giovedì 24 luglio 2014

Farsi un'idea #42

La gelida Islanda, oggi, fa da sfondo alla nostra lettura di Luce d'estate ed è subito notte di Jón Kalman Stefánsson. Come ho già ribadito nella recensione, non è una terra gelida, anzi pulsioni e sensualità animano un piccolo villaggio. Ciascun abitante ha una storia da raccontare! 
I due estratti trascritti si riferiscono alla voce narrante che introduce e conclude i racconti e al ritorno Matthías e incontra Elísabet. In entrambi gli estratti, ricorre il tema centrale del libro, perché viviamo? con tutte le sfumature sull'argomento come la morte e il destino. 
Buona lettura?
Parliamo, scriviamo, raccontiamo di piccole e grandi cose per cercare di capire, di arrivare a qualcosa, di afferrare l'essenza che però si allontana sempre più come l'arcobaleno. Nelle storie antiche si dice che l'uomo non possa guardare Dio, equivarrebbe alla morte, e senza dubbio vale lo stesso per quello che cerchiamo - la ricerca stessa è lo scopo, il risultato ce ne priverebbe. E ovviamente è la ricerca che ci insegna le parole per descrivere lo splendore delle stelle, il silenzio dei pesci, il sorriso e lo sconforto, la fine del mondo e la luce dell'estate. Abbiamo un compito, a parte baciare labbra; sai per caso come si dice «ti desidero» in latino? E come si dice in islandese? 

p. 165


Elísabet non staccava gli occhi scuri dal volto di Matthías che aveva cominciato a ridere, ma poi si fermò di colpo, la guardò in modo strano, forse felice e triste insieme, scosse il capo, non cambi mai. Sì invece, ogni giorno, solo che non lo dò a vedere. Perché non te ne sei mai andata, come ho fatto io? Elísabet alzò le spalle, il mio destino è qui.
Matthías: Non sappiamo niente del destino.
Elísabet: Allora ho aspettato.
Matthías: Che cosa?
Elísabet: Non lo so, e se lo so non te lo dirò adesso. A volte mi piace venire qui, è bello, è tranquillo, posso entrare in contatto con me stessa.
Matthías: Ma è un dannato stambugio.
Elísabet: Dipende da te, da quello che vuoi, da quello che sei.
Matthías: Uno stambugio è uno stambugio, punto e basta. Qui non succede mai niente, un inverno intero entra dentro una sola cartolina, la gente dorme sempre, chi cerca un po' di movimento se ne va, chi resta è kaputt!
Elísabet: No, se uno basta a se stesso. E non è affatto vero che non succede niente, il tempo cambia sempre, il cielo si muove, a volte sembra persino inclinarsi e allora non c'è più nulla di sicuro nella vita, non c'è mai la stessa luce, qui, e poi devo raccontarti della fine di Björgvin, il vecchio amministratore della Cooperativa, è stato Finnur Ásgrímsson in persona a rimpiazzarlo.
Matthías: Il ministro?
Elísabet: Sì.
Matthías: È venuto qui?
Elísabet: Sì, e voleva pure scrivere le sue memorie, ma non è riuscito a finirle, è scomparso all'improvviso, o per essere esatti: si è dissolto nella sera. 
Matthías: La gente non scompare, se ne va. E credo proprio che sia questo il caso dell'ex ministro. 
Elísabet: Puoi pensarla come vuoi, ma quello che è successo non ha niente a che vedere con le nostre opinioni. 

Si pensa a tante cose nella foresta, soprattutto se vi scorre in mezzo un grande fiume da Luce d'estate ed è subito notte di  Jón Kalman Stefánsson pp. 181-182


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