venerdì 2 maggio 2014

Farsi un'idea #30

Iniziamo maggio con un estratto da Città aperta di Teju Cole. Nella recensione vi avevo accennato all'incontro tra Julius, il protagonista, e Farouq, il magrebino che lavora in un internet café belga. Julius lo conosce durante il soggiorno a Bruxelles e da questa frequentazione nasce un interessante scambio di opinioni sulla società contemporanea con particolare accento al multiculturalismo. 
In questo brano, però è Khalil, datore di lavoro di Farouq, a prendere spesso parola.
Buona lettura!
Bianco è una razza, disse, nero è una razza, ma lo spagnolo è una lingua. La cristianità è una religione, l'islam è una religione, ma l'ebraismo è un'etnicità. Non ha senso. Il sunnismo è una religione, lo sciismo anche. I kurdi sono una tribù. Capisci?
Continuò così per vari minuti e io persi il filo del discorso, ma non chiesi a Farouq di tradurre. Finii la birra. Khalil era ben allenato nella materia. Era più facile annuire ogni tanto e far finta di seguirlo.
Mi era venuta fame, e quando Paulina venne al tavolo ordinai un'insalata e della carne alla griglia. Khalil sembrava aver esaurito il tema comunitarismo. Permettetemi di chiederti una cosa, disse, con una certa malizia nello sguardo. I
neri americani sono davvero come fanno vedere su Mtv? Il rap, l'hip hop, le donne? Perché noi qui vediamo solo quello. È tutto vero? Be', dissi in inglese parlando lentamente, lascia che ti risponda così: molti americani pensano che i musulmani europei siano vestiti di nero dalla testa ai piedi se sono donne, e barbuti se sono uomini, e che non facciano altro che prendersela per cose che a loro sembrano offensive per l'islam. L'uomo di strada – capisci quest'espressione? –, l'americano medio in genere non immagina che in Europa i musulmani vanno nei caffè e bevono birra, fumano Marlboro e discutono di filosofia politica. Allo stesso modo, i neri americani sono come qualsiasi altro americano, sono come tutti gli altri. Fanno gli stessi lavori, vivono in case normali, mandano i loro figli a scuola. Molti sono poveri, certo, per ragioni storiche, e molti sono patiti di hip hop e ci dedicano la vita, ma è anche vero che alcuni sono ingegneri, professori universitari, avvocati e generali. I due ultimi segretari di stato erano neri. 
Sono vittime dello stesso ritratto, come noi, disse Farouq. Khalil annuì. Lo stesso ritratto, dissi, ma il potere è così, chi ha il potere controlla il ritratto. Annuirono. La mia cena arrivò e li invitai a unirsi a me. Senza farselo ripetere entrambi si misero a sbocconcellare patatine fritte dal mio piatto e ordinarono altra birra. 

Da Città aperta di Teju Cole, pp. 125-126

3 commenti :

  1. Risposte
    1. Vero, anche se il libro ne offre molte altre: è la sua forza.

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