mercoledì 30 aprile 2014

Città aperta di Teju Cole


Città aperta di Teju Cole è uno dei libri più sorprendenti letti in questa prima parte dell'anno. Vi dico fin da subito che non è un titolo che consiglierei a tutti, non è un'opera di letteratura propriamente detta. La trama è risicata, ma non per questo manca di bellezza. Inoltre, la difficoltà della lettura riguarda le molte divagazioni che l'autore espone durante tutta la vicenda anche se tutto rientra nello spirito del libro. A mio avviso è da leggere con calma, ma è da leggere. 
La prosa di Teju Cole è elegante e scorrevole. Il libro sembra seguire una partitura musicale, simile alle sinfonie ascoltate e apprezzate dal protagonista: l'inizio è lento, poi diventa sostenuto e, infine si raggiunge il sublime.
Il libro sovverte le regole della narrazione tradizionale: si fondono armoniosamente il romanzo e il saggio. Niente di fantascientifico, però. Il doppio taglio crea un bell'equilibrio tra vicende personali, erudizione storica e urbanistica.
La Città aperta non è Bruxelles al tempo della Seconda Guerra mondiale, ma New York con i sui confini flessibili e sospesi, metà di arrivi continui. E Julius, un ricercatore di psichiatria di origine tedesco-nigeriana, la percorre in lungo e in largo. La vista è il senso da aguzzare maggiormente, il viaggio inizia in una New York lontana da siti turistici. Da tenere presente: non è una guida!

lunedì 28 aprile 2014

Farsi un'idea #29

Questo è proprio l'incipit del libro di Chiara Valerio, La gioia piccola d'esser quasi salvi, che vi consiglio senza troppi giri di parole. 
Giulia irrompe sulla scena fin dalle prime righe. È appena tornata da Londra e il suo ingresso in casa della nonna reca già una prima novità.
La scrittura dell'autrice è già un biglietto da visita: fresca e impulsiva, evita gli indugi.
Inoltre, la particolarità del romanzo nasce dalla grande capacità di mescolare passato e presente come se non ci fosse necessità di separare due tempi diversi, ma fluissero sulla stessa linea.
Buona lettura!
Giulia suda e pensa che è passato troppo tempo. Che da bambina, se Agata l'avesse lasciata sola tre mesi, sarebbe morta di fame e di noia. Cammina a testa bassa. Giulia si sente inconsistente come l'ombra del sole di mezzogiorno intorno ai piedi. Una piccola aureola buia che è il contrario dell'essere buoni. Tre mesi adesso le sembrano tutto il tempo. Fa caldo, si ferma. Sopra la testa due persone parlano a voce alta. Vorrebbe urlare di smettere, ci prova e come in un incubo la voce non esce. Ma è sveglia e ha ancora in testa il casco integrale. Ecco perché.

sabato 26 aprile 2014

La gioia piccola d'esser quasi salvi di Chiara Valerio

Di Chiara Valerio avevo inizialmente idea di leggere l'ultimo libro, Almanacco del giorno prima, ma non ero molto convinta del momento. Così ho pensato di andare a cercare tra le origini dei suoi lavori e così mi sono imbattuta in questo titolo, lunghissimo e armonioso, La gioia piccola d'esser quasi salvi edito da nottetempo (si scrive in minuscolo). L'ho preso al volo senza chiedermi di cosa trattasse: il titolo mi bastava.
Poi, mi fido di questa casa editrice anche perché pubblica la sempre splendida Milena Agus, della quale ho letto tutto. 

Leggendo le prime pagine, mi ha colpita questa scrittura di pancia, spesso frammentata ma limpida e fluida. Ha un qualcosa di rotondo che rende  piacevole il sali-e-scendi tra ricordi, sensazioni e presente.  Chiara Valerio riesce ad amalgamare bene questi ingredienti creando un intreccio dai movimenti naturali e senza intoppi.
È un racconto ambientato in una provincia senza nome, ma io l'ho vista sempre piena di sole. Non so perché ma l'ho individuata al Sud. Il mare azzurro dell'estate, poi, l'ho trovato in ogni pagina. 

giovedì 24 aprile 2014

Farsi un'idea #28

Cari lettori,
oggi riprendiamo il discorso sulla paternità affrontato nella precedente recensione, Scena padre edito da Einaudi. Non mi dilungo sul contenuto dei singoli racconti perché risulterebbe noioso, lascio la parola agli otto autori coinvolti  – Sandro Bonvissuto, Andrea Canobbio, Ascanio Celestini, Diego De Silva, Marcello Fois, Ernesto Franco, Valerio Magrelli, Antonio Pascale – e i loro incipit.
Buona lettura!


È successo la prima notte che è venuta a casa. 

Sono belle le case in cui stanno per arrivare i bambini. Sembrano ristrutturate per la felicità. Curate, attrezzate, allestite come per prepararsi a ricevere un ospite importante con cui non si vuol fare brutta figura. Penso che tutti i genitori del mondo, ma proprio tutti, anche quelli che si mettono mai in cerimonie per nessuno, tirino le case a lucido per il primo giorno dei loro figli. Perché non c'è benvenuto più bello di quello a casa. 
Poi l'ospite di riguardo arriva, e la mattina dopo la casa è già irriconoscibile (infatti è tipico degli ospiti di riguardo scombinare le case tirate a lucido in onore loro), ma alla fine è giusto così. 

martedì 22 aprile 2014

Scena padre


Mi raccomando, non regalate Scena padre a padri novelli o in dirittura d'arrivo ma alle mamme o a padri di lungo corso. Non perché sia un libro che tratta della paternità duramente, anzi l'approccio è pieno di meraviglia e confusione, di allegria  e riflessione.

Esprimo subito le mie opinioni sul libro, così poi entriamo nel vivo della questione senza interruzioni personali. Mi è piaciuto molto, ma mi è difficile parlarvene con chiarezza per il tema esposto (non conosco neanche la versione femminile) e per le difformità delle scritture. Ho cercato di inquadrare il tutto sotto un'unica lente per evitare di confondervi con nomi e titoli. Sono otto gli autori entrati in Scena padre – Sandro Bonvissuto, Andrea Canobbio, Ascanio Celestini, Diego De Silva, Marcello Fois, Ernesto Franco, Valerio Magrelli, Antonio Pascale – e come su un palcoscenico confessano il modo di essere genitore in otto punti di vista differenti.
Cito solo il racconto di Valerio Magrelli, Essere padri in ventuno strofe, in cui si integra un suo precedente lavoro poetico, Children's corner, con una prosa interessante e spinosa. Ogni paragrafo è introdotto da versi poetici che si ricompongono a lettura terminata.

venerdì 18 aprile 2014

Il venerdì in libreria #19

Largo agli uomini! Si potrebbe intitolare così la rubrica di oggi, visto l'alta concentrazione di uscite di autori: vorrà significare che sbocciano a primavera... Chissà! 
Vi segnalo solo il ritorno alla narrativa di Milena Agus (Maldipietre, La contessa di ricotta), sempre per Nottetempo, insieme a Luciana Castellino per raccontare di una vicenda italiana. 
Buona lettura! 
E buona Pasqua!


Titolo: Cazzima
Autore: Stefano Crupi
Editore: Mondadori
Pagine: 252
Genere: Narrativa italiana
Prezzo di copertina/ebook: € 16,00 - € 7,99
Data di uscita:15/04

In una Napoli assolutamente autentica, brulicante e famelica, con il suo caos perenne e una folla eterogenea ad animare i suoi vicoli stretti, il giovane Sisto, insieme all'amico Tommaso, detto "profumo", commette l'errore di dar vita a un piccolo traffico di droga destinato a una ristretta cerchia di facoltosi clienti. I due ragazzi credono di potersi arricchire indisturbati, trascorrendo la loro vita tra pomeriggi nella sala giochi e serate anfetaminiche, ma non hanno fatto i conti con Cavallaro, il potente boss che tutto vede e tutto comanda. Sarà solo grazie allo zio di Sisto, Antonio, suo padre putativo ed eminente personalità criminale all'interno del quartiere, che il ragazzo avrà salva la vita, a patto però di macchiarsi di un peccato bruciante, capace di segnarlo profondamente. Come riuscirà a liberarsi dal giogo che lo tiene legato a doppio filo alle sue colpe? Esiste un modo per rimediare e rinascere? L'incontro casuale con una ragazza getterà una luce diversa sulla vita di Sisto e lo spingerà verso una nuova direzione, più consapevole, più adulta, capace di farlo crescere e maturare. Cazzìmma racconta il punto di vista di una gioventù senza scopi, abulica, che si consegna agli eventi soffocando ogni sussulto di ribellione, nella convinzione che le cose capitino, e che non ci sia nulla da fare, quasi a esprimere implicitamente quel fatalismo tutto partenopeo con cui certi comportamenti sono accettati e considerati immutabili. 

Titolo: Roderick Duddle
Autore: Michele Mari
Editore: Einaudi
Pagine: 496
Genere: Narrativa italiana
Prezzo di copertina/ebook: € 22,00 - 10,99
Data di uscita: 15/04


Figlio di una prostituta, Roderick cresce tra furfanti e ubriaconi all'Oca Rossa, locanda con annesso bordello. Quando la madre muore il signor Jones, il proprietario, pensa bene di cacciarlo: quello che entrambi ignorano è che nel destino di Roderick c'è un'immensa fortuna, poiché è l'unico erede della nobile famiglia Pemberton. Il ragazzino si ritrova alle calcagna una folla di balordi, mentecatti, loschi uomini di legge e amministratori, assassini, prostitute, suore non proprio convenzionali, ognuno deciso a impadronirsi in un modo o nell'altro di una parte del bottino. E cosi Roderick fugge, per terra e per mare, in un crescendo di imprevisti, omicidi, equivoci e false piste.


Titolo: Breve come un sospiro
Autore: Anne Philipe
Editore: e/o
Pagine: 128
Genere: Narrativa internazionale
Prezzo di copertina/ebook: € 12,00 - €8,99
Data di uscita: 16/04


L’autrice è la moglie di Gérard Philipe, uno dei grandi attori francesi del novecento, un mito come James Dean, scomparso in giovane età per una malattia incurabile. sua moglie Anne, attrice anche lei e madre dei loro due bambini, racconta la storia del loro amore, poi della sua malattia e infine del dopo: la disperazione, la solitudine e poi la lenta ripresa e il riaffacciarsi alla vita. Anne rievoca il loro incontro, i momenti felici, la vitalità di lui, con parole poetiche e commoventi. scava nel mistero della perdita: quell’oscillare continuo tra voluttà del ricordo e necessità di dimenticare per poter ricominciare a vivere. Questa altalena di sentimenti è raccontata benissimo dall’autrice. Ma il libro è soprattutto una magnifica storia d’amore che ha commosso centinaia di migliaia di lettori da quando fu pubblicato per la prima volta nel 1963.

giovedì 17 aprile 2014

I dinosauri non mangiano pop corn di Francesco Satanassi

Un titolo buffissimo, I dinosauri non mangiano pop corn, per la raccolta di frammenti di Francesco Satanassi. Un titolo scelto dai lettori, come viene dichiarato nella premessa che allo stesso tempo ci presenta le pagine di questo libro: libero flusso di pensieri senza trama. Anche se non in tutti i casi è così. È una raccolta di scritti pubblicati sul blog dell'autore tra 2012 e il 2013 e confluiti dentro un contenitore ben più grande, un insieme di piccole cose finiti dentro la busta dei pop corn.
In generale, c'è molto della sua infanzia e della sua giovinezza. Ciò che li contraddistingue è una leggerezza di movimenti, di spensieratezza nelle parole e di ironia delle situazioni. Inoltre, si scorge una sottile malinconia, che per fortuna non intacca la freschezza del disegno finale. Un libro piacevole, che vi farà compagnia per qualche ora.
Francesco Satanassi ama gli elenchi a caduta libera, svincolati o meno da un intreccio. A volte sono semplici osservazioni, riconducibili spesso a ricordi, a volte sono vere e proprie microstorie.

mercoledì 16 aprile 2014

Farsi un'idea #27

Mi sono lasciata prendere dalla meraviglia di Tubì, tubì: per questo avete davanti un post lungo un chilometro. Però meglio, così condivido del libro di Neige De Benedetti qualche riga in più rispetto al solito. 
Vi avevo accennato nella recensione come il racconto è un alternarsi di due punti di vista, di Layla e di Andrea, che iniziano inconsapevolmente una bella amicizia. C'è un nodo che le lega, la paura di crescere. Perché questa crisi non è legata ad un'età ben precisa, ma ti può cogliere in qualsiasi momento. Basta trovare il giusto riflesso entro cui guardare. 
Ma quanto è bello questo libro? Ve lo consiglio!
Lascio a esplorare le parole dell'autrice.
Tra i fumi dell’alcol mi è venuto in mente che avere ventiquattro anni è la vera fregatura. È peggio che averne quindici. Avere ventiquattro anni è la nuova adolescenza, signore e signori. Sai ancora meno chi sei, ma non sei nemmeno giustificato dall’età, così difficile, così oscura, così complicata.
 Durante l’adolescenza, lo dicono tutti quei libri insulsi che ti danno da leggere – perché non ti devi sentire solo, ci siamo passati tutti – ti senti in bilico, tra l’infanzia e l’età adulta. Povera piccola crisalide. Be’, te lo dico adesso, adesso che ci sono: era meglio quello. Non hai più l’età, per essere una crisalide, vecchia mia. Hai l’età del dente del giudizio. Hai l’età per avere un lavoro, un fidanzato – uno

lunedì 14 aprile 2014

Tubì, tubì di Neige De Benedetti


Tubì, tubì, opera prima di Neige De Benedetti – meglio conosciuta come fotografa e come autrice di libri di fotografia – si insinua nella testa e non va più via. È una lettura che ti invita a proseguire pagina dopo pagina. È una messa a fuoco su un percorso di emotività e di istinti e non c'è malinconia in questa esplorazione della sofferenza, che abbraccia due diverse età. Perché non è la sofferenza la protagonista di questo racconto.

Neige De Benedetti ci narra una storia avvolgente e delicata, nonostante le tematiche non proprie leggere. Ci narra di un incontro folgorante e inaspettato, tra il mondo degli adulti e quelli dei bambini, due mondi che si saldano e si capovolgono. E lo fa con una prosa lieve e contemporanea, dai guizzi grafici e dagli espedienti narrativi interessanti.
E poi vorresti incontrarli, i personaggi. Consolare Andrea, andare alla scoperta con Layla di nuove percezioni, imparare ad ascoltare il silenzio e l'uso delle parole con il Signor Nessuno.
Dal punto di vista della struttura, la narrazione è condotta sempre in prima persona, da Andrea e Layla che si alternano capitolo dopo capitolo. Ovviamente, c'è una differenza di registro dettata dall'età e dalle esperienze acquisite. Solo negli ultimi due capitoli, prende la parola un narratore esterno che ci racconterà il finale di questa storia meravigliosa.

venerdì 11 aprile 2014

Giardini condivisi Parma, bookcrossing nel verde


«Che cos'è questa cosa?»
«Ci sono dei libri e un cd... Avrà a che fare con il bookcrossing...»
Questa sono io – regina indiscussa dei soliloqui – che davanti a una postazione dalla strana forma curvilinea si interrogava e si entusiasmava della bella. Ma Little Miss Book non sapeva che dietro ciò ci fosse una bella iniziativa, che tra qui sotto vi racconterà. 

giovedì 10 aprile 2014

Farsi un'idea #26

Di Marina Bellezza ne avevamo parlato qualche giorno, in un lungo post. Infatti, non mi dilungherò più del dovuto. Oggi scopriamo insieme qualche pagina del romanzo di Silvia Avallone.
Ho cercato di rintracciare alcuni elementi che caratterizzano il libro: il ritorno nelle valli di Andrea ed Elsa per ricostruire una propria identità lavorativa e individuale, l'approvazione e l'aspirazione al successo di Marina sono rintracciabili nell'autostrada che conduce a Milano e in quella necessità di unione familiare.
La simultaneità delle azioni inasprisce ancora di più le differenze tra i personaggi, così antitetici ma così vicini nel cercare la propria Eldorado.
Buona lettura!
E allora tentennò Elsa, ma la birra le stava aiutando parecchio «mi piacerebbe fare una lista civica un giorno. So che può sembrare ridicolo, però è il mio sogno segreto: una lista civica per la Valle Cervo. Ripopolare la valle, recuperare i lanifici dismessi, i casolari, tutto quello che potremmo inventarci quassù...»
«Tu sei veramente pazza» se ne uscì Andrea. 
Arrivarono gli amari. Avevano entrambi cambiato faccia, adesso. 
«Però forse ti voterei si mise a ridere»
Dall'esterno sembravano due carbonari, due mazziniani nascosti in una taverna, nell'epoca in cui l'Italia era una piccola penisola preindustriale, preunitaria, prerepubblicana, in cui il mondo era ancora tutto da farsi. Solo che oggi il mondo era finito, le industrie erano già sorte e crollate. Allora uno valeva

martedì 8 aprile 2014

Marina Bellezza di Silvia Avallone


Per chi ancora non l'avesse letto, Marina Bellezza non ha a che vedere con Acciaio: cambiano gli scenari, le pedine ma non il fine del gioco. Si passa da Piombino al biellese, da adolescenti a giovani ventenni, ma la ricerca della libertà di realizzare i propri sogni rimane inalterata. 
A Silvia Avallone piacciono i dettagli, gioca con il tempo sospendendolo e ripristinandolo a proprio piacimento. La struttura è corposa, da romanzo classico e la scrittura scorre con semplicità anche se sono diversi i punti in cui si stagna, apparendo pesante per la ridondanza di certe scene. Comunque, l'autrice conferma la sua abilità di narratrice.
Illustro subito le mie impressioni, così posso dedicarmi all'analisi del romanzo.
Non ho provato irritazione nei confronti di Marina – durante l'incontro Silvia l'aveva illustrata con chiarezza – ma verso Andrea e Elsa, più ottusi che mai a combattere contro un grande mulino a vento, che è appunto la protagonista. Marina non appartiene a nessuno, è uno spirito libero impossibile da intrappolare in ritmi millenari, in ruoli predefiniti. A mio avviso, ci sono delle forzature nell'atteggiamento di Marina, quel suo urlare «vi faccio vedere io chi sono» e cose simili è fastidioso. L'Avallone probabilmente vuole trasmettere quel misto di rabbia, frustrazione e tenacia che contraddistingue questa giovane figura femminile. Ho apprezzato, invece, il finale (ma vi prometto che non farò spoiler): non ce ne sarebbe stato uno più degno. E a mio avviso, nonostante sia aperto, ha una sua circolarità e ben si sposa con un personaggio come Marina Bellezza.

domenica 6 aprile 2014

Bookabook, il crowfunding del libro


La vedete la volpina qui sotto? Legge tanto e vi segnala tanti titoli interessanti, è la mascotte di un'iniziativa digitale ed editoriale, alla quale sono stata invitata per la presentazione ufficiale. Vi avevo accennato che avrei trascorso la giornata a Milano: il motivo era proprio questo. Poi, la cornice era la libreria Open, magnifica e accogliente. Chi la frequenta o qualche volta ha bazzicato da quelle parti sa di cosa parlo.


venerdì 4 aprile 2014

Il venerdì in libreria #18

Buon venerdì, 
vi accolgo con la consueta rubrica sulle uscite editoriali. Ho inserito due libri a mio avviso interessanti, un graphic novel incentrato sull'omosessualità e una piccola chicca per i bambini (la copertina mi piace troppo!). 
Vi lascio scoprire le novità di questa e della prossima settimana. 
Buoni acquisti!


Titolo: L'incredibile viaggio del fachiro che restò chiuso in un armadio Ikea
Autore: Roman Puértolas
Editore: Eianudi
Pagine: 224
Genere: Narrativa internazionale
Prezzo di copertina/ebook: € 16,00 - € 9,99
Data di uscita: 01/04


Ajatashatru Lavash Patel, fachiro indiano che vive di espedienti e trucchi da quattro soldi, è appena arrivato a Parigi. Scopo del suo viaggio, acquistare all'Ikea un letto di chiodi (15.000 chiodi per l'esattezza), in offerta a 99,99 euro. Un prezzo incredibilmente conveniente, specie se si ha l'intenzione di pagarlo con una banconota falsa. Incantato dalla sapienza espositiva del megastore svedese, Ajatashatru decide di prendersela comoda e trascorrere la notte a curiosare, ma l'arrivo di una guardia lo costringe a nascondersi dentro un armadio. Peccato che al mattino proprio quell'armadio debba essere imballato e spedito in Inghilterra... Per lo strampalato fachiro è l'inizio di un'avventura fatta di incontri, inseguimenti, fughe e inimmaginabili peripezie, che lo porteranno in giro per l'Europa e il nord Africa, e cambieranno per sempre il suo sguardo sul mondo.


Titolo: Cartongesso
Autore: Francesco Maino
Editore: Eianudi
Pagine: 248
Genere: Narrativa italiana
Prezzo di copertina/ebook: € 19,50 - € 9,99
Data di uscita: 01/04


Cartongesso è un'invettiva viscerale e drammatica contro il Veneto attuale e contro un intero paese, l'Italia tutta. Michele Tessari è un avvocato che avvocato non vuole essere, ex necroforo, affetto da un disturbo bipolare, intrappolato nella vita come una cavia isterica ma consenziente, persino complice. Un "complice debole" del mondo in cui è immerso. Il disfacimento della sua terra si rispecchia in quello della sua esistenza, inquinata da un odio "che cammina come l'infezione, dalle caviglie alla bocca", dove si trasforma in grido. Un grido che investe la classe politica, le carceri, la giustizia, il sistema universitario, giù giù fino ai singoli individui, fino al narratore stesso, imbibito degli stessi mali contro cui si scaglia. Non c'è consolazione in queste pagine, nessuna catarsi: solo letteratura. E, in letteratura, "coraggio" è soprattutto raccontare la verità.


Titolo: Terre selvagge
Autore: Sebastiano Vassali
Editore: Rizzoli
Pagine: 297
Genere: Narrativa italiana
Prezzo di copertina/ebook: € 18,00 - € 9,99
Data di uscita: 02/04


101 a.C. I Cimbri hanno attraversato le Alpi e sono entrati in Italia: dopo aver imperversato per vent’anni in varie parti d’Europa e sconfitto più volte gli eserciti romani, sono dilagati nella valle del Po, saccheggiando città e villaggi e mettendo in fuga le popolazioni locali. Chi non abbandona la sua casa è il giovane fabbro Tasgezio, nel villaggio di Proh, al centro della pianura sotto il sacro monte Ros: ha totale fiducia nei Romani e nel console Caio Mario, l’uomo nuovo della politica, l’unico comandante capace di tirare fuori quelle terre belle e misteriose da una situazione senza vie d’uscita. È il prologo di uno scontro epico che nessuno ha mai voluto raccontare.


mercoledì 2 aprile 2014

Farsi un'idea #25

Buon giorno,
questa mattina vi lascio con un po' di magia mentre prendo il treno, destinazione Milano. Nei prossimi giorni vi dirò.
Quindi, ci catapultiamo nel mondo di Neil Gaiman e in quell'Oceano in fondo al sentiero per leggere di storie fantastiche e senza tempo.
Il passo in questione descrive la quiete prima della tempesta. Due delle Hempstock, Lettie e sua madre Gennie, si consultano sul da farsi per sconfiggere le ombre oscure. 
Il nostro protagonista sa di averla combinata grossa, ma trovare rifugio e protezione nelle due donne, lo conforta molto. 
Buona lettura!
Quando ero entrato nel casale, passando dal retro, c'era la luna piena ed era un'incantevole sera d'estate. Adesso, uscendo dall'ingresso principale insieme a Lettie Hempstock e sua madre, mi accorsi che la luna era un esile sorriso bianco, alta in un cielo ingombro di nubi, e la notte ventosa, con  improvvise, titubanti brezze primaverili che giungevano ora da una direzione, ora dall'altra; di tanto in tanto una folata di vento portava più che uno spruzzo di pioggia. 
Attraversammo il cortile puzzolente di letame e imboccammo la stradina. Ci fermammo oltre una curva. Nonostante il buio, sapevo con esattezza dove ci trovavamo. Era qui che tutto aveva avuto inizio: la curva dove il cercatore di

L'editore del mese: Topipittori

Questo mese si parla di storie di Natale