venerdì 11 aprile 2014

Giardini condivisi Parma, bookcrossing nel verde


«Che cos'è questa cosa?»
«Ci sono dei libri e un cd... Avrà a che fare con il bookcrossing...»
Questa sono io – regina indiscussa dei soliloqui – che davanti a una postazione dalla strana forma curvilinea si interrogava e si entusiasmava della bella. Ma Little Miss Book non sapeva che dietro ciò ci fosse una bella iniziativa, che tra qui sotto vi racconterà. 

Oggi vi parlo di giardini, di libri e di bookcrossing. O almeno ci provo. Vi illustro il caso di cui ho accennato sopra: sono strutture di legno che ospitano libri, dvd e cd adibite al bookcrossing e rientrano in una visione ben più ampia.
Il progetto GiardiniCondivisi Parma nasce due anni fa circa, quando alcuni amici e colleghi architetti – Francesco, Vanessa, Giulia e Graziano – iniziano a ragionare su nuove possibilità di "riqualificare" o "riabitare" aree verdi e non, luoghi urbani abbandonati o trascurati dalle amministrazioni e dai piani di recupero.
«Ri-usiamo lo spazio, i materiali, le forme e il tempo. Uno spazio già verde o da colorare di verde. Si condividono intenti, divertimenti, energie e desideri». Questo è il loro motto.
Coltivare un “intento” nel pieno rispetto del passato e in armonia con il contesto. Ogni occasione è quella giusta per agire e trovare nuovi modi di interloquire con lo spazio e con chi lo vive. Le proposte di Giardini Condivisi Parma non si fermano qui, includono anche la creazione di veri e propri giardini condivisi.
Non entro nel merito delle altre iniziative, ma qui c'è una linea guida che credo possa estesa a tutte: la condivisione e lo scambio di un interesse che può essere utile alla comunità e possa stimolarla. Potremmo definirlo un vera e propria sinergia sostenibile in cui il verde rientra a pieno titolo nell'ambito culturale.
Innaffiare il verde. Come invita il bellissimo logo, foglie di diverse sfumature, sovrapposte e irrorate da gocce d'acqua... E qui, i richiami sono infiniti, almeno per quanto riguarda i libri: sembra quasi un tributo al verde, all'albero da cui deriva la cellulosa per la carta. Anche le isole per bookcrossing seguono le sinuosità della foglia: l'involucro trasparente protegge il contenuto permettendone la visione, è aperta per incuriosire i più diffidenti.  Come precisa Francesco, la struttura in legno è ispirato allo scudo crociato parmigiano. «Per questo motivo l'ho definita foglia crociata». Inoltre, cercano di integrarsi all'ambiente circostante senza risultare invasive.
Tutti ciò, si presenta come una bella sfida, visto che i risultai del bookcrossing, come indicano i dati di lettura e l'omonimo sito internazionale, non sono dei più confortati nel nostro Paese: Usa, Germania e Regno Unito risultano ai primi tre posti; seguono Paesi Bassi, Finlandia, Canada, Australia, Francia, Portogallo, Spagna. Ma dell'Italia non si hanno tracce. Infatti, la polemica sul “fallimento” sul suolo italiano impazzava su periodici, radio, fino a qualche giorno fa. Le notizie riguardanti queste piccole realtà non vengono alla luce o si ha scarsa conoscenza. Probabilmente, fenomeni del genere non rientrano in una dimensione internazionale, ma ciò non implica che non esistano.
La condivisione e lo scambio di libri è un intervento immediato e semplice, di forte coinvolgimento. È un primo passo per aumentare la comunicazione tra chi vive nello stesso quartiere per inaugurare uno spazio libero per scambiare libro e nuove amicizie. Quindi, un luogo a disposizione di tutti.
Attualmente non vige alcuna regola precisa o tracciabilità riguardo lo scambio dei materiali perché ci si affida al senso civico dei cittadini: si porta un libro e se ne prende un altro o semplicemente si prende in prestito.
Le isole sono due al momento, in piazza Salvo D'Acquisto e in piazzale Borri. Una terza troverà dimora in piazzale Picelli. Ma non rimarranno sole, presto se ne aggiungeranno altre. Concludono Giulia e Francesco: «siamo soddisfatti, lo scambio di libri avviene con frequenza, speriamo continui così».

11 commenti :

  1. Sembra un progetto interessante :)

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  2. Che idea meravigliosa!
    Anche io sono architetto e faccio i complimenti ai miei colleghi per aver pensato a questo progetto!
    Ce ne vorrebbero in tutte le città di spazi come questo! :)

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    1. Immagino "le affinità elettive", per appellarmi a qualcosa a meno sconosciuto. Chissà quante sono le iniziative simili che non conosciamo!?! Peccato!

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  3. Bellissima iniziativa! Se avessi la possibilità lo farei anch'io...dovrei provare a proporre l'idea al sindaco, perché no?! Una bella casetta di legno in un bel parco o giardinetto con qualche libro e magari anche cd o guide turistiche!

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    1. Su internet trovi delle vere e proprie casette per ospitare i libri, si chiamano Little Free Library.

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  4. Una bellissima idea, mi piace molto! :) Spero che il progetto prosegua bene a Parma e, chissà, possa svilupparsi anche altrove.

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  5. Lo trovo un progetto meraviglioso, la condivisione dovrebbe essere uno dei motori della società civile, per aiutarla a crescere e migliorarsi... come nel caso della riqualificazione di luoghi cittadini spesso in disuso... purtroppo in Italia non si ha ancora una cultura del genere, forse perché il senso civico scarseggia, ma questo non vuol dire impegnarsi in tali progetti e sostenerli... mi facico un giretto a Parma, ora che sono vicina! :-)

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    1. È una bella idea di recupero e condivisione di spazi e intenti. Spero che non si perda per strada.

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  6. Ohmmamma che meraviglia, tra due settimane sarò lì, andrò alla ricerca di quegli angoli!

    Un abbraccione

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    1. Poi fammi sapere le tue impressioni.

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