lunedì 16 giugno 2014

Farsi un'idea #35

Sabato vi ho portati su un'isola selvatica, antica, che profuma di legno e mare, un'isola di un nonno e di un nipote. Inoltre, teatro anche del primo vero appuntamento di Fingerbook, un libro all'ora dell'aperitivo. Quest'isola ce l'hanno raccontata Concita De Gregorio e suo figlio Lorenzo, Un giorno sull'isola, appunto.
Nell'estratto riportato, un bambino scappa di casa perché incompreso dalla compagna del padre, scappa per raggiungere l'isola della nonna attraverso una piccola barca a vela.
Le poche righe descrivono un disagio familiare, l'incomunicabilità tra il mondo degli adulti e dei bambini.
Buona lettura!
Con la mia barca sono leggerissimo e velocissimo, mi basta anche meno: l'importante è partire un paio d'ore prima che cali il vento. Ecco, questo devo fare. Vado dalla nonna, resto un po' da lei. Le chiedo se posso vivere lì, se mi vuole, le dico che qui non torno più.
Guglielmo svuotò la sacca da vela e la riempì di oggetti indispensabili. Le scarpe da tennis, la maglietta col simbolo delle Escavalitas, la felpa grigia, solo una, il libro di Ismaele, il telefono, la borraccia per l'acqua. Uscì dal retro, attraverso la lavanderia con l'asse da stiro già pronta per il lavoro del giorno, costeggiò il
giardino, arrivò al molo. Il piccolo Optimist di Teo era lì, in ordine, già armato. Al suo Laser mancava l'albero invece e la vela non era in vista. Doveva averla di nuovo riposta nell'hangar senza avvisarlo. 
Tirò la sacca sull'Optimist e salì.


C'era vento di terra, leggero. La piccola vela si gonfiò subito. Ecco fatto, pensò. Sparisco, non ci sono più. Lei non dovrà sostituire i braccioli del suo prezioso divano e lui non avrà più i suoi mal di testa: saranno contenti. Carmen continuerà ad apparecchiare anche per me, in cucina, di sicuro. Penserà che mi sono solo nascosto. Dirà questo a Teo: si è nascosto, tranquillo, torna. 
Pensare al fratello lo intristì un poco. 
Povero Teo, da solo con quei due. Meno male che c'è Carmen. Meno male che c'è Carmen. Ma anche lui un giorno se ne andrà, è sicuro. Magari ci incontreremo in una grande città, non ci riconosceremo e diventeremo grandi amici. Amici come fratelli, che è meglio che solo fratelli perché succede quando scegli la persona che ti piace, con cui vuoi stare per sempre. 
Guglielmo sorrise, lo sguardo a prua rivolto all'isola della nonna.
Virò. Stava arrivando dal porto il traghetto del mattino, era lontano, certo, ma lui sapeva bene quanto possano essere pericolose le onde delle grandi barche sulle piccole. A volte fino a ribaltarle, se sei su una vela da bambino. Si mise prua al vento. Sul ponte del traghetto riusciva a vedere a poppa i turisti che scattavano foto, come sempre, come tutti quando lasciano l'isola. Fotografavano sempre la scia della nave, la bandiera del traghetto in primo piano e il profilo del porto sullo sfondo.

Bambino a vela da Un giorno sull'isola di Concita De Gregorio, pp. 86-87

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