domenica 18 maggio 2014

Le librerie invisibili



 Monica Carretero

Non ce ne voglia Italo Calvino per aver preso in prestito uno dei suoi titoli, Le città invisibili sono diventate le Librerie invisibili, un titolo speciale per trattare brevemente di realtà sommerse nel mondo editoriale, dar voce a chi sussurra: le librerie itineranti.
Diciamo librerie, ma potremmo dire anche biblioteche. La formula è la stessa: quattro ruote – in alcuni casi su tre o due e persino su quattro zampe – un carico di libro e tanta volontà.
Alcune di queste realtà hanno avuto una certa risonanza: il Bibliocarro o Ottomassimo o Pianissimo. Quest'ultimo è un fortunato esempio tanto che Terre di mezzo gli ha concesso una pubblicazione.
Un'altra esperienza entusiasmante che ha avuto possibilità di lasciar traccia nelle pagine di marcos y marcos, è Profumi per la mente nata dall'esperienza della libreria Therese. Il libraio suona sempre due volte narra questa straordinaria impresa.
Spesso di questi esperimenti se ne sa ben poco a meno che non trovino spazio su qualche testata nazionale. Eppur si muovono, tanto per scomodare Galileo Galilei. Perché appunto sono itineranti, alcune rimangono delle realtà locali, altre viaggiano lungo tutto lo stivale.
Gli intenti di chi intraprende questa avventura saranno diversi. Innanzitutto, dare un servizio al territorio laddove le amministrazioni non sono particolarmente presenti, laddove una libreria fisicamente cementificata avrebbe scarsa sopravvivenza. Anche la crisi economia ha fortemente influenzato e investito questo settore, portando a reinventarsi. Alla base di tutto c'è la passione a spingere verso la strada.
Un obiettivo coraggioso, possiamo definirlo, che implica professionalità, una buona conoscenza dei proprio utenti e clienti, un certo entusiasmo e anche una responsabilità sociale che è proprio della lettura e del confronto.
Per rendere meglio l'idea di quest'ultimo aspetto vi rimando al film di Paolo Giarolo, Libri e nuvole, che ho avuto la possibilità di vedere nell'ambito del Festivaletteratura di Mantova. Le biblioteche rurali sono importanti nei territori sperduti, lontani dalle città. Sono delle piccole librerie domestiche curate dalle donne, le quali si occupano di far viaggiare i libri per un continuo ricambio di idee. di Le donne sono al tempo stesso collante di una società che si identifica in queste minuscole comunità arroccate.
Questo è solo un esempio per far capire come il processo e gli obiettivi delle biblioteche rurali siano simili alle librerie itineranti. C'è la necessità della condivisione di un bene comune che possa anche formare le coscienze, avere cittadini migliori.
La mente è come la terra, deve essere curata e alimentata per dare buoni frutti.

6 commenti :

  1. Bellissima questa nuova rubrica, brave! Ho sentito molto parlare di "Pianissimo" e trovo che portare in giro la cultura sia davvero un'idea geniale ed utilissima per tutti (piccoli e grandi).

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    1. Infatti, è proprio così soprattutto in quelle zone lontane dai grandi centri, dove persino una piccola biblioteca non esiste.

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  2. Bellissima rubrica, vi seguirò sicuramente! ;-)

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  3. Con tutto questo supporto non possiamo che partire alla grande! Grazie!

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  4. Mi sembra un'idea davvero carina! :D

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