giovedì 12 giugno 2014

Farsi un'idea #34

Vi avevo già dichiarato la mia delusione dell'ultimo libro recensito, La vita non è in ordine alfabetico di Andrea Bajani. La mia scontentezza riguarda lo stesso tono tenuto nei 38 racconti, un tu quasi impersonale.
Da quello che leggerete in seguito vi renderete conto che si tratta di storie brevi, tant'è vero che ho trascritto per intero Mattina. Ho scelto questo brano non per un motivo particolare, ma perché questo è il mio momento preferito della giornata. Tuttavia, non inquadra in modo poetico il risveglio ma la svogliatezza e l'apprensione di un figlio che deve affrontare gli impegni scolastici. È un padre a descriverci la situazione, quei sentimenti che lo colpiranno i prima persona quando dovrà affrontare il corso di tedesco.
Buona lettura!
Mattina 
Dell'età adulta ti piacciono soprattutto le mattine. Niente più risvegli di soprassalto un quarto d'ora dopo il suono della sveglia, niente compiti di francese fatti solo per metà, niente verbi da ripassare alla fermata. Niente professori che brandiscono registri dentro i sogni. Soprattutto nessun senso d'inadeguatezza a pedinarti lungo la giornata, con il sollievo soltanto di un
sospiro al cambio d'ora. Sono la giornata che si schiude poco a poco, tua moglie che t'interpella sull'abbigliamento sfilando per la casa a piedi nudi, tuo figlio che fa colazione accanto a te. Lui sta chino sopra il latte senza dire una parola. Con
lo sguardo ingrugnito cerca nella tazza la forza per affrontare la giornata e l'interrogazione che lo aspetta a un chilometro da casa. 
Qualche volta lo accompagni a scuola, e da lì poi te ne vai in ufficio. In macchina cerchi di fargli capire che l'età adulta spazzerà via questo senso di malessere, che crescendo sono tante le questioni che di colpo diventano più chiare. Il trascorrere del tempo - gli spieghi con le quattro frecce lampeggianti davanti al cancello della scuola -, il trascorrere del tempo svuota la clessidra delle cose che non servono, le fa scivolare giù, ammucchiate una sopra l'altra nella pira del passato. E quindi, insomma, si relativizza, si dà peso alle questioni che sono davvero importanti nella vita, che non sono i compiti, il quaderno dimenticato a casa o le eccezioni del dativo di possesso. Quando gli parli in questo modo, tuo figlio guarda inespressivo oltre il parabrezza, aspetta che termini il sermone e scende dalla macchina. 
Ma poi - nell'età adulta - basta un corso di tedesco fatto per diletto, per girare la clessidra e ricominciare tutto dall'inizio. Le prime lezioni ti sei divertito, a scegliere il quaderno, a ritornare tra i banchi, con compagni brizzolati e insegnanti in piedi alla lavagna. Poi però sono cominciati quei risvegli: i compiti non finiti sul quaderno, la coniugazione del verbo fragen infilandoti i calzini, le colazioni - tuo figlio fissando il latte, tu il caffè - e i viaggi in macchina senza dire una parola. E quando la professoressa di tedesco si aggira tra i banchi, ecco, dalla pira del passato sale una vocina, sale su e poi arriva lì, in mezzo all'età adulta, e implora Ti prego, ti prego, non chiedere proprio a me. 

Mattina da La vita non è in ordine alfabetico di Andrea Bajani

2 commenti :

  1. Molto carino questo frammento :) Mi dispiace per la tua delusione perchè a me questo libro incuriosisce parecchio!! Non ho ancora letto la tua recensione. Ora vado.

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    1. Il più delle volte la delusione è soggettiva, magari a te non farà quest'effetto.

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