venerdì 29 agosto 2014

ll venerdì in libreria #26

Buongiorno, 
una prima panoramica delle uscite che verranno anche in concomitanza anche con il Festival della mente di Sarzana e del Festivaletteratura di Mantova. In generale che le novità autunnali saranno ricche e molto attese. 
Senza girarci intorno, vi lascio curiosare tra le novità di fine agosto. Alla prossima settimana con i libri di settembre. 


Titolo: I talenti delle donne. L'intelligenza femminile al lavoro
Autore: Anna Simone
Editore: Einaudi
Pagine: 176
Genere: Saggi
Prezzo di copertina: € 17,00
Data di uscita: 26/08


Questo libro prende le mosse da un desiderio e da una necessità. Il desiderio è quello di intersecare più voci di donne piene di talento e di passione per quel che fanno - donne spesso assai diverse tra loro - con una narrazione che cerca di leggere le trasformazioni del presente evitando il più possibile la retorica della vittimizzazione o, al contrario, l'esaltazione di un femminile da cui estrarre solo plusvalore economico. «Non si tratta di essere differenti, ma di fare la differenza». Una riflessione equilibrata e ricca di sfaccettature sul presente, e soprattutto, sul futuro del femminile attraverso ventuno profili esemplari di donne (a loro modo) straordinarie: Lea Battistoni, Emma Bonino, Isabella Bossi Fedrigotti, Susanna Camusso, Eva Catizone, Ilaria Cucchi, Alisa Del Re, Franca Dente, Silvia Landra, Carmen Leccardi, Marcella Lucidi, Lea Melandri, Loretta Napoleoni, Laura Olivetti, Marina Piazza, Laura Puppato, Norma Rangeri, Lucrezia Reichlin, Chiara Saraceno, Patrizia Sentinelli, Roberta Turi.

Titolo: Cose fragili
Autore: Neil Gaiman
Editore: Mondadori
Pagine: 372
Genere: Narrativa internazionale
Prezzo di copertina: € 17,00
Data di uscita: 26/08

In questa raccolta Gaiman mescola la mitologia e la filosofia antica (non manca il club degli Epicurei) con i miti e l'umorismo più pop, per raccontare storie dove niente è come sembra e il lettore corre sempre il rischio di inciampare in qualche imprevisto, di imbattersi in qualche vecchia conoscenza (tornano ad esempio alcuni personaggi di American Gods).

mercoledì 27 agosto 2014

#Farsi un'idea #47

Leggiamo le prime pagine di Prendila così di Joan Didion: Maria ricoverata in una clinica psichiatrica ricostruisce i fatti che l'hanno condotta in quel luogo. La donna racconta del suo passato, non meno traumatico della sua attuale realtà, nella polverosa Silver Wells, abbandonata per seguire la promettente carriera cinematografica.  
Dopo le prime confessioni, la parola viene ceduta ad Helene e a Carter, rispettivamente presunta amica ed ex marito. Successivamente, una voce esterna continua a narrare e di tanto in tanto riappare Maria, o come ho scritto nella recensione, può essere la protagonista che espone in terza persona con algido distacco. I ricordi sono nitidi e dolorosi, asciutti come la scrittura dell'autrice americana.
Buona lettura!
Atteniamoci a certi fatti. Ecco quel che è capitato: ero molto carina (non sto dicendovi che era una fortuna o una sfortuna, è una semplice constatazione, lo so dalle fotografie) e qualcuno mi ha fotografata e poco dopo prendevo cento dollari all’ora dalle agenzie e cinquanta dollari dalle riviste, che a quei tempi era mica male, e ho conosciuto un sacco di gente del Sud e di checche e di ragazzi ricchi, ed era così che passavo i giorni e le notti. La sera che mia madre è uscita di strada con la macchina alla periferia di Tonopah, ero con un ragazzo ricco ubriaco al vecchio Morocco, per quanto sono riuscita a ricordare più tardi: l’ho

lunedì 25 agosto 2014

Prendila così di Joan Didion


Ben ritrovati, spero che abbiate trascorso delle buone vacanze e letto molto. Il blog dopo due settimane di sole e mare (che fortuna!) è pronto a ripartire con nuove recensioni. Durante questi giorni mi sono dedicata alla lettura di autrici italiane e soprattutto straniere. Stamattina iniziamo dall'America a stelle e strisce. 

La biografia di Joan Didion è affascinante quanto dolorosa, motivo che mi ha spinta a leggere Prendila così, edito da Il Saggiatore. E credo che questo libro la sfiori, la sua vita.
La scrittura asciutta delinea dimensione e vicende che ruotano attorno, rivela l'orrido del mondo hollywoodiano e il sublime della capacità narrativa di Joan Didion. I brevi e brevissimi capitoli sono fotografie chiare e lontane.
Prendila così è un libro inaspettato, un titolo che evoca leggerezza ma con un corpo che lancia fiamme e stupore, segue lo sfavillio e il tramonto di una donna attraverso i suoi occhi.
Maria – si pronuncia Mar-ai-a, come lei stessa precisa – ci parla da una clinica psichiatrica di lusso a cose avvenute. È un'ex attrice con alle spalle due film di scarso successo, si limita a sorseggiare cocktail durante i party in piscina, trascinare una storia oramai finita con il marito Carter, dal quale divorzierà, e soffre per la malattia della figlia Kate ricoverata in una clinica privata. Maria parla anestetizzata dalle sua vicende.

venerdì 8 agosto 2014

#Fingerbook - La spiaggia di notte di Elena Ferrante

Carissimi,
ultima recensione prima della pausa estiva e tema di Fingerbook. Prima di augurarvi buon riposo e buone lettura, vi informo che l'attività del blog riprenderà il 25 agosto, mentre questa rubrica torna il 10 settembre. Comunque, manterrò sempre attivi i miei account Facebook, Twitter e Instagram e per chi volesse può scrivermi mail lunghissime.

Speravo che Michela ci sorprendesse con una ricetta adatta anche ai bambini ed ecco dei golosi quanto rinfrescanti Frozen banana pops. Cosa sono? Andate sul suo blog!
Una delizia che ben si adatta ai pomeriggi estivi e al libro che ieri vi avevo anticipato, La spiaggia di notte di Elena Ferrante (e non aggiungo aggettivi, tanto sapete cosa penso di lei). La scrittrice napoletana si cimenta con la fiaba, con il linguaggio semplice e diretto dei più piccoli ma rivolta anche agli adulti.
Inoltre, La spiaggia di notte è corredata da magnifiche illustrazioni, opera di Mara Cerri, che condivido con voi. 

giovedì 7 agosto 2014

Farsi un'idea #46

Una piccola anticipazione del post di domani che riguarderà la recensione di un libro della mia amatissima Elena Ferrante, La spiaggia di notte. In queste pagine si cimentata con una fiaba narrata da una bambola perduta dopo una giornata trascorsa sulla spiaggia. La notte fa paura così come il Bagnino crudele e il Grande Rastrello. Non vi voglio anticipare nulla di più, vi lascio assaporare l'atmosfera e poi ne parleremo più approfonditamente.
Quindi, a domani con Fingerbook e per i saluti... estivi. Il blog andrà al mare un paio di settimane, in realtà già lo è ma ha deciso che vuole sostare tutto il giorno in acqua.Birichina, questa Little Miss Book.
Buona lettura!

Il Grande Rastrello ha orribili denti di ferro, lucidi per l'uso. Morde ferocemente la sabbia e avanza. 
Ho paura, mi farà male, mi romperà
Eccolo, è qui
Finisco tra i suoi denti insieme a sassolini di pietra pomice, conchiglie, noccioli di prugna e di pesca. 

Mi sento un po' ammaccata, ma sono tutta intera. Il Bagnino crudele continua a cantare con una voce che fa male al cuore: 

Strappati il naso
Siedi sul vaso
Svuota la gola
Resterai sola. 

mercoledì 6 agosto 2014

Farsi un'idea #45

Buona sera, 
vi tengo compagnia con un estratto da Stanno tutti bene tranne me di Luisa Brancaccio, libro che mi ha fatto conoscere questa brava autrice dalla scrittura chirurgica e bellissima. 
Il brano che segue è il primo racconto, quello che è più staccato dai temi principali, la morte e l'infelicità, ma che al tempo stesso introduce straordinariamente al contesto dei capitoli successivi: un mondo borghese ovattato e terribile.
Buona lettura!
Il ragazzo che guarda rimette il binocolo nell’astuccio. Torna alla casa che sembra deserta. Attraversa il giardino buio, la collina di prato, cammina sul bordo della piscina immobile, la zanzariera della porta finestra sbatte.
Sul tavolo di marmo della cucina c’è un costume bagnato, è di nylon blu, olimpionico. Per il resto la stanza è perfettamente pulita e in ordine. C’è una falena che urta contro una lampadina. Ci sono impronte di piedi bagnati su per le scale. C’è silenzio.
Squilla il telefono, un trillo sintetico a basso volume. Il ragazzo non risponde, lascia squillare. Apre il frigo, chiude, apre il forno, chiude. Niente.
Poi urla: – Rispondii!

lunedì 4 agosto 2014

Stanno tutti bene tranne me di Luisa Brancaccio


È da una vita che avevo in lista questo libro, Stanno tutti bene tranne me di Luisa Brancaccio ed edito da Einaudi – giuro, che da oggi mi prendo una pausa da questo editore – ma avevo sempre rimandato.
Credevo di trovarmi a leggere un libro generazionale del tipo hotrentannimisentomale, niente di tutto ciò, anche se in quel caso avrei trovato miele per la mia crisi esistenziale. L'ho letto in un giorno sul treno, ogni tanto mi sono fermata, ho ripreso, sottolineato.
Stanno tutti bene tranne me ha il vestito di un romanzo, ma il contenuto di tre racconti più uno piccolo preambolo. Ed è sorprendente, ha ampiamente soddisfatto le mie aspettative.
La penna della Brancaccio è una lama affilatissima, una scrittura limpida e sottile, asciutta e chirurgica, capace di dare concretezza a situazioni e personaggi; coglie la fragilità dei momenti, la tensione e la tragedia, dipinge pennellate di umanità sofferente.
Un ragazzo punta un binocolo verso l'abitazione dei vicini, è intento a spiare gesti e affetti familiari altrui. E da lì che le vicende si dipanano. È un'istantanea, un accenno che introduce al nucleo centrale della vicenda. L'occhio del ragazzo si infiltra nel mondo borghese, ovattato, luccicante, tiepido, illusorio, per portare a galla le insicurezze, gli orrori, le apparenze che già vi abitano dentro casa sua.
«C'è qualcosa di artificiale in questi piccoli fotogrammi della giornata, servono a nascondere la verità. Le raccontano ogni volta una vita ordinata e regolare, una vita perfetta».

sabato 2 agosto 2014

Farsi un'idea #44

Finalmente potete ammirare tutta la bellezza della copertina di Dettato, una raccolta di storie autobiografiche di Sergio Peter.
Ho scelto il mio racconto preferito, Tavernela, o meglio l'incipit che trovo bellissimo, malinconico e dallo spiccato tono lirico. L'autore traccia una geografia del cuore, luoghi impregnati di aneddoti e memorie proprie o altrui.
Inoltrandoci nel testo, la narrazione prende la sua strada anche se vi ricordo, che una trama non c'è: Dettato dà voce alla natura e agli abitanti di questo borgo.
Quest'estate non sarà ricordata come tra le più assolate, però vi invito comunque a rinfrescarvi su in montagna, a Grandola. 
Buona lettura!
Sul bordo della vasca bianca coperta di muffe c'è il blocco di granito - almeno ottanta chili, disse l'Attilio, mentre lo sollevava - nel quale scendeva giù per il canaletto scavato a mano dagli antenati l'acqua della fonte lì sopra, prima che i lavori sulla statale Regina muovessero il terreno, facendo smarrire nelle viscere da cui sorgeva il frutto di quella vena di roccia. 
Le foglie che cadono si adeguano al ristagno dell'abbeveratoio decaduto e stanno lì, passano, dopo certi minuti sulla superficie ancora gialle e rosse, a bloccare il flusso già finito, inscurirsi e marcire sul fondo, che oggi è nerastro.

L'editore del mese: Topipittori

Questo mese si parla di storie di Natale