mercoledì 21 maggio 2014

Farsi un'idea #32

Eccoci, per sbirciare tra le pagine de La distanza da Helsinki, opera prima di Raffaella Silvestri. Oggi conosciamo meglio i due personaggi del libro nel loro percorso accidentato dall'adolescenza alla maturità.
Viola apre le finestre e ha 17 anni: è passato all'incirca un anno dalla conoscenza di Kimi e da quando hanno lasciato Londra. È estate, Kimi si trova a Nizza e decide di telefonare a Viola. I due si incontrano a Sanremo, a metà strada tra Milano e la città francese.
Ho scelto questo brano perché in questo ambiente effervescente e privi di altra compagnia, esprimeranno i loro carattere: Viola è vitale, ha le idee apparentemente molto chiare; Kimi subisce il suo fascino e non gli resta che seguire le sue indicazioni. In realtà entrambi hanno bisogno di una guida.
Buona lettura!
Kimi si adatta a Viola, che cammina lenta. È sempre così, lei non cammina per arrivare da qualche parte, ma si gode la passeggiata. È una bella mattina estiva. Fa caldo, ma dal mare arriva una brezza fresca, che ti fa venire voglia di respirare a pieni polmoni. Attraverso i giardini municipali. Viola è attraversata dai fiori, dai colori, come se cercasse di prenderli tutti e conservarli da qualche parte. 
Kimi, con lei, si sente rilassato. Sente che potrebbe camminare per giorni, con lei, senza bisogno di mangiare. 
"Andiamo al casinò, " dice lei, dal nulla. È questo il fatto, con Viola. Che è pericolosa. Non basta mai quello che sei tu, ci vuole sempre dell'altro. Ha sempre qualche idea, un'idea che implica uno spostamento, implica che lui diventi qualcosa di diverso da quello che è, per un attimo: più coraggioso, più avventuriero, più spensierato, più pazzo. 
"Siamo minorenni, Viola, l'ultima volta che ho controllato. A meno che tu non sia invecchiata di due anni quest'anno."
"Sì, lo so, siamo minorenni, e allora? Possiamo comunque entrare nella sala delle slot machine, in qualche modo. Sarebbe divertente," lo fissa con quel suo sguardo di sfida, come se non le importasse nulla entrare nella sala delle slot machine, in fondo, ma avesse bisogno di fare qualcosa di diverso, per dimenticarsi si quella che è di solito. 
"Sarebbe divertente inserire denaro in una macchina per non rivederlo più?"
"Dai, non fare il tirchio. Io penso a come entrare, tu mi prometti che una volta dentro non farai il guastafeste."
Lui respira. "Ok, prometto", dice.
Sono davanti al casinò. Le palme che fanno un po' Miami. Le macchine costose. La bandiera italiana all'ingresso. Viola si dirige decisa verso l'entrata laterale, come se all'improvviso sapesse dove andare, come se fosse esperta, come se fosse nata per giocare d'azzardo.
"Resta qui," gli dice. E lui obbedisce. Non può fare altro che obbedire, fare come dice lei, quando si mette in testa qualcosa. 

Da La distanza da Helsinki di Raffaella Silvestri, pp. 129-130.

3 commenti :

  1. L'ho letto questo libro... mi è piaciuto moltissimo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Brava, Michela! Sarà contenta l'autrice. :)

      Elimina
  2. Questo libro mi attira sempre di più: per il momento è in wishlist, ma chissà... :)

    RispondiElimina

L'editore del mese: Topipittori

Questo mese si parla di storie di Natale