giovedì 10 aprile 2014

Farsi un'idea #26

Di Marina Bellezza ne avevamo parlato qualche giorno, in un lungo post. Infatti, non mi dilungherò più del dovuto. Oggi scopriamo insieme qualche pagina del romanzo di Silvia Avallone.
Ho cercato di rintracciare alcuni elementi che caratterizzano il libro: il ritorno nelle valli di Andrea ed Elsa per ricostruire una propria identità lavorativa e individuale, l'approvazione e l'aspirazione al successo di Marina sono rintracciabili nell'autostrada che conduce a Milano e in quella necessità di unione familiare.
La simultaneità delle azioni inasprisce ancora di più le differenze tra i personaggi, così antitetici ma così vicini nel cercare la propria Eldorado.
Buona lettura!
E allora tentennò Elsa, ma la birra le stava aiutando parecchio «mi piacerebbe fare una lista civica un giorno. So che può sembrare ridicolo, però è il mio sogno segreto: una lista civica per la Valle Cervo. Ripopolare la valle, recuperare i lanifici dismessi, i casolari, tutto quello che potremmo inventarci quassù...»
«Tu sei veramente pazza» se ne uscì Andrea. 
Arrivarono gli amari. Avevano entrambi cambiato faccia, adesso. 
«Però forse ti voterei si mise a ridere»
Dall'esterno sembravano due carbonari, due mazziniani nascosti in una taverna, nell'epoca in cui l'Italia era una piccola penisola preindustriale, preunitaria, prerepubblicana, in cui il mondo era ancora tutto da farsi. Solo che oggi il mondo era finito, le industrie erano già sorte e crollate. Allora uno valeva
tornare all'agricoltura e ristrutturarsi la cascina del nonno, l'altra voleva recuperare i ruderi e farci asili nido, laboratori, alberghi, piccole imprese di coetanei che non avevano niente da perdere. 
Andrea le raccontò del suo progetto. Elsa reagì con entusiasmo, gli disse che questa era la via del futuro. Si trovarono d'accordo su tutta la linea, si convinsero a vicenda delle proprie idee rivoluzionarie ed Elsa, ormai poco lucida, arrivò addirittura a sfiorargli una mano sul tavolo grezzo del Sirena, l'ultimo in fondo, mentre la luce fuori dalla finestra si intensificava con il passare delle ore. 
«Non avrei mai immaginato di ritrovarmi a parlare con te di queste cose le confessò Andrea al terzo amaro. «Davvero, mi hai sorpreso»
Elsa era rossa in viso, il cuore le martellava all'impazzata e continuava a sorridere; gli occhi le erano diventati così grandi e luminosi che rischiò quasi di tradirsi. 
«Neppure io lo avrei immaginato».

A bordo del Kolos, intanto, lanciati a centottanta all'ora sulla corsia centrale dell'A4, Marina Bellezza e Donatello Ferrari superavano Balocco, Greggio, Biandrate, avvicinandosi a rotta di collo alla barriera di Milano.
La radio passava Dance Again di Jennifer Lopez a tutto volume. Marina guardava fuori dal finestrino: la pianura grigia, la linea dell'alta velocità in costruzione da anni, i lavori in corso a ogni chilometro di autostrada, e ne era entusiasta. 
A destra e a sinistra sfrecciavano Mercedes, una Porsche, un SUV alto e feroce come quello su cui stava viaggiando lei. 
Immaginò suo padre alla guida di una di quelle auto, immaginò quanto sarebbe stato fiero di lei in quel momento. I finestrini oscurati la facevano sentire importante, come se fosse già così famosa da meritare protezione, riguardo e privacy. 
Donatello, nel frattempo, le raccontava di sé e di tutta la gente che conosceva: era stato a cena con uno dell'entourage di X Factor proprio l'altra sera, Flavia Vento era una sua amica personale, in corso Como lui la fila non la faceva mai. 


Marina Bellezza di Silvia Avallone, pp. 226-227

1 commento :

  1. Mi aspetta a casa ma non sono ancora riuscita a leggerlo...

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