giovedì 8 maggio 2014

Farsi un'idea #31

Impossibile riuscire a scegliere un passo di questo libro! Ho ripiegato sull'incipit del primo capitolo, Il fallimento, potesse fare al caso nostro: insomma, qui ci sono tutte le premesse che troverete spiegate nelle Correzioni. La vena ironica di Jonathan Franzen è ben chiara nel descrivere  la reazione apparentemente contenuta e sofferente di Chip all'arrivo dei suoi genitori, Alfred ed Enid. E ancora più sorprendente la sua capacità di distrazione nel vedere una giovane donna.
Buona lettura!
Avanzano malfermi nel grande atrio, Enid cercando di risparmiare l'anca malandata, Alfred percuotendo l'aria con le mani disarticolate e inciampando nella moquette dell'aeroporto con i piedi incerti; entrambi portavano a tracolla una borsa della Nordic Pleasurelines e percorrevano il terreno pericoloso con grande cautela, fermandosi a riposare ogni tre passi.Chiunque li avesse visti distogliere lo sguardo dai newyorkesi scuri di capelli che li superavano di corsa, chiunque avesse scorto il cappello di paglia di Alfred stagliarsi all'altezza del grano nell'Iowa del Labor day, o lana gialla dei pantaloni tesi sull'anca
sporgente di Enid, avrebbe capito che venivano dal Midwest e che erano intimoriti. Ma per Chip Lambert, che li aspettava oltre il controllo bagagli, erano due killer. Chip teneva le braccia incrociate in posizione di difesa, e con una mano si tormentava il rivetto in ferro battuto che portava come orecchino. Aveva paura di strapparsi il lobo, temeva che il massimo del dolore ottenibile dai suoi nervi non bastasse a fargli ritrovare l'equilibrio. Dalla sua postazione accanto ai metal detector vide una ragazza dai capelli azzurri in età di college, un'attraente sconosciuta con piercing su labbra e sopracciglia. Gli parve che se avesse fatto sesso con lei, anche solo per un istante, avrebbe potuto affrontare con disinvoltura i suoi genitori, e che se avesse continuato a farlo per tutto il tempo che dovevano trascorrere in città sarebbe riuscito a sopravvivere alla loro visita. Chip era un uomo alto, con un fisico da palestra, rughe intorno agli occhi e radi capelli giallo burro; se la ragazza lo avesse notato, probabilmente avrebbe pensato che era un po' troppo vecchio per gli abiti che indossava. Mentre gli passava accanto correndo, Chip tirò più forte il rivetto per compensare il dolore di quel distacco definitivo e per focalizzare l'attenzione su suo padre, il cui volto si era illuminato nel riconoscere un figlio tra tanti sconosciuti. Alfred balzò incontro a Chip con le movenze di un uomo in procinto di annegare, si gettò su di lui e gli afferrò la mano e il polso come se fossero la fune capace di trarlo in salvo. –Bene! – disse. –Bene!
Enid lo raggiunse zoppicando.  – Chip, – gridò, – che cosa hai fatto alle orecchie?
– Papà, mamma, –mormorò Chip tra i denti, sperando che la ragazza dai capelli azzurri non potesse sentirli. –Sono contento di vedervi. 

Il fallimento da Le correzioni di Jonathan Franzen, pp. 15-16

4 commenti :

  1. Perfetto questo libro... in questo momento!!!
    Corro a comprarlo... baci!

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  2. Franzen mi piace tanto fra i contemporanei, anche se i suoi romanzi mi lasciano sempre un po' di tristezza e non mi aiutano a tirarmi su nei momenti di sconforto.
    Le correzioni è bellissimo e doloroso, ma a me è piaciuto di più Libertà, anch'esso bellissimo e doloroso, ma meno cupo!

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