lunedì 31 marzo 2014

L'oceano in fondo al sentiero di Neil Gaiman


Neil Gaiman fino a quando non preso in mano L'oceano in fondo al sentiero, non diceva nulla. Poi scopro su internet che è più famoso della Regina Elisabetta, autore di Stardust e di Coraline, tanto per citare i più conosciuti, con una sua produzione è vasta quanto il Mediterraneo che riguarda più ambiti. Ho preso questo libro perché ho ascoltato un suggerimento, senza neanche interessarmi alla trama. 

 All'inizio di questa storia c'è un bambino, di cui non sapremo mai il nome, che è diventato adulto e si ritrova nel villaggio nella campagna del Susseux – in cui a trascorso una parte della sua infanzia – per partecipare ad un funerale. «Avevo guidato nella campagna del Sussex, lungo strade serpeggianti che ricordavo e non ricordavo, finché non mi ero ritrovato diretto verso il centro del paesino, al che avevo svoltato, a casaccio, prendendo poi a sinistra e ancora a destra. Solo allora mi resi conto di dove stessi andando, dove stessi andando fin dall’inizio, e

sabato 29 marzo 2014

Farsi un'idea #24

Buon sabato! 
Vi rubo giusto qualche minuto di questa giornata per immergerci nella lettura di Tempo di imparare di Valeria Parrella. Sarà un brano di poche righe a tenerci compagnia e spero, a suscitare un po' di curiosità.
Nella recensione di questo libro, vi avevo accennato alla presenza di una figura fuori campo, il Botanico. È una presenza quasi ancestrale, che ha il compito di sostenere questa madre - di cui non conosciamo il nome - nel difficile cammino dell'accettazione. Il percorso è lungo ed è pieno di cose molto pratiche da sbrigare come l'iscrizione alla prima classe elementare, una vera impresa napoleonica: servono sacco a pelo e la pazienza di una notte. Scegliere forse è possibile, forse qualcuno ha orecchie per ascoltare in un uno Paese assente, che non tutela la diversità ma la considera solo un ulteriore problema. 
Questa madre è consapevole che la protezione del figlio Arturo dipende tanto dalla sua tranquillità e dalla sua volontà di imparare nuovi alfabeti. 
Buona lettura!

Dentro l'ovatta bagnata è protetta nascosta la parola in attesa.
Dico al Botanico: - Guarda che vedi, se vedi.
E poiché io non riesco a piangere, oggi aggiunge lui la goccia giusta per me. Dice che serve ancora un poco di tempo: - Però si è già divisa la parola in anagramma.
Tutti i semi iniziano così, pure tu, in origine, ti dividesti.
- Com'è?
- È brutto non te lo dico, aspettiamo, poi guarderò di nuovo.

giovedì 27 marzo 2014

Tempo di imparare di Valeria Parrella

Con i libri di Valeria Parrella, almeno fino a questo momento, non ho avuto un buon rapporto. Ho letto ai tempi dell'università (oddio, quanto tempo!) Mosca più balena e non mi era piaciuto, forse perché ci trovavo una certa distanza di mondi, quello dei racconti e quello della scrittrice. Poi, è stata la volta dello Spazio bianco e il mio giudizio era migliorato, ma non era riuscita a conquistarsi un po' di credibilità. Ho saltato tutto quello che ci stava in mezzo e sono giunta a Tempo di imparare con reticenza e paradossale curiosità. Perché non volevo farmi illusioni.
Splendido nella sua essenza, privo di una trama vera e propria, pochi gli elementi che circoscrivono la vicenda, quadri, situazioni, aneddoti. Così come è essenziale anche nella struttura. Forse è addirittura azzardato parlare di romanzo. Posso dire che è la storia di un percorso a due, che procede parallelo per poi proseguire su un'unica linea.
Seppur tratta di un dramma a me incomprensibile, ha quelle pennellate poetiche che brillano di luce propria intorno a immagini antiche e folgoranti. La Parrella ha costruito una vicenda intensa che non ti lascia respirare, che ti fa pensare e sentire inutile davanti a questo dolore.

mercoledì 26 marzo 2014

Farsi un'idea #23

Oggi vi presento due estratti da Storia di Irene di Erri De Luca. Il libro consta di tre racconti, il primo che è appunto Storia di Irene, ha un ritmo più languido e una costruzione più poetica che ricorda il De Luca di molti suoi racconti. Il cielo in una stalla e Una cosa stupida invece seguono uno andamento più narrativo e diretto. Certo, anche qui troverete la magia dello scrittore napoletano ma c'è meno enfasi. Forse li preferisco al primo, che in alcuni punti risulta ridondante perdendo il nocciolo del discorso.  
Ho solo riportato Il cielo in stalla perché stilisticamente sono simili.
Buona lettura!
Le crederò. Mi madre protestava: "Non credi al creatore dell'universo e dai retta a chi ti racconta una storia". 
E commentava il mio silenzio: "Che accidenti è successo alle persone? Erano credenti di una fede, poi sono diventate credulone di oroscopi, indovini, lotterie".
È così, le dicevo, però per credere a una storia devo pure credere alla voce, agli occhi che la pescano svariando nel ricordo, ai piedi che non possono mentire. 

lunedì 24 marzo 2014

Storia di Irene di Erri De Luca

Ogni volta che prendo in mano un libro di Erri De Luca, mi aspetto poesia e meraviglie infinite: anche questa volta non mi ha delusa con Storia di Irene. Mentre scrivo la recensione, rileggo alcuni passi perché rapita da certe sue vedute. Storia di Irene raccoglie i frammenti della vita di Erri De Luca, di persone e luoghi, memorie che l'hanno interessato anche in prima persona. Il suo linguaggio, apparentemente semplice, racchiude un po' tutto il suo sapere che sa di storie, mare, miti, riferimenti religiosi. Ogni metafora e immagine è un minerale da conservare con cura.
E anche se non risulta all'altezza di alcuni suoi precedenti, a me piace. Mi incanta sempre.

Il libro a dispetto del titolo ospita tre racconti, il primo narra la Storia di Irene. Una storia che sembra selvatica, fuori da ogni razionalità, fantasiosa nei suoi dettagli.
E così Irene racconterà la sua storia marina a uno di terraferma, a uno forestiero. L'affiderà e si affiderà ad uno sconosciuto che non nutre nei suoi confronti pregiudizi, ma la guarda solo con curiosità.

venerdì 21 marzo 2014

Il venerdì in libreria #17

Primo giorno di primavera o forse era ieri? Fa lo stesso, non si offende nessuno. Spero solo che ci siano tanti e tanti giorni di sole e letture all'aria aperta, magari un'ultima uscita? L'offerta è ricca, molta la narrativa italiana dagli affermati alle nuove penne.
Vi segnalo il libro di Lampaduza di Davide Camarrone perché, secondo il mio sesto senso che spero non mi abbandoni proprio ora, dovrebbe essere un'intensa lettura. Poi, in questi giorni sono ripresi gli sbarchi di immigrati al Sud e Camarrone racconta proprio di questo nel suo reportage. 
E infine, anche se non ha molto a che fare con la narrativa e su questo blog non ho mai trattato di poesia, Erri De Luca esce un libriccino di componimenti. Giusto perché Erri ci piace sempre. 
Buon weekend!

Titolo: L'amore normale
Autore: Alessandra Sarchi
Editore: Einaudi
Pagine: 296
Genere: Narrativa italiana
Prezzo di copertina: € 19,00
Data di uscita: 18/03

In una giornata che inizia come benedetta, Anna e Davide, sposati da tempo, si innamorano in modo imprevisto di un altro e di un'altra. Anna bacia il suo ex, Fabrizio, che l'anno prima le è stato molto vicino durante un'esperienza dolorosa. Davide invece cerca un libro in biblioteca: lì incontra Mia e l'attrazione è immediata. Quando scoprono di essersi traditi a vicenda, nessuno dei due pensa a una rottura. Anzi, sicuri di essere abbastanza emancipati per poter cambiare le regole del gioco, decidono di fare una vacanza, portandosi dietro le figlie e soprattutto i rispettivi amanti. Anna, Davide, Fabrizio e Mia vogliono trovare un modo per tenere insieme tutto, senza rinunciare a nulla, anche se è un'idea più pericolosa di quanto possano immaginare. Il volume rivela, da una prospettiva inedita, una generazione sentimentalmente immatura, convinta di poter godere dell'amore all'infinito, ma senza sacrificare la "coperta familiare con cui avvolgersi e trovare il punto in cui ci si scalda". Un'illusione alla quale ciascuno di noi è stato tentato di credere. Perché nella persona che amiamo c'è tanto di quel che siamo, e perderla significa perderci.

Titolo: Il corpo non dimentica
Autore: Violetta Bellocchio
Editore: Mondadori
Pagine: 180
Genere: Autobiografia
Prezzo di copertina: € 17,00
Disponibile in ebook: € 9,99
Data di uscita: 18/03

Avere trentaquattro anni e mille cicatrici, nel corpo e nell'anima. Avere trentaquattro anni e un buco nella memoria: tre anni cancellati, dai venticinque ai ventotto, perduti in un buco nero da cui emergono all'improvviso dolorosissimi flash. Avere trentaquattro anni e la paura di non farcela a superare ogni nuovo giorno. Avere trentaquattro anni e un passato da alcolizzata. In questo libro Violetta Bellocchio racconta la sua storia di "binge drinker", consumatrice bulimica di alcolici. Una storia fatta di angoscia, di incontri fugaci e sbagliati, umiliazioni autoinflitte, sesso senza piacere, ricoveri in ospedale, bruciature, della diffidenza crescente del mondo, del terrore di chiudere gli occhi per l'ultima volta. Ma, insieme, una storia fatta di sete e fame che rendono vivi chi le sperimenta, che ardono dentro come una insestinguibile fiamma. Una fiamma che richiede devozione assoluta e affascina come una sirena: io ti farò stare bene, io ti esalterò, io ti prenderò e ti porterò via... Poi, si tocca il fondo. Quando si è a un passo dal baratro inizia la vera risalita: la disintossicazione, con tutto lo smarrimento che genera e la tenacia che chiede. E quando tutti ti dicono che ce l'hai fatta, tu vivi nel terrore che basti un passo falso per scivolare nuovamente indietro, in quell'abisso che forse abita dentro di te. Partendo, come nella sua psicoterapia, da parole-chiave intorno a cui far vorticare la memoria e l'oblio, Violetta Bellocchio scrive pagine intensamente poetiche.

Titolo: La casa nel bosco
Autore: Gianrico e Francesco Carofiglio
Editore: Rizzoli
Pagine: 185
Genere: Narrativa italiana
Prezzo di copertina: € 14,00
Disponibile in ebook: € 6,99
Data di uscita: 19/03

"È tutto accaduto, più o meno". È l'incipit di un grande romanzo e peccato sia stato già scritto da Kurt Vonnegut, perché sarebbe l'attacco ideale per questa storia. Anzi, per queste storie. I due protagonisti - e autori - sono fratelli ma non si frequentano molto, forse nemmeno si sopportano molto. Vite diverse, caratteri diversi e forse anche qualche lontano rancore, lasciati covare sotto la cenere per troppo tempo. Adesso però gli tocca stare insieme, almeno per qualche ora: devono dare un'ultima occhiata alla casa di villeggiatura della loro infanzia - la casa nel bosco - prima di consegnare le chiavi al nuovo proprietario. Sembra solo un adempimento banale anche se un po' triste e invece diventa l'occasione, inattesa e sorprendente, per un viaggio nella memoria, per una riconciliazione, per un inventario buffo e struggente di oggetti, luoghi, odori, storie e soprattutto sapori. In una sequenza di dialoghi fulminanti, comici e commoventi, Gianrico e Francesco Carofiglio (rigorosamente disposti in ordine di anzianità) percorrono il crinale sottile che divide affetto e rivalità, divertimento e malinconia, nostalgia e disincanto. Un memoir a quattro mani che racconta di amicizie perdute, di amori rubati, di vecchi fumetti e di torte di ricotta. Un ricettario, non solo metaforico, dell'infanzia, dell'adolescenza e di un'età adulta ancora capace di riservare sorprese.

giovedì 20 marzo 2014

Farsi un'idea #22

Oggi, ritorniamo sul noir di Massimo Carlotto, Il mondo non mi deve nulla, uscito la scorsa settimana.
I due protagonisti, Lise e Adelmo, si trova a confrontarsi in uno bizzarro faccia a faccia che li vuole rispettivamente derubata e ladro. Anche se questa indicazione risulta fuorviante: Lise lo "accoglie" tra l'indifferenza e tiene le redini della situazione. In questo gioco fatto di lei/tu, si consumano sprazzi di un passato che ha toccato negativamente entrambi.
Lise snocciola le sue confidenze, quasi fosse una liberazione. La truffa della banca non è la sola delusione di questa vita, ma il suo atteggiamento così sofferente e rassegnato cela qualcosa di più profondo. Adelmo è affascinato dalle storia di Lise e dalla sua bellezza, ma incombe su di lui il fantasma di Carla, sua moglie. 
Ci sono tutti i risvolti ironici di una vicenda che di comico ha ben poco. 
Buona lettura!
«Aveva ragione. E io ho riflettuto, pianificato, studiato ogni minimo particolare. Quando sono sbarcata dall'ultima nave ero pronta. Sono scesa dalla passerella come una gran signora e mi sono trasferita qui a Rimini, il posto ideale per vivere ricca e sola rimanendo anonima. Ero stanca della gente. Ne avevo frequentata troppa. Volevo solo osservarla in silenzio, mantenere la giusta distanza dalle miserie umane. Invece la banca mi ha ingannata, e ora il mio tempo corre inesorabile verso la fine. Perché sa qual è la vera tragedia e, allo stesso tempo, l'ironia della storia?».

mercoledì 19 marzo 2014

Incontri d'autore - Melania Mazzucco



Melania Mazzucco non è alle prime armi. Il suo percorso di scrittrice è lungo e eterogeneo con una produzione che si affida al romanzo, al giallo storico, alle biografie, alla fiabe. Insomma, una scrittrice che ha sondato e sonda diversi generi. E vincitrice di numerosissimi premi letterari, tra lo Strega per Vita.
La scrittrice romana ha presentato ieri alla Feltrinelli di Parma il suo ultimo lavoro, Sei come sei edito da Einaudi. Un libro con una genesi molto lenta, anche se «scrivo di getto, senza tenere una scaletta e solo successivamente mi occupo del montaggio». Si paragona, per poi ridimensionarsi, a Tintoretto contraddistinto dalla rapidità del pensiero e dall'ideazione. L'artista aveva in mente la storia, creava i personaggi fissandoli nella gestualità, li trasferiva sulla tela, per poi mentirsi e modificarli.

lunedì 17 marzo 2014

Il mondo non mi deve nulla di Massimo Carlotto


Il colore della copertina non mente, nero come noir. Ci troviamo di fronte l'ultimo romanzo di Massimo Carlotto, Il mondo non mi deve nulla. Ho letto questo agile libretto in poco più di ora, su alcuni passaggi sono tornata più volte perché non amo il genere, ma ho apprezzato tanto questa lettura. 


Stasera mi butto, ci voglio provare
stanotte me lo sento
non mi può andare male...

Canticchia Adelmo, ladro per necessità, mentre si intrufola in una casa attraverso la finestra che si affaccia su una via deserta. Un vero colpo di fortuna, dopo tanto affannarsi. L'abitazione promette bene, si trova in una palazzina abitata da gente agiata. E Adelmo pregusta il ricco bottino che gli potrebbe fruttare un po' di denaro per sopravvivere alla vita e all'isteria di Carla, sua moglie.
L'appartamento non è disabitato, Adelmo viene sorpreso da Lise, la proprietaria di origine tedesca che l'osserva silenziosamente distesa sul divano. «Faccia come se non ci fossi».
Adelmo si stupisce di tale reazione, è diffidente, crede che possa essere una trappola. Comincia, così, tra i due un serrato confronto con risvolti comici, cinici, inverosimili. Come è la richiesta di Lise.

sabato 15 marzo 2014

Farsi un'idea #21

Buon sabato!
Vi lascio questo weekend con Per dieci minuti di Chiara Gamberale: due estratti dal suo diario tenuto per un mese. Nel primo, si confronta con la dottoressa T. - la sua analista che l'ha invitata a intraprendere il gioco - su un suo racconto Egoland e della sua paura di essere intrappolata dal conformismo e dalle ossessioni viste come rifugio sicuro. Nel secondo, i preparativi per il Natale includono una prima consapevolezza del suo "dramma" e un travestimento da Mamma Natale.
Di questo libro ne parlo nella mia recensione.
Cosa ne pensate? Non delle mie "frottole", ma del libro? E il programma l'avete visto? Io ancora non ci sono riuscita.
"... In effetti, dottoressa: possibile non mi fossi mai nemmeno accorta che, a tre passi da casa, esiste un posto che si chiama Casa del Ricamo? E che esistono riviste specializzate di punto croce, dibattiti in Internet, scuole di pensiero?"
"Allo stesso modo, chi non ha niente a che fare con la letteratura potrebbe stupirsi delle recensioni, delle classifiche dei libri più venduti, delle faide editoriali di cui mi parla lei..."
"Cose che invece per me sono il pane quotidiano. Sono il mio mondo."
"E mentre lei si rifugia nel suo mondo, il resto del mondo dove va a finire?"
"...Sa, avevo scritto un racconto, qualche anno fa. Non l'ho mai pubblicato, però."
"E?"
"Si intitolava Egoland."

giovedì 13 marzo 2014

Per dieci minuti di Chiara Gamberale



«Un giorno di dicembre – ispirata da Rudolf Steiner ed esasperata da me –, alla fine di una seduta, mi ha buttato lì, intensa e un po' magica com'è: “Le va di fare un gioco?”». Sì, un esperimento curioso: dedicare dieci minuti al giorno per un mese a un'attività mai svolta.
È la dottoressa T., l'analista della protagonista di Per dieci minuti di Chiara Gamberale, a proporlo.
Ma la nostra scrittrice dopo le perplessità iniziali prende con serietà la proposta e si butta nell'impresa. Sbigottita si chiede come possa aiutarla se non procurarle ulteriori pensieri. Ecco, tutto inizia con uno smalto dalla tonalità accesa «le mie unghie brillano, venti e imbarazzate di fucsia». Si prosegue con cose semplici: cucinare i pancake, travestirsi da Babbo Natale, inviare compulsivamente messaggi a suoi contatti telefonici fino ad ascoltare sua madre, prendersi cura di Ato, proporre un bacio ad un vecchio amico. Amici e familiari diventano complici volontari e involontari di questo gioco.

martedì 11 marzo 2014

Farsi un'idea #20

Avrei voluto trascrivere qualche riga in più, ma evitato per non lasciare troppi indizi, per lasciare a voi la possibilità di sondare la storia e la scrittura di Jhumpa Lahiri. Ho inquadrato un episodio in particolare, che non ha nulla a che fare con i disordini e la storia indiana o con il rapporto simbiotico tra i fratelli Subhash e Udayan: qui c'è solo Gauri e la sua sofferenza, l'inizio della consapevolezza. Inconsciamente, quel ruolo di moglie e di madre comincia a starle stretto.
Potete leggere qui la recensione del libro, La moglie.

Nella mente di Gauri si affacciò un'idea. Il negozio si trovava subito dietro il condominio, a due minuti a piedi. Lo si vedeva dalla finestra della cucina, oltre il contenitore dei rifiuti, della macchinetta delle bibite e le automobili parcheggiate sul retro. 
Scendo solo a prendere la posta. 
Senza fermarsi a riflettere, uscì e chiuse la porta a chiave. Scese le scale, attraversò il parcheggio, s'inoltrò nella giornata calda e piena di verde. 
Corse più che camminare. Aveva le gambe leggere. Nel negozio si sentì come una delinquente, come se l'anziano impiegato alla cassa, sempre gentile con Bela, potesse sospettarla di voler rubare il latte che era venuta a comprare. 
Dov'è la bambina oggi?

domenica 9 marzo 2014

Incontri d'autore - Cristiano Cavina


A vederlo non penseresti mai che sia uno scrittore, anche se lui non ama definirsi così: maglietta bianca con scritta rossa, jeans, piercing al sopracciglio. A vederlo non diresti mai che sia un “addetto ai lavori”, uno così che è stato scambiato come detenuto durante una serie di incontri con altri autori in un carcere italiano.
Sembra intimidito, spaesato, annoiato o deluso. Chissà. Forse perché siamo solo in tre spettatori ad accoglierlo più le commesse della libreria Coop alla presentazione del suo romanzo edito da Marcos y Marcos.
E poi inizia a parlare con quell'accento romagnolo che ti mette subito allegria, a narrare esilaranti episodi della sua adolescenza che hanno anche a che fare con il suo ultimo libro, Inutile tentare di Imprigionare Sogni acronimo di ITIS, la scuola frequentata dall'autore. In realtà, il titolo originale era Inutile tentare di Istruire Scemi, ma la casa editrice si è opposta.
La voce narrante si chiama Baldo Creonti che non ha alcuna intenzione di studiare, andare a scuola è come andare al patibolo. «Un ragazzo che come me andava male a scuola, ma ci si trovava bene, perché se non ci fossero compiti in classe e interrogazioni sarebbe un posto perfetto». Però, nonostante le premesse poco promettenti, è un periodo pieno di storie ingenue, spensierate e comiche. E poi c'è Casola, la sua residenza, con tutti gli annessi e connessi.

venerdì 7 marzo 2014

Il venerdì in libreria #16

Si sente l'aria di primavera, di festival & co. che da qui a settembre imperverseranno lungo tutta la penisola. Marzo porta diverse novità editoriali che non vi citerò perché sono davvero molte e tutte interessanti, un giusto equilibrio tra narrativa italiana e straniera. Anche se questa osservazione deve essere fatta. Camilleri è al secondo libro per il 2014, a dicembre a quante arriveremo?
E poi un'ultima cosa: ma è successo o succederà qualcosa il 6 e il 12 di questo mese? Perché gran parte degli editori hanno deciso di pubblicare in questi due giorni. Una congiunzione astrale favorevole? Scaramanzia? Numeri usciti sulla ruota di Milano o Napoli?
Chiunque abbia notizie, risponda!

Titolo: Il figlio
Autore: Philipp Mayer
Editore: Einaudi
Pagine: 560
Genere: Narrativa internazionale
Prezzo di copertina: € 20,00
Data di uscita: 04/03

Dalle grandi praterie annerite da immense mandrie di bisonti, agli smisurati ranch di proprietà di un pugno di allevatori che regnavano come monarchi assoluti su schiere di vaqueros, al paesaggio arido e desolato punteggiato dalle torri dei campi petroliferi, la storia del Texas occidentale è la storia di un susseguirsi di massacri, la storia di una terra strappata di mano più e più volte nel corso delle generazioni. E inevitabilmente anche la storia dei McCullough, pionieri, allevatori e poi petrolieri, è una storia di massacri e rapine, a partire dal patriarca Eli, rapito dai Comanche in tenera età e tornato a vivere fra i bianchi alle soglie dell'età adulta, per diventare infine, sulla pelle dei messicani e grazie ai traffici illeciti fioriti nel caos della Guerra Civile, un ricchissimo patròn. Ma se Eli McCullough, pur sognando la wilderness perduta, non esita ad adattarsi ai tempi nuovi calpestando tutto ciò che ostacola la sua ascesa, suo figlio Peter sogna invece un futuro diverso, che non sia quello del petrolio che insozza la terra e spazza via i vecchi stili di vita, e non può che schierarsi con trepida passione dalla parte delle vittime. La storia, però, la fanno i vincitori, ed ecco allora Jeanne, la pronipote di Eli, magnate dell'industria petrolifera in un mondo ormai irriconoscibile, in cui di bisonti e indiani non c'è più neanche l'ombra, e i messicani sono stati respinti al di là del Rio Grande...

Titolo: La miscela segreta di casa Olivares
Autore: Giuseppina Torregrossa
Editore: Mondadori
Pagine: 300
Genere: Narrativa italiana
Prezzo di copertina: €18,00
Disponibile in ebook: € 9,99
Data di uscita: 04/03

Nel cuore di Palermo, sotto l'appartamento abitato dalla famiglia Olivares, batte il cuore di un drago fiammeggiante: si chiama Orlando, è la macchina che tosta e macina il caffè giunto da ogni parte del mondo riempiendo la putìa di profumi intensi... È nella torrefazione che cresce Genziana, il più bel fiore degli Olivares, nella certezza che il futuro non riservi sorprese perché sua madre - sensuale orchestratrice della vita di tutta la famiglia - sa prevederlo leggendo i fondi di caffè. Ma proprio quando Genziana si appresta alla fioritura della giovinezza irrompe la guerra, e con essa il lutto e la fame... Il grande drago è costretto a fermarsi, Palermo è ridotta a un cumulo di macerie e Genziana resta sola. Sarà un piccolo oggetto giunto dal Continente a darle un segno di speranza: la moka, che offre un caffè senza fondi da interpretare, veloce e forte come il futuro che arriva di corsa per quella città bellissima e pericolosa, per una fanciulla sola e fiera...

Titolo: E le stelle non stanno a guardare
Autore: Loredana Limone
Editore: Salani
Pagine: 386
Genere: Narrativa italiana
Prezzo di copertina: 14,90
Disponibile in ebook: €9,99
Data di uscita: 06/03

Un romanzo, dove sono protagoniste una pluralità di voci e di storie, la maggioranza delle quali femminili: alcune che a Borgo Propizio sono nate e sono rimaste per tutto il corso della loro vita, come la vedova Letizia (settantenne piena di vita, animatrice della latteria "Fatti mandare dalla mamma", con la sua cucina e i suoi corsi di scrittura creativa gastronomica), altre che pur abitando nel capoluogo di provincia hanno come principale punto di riferimento il borgo e la sua animata vita, infine esponenti dell'ultima generazione di abitanti che, scappati dal paese natio, vi ritornano a vivere apprezzando l'idilliaco paesaggio e la tranquillità che vi regna.

Titolo: Come un respiro ininterrotto
Autore: Fabio Stassi
Editore: Sellerio
Pagine: 316
Genere: Narrativa italiana
Prezzo di copertina: €16,00
Disponibile in ebook: €10,99
Data di uscita: 06/03

Sole veniva da un’isola che non aveva mai abitato. Quando era bambina la nonna Lupe le ripeteva: “Ogni figlio di emigranti è partorito come in un trasloco”, e lei era cresciuta in un alveare pieno di lingue e di colpi di martello. Poi, in prima media, un insegnante di musica cieco ne esaminò l’intonazione e per tre anni le impose il silenzio. Da quel momento, da quel granello di ghiaccio che le si era conficcato nel petto, Sole iniziò a cantare. La voce le usciva come un’emorragia, per disubbidienza. E divenne una cantante senza mai incidere un disco, semplicemente perché non c’era niente di lei che si potesse registrare. Dopo l’esordio al Folkstudio di Roma nel 1970, diventò la voce delle cantine. Cantava per le case profanate dell’infanzia, per il silenzio dei ciabattini, nella luce degli ospedali, nell’ombra delle speranze tradite e sconfitte. Per gli amici che avrebbero smesso di suonare. Per la violenza del potere, per la vergogna di tutti e di ciascuno, per il talento e l’amore. E lei nell’amore e nel canto si trasfigurava: invecchiava di colpo, andava sott’acqua, col viso di porcellana. L’avventura di Sole la raccolse Matteo, il suo contrabbassista dall’orecchio assoluto, quando fu troppo tardi per qualunque cosa, anche per le rivoluzioni. Raccoglie insieme i suoi appunti, i fogli di quaderno, testimonianze e racconti, i nastri di una generazione che è dovuta cambiare. E immagina Sole in un giorno di giugno del 2011, su una spiaggia, mentre si allontana e irraggiungibile prende il largo. Completamente libera, come nel primo pezzo che avevano suonato insieme.

mercoledì 5 marzo 2014

La moglie di Jhumpa Lahiri

All'inizio l'avevo interpretato male, avevo creduto che si trattasse di un racconto di poco spessore: ho capito bisogna sempre andare oltre le cinquanta pagine prima di giudicare frettolosamente. Vi dico da subito che La moglie di Jhumpa Lahiri è come una melodia, drammatica ma dolce.
 

I versi tratti da Saluto a Roma di Giorgio Bassani – lascia ch'io torni al mio paese sepolto / nell'erba come un mare caldo e pesante – aprono e chiudono il cerchio della Moglie e ben si sposano con questa intensa narrazione, sottolineando come il richiamo delle radici possa diventare bruciante, lasciando tracce indelebili qualunque sia il percorso di un'esistenza. 
Subhash e Udayan sono legati da un rapporto fraterno molto speciale. Vivono in un quartiere povero di Calcutta, vicino al Tolly Club e alla moschea, i punti di riferimento delle loro incursioni in città e dei loro giochi. Le loro differenze caratteriali diventano più evidenti con il passare degli anni. All'inizio degli scontri universitari, Subhash decide di continuare gli studi in America, Udayan rimane a Calcutta preso dalla causa maoista naxalita. E proprio quest'ultimo tace alla famiglia e alla moglie, Gauri, il suo coinvolgimento al limite della legalità fino al tragico epilogo. Subhash, anch'egli all'oscuro, parte alla volta di Calcutta per cercare di rimediare agli eventi. I genitori non hanno la forza di reagire e anzi, rimangono incatenati al passato in attesa della morte. Gauri subisce gli umori dei suoceri e per “sopravvivere” è costretta a prendere una decisione inaspettata.

lunedì 3 marzo 2014

Incontri d'autore - Silvia Avallone


Esistono le persone belle e gli incontri emozionanti. Un binomio raro da incontrare.
Silvia Avallone per me è stato la conoscenza che emotivamente mi ha coinvolta di più tra quelli a cui ho preso parte finora. Sarà perché quel tono lo sento ancora echeggiare nella mia testa, sarà perché è una mia coetanea: è come aver scoperto delle affinità elettive.

Febbraio si è concluso con questo bell'incontro: Silvia Avallone ha presentato il suo ultimo lavoro, Marina Bellezza, al Palazzo del Governatore di Parma, già palcoscenico di meravigliose chiacchiere (qui e qui).
È facile riconoscerla, intravedere il suo viso dietro quella chioma riccia. Sorride molto nell'attesa di prendere la parola. 
Marina Bellezza è animato dalla fame di futuro, questo è lo spirito con cui ha iniziato il nuovo romanzo. C'è di fondo un interesse per la contemporaneità italiana. L'intento è cercare di capire cosa induce a rimanere in una nazione che a scarsa cura della propria gioventù. Marina e Andrea, i protagonisti, scelgono strade non convenzionali per rimanere, per conquistare un frammento di bellezza e di un Paese alla deriva. Silvia Avallone si accende, la sua voce è piena di passione.

L'editore del mese: Topipittori

Questo mese si parla di storie di Natale