venerdì 30 maggio 2014

Enciclopedia dell'amore di Enzo Fileno Carabba


Vi ricordate di Bookabook? Sono stata alla presentazione della piattaforma nel mese di aprile. Due campagne sono andate a buon fine, ora è in corso una nuova che si concluderà il 16 giugno (siete ancora in tempo a contribuire) e che riguarda la recensione di oggi.
Ho avuto l'occasione di leggere in anteprima Enciclopedia dell'amore di Enzo Fileno Carabba, giornalista e scrittore affermato. Molti sono i suoi libri editi da diverse case editrici.

L'autore ha raccolto molte storie pubblicate su una rubrica di un giornale e tutte hanno come tema l'amore.
Non vii racconto le trame, sarete voi a scoprirle e leggerle, stupirvi e rileggerle. Vi dico solo che in questa raccolta non ci sono colori netti, ma molte tonalità che sottolineano la complessità di questo sentimento. I racconti ambigui, strampalati, fantasiosi, delicati, divertenti, estremi o surreali dimostrano chiaramente ciò. Appartengono alla realtà anche quando il tradimento può essere considerato la giusta chiave per far funzionare un rapporto, scoprire equilibri inediti all'interno di una coppia.

mercoledì 28 maggio 2014

Farsi un'idea #33

Vi avevo già accennato quanto mi sia piaciuto Il mare non bagna Napoli di Anna Maria Ortese, un libro scritto nel 1953 ma con una potenza espressiva che supera i confini degli anni. Un libro che vi consiglio. Assolutamente. 
I due racconti, Un paio di occhiali e La città involontaria, sono strettamente connessi nonostante il primo sia una novella: Gli occhiali di Eugenia sono gli stessi attraverso i quali Anna Maria Ortese osserverà la sua città lontana dai salotti eleganti e dai lussureggianti giardini.
La piccola Eugenia è costretta ad indossare gli occhiali per problemi di vista, sua zia Nunzia non fa che rinfacciarle la sua sventura brutale quanto la miseria.
Il secondo racconto è il primo dei tre che vedrà protagonista la stessa scrittrice nella Napoli cupa e povera. Al III e IV Granili, la Ortese affronterà il duro dramma che vive dentro e fuori queste mura.
Buona lettura!
La zia, col vestito marrò della messa, e tenendosi distante dal banco di vetro, con una timidezza poco naturale in lei, abbordava ora la questione del prezzo: «Dottò, mi raccomando, fateci risparmiare... povera gente siamo...»  e, quando aveva sentito ottomila lire, per poco non si era sentita mancare. «Due vetri! Che dite! Gesù Maria! ».
«Ecco quando si è ignoranti...» rispondeva il dottore, riponendo le altre lenti dopo averle lustrate col guanto, «non si calcola nulla. E metteteci due vetri, alla creatura, mi saprete dire se ci vede meglio. Tiene nove diottrìe da una parte, e

lunedì 26 maggio 2014

Il mare non bagna Napoli di Anna Maria Ortese

Il mare non bagna Napoli di Anna Maria Ortese è ormai un classico della letteratura italiana, magnifico, cupo e realistico. L'ho letto con curiosità senza documentarmi sulla trama.
Scusatemi se mi sono lasciata prendere la mano con la recensione, ma questo libro per me è bellissimo, uno dei più belli letti in questa prima parte dell'anno.

Inizio a parlarvi del secondo racconto, Intero giorno, che si svolge nell'arco di una giornata in una casa napoletana. Tutta la famiglia è alle prese con il pranzo di Natale Anastasia Finizio lavora in un negozio di maglieria, ha 40 anni e provvede alla sussistenza della famiglia. Ha un forte senso del dovere ed è poco incline alle emozioni. Ma il giorno di Natale qualcosa la turba, l'illusione di un presunta proposta che la costringere ad essere testimone della felicità altrui e non della propria. Anastasia è costretta a osservare la realtà e affrontare quella «vergogna di cuore».
Un paio di occhiali vedono come protagonista la piccola Eugenia che vive in uno dei quartieri più poveri del capoluogo campano. La bambina non vede bene, ha bisogno di un paio di occhiali. Nunzia, la zia, si offre di sostenere l'onerosa spesa

venerdì 23 maggio 2014

Il venerdì in libreria #21

Buongiorno a tutti, 
ecco le novità librarie di fine maggio. Non ho dato spazio a Camilleri per il semplice motivo che pubblica un libro al mese! Comunque, vi segnalo l'uscita di Sellerio. Finalmente, giovedì 29 uscirà per Fandango il tanto atteso I luminari di Eleanor Catton, vincitrice dell'ultimo Men Book Prize.
Inoltre, vi ricordo che in questi giorni è in atto l'iniziativa #viacolventi, i libri sono scontati del 20%: approfittatene, è solo fino al 26 di maggio. 
E ricordatevi maggio è il mese dei libri!
Io, intanto, proseguo la mia lettura e il mio viaggio verso Roma. Buon weekend!


Titolo: L'incolore Tazaki Tsukuru e suoi anni di pellegrinaggio
Autore: Murakami Huraki
Editore: Einaudi
Pagine: 272
Genere: Narrativa internazionale
Prezzo di copertina/ebook: € 20,00 - € 10,99
Data di uscita: 20/05

La vita di Tazaki Tsukuru è tranquilla e priva di ombre. Ma alla soglia dei trent'anni qualcosa in questa compiuta serenità inizia a incrinarsi, e un dolore di tanti anni prima riaffiora e si fa immenso: perché i suoi amici del liceo all'improvviso l'hanno abbandonato? Finalmente deciso a capire, Tsukuru si metterà sulle loro tracce. Ma la sua ricerca lo condurrà a un'altra verità, ben più inquietante, sulla morte di Shiro, un tempo parte del gruppo, vittima di un omicidio misterioso e ancora insoluto. E ciò con cui Tsukuru dovrà fare i conti sarà un magmatico universo di emozioni troppo a lungo soffocate nel nome di un'ideale, perfetta amicizia. Affrontando finalmente il passato, Tskuru riuscirà a conquistarsi un futuro?

Titolo: Il serpente di Dio
Autore: Nicolai Lilin
Editore: Einaudi
Pagine: 352
Genere: Narrativa italiana
Prezzo di copertina/ebook: € 20,00 - € 10,99
Data di uscita: 20/05

Ismail è forte, determinato, curioso. Andrei ha solo qualche mese più di lui ma è saggio e protettivo come un adulto. Ismail è musulmano, Andrei è cristiano, ma nel tempo leggero dell'adolescenza anche la religione è un dettaglio senza peso. Nel loro villaggio incastonato tra i monti del Caucaso, dove le due comunità convivono in un clima di rispetto reciproco sigillato da un'antica tradizione, Ismail e Andrei sono solo due ragazzini, amici per la pelle. "Due teste e un cuore solo", così li descrivono i vecchi. Finché Konstantin, un agente corrotto, sceglie il villaggio come avamposto per i suoi loschi traffici, e il tempo dei giochi svanisce in un soffio. Nominati custodi degli oggetti sacri che simboleggiano la promessa di pace, i due amici abbandonano la comunità per sottrarli ai piani di Konstantin). Esposti all'improvviso alla violenza del mondo, dovranno rischiare la vita per portare a termine il loro compito, e comprenderne il fine ultimo: salvare ciò che hanno di più sacro, quel "cuore solo" che da sempre unisce i loro destini. 

Titolo: Fine estate
Autore: Lara Santoro
Editore: e/o
Pagine: 176
Genere: Narrativa internazionale
Prezzo di copertina/ebook: € 16,00 - € 12,99
Data di uscita: 21/05

Giornalista con una carriera da corrispondente in Africa ormai finita, Anna è una donna inquieta con un naufragio sentimentale alle spalle e un'inclinazione a smussare con alcol e droghe gli spigoli della vita. La fuga dal padre di sua figlia la conduce nel sud degli Stati Uniti, ai confini con il deserto. Ed è qui che Anna incontra il figlio giovanissimo del suo vicino di casa, un ragazzo libero e disinvolto con cui intreccia una relazione appassionata, sofferta e contrastata. Nel frattempo la figlia di Anna cresce, è una bambina di singolare maturità e intelligenza fuori del comune e il loro rapporto si evolve alla ricerca di un equilibrio sempre più complesso. Lara Santoro narra con gusto accorto per la lingua, per i suoni eleganti e preziosi e per le immagini folgoranti, con un'ironia sottile e vivificante.

mercoledì 21 maggio 2014

Farsi un'idea #32

Eccoci, per sbirciare tra le pagine de La distanza da Helsinki, opera prima di Raffaella Silvestri. Oggi conosciamo meglio i due personaggi del libro nel loro percorso accidentato dall'adolescenza alla maturità.
Viola apre le finestre e ha 17 anni: è passato all'incirca un anno dalla conoscenza di Kimi e da quando hanno lasciato Londra. È estate, Kimi si trova a Nizza e decide di telefonare a Viola. I due si incontrano a Sanremo, a metà strada tra Milano e la città francese.
Ho scelto questo brano perché in questo ambiente effervescente e privi di altra compagnia, esprimeranno i loro carattere: Viola è vitale, ha le idee apparentemente molto chiare; Kimi subisce il suo fascino e non gli resta che seguire le sue indicazioni. In realtà entrambi hanno bisogno di una guida.
Buona lettura!
Kimi si adatta a Viola, che cammina lenta. È sempre così, lei non cammina per arrivare da qualche parte, ma si gode la passeggiata. È una bella mattina estiva. Fa caldo, ma dal mare arriva una brezza fresca, che ti fa venire voglia di respirare a pieni polmoni. Attraverso i giardini municipali. Viola è attraversata dai fiori, dai colori, come se cercasse di prenderli tutti e conservarli da qualche parte. 
Kimi, con lei, si sente rilassato. Sente che potrebbe camminare per giorni, con lei, senza bisogno di mangiare. 

lunedì 19 maggio 2014

La distanza da Helsinki di Raffaella Silvestri

Raffaella Silvestri, per chi avesse visto Masterpiece, è stata finalista del programma che l'ha portata a pubblicare il suo primo romanzo edito da Bompiani, La distanza da Helsinki
Al Salone del libro di Torino ho avuto l'occasione di assistere alla presentazione del libro fresco, anzi freschissimo di stampa visto che è uscito il 7 maggio. 
Un libro che mi ha sorpresa perché quel fluire di pensieri così equilibrati nasconde un'amarezza corrosiva che affligge i due ragazzi, prima, i due adulti, poi.
Ho solo trovato la prima metà del libro un po' trattenuta, ma la seconda metà è risultata molto sciolta. Questa è una mia opinione e nulla toglie a queste pagine.
È una storia tutta concentrata in sé stessa, che non perde il filo narrativo ma lo segue con linearità. La scrittura della Silvestri è cristallina, diretta, avvolgente, rotonda nonostante sia frammenta, con incipit più telegrafici. È sicuramente contemporanea e priva di fronzoli. C'è, senza dubbio, un amore per il racconto.

domenica 18 maggio 2014

Le librerie invisibili



 Monica Carretero

Non ce ne voglia Italo Calvino per aver preso in prestito uno dei suoi titoli, Le città invisibili sono diventate le Librerie invisibili, un titolo speciale per trattare brevemente di realtà sommerse nel mondo editoriale, dar voce a chi sussurra: le librerie itineranti.
Diciamo librerie, ma potremmo dire anche biblioteche. La formula è la stessa: quattro ruote – in alcuni casi su tre o due e persino su quattro zampe – un carico di libro e tanta volontà.

giovedì 15 maggio 2014

#SalTo14 - Incontri


Con il secondo appuntamento concludo la mia cronaca del Salone del libro di Torino e questa volta parliamo degli incontri a cui ho partecipato. Gli eventi in programma sono moltissimi ed è difficile seguirli anche perché bisogna affrontare la fila di quelli più importanti.
Come ho scritto nel precedente post, ho trascorso il pomeriggio a prendere appunti. Infatti, alle dieci di sera avrei voluto spalmarmi sul pavimento di un padiglione qualunque.
Ho perso (ahimè!) Diritto d'autore per Self-Publisher e Blogger, l'evento che mi premeva di più seguire.
Iniziamo con il primo. Alle tre al Caffè letterario Chiara Valerio dialogava con Walter Siti. Di questa autrice ho letto La gioia piccola d'esser quasi salvi ed ero carica di aspettative. C'erano tutte le premesse per un incontro piacevole: due scrittori anagraficamente lontani e scritture differenti. Bene, vi dico solo che non ho capito nulla o meglio poco. La Valerio, probabilmente per la sua formazione, usa un linguaggio filosofico-scientifico che non si addiceva ad un pubblico eterogeneo. È stato buffo vedere la scrittrice parlare concitata e Siti così pacato. E il povero Walter si è dovuto adeguare pur riuscendo a mantenere la semplicità delle parole. Il tema era interessante: l'ossessione nei loro due libri, Almanacco del giorno prima e Exit strategy. I due concordavano sull'opinione che l'ossessione non fosse innata, dovuta ad una mancanza per soddisfare l'immaginazione. E da qui non ho seguito più. Solo al termine dell'incontro si è accennato ai due romanzi. Scusate la brevità, ma non sono riuscita a prendere appunti.

lunedì 12 maggio 2014

#SalTo14 - Salone internazionale del libro di Torino 2014

Ho seguito i consigli che mi sono stati dati sulla mia pagina Facebook, non so se scriverò due o tre post brevi corredati di foto sul Salone del libro di Torino. Intanto vi lascio con questo primo resoconto.
Iniziamo subito con le confessioni. Non andavo al Salone da 9 anni. Avete capito bene, non ci mettevo piede dal lontano 2005. Quell'unica volta ero inesperta e disorganizzata, risultato: un vero disastro! Qualche tempo fa, mi sono lasciata convincere da una ragazza che al Salone ci andava da protagonista e allora ho pensato di ritornarci. Come? Partecipando al contest degli Amanti dei libri! Il mio acrostico su Magris è stato selezionato tra i migliori dieci e così sono entrata al Salone gratis. Gioia. Ci sarei andata comunque, anche senza vincere il contest. Fine delle confessioni.
Ora andiamo al sodo. A Torino ci sono andata armata fino all'osso (salvo batteria del cellulare che mi ha abbandonata), organizzata come per andare in guerra sugli stand da visitare e incontri da seguire. La conferenza che mi interessava di più, Diritto d'autore per Self-Publisher e Blogger, l'ho persa per un mio ritardo. Ne ho approfittato per gironzolare nei tre padiglioni e non rimandare al pomeriggio per evitare corse dell'ultimo minuto e accavallamenti con i vari incontri. Sabato sarebbe stato il mio unico giorno al Salone.
Ho visitato gli stand di Minimum fax, Sur, Tunué, marcos y marcos, Edizioni e/o, Liberaria, Iperborea, Rubbettino, Nottetempo, Hacca. Devo dire che le copertine di quest'ultima sono bellissime. Ho tralasciato le grandi case editrici perché so cosa pubblicano e per motivi di sopravvivenza in quanto erano affollatissime. Ho solo dato un'occhiata al blu di Sellerio perché mi piace particolarmente, il loro stand era semi aperto, quindi, fotografabile anche dall'esterno. Le indipendenti mi interessavano di più: quest'anno hanno avuto più spazio rispetto al passato.
Per quanto riguarda gli acquisti, non avevo le idee molto chiare. In realtà, non sono partita per il Salone con una lista. Ho sbirciato e annotato tanto. L'intenzione è quella di acquistare gli ebook anche per ragioni puramente economiche: spendere per un libretto di un centinaio di pagine a caratteri cubitali 15 euro mi sembra un'esagerazione. Comunque, questa è solo una mia personale opinione. Ho acquistato solo Orientarsi con le stelle di Raimond Carver, l'avevo nella wishlist da molto tempo, mentre La distanza da Helsinki di Raffaella Silvestri mi è stato regalato.
Ho dimenticato di passare all'area start-up ma sono da Ibs per Aqua, l'ereader che non teme acqua, polvere e sabbia, giusto perché sono un'amante della lettura in digitale. Non l'acquisterò, mi tengo il mio Kobo.
Dimenticavo, sono entrata nello stand della Mondadori solo per tastare i loro Flipback. Ho speso cinque minuti perché morivo dalla curiosità. Che dire? Non saprei dare un giudizio, sono pratici più del normale tascabile e di certo ci vuole la lente di ingrandimento! I titoli proposti sono i loro cavalli di battaglia: Fabio Volo, Chiara Gamberale, Patricia Cornwell, Paolo Giordano, George Orwell. Chissà se rivoluzioneranno il modo di leggere!?!
Poco prima delle tre ho incontrato Silvia di A cup of books. Noi ci sentiamo da quando ho aperto il blog, ci sosteniamo a vicenda. È simpaticissima, un fiume in piena! E poi lei legge tutto quello che non leggo io. Abbiamo scambiato poche parole, ma la promessa è quella di risentirci: Silvia non rimangiarti le parole!
Chissà quante altre blogger avrò sfiorato, intravisto. Pensavo di conoscere qualcun altro, ma per disguidi vari e scarsa connessione è saltato tutto: il Salone non è il miglior posto per incontrarsi. Comunque, l'importante è tenersi in contatto.
Dalle tre in poi ho seguito quattro incontri, diversi per tematiche e approccio. Di questi il primo ho meno gradito, la conversazione tra Chiara Valerio e Walter Siti, ma ve ne parlerò nel prossimo post.
La giornata è stata lunga e fortunatamente soleggiata. Sicuramente, ho vissuto un Salone diverso rispetto al primo. Certo, l'organizzazione e la consapevolezza dei miei gusti letterari mi hanno aiutata a non farmi venire mal di testa. Mi aspettavo una fiera caotica fino all'inverosimile, sono riuscita a districarmi bene tra la folla e tra le file agli eventi. L'unica pecca è proprio questa: fare la fila per gli incontri previsti nelle sale è un po' snervante. Per l'evento della Littizzetto la gente attendeva l'ingresso in Sala Gialla già un'ora prima! In generale, Torino è un'ottima occasione per i libri e per gli scrittori, chi è un veterano del Salone lo sa meglio di me.
Cosa ricorderò di questo secondo Salone del libro? Il gelsomino (che adoro) nell'aria pic-nic, la conoscenza di A cup of books, il mio fidanzato divertirsi all'incontro di Malvaldi, Manzini, Rebecchi. Perché il Salone non è solo libri.

venerdì 9 maggio 2014

Il venerdì in libreria #20

Buongiorno,
ieri è iniziato il Salone del libro di Torino e credo che il clima di fibrillazione si senta anche sulle uscite editoriali che interessano questo mese.
Ritornano Paolo Giordano per Eianudi, Paolo Di Paolo per Rizzoli, Simonetta Agnello Hornby parla della sua Londra, Jonathan Franzen con Il progetto Kraus.
C'è l'esordio di Raffaella Silvestri, finalista a Masterpiece, con La distanza da Helsinki. E poi, ci sono tante altre novità dalle case editrici consolidate e da quelle emergenti, come Sur che pubblica La città assente di Ricardo Piglia, Tunué apre la collana di narrativa a Sergio Peter e a Jacopo Barison. 
Sono tante le novità legate all'ambito editoriale propriamente detto: libri che percorrono la storia del Salone, che celebrano la vittoria di undici librerie indipendenti sulle catene, che trattano della pericolo dei libri. 
Maggio, si sa, è il mese dei libri.

Titolo: Il nero e l'argento
Autore: Paolo Giordano
Editore: Einaudi
Pagine: 128
Genere: Narrativa italiana
Prezzo di copertina/ebook: € 15,00 - € 9,99
Data di uscita: 06/05


È dentro le stanze che le famiglie crescono: strepitanti, incerte, allegre, spaventate. Giovani coppie alle prime armi, pronte ad abbracciarsi o a perdersi. Come Nora e suo marito. Ma di quelle stanze bisogna prima o poi spalancare porte e finestre, aprirsi al tempo che passa, all'aria di fuori. "A lungo andare ogni amore ha bisogno di qualcuno che lo veda e riconosca, che lo avvalori, altrimenti rischia di essere scambiato per un malinteso". E così che la signora A., nell'attimo stesso in cui entra in casa per occuparsi delle faccende domestiche, diventa la custode della loro relazione, la bussola per orientarsi nella bonaccia e nella burrasca. Con le pantofole allineate accanto alla porta e gli scontrini esatti al centesimo, l'appropriazione indebita della cucina e i pochi tesori di una sua vita segreta, appare fin da subito solida, testarda, magica, incrollabile. "La signora A. era la sola vera testimone dell'impresa che compivamo giorno dopo giorno, la sola testimone del legame che ci univa. Senza il suo sguardo ci sentivamo in pericolo".

Titolo: La distanza da Helsinki
Autore: Raffaella Silvestri
Editore: Bompiani
Pagine: 252
Genere: Narrativa italiana
Prezzo di copertina/ebook: € 12,90 - € 4,99
Data di uscita: 07/05


Viola e Kimi non potrebbero essere più diversi. Lei vive a Milano, ha 15 anni molto inquieti, è disordinata e sempre in ritardo. Lui è finlandese, alto e timidissimo, fissato per l'ordine e sempre a disagio. Quando si conoscono a Londra durante un corso d'inglese scoprono di essere, ciascuno a suo modo, isolati dai coetanei e dal mondo che li circonda. E fra loro nasce un amore difficile, segnato dai silenzi più che dalle parole e destinato a turbare la vita di entrambi. "La distanza da Helsinki' racconta le vite irrisolte di Viola e Kimi, lo spazio di un abbraccio che si rompe e si riallaccia negli anni, due ragazzi che si perdono e si inseguono a distanza, tentando di diventare adulti insieme.

Titolo: Tutte le speranze. Indro Montanelli raccontato da chi non c'era
Autore: Paolo di Paolo
Editore: Rizzoli
Pagine: 224
Genere: Biografia
Prezzo di copertina/ebook: € 17,00 - € 9,99
Data di uscita: 07/05

Un ragazzino di quindici anni, di “un Midwest intorno a Roma”, tutte le mattine compra il giornale e ne conserva ogni copia con cura religiosa. Perché su quel giornale scrive qualcuno, un signore ormai ottantenne, che ammira come il suo personale Grande Gatsby. Il ragazzino ruba la macchina da scrivere del nonno e inizia a mandargli lettere firmandosi una volta Alessandro Manzoni, un’altra volta Karl Marx. E quando la penna più prestigiosa del “Corriere della Sera” gli risponde pubblicamente nella sua rubrica, il ragazzino – che si chiama Paolo Di Paolo – non crede ai propri occhi. Poi un giorno squilla il telefono di casa, e una voce profonda e imperiosa dice: «Sono Montanelli». È soltanto uno degli episodi raccontati in questo libro che è il sentito omaggio a un maestro del Novecento. Ma cosa ci può insegnare, oggi? Che le speranze nascono dalle idee, innanzitutto. Che la libertà è solitudine, perché l’indipendenza e il successo dipendono sempre dalle proprie scelte. Che per guadagnarsi spazio nel mondo serve essere ostinati e, mentre il mondo cambia, cambiare rimanendo se stessi. Che si può sbagliare idea, accusare il colpo e ripartire da zero. Nella scrittura precisa e avvolgente di Di Paolo, la vita inimitabile di Montanelli diventa un film di cui godersi ogni scena: quelle più eroiche, quelle che strappano sorrisi, ma anche quelle che fanno discutere. Con un’unica certezza: Montanelli non ha mai voluto mettere d’accordo nessuno. 

giovedì 8 maggio 2014

Farsi un'idea #31

Impossibile riuscire a scegliere un passo di questo libro! Ho ripiegato sull'incipit del primo capitolo, Il fallimento, potesse fare al caso nostro: insomma, qui ci sono tutte le premesse che troverete spiegate nelle Correzioni. La vena ironica di Jonathan Franzen è ben chiara nel descrivere  la reazione apparentemente contenuta e sofferente di Chip all'arrivo dei suoi genitori, Alfred ed Enid. E ancora più sorprendente la sua capacità di distrazione nel vedere una giovane donna.
Buona lettura!
Avanzano malfermi nel grande atrio, Enid cercando di risparmiare l'anca malandata, Alfred percuotendo l'aria con le mani disarticolate e inciampando nella moquette dell'aeroporto con i piedi incerti; entrambi portavano a tracolla una borsa della Nordic Pleasurelines e percorrevano il terreno pericoloso con grande cautela, fermandosi a riposare ogni tre passi.Chiunque li avesse visti distogliere lo sguardo dai newyorkesi scuri di capelli che li superavano di corsa, chiunque avesse scorto il cappello di paglia di Alfred stagliarsi all'altezza del grano nell'Iowa del Labor day, o lana gialla dei pantaloni tesi sull'anca

mercoledì 7 maggio 2014

Incontri d'autore - Cristina De Stefano


Era da diverso tempo che non andavo ad un incontro, più di un mese fa, e un po' ne sentivo la mancanza.
Però per questo sono stata titubante fino a mezz'ora prima di uscire. Perché l'argomento non è dei più facili, affrontare Oriana Fallaci mi incute un certo timore, anche nel trattare queste righe. 
Chiunque sia un conoscitore della giornalista prenda per buone le mie parole che sono frutto di incontro letterario. Non ho la pretesa di essere esauriente né di inoltrarmi in terreni per me ignoti.
Sarò molto sincera: la Fallaci la conosco superficialmente (ahimè!) e non mi sono mai azzardata di occuparmi delle sue cose. Le attribuisco a priori quella autorevolezza che le è sempre stata conferita. Avevo quindici quando ho cominciato a sentirne parlare e quindici anni dopo mi trovo a scrivere qualcosa che parla di lei. Qualcosa, appunto. 

lunedì 5 maggio 2014

Le correzioni di Jonathan Franzen


Dopo quanti anni ci sono arrivata? Ben 12! Meglio tardi che mai, potrebbe pensare qualcuno. Per me è stato quasi impossibile catapultarmi sulle Correzioni a cuor leggero: una mole non indifferente, circa 600 pagine che avrei potuto abbandonare perché non avevo mai letto nulla di Jonathan Franzen. Ce l'ho fatta, con i miei tempi ma sono arrivata alla fine. 

Ecco, cosa troverete. Lo smilzo prologo iniziale apre a una struttura più ampia e articolata. La scrittura si affida a paragrafi lunghi e complessi, tuttavia la chiave di tutto è lo humour che alleggerisce l'atmosfera. Gli spazi temporali, passato e presente, sono incastrati con abilità senza subire forzature e stridori.
A me è piaciuto molto. Certamente, non è il libro che mi ha cambiata la vita, però ho apprezzato la lettura. Mi è piace il distacco con il quale Franzen descrive ipocrisie e illusioni insiti nei rapporti familiari ma che al tempo stesso possono essere estesi all'intera società. Mi sono piaciuti Chip e Denise e avrei voluto che le loro vicende fossero soggetto di altri romanzi.
Le correzioni è principalmente un libro sulla famiglia americana, che ha vissuto e vive aderendo ai valori tradizionali borghesi, perdendo il suo ruolo centrale per non venire meno ai quei valori. Franzen tratteggia con maestria il rapporto

venerdì 2 maggio 2014

Farsi un'idea #30

Iniziamo maggio con un estratto da Città aperta di Teju Cole. Nella recensione vi avevo accennato all'incontro tra Julius, il protagonista, e Farouq, il magrebino che lavora in un internet café belga. Julius lo conosce durante il soggiorno a Bruxelles e da questa frequentazione nasce un interessante scambio di opinioni sulla società contemporanea con particolare accento al multiculturalismo. 
In questo brano, però è Khalil, datore di lavoro di Farouq, a prendere spesso parola.
Buona lettura!
Bianco è una razza, disse, nero è una razza, ma lo spagnolo è una lingua. La cristianità è una religione, l'islam è una religione, ma l'ebraismo è un'etnicità. Non ha senso. Il sunnismo è una religione, lo sciismo anche. I kurdi sono una tribù. Capisci?
Continuò così per vari minuti e io persi il filo del discorso, ma non chiesi a Farouq di tradurre. Finii la birra. Khalil era ben allenato nella materia. Era più facile annuire ogni tanto e far finta di seguirlo.
Mi era venuta fame, e quando Paulina venne al tavolo ordinai un'insalata e della carne alla griglia. Khalil sembrava aver esaurito il tema comunitarismo. Permettetemi di chiederti una cosa, disse, con una certa malizia nello sguardo. I

L'editore del mese: Topipittori

Questo mese si parla di storie di Natale