domenica 9 marzo 2014

Incontri d'autore - Cristiano Cavina


A vederlo non penseresti mai che sia uno scrittore, anche se lui non ama definirsi così: maglietta bianca con scritta rossa, jeans, piercing al sopracciglio. A vederlo non diresti mai che sia un “addetto ai lavori”, uno così che è stato scambiato come detenuto durante una serie di incontri con altri autori in un carcere italiano.
Sembra intimidito, spaesato, annoiato o deluso. Chissà. Forse perché siamo solo in tre spettatori ad accoglierlo più le commesse della libreria Coop alla presentazione del suo romanzo edito da Marcos y Marcos.
E poi inizia a parlare con quell'accento romagnolo che ti mette subito allegria, a narrare esilaranti episodi della sua adolescenza che hanno anche a che fare con il suo ultimo libro, Inutile tentare di Imprigionare Sogni acronimo di ITIS, la scuola frequentata dall'autore. In realtà, il titolo originale era Inutile tentare di Istruire Scemi, ma la casa editrice si è opposta.
La voce narrante si chiama Baldo Creonti che non ha alcuna intenzione di studiare, andare a scuola è come andare al patibolo. «Un ragazzo che come me andava male a scuola, ma ci si trovava bene, perché se non ci fossero compiti in classe e interrogazioni sarebbe un posto perfetto». Però, nonostante le premesse poco promettenti, è un periodo pieno di storie ingenue, spensierate e comiche. E poi c'è Casola, la sua residenza, con tutti gli annessi e connessi.

Il libro è un ringraziamento agli amici, a sua madre alla quale è dedicata una pagina di questo romanzo. E sì, perché nei suoi libri ci sono persone reali prima ancora che personaggi, che hanno fatto o fanno parte della sua vita. Personaggi camuffati, adeguati alla situazione narrativa: «Ad alcuni ho telefonato prima avvertendoli della loro presenza in un mio romanzo». I suoi libri vedono sempre un io schierato in prima persona e c'è alcuna l'intenzione di proporre alcuna morale anche se i personaggi subiscono un'evoluzione, maturano. C'è un'adesione alla normalità che può essere intesa come spensieratezza, scovando persino il lato epico della quotidianità: «la normalità è più bella di un film». Per esempio, suo nonno su l'apecar gli sembra Minosse e giù di lì con mille suggestioni.
Inoltre, ci spiega che le bozze sono state corrette dal liceo Leone Dehon di Monza coinvolto dalla Marcos y Marcos nel progetto che illustra agli studenti l'iter del libro, dalla scrittura alla pubblicazione.
Il suo rapportarsi con gli studenti è sempre stato positivo, i professori sono appassionati e si fanno in quattro per i propri allievi. Ecco, perché ci dice che questi incontri scolastici rendono utile la narrativa.
Scrivere non è una rivincita sul mondo, ma «scrivo per far sapere a mia nonna quanto le voglio bene». Cita Stephen King e il periodo burrascoso della sua carriera, quando scriveva sotto effetto della droga e dalla sua penna sono nati capolavori come It, fino a comprendere che la vita non è più importante dei libri. Per questo ci tiene a sottolineare che scriverà fino a quando avrà delle storie da narrare.
Come avrà iniziato a scrivere? La burina commedia è stato il primo esperimento letterario, un fumetto in rima che ebbe un gran successo all’Itis, poi si è dedicato a gialli, thriller, horror e fantascienza ma non riuscendo nell'intento. Poi ci confessa che: «Io ho solo piani B. Piani fallimentari», arriva a scrivere i libri in prossimità della consegna.

L'ora dell'incontro è passata con leggerezza, senza che me ne rendessi conto. Cristiano Cavina l'ha resa piacevole con i suoi racconti umoristici, epici come ama dire, storie che ti strappano risate e che ti fanno ripiombare all'adolescenza.
Ci sono andata con l'idea di conoscere un autore che non ho mai letto. A Mantova, l'ho intravisto mentre dialogava con Melania Mazzucco e andare a zonzo per la città con una bicicletta. Non so quando riuscirò a sfogliare un suo libro, visto che ho diverse letture già programmate. Ascoltarlo, comunque, è stato un motivo più per aiutarmi a capire chi in futuro leggerò.

4 commenti :

  1. Io ero stata a una sua presentazione a Novembre e mi ero divertita molto, pur avendo letto allora solo un suo libro. Chi era con me non ne aveva letto nessuno ma questo non gli è pesato.
    L'unico grosso problema è che durante la presentazione aveva rivelato molto del suo romanzo e questo mi ha impedito poi di godermi appieno la lettura.
    E poi il suo autografo è un bellissimo disegnino di un pirata :D

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    1. Per fortuna, la trama è stata svelata poco a quest'incontro. Si è parlato molto del contorno più che della pietanza principale: delle presentazioni nelle scuole, della sincerità degli studenti e delle sue avventure strampalate.

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  2. Non lo conoscevo, ora mi informerò. Anche se di scuola, al momento, ne ho fin sopra i capelli!
    L'accento romagnolo mi fa sempre tanto divertire! :-)

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    1. Allora rimanda al periodo estivo quando ti allontanerai dalla scuola! ;)

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