venerdì 13 giugno 2014

#Fingerbook - Un giorno sull'isola di Concita De Greogorio


La scorsa settimana avevamo annunciato, io e Michela, l'inizio di questa nuova rubrica, una collaborazione speciale tra chi ama la lettura e la cucina. Ed è appunto nato Fingerbook, un libro all'ora dell'aperitivo. Messe da parte le presentazioni, questo è il primo banco di prova e noi ne siamo entusiaste. Incrociamo le dita! Fateci sapere cosa ne pensate, per noi è importante. 

Abbiamo iniziato dall'estate, dal mare e da un'isola.
Michela oggi ci delizia con le sue polpettine di tartare agli agrumi e menta con salsa allo yogurt (qui la ricetta). Sapevo già che questa donna mi avrebbe sorpresa, ma mai fino a questo punto! Guardano la foto, mi sembrano isole le sue meraviglie culinarie.
La mia proposta di lettura vi farà prendere una barca e navigare...
Un giorno sull'isola di Concita De Gregorio, edito da Einaudi, è una raccolta di storie brevi che rischiavano di perdersi, lievi e profonde da leggere proprio al mare.

«Raccontami una storia. Giochiamo? Allora il nonno lasciava il suo lavoro sulla scrivania e iniziava a trascrivere altre storie». Perché raccontare una storia è anche un gioco, bellissimo e infinito, per impegnare i pomeriggi all'ombra. E come nelle mille e una notte, il ragazzo riprendeva il giorno dopo quella storia e l'arricchiva di nuovi elementi. I fogli quell'estate ne erano stati riempiti moltissimi, perduti e mai ritrovati.
Un patto segreto tra nonno e nipote, che rischiava di essere perso per sempre se a Lorenzo, figlio di Concita De Gregorio, quei pomeriggi lontani non si fossero improvvisamente rivelati.
Quelle storie diventano un modo per riavvicinamento tra madre e figlio: la memoria e le parole scritte diventano un nuovo codice per espugnare la fortezza del silenzio adolescenziale. Rievocare quel gioco tra nonno e nipote è anche un pretesto per condividere una gioia passata: «Questo è un viaggio, è un saluto, è un ricordo». Un ricordo fatto di parole e di «estati nude di sole». E nel caldo tutto è ricominciato.
Questo percorso non deve essere frettoloso, ma la lettura come la scrittura hanno bisogno di un tempo, dell'attesa. Perché solo rispettando questi tempi è possibile cogliere sfumature che altrimenti si sfuggirebbero.
Madre e figlio hanno interagito con le storie, se le sono scambiate e ne hanno inventata una nuova.
Ecco, che la narrazione racchiude tanti altri racconti: le sorelle Ferrán che vivono ancorate alla loro gioventù, due guardiani di fari si contendono i primi posti della classifica dei dieci fari più belli del mondo legati, Ines ritrova un anello bellissimo che nasconde una storia di solitudine. E Spesso trattano di resistenza alla perdita della memoria infantile, dell'incomunicabilità tra gli adulti e i bambini.
Una raccolta in cui Gatto e Corvo sono il fil rouge con i quali è iniziato il gioco. Se il primo rappresenta l'amore e la casa, il secondo è presagio di morte e spesso decidono il destino dei personaggi proprio come nelle storie inventate, ma è anche l'espediente del nonno per congedarsi dal mondo semplificando un tema inspiegabile come la morte.
Per assaporarli, però, è necessario approdare all'isola, quella antica, senza acqua né luce elettrica, aspra di latte di capra, ma soprattutto all'isola del nonno, piena di luce. Un luogo che esiste anche in virtù di chi la abita: «perché se tu non ci sei niente di tutto il resto esiste, è lì solo perché lo vedi, ci vivi, lo fai vivere».
Allora, basta un giorno per recarsi sull'isola. Uno solo.

Titolo: Un giorno sull'isola. In viaggio con Lorenzo
Autore: Concita De Gregorio
Pagine: 120
Anno di pubblicazione: 2014
Editore: Einaudi
ISBN: 9788806220143
Prezzo di copertina: € 14,50
Disponibile in ebook: € 7,99

12 commenti :

  1. Non sono brava con le parole ma... Sei speciale!
    Amo già questo libro!!!
    Bacioni

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  2. Quanto vorrei leggere questo libro. La De Gregorio è una di quelle scrittrici che senza costruire un romanzo riesce comunque a incantarmi con quel che scrive.
    e le polpettine, mmmmmmmmmm
    in realtà io detesto il limone (che fa coppia con l'odio per il tè) però le tartare che siano di carne o di pesce... che bontà! (anche se poi le mangio rarissimamente perché mi vengono tutti i sensi di colpa sul fatto di mangiare ste cose crude, che possono far male, vabbè)
    in ogni caso potrei tentare la ricetta senza limone ;)

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    1. Il libro è scorrevole e poi, sono tante le storie. È una lettura da pomeriggio estivo.

      Pensa, io adoro il limone: mi piace proprio il suo gusto acido. Poi ci dici della ricetta. E del libro. ;)

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    2. qui da me la gente campa coi limoni, lo metterebbe in ogni ricetta, visto che siamo pieni di alberi. Il problema non è il gusto acido, anche perché a me piacciono molto le cose aspre (sai, la frutta quando ancora non è matura) è proprio il sapore, quando viene grattuggiato nei dolci, nella crema, quando si usa per condire o marinare. Io dico NO al limone! :D
      mentre al libro non posso che dire SI'! :D

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  3. Anni fa avevo letto Malamore della De Gregorio, un saggio che tratta della violenza sulle donne. In effetti scrive bene e riesce a far riflettere su diverse questioni importanti. Complimenti per la nuova rubrica!

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    1. Grazie!
      È il primo che leggo, non saprei dirti come siano gli altri suoi scritti.

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  4. Ricetta che già adoro, le tartare mi fanno impazzire e il limone idem! :-)
    Il libro non lo conoscevo, sembra proprio una di quelle letture ultra estive... chissà se questa estate ne avrò mai il tempo di dedicarmi a letture del genere! :-)

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    1. A settembre? No, forse è meglio di no, altrimenti sentirai la mancanza del mare.

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  5. Mi piace tantissimo l'idea e lo spirito di questa collaborazione, il legame tra cibo e letteratura è forte tanto quello che c'è con il cinema... e se due donne sensibili e curiose come voi si uniscono viene fuori una rubrica insolita, interessante e originale! :-)
    Salgo a bordo e navigo, tra le parole... il modo più bello!

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    1. Bello! Noi ti accogliamo con grande gioia!
      Grazie per le tue parole, speriamo di non deluderti. ;)

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  6. Io non posso leggere queste cose quando ho fame

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