mercoledì 7 maggio 2014

Incontri d'autore - Cristina De Stefano


Era da diverso tempo che non andavo ad un incontro, più di un mese fa, e un po' ne sentivo la mancanza.
Però per questo sono stata titubante fino a mezz'ora prima di uscire. Perché l'argomento non è dei più facili, affrontare Oriana Fallaci mi incute un certo timore, anche nel trattare queste righe. 
Chiunque sia un conoscitore della giornalista prenda per buone le mie parole che sono frutto di incontro letterario. Non ho la pretesa di essere esauriente né di inoltrarmi in terreni per me ignoti.
Sarò molto sincera: la Fallaci la conosco superficialmente (ahimè!) e non mi sono mai azzardata di occuparmi delle sue cose. Le attribuisco a priori quella autorevolezza che le è sempre stata conferita. Avevo quindici quando ho cominciato a sentirne parlare e quindici anni dopo mi trovo a scrivere qualcosa che parla di lei. Qualcosa, appunto. 

La presentazione del libro, Oriana. Una donna di Cristina De Stefano ed edito da Rizzoli, è stata lunedì cinque maggio alla Feltrinelli di Parma. È stato un incontro piacevole che mi ha incuriosita molto.
Antonio Mascolo, che ha accompagnato l'autrice in questa chiacchierata, si è dichiarato spiazzato da questa biografia per la figura che ne viene fuori. Il libro racconta di una Fallaci che può essere paragonata ad un personaggio camusiano, che cerca di imporsi in tutti i modi. Oriana è una “dannata” nell'ambito affettivo, mendica amore e vita: «si seccano i rapporti e le parole».
Il libro di Cristina De Stefano parla d'amore, di guerra e di morte, insomma, ciò che la giornalista ha vissuto anche platealmente attraverso la sua biografia. Ci regala un ritratto nuovo, ci presenta una personalità nota, anzi notissima, come se fosse una sconosciuta o semisconosciuta.
Il materiale inedito è ricchissimo: carteggi, poesie, appunti. La scrittrice ha condotto un lavoro certosino di documentazione che l'hanno vista impegnata per tre anni, spulciando negli archivi che la famiglia le ha aperto. E su commissione del nipote è stata chiamata per redigere la biografia ufficiale sulla zia. Ciò che preoccupava la De Stefano era la polemica innanzitutto, il rischio di sfociare nello stereotipo e soprattutto fare della vita privata della Fallaci un pettegolezzo. Rovistare tra le sue carte «è come entrare nella sua stanza», ci confida l'autrice.
Da qui la necessità di inquadrare l'Oriana pubblica con l'Oriana privata seguendo tre linee guida, che sono al tempo stesso tre fattori unificanti tra i due aspetti: l'emancipazione ancor prima del Femminismo, il suo essere artista, il grandissimo impegno nel lavoro.
Il suo essere donna ha deciso il suo stile di giornalista: l'apparente femminilità svelava in realtà l'osso duro quale era, un'intervistatrice e un'inviata di guerra di spessore. Odiava il potere e l'ho ammetteva senza troppi indugi e non ha mai celato il suo lato più tagliente e ruvido.
Questo suo aspetto caparbio rivela, con sorpresa, una vita privata romantica e passionale, che è ciò che si evince dai suoi carteggi e dalle sue storie sentimentali. Era assoluta ed epica, la contraddizione tra la donna sola e i sogni: una persona schiva che si è protetta molto. Il sottotitolo del libro, Una donna, mette in luce proprio questo lato nascosto.
La Fallaci è l'unica giornalista ad avere avuto un riconoscimento internazionale, ma in Italia. La domanda sorge spontanea: come mai? Come mai un'icona della sinistra è stata odiata dalla sinistra? Oriana non appartiene a nessun partito, è un'anarchica con una coscienza sociale e un forte senso della libertà. Non è mai stato possibile imprigionarla in schemi precostituiti perché ha sempre pensato con la sua testa.
Questa biografia, la prima ufficiale, si legge come un romanzo indirizzato a tutti e si presenta come un tessuto costituito da due fili, uno più spesso, la sua vita privata, e uno più sottile, la sua immagine pubblica. Infatti, la quotidianità è un aspetto fondamentale per cogliere l'Oriana che l'autrice ha scoperto.
Cristina De Stefano ci regala un un ritratto obiettivo, ma non sconveniente. Ecco, come appare: donna contemporanea, coraggiosa e sempre libera in tutte le sue decisioni, una donna con tante spigolature ma degna.

4 commenti :

  1. Io della Fallaci ho letto soltanto Lettera a un bambino mai nato e ricordo mi aveva sconvolta! Il mio ragazzo invece è un appassionato. Mi riprometto di leggere molto altro di suo.

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    1. Non fargli leggere questa cronaca, potrebbe rivoltarsi contro di me! ;)
      Di certo, non sarà una lettura facile.

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  2. Lessi "Un uomo" tempo fa. Ancora mi fa venire i brividi.

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    1. Penso proprio che le sue opere non siano di facile letture. Un giorno mi avvicinerò ai suoi scritti.

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