giovedì 20 marzo 2014

Farsi un'idea #22

Oggi, ritorniamo sul noir di Massimo Carlotto, Il mondo non mi deve nulla, uscito la scorsa settimana.
I due protagonisti, Lise e Adelmo, si trova a confrontarsi in uno bizzarro faccia a faccia che li vuole rispettivamente derubata e ladro. Anche se questa indicazione risulta fuorviante: Lise lo "accoglie" tra l'indifferenza e tiene le redini della situazione. In questo gioco fatto di lei/tu, si consumano sprazzi di un passato che ha toccato negativamente entrambi.
Lise snocciola le sue confidenze, quasi fosse una liberazione. La truffa della banca non è la sola delusione di questa vita, ma il suo atteggiamento così sofferente e rassegnato cela qualcosa di più profondo. Adelmo è affascinato dalle storia di Lise e dalla sua bellezza, ma incombe su di lui il fantasma di Carla, sua moglie. 
Ci sono tutti i risvolti ironici di una vicenda che di comico ha ben poco. 
Buona lettura!
«Aveva ragione. E io ho riflettuto, pianificato, studiato ogni minimo particolare. Quando sono sbarcata dall'ultima nave ero pronta. Sono scesa dalla passerella come una gran signora e mi sono trasferita qui a Rimini, il posto ideale per vivere ricca e sola rimanendo anonima. Ero stanca della gente. Ne avevo frequentata troppa. Volevo solo osservarla in silenzio, mantenere la giusta distanza dalle miserie umane. Invece la banca mi ha ingannata, e ora il mio tempo corre inesorabile verso la fine. Perché sa qual è la vera tragedia e, allo stesso tempo, l'ironia della storia?».
Il ladro affascinato dal racconto, scosse la testa. 
«Che nessuna menzogna sarà più in grado di salvarmi. Per la prima volta nella mia vita mi trovo con le spalle al muro. Non posso dire o fare nulla per rimediare. Posso solo attendere il declino e poi la fine. D'altronde la menzogna della banca è troppo grande, inattaccabile. Perfetta. Assoluta» .
Lui era perplesso. Riempì di nuovo il bicchiere e sorseggiò lentamente per avere il tempo di riflettere. 
«Piacerebbe a me avere i tuoi problemi» disse alla fine. «Comunque sulle banche hai ragione. Appena mi hanno licenziato sono andato in rosso e hanno cominciato subito a perseguitarmi manco fossi un delinquente. Però io non mi sarei fatto fregare. Derivato... dài, si capisce dal nome che sono una patacca»
La donna scosse la testa, stava per ribattere ma in quel momento squillò il cellulare del ladro. 
«È la Carla» annunciò lui. 
La musichetta, inesorabile, lacerava il silenzio dell'appartamento come una sirena d'allarme. 
«Risponda!» esclamò lei esasperata.
Lui obbedì sospirando. «Pronto... Se sono entrato?» farfugliò guardando la padrona di casa. Non sapeva bene cosa dire. La donna gli fece segno di rispondere di sì.
«Sì, sto ripulendo un appartamento... Scusa ma ero concentrato, stavo valutando un dipinto... Sì, cara mia, io di pittura un po' me ne intendo... Se c'è molto da portare via?»

Il mondo non mi deve nulla di Massimo Carlotto, pp. 30-31-32

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