lunedì 28 luglio 2014

Farsi un'idea #43

Buon lunedì a tutti, 
chissà quanti ti voi hanno programmato un viaggio in Sicilia nei prossimi giorni o sono rientrati. Quindi, vi invito a vivere le sensazioni di Giuseppe Culicchia quando da bambino scorge per la prima volta la sagoma dell'isola.
È l'estate del 1972, lasciata la Calabria, Giuseppe viene investito da profumi sconosciuti e vede gli occhi del padre verdi e profondi bruciare. Questa è Sicilia, o cara
Buona lettura!
Io e mia sorella invece salimmo con nostro padre. Sbucammo in coperta dopo il dedalo di strette scale e corridoi dipinti di bianco, ed eccola lì LA SICILIA, e con  lei il vento e l'azzurro profumato del mare e i gabbiani e Scilla e Cariddi, e io che volevo  vedere se c'erano Ulisse e le Sirene e magari pure Polifemo, la maga Circe e i maiali. Il ferribbotte lasciava una scia bianca tra noi e la Calabria, anzi, fra noi e l'Italia, perché la Sicilia mi sembrò subito qualcosa di diverso rispetto al paesaggio che avevamo attraversato. Non so quanto tempo rimasi lì aggrappato al parapetto del ponte a guardarla mentre lentamente ma
inesorabilmente si avvicinava, so però che mio padre  che aveva inforcato i suoi Lozza comprati, come il Seiko automatico che portava sempre al polso, dal suo imponente amico contrabbandiere originario di Mazara del Vallo che trafficava a Porta Palazzo e dintorni ma che di tanto in tanto veniva a farsi tagliare i capelli a Grosso con la sua valigetta gonfia di orologi e si chiamava Totò 'u Mazzarisi - mi disse che dovevamo ridiscendere nel ventre del traghetto per tornare sul treno dove fra l'altro c'era ad aspettarci nostra madre, e so anche che lungo il tragitto di ritorno ci fermammo al bar del natante dove presi una Fanta e mio padre mi chiese se volevo assaggiare una strana polpetta che si chiamava arancina, che però non mi piacque, e poi tornammo giù, al treno, alla nostra carrozza dove ci aspettava mia madre e dove la signora di prima stava ancora mangiando, e infine al nostro scompartimento, entrando nel quale esclami, tutto esaltato: "Mamma, ho visto la Sicilia!". 

Ferribbotte da Sicilia, o cara di Giuseppe Culicchia

2 commenti :

  1. Se io ti ho colpito al cuore con il mio hummus, che cosa sei riuscita a fare tu?
    Struggente l'esordio di questo brano.
    Ho lasciato la Sicilia solo qualche giorno fa, e già mi manca...

    Un bacione, carissima!!!

    Valeria

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    Risposte
    1. Allora, hai un buon motivo per non abbandonarla più!

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