mercoledì 19 marzo 2014

Incontri d'autore - Melania Mazzucco



Melania Mazzucco non è alle prime armi. Il suo percorso di scrittrice è lungo e eterogeneo con una produzione che si affida al romanzo, al giallo storico, alle biografie, alla fiabe. Insomma, una scrittrice che ha sondato e sonda diversi generi. E vincitrice di numerosissimi premi letterari, tra lo Strega per Vita.
La scrittrice romana ha presentato ieri alla Feltrinelli di Parma il suo ultimo lavoro, Sei come sei edito da Einaudi. Un libro con una genesi molto lenta, anche se «scrivo di getto, senza tenere una scaletta e solo successivamente mi occupo del montaggio». Si paragona, per poi ridimensionarsi, a Tintoretto contraddistinto dalla rapidità del pensiero e dall'ideazione. L'artista aveva in mente la storia, creava i personaggi fissandoli nella gestualità, li trasferiva sulla tela, per poi mentirsi e modificarli.
Il libro ha come tema la famiglia – fil rouge di tante sue opere – in tutte le sue sfumature: i rapporti madri/padri/figli in quella tradizionale e nei nuovi nuclei, definiti “famiglie arcobaleno”. Non caso, quest'ultima è argomento fondante di Sei come sei e ci chiarisce subito che le famiglie omosessuali non sono un'esperienza a lei lontana, molti suoi amici la vivono. «Un nuovo modo di essere genitori oggi e ho voluto farlo dall'interno raccontando la storia di Eva, Giose e Christian».
Più in generale una storia carica di richiami simbolici e mitologici e basta solo ricordare la nascita di due dee, Venere dalla schiuma del mare e Atena dalla testa di Giove e addentrandoci nella religione cristiana, Giuseppe padre putativo di Gesù. La paternità e la maternità non si esauriscono con la biologia, ma c'è un legame che sconfina quello di sangue.
Non a caso, nel libro Giose si riconosce in Giuseppe e sente l'urgenza di essere padre davanti al quadro di Francisco Herrera, Giuseppe e Gesù Bambino, datato 1648 e conservato al Museo delle Belle Arti di Budapest. Una rappresentazione della paternità mai considerata dai pittori italiani: Giuseppe non è anziano, ma giovane e tiene sulle gambe teneramente Gesù. Sono legati dall'amore e dal senso di protezione nei confronti di questo bambino, che vorrebbe salvare nonostante l'assenza di legame di sangue così esplicito anche nelle diverse fisionomie.
Eva, protagonista di questa storia, ha 11 anni, «una ragazzina apparentemente diversa perché figlia di due padri, e che si trova - come tutti - ad affrontare, la crescita, la fine dell'infanzia e il passaggio all'adolescenza, in una delicata fase della vita, in cui chi è differente diventa oggetto di bullismo». Eva reagisce alle offese dei compagni di classe perché le è stato insegnato l'orgoglio, ma non per questo non è una vittima. La società fatica ad accettare la diversità, considerato motivo di scherno. Nasciamo tutti diversi, ognuno ha delle occasione che altri non hanno. La diversità deve essere considerata una ricchezza preziosa e il titolo del libro la celebra.
Quindi, un viaggio che esplora i contrasti e i cambiamenti di un paese e delle persone. Un viaggio che interessa anche la sua scrittura: «a volte bisogna mettersi sulla strada per scrivere» perché è necessario che lo scrittore veda con i propri occhi l'oggetto del suo narrare. Tutti i suoi libri presentano grandi scenari che vanno dall'America ai Monti Sibillini, incursioni nella Storia come nella Venezia del Cinquecento per il lavoro su Tintoretto. Un romanzo con molti sfondi, ambienti, paesaggi: Italia, Armenia, Budapest. I protagonisti viaggiano molto e anche i luoghi di transito come le stazioni, gli autogrill assumono un'elevazione letteraria.
Si fa, inoltre, un cenno alle trasposizioni cinematografiche dei suoi romanzi, Un giorno perfetto di Ferzan Özpetek e Limbo, ancora in fase di sceneggiatura alla quale non partecipa mai perché non possiede la capacità chirurgica di sezionare i suoi lavori.
Melania Mazzucco si dichiara lettrice onnivora, da bambina divorava romanzi di fantascienza (chi l'avrebbe mai detto?). Solaris, McCarthy, Borges non sono modelli, ma scrittori da cui ha imparato l'importanza della parola.

L'incontro è stato moderato da Francesca Avanzini, un incontro sottotono rispetto a quelli che solitamente partecipo. La sensazione è stata di una conversazione a due, in cui sono mancati coinvolgimento ed empatia con il pubblico.
Non voglio essere polemica, ma è questo incontro non è stato dei migliori. E scusate lo scarso entusiasmo della mia cronaca. Infatti, ho rimandato per un giorno intero il resoconto proprio perché non riuscivo a terminarlo. Poi, ho pensando che fosse doveroso condividere un incontro con un autore perché ci aiuta a conoscerlo indipendentemente da chi e come lo presenta.
Comunque, escluso ciò la Mazzucco mi ha lasciata una grande curiosità: è una scrittrice solida, una figura poliedrica che percorre tanta strada come i suoi libri.

2 commenti :

  1. Perché tu riesci sempre a stupirmi? scrivi benissimo e mi fai conoscere sempre scrittori nuovi!
    :-) sei super!

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    Risposte
    1. Michela sei troppo buono con me! Grazie perché mi leggi e mi fai tutti questi complimenti.

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