215385
Prezzo di copertina: € 7,50
Disponibile in ebook: € 1,99

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