sabato 2 agosto 2014

Farsi un'idea #44

Finalmente potete ammirare tutta la bellezza della copertina di Dettato, una raccolta di storie autobiografiche di Sergio Peter.
Ho scelto il mio racconto preferito, Tavernela, o meglio l'incipit che trovo bellissimo, malinconico e dallo spiccato tono lirico. L'autore traccia una geografia del cuore, luoghi impregnati di aneddoti e memorie proprie o altrui.
Inoltrandoci nel testo, la narrazione prende la sua strada anche se vi ricordo, che una trama non c'è: Dettato dà voce alla natura e agli abitanti di questo borgo.
Quest'estate non sarà ricordata come tra le più assolate, però vi invito comunque a rinfrescarvi su in montagna, a Grandola. 
Buona lettura!
Sul bordo della vasca bianca coperta di muffe c'è il blocco di granito - almeno ottanta chili, disse l'Attilio, mentre lo sollevava - nel quale scendeva giù per il canaletto scavato a mano dagli antenati l'acqua della fonte lì sopra, prima che i lavori sulla statale Regina muovessero il terreno, facendo smarrire nelle viscere da cui sorgeva il frutto di quella vena di roccia. 
Le foglie che cadono si adeguano al ristagno dell'abbeveratoio decaduto e stanno lì, passano, dopo certi minuti sulla superficie ancora gialle e rosse, a bloccare il flusso già finito, inscurirsi e marcire sul fondo, che oggi è nerastro.
Ci sono dei posti, in questo spiazzo selvatico di terra battuta che pende verso la valle, ultimo piano della sella di Grandola prima che precipiti nella gola scavata dal fiume, ci sono dei posti nella spianata di erba assente calpestata dagli zoccoli delle bestie, nei punti, sono nicchie all'aperto, santuari di piccole salvezze, che ristandoci ogni volta mi sento calmissimo: come questa scala sbilenca che misi in piedi un pomeriggio per sentirmi manovale e impastai il fango con sassi del fiume; immaginai già prima la posizione dei pezzi di legno, che provengono dai binari della ferrovia lì sotto, per rendere il passo più tranquillo a chi avesse voluto discendere il dossello per abbeverarsi. Deposi uno sopra l'altro i tre scalini con l'ultimo che si inclina all'interno ed è più largo degli altri; ora vedo solo sassi appuntiti e terra fuori posto a confondere il piede, e muschio verde. Tronco strappato alla tua terra per la ferrovia prealpina, sei tornato a confonderti col paesaggio, ospiti erbacce e insetti tra i tuoi interstizi. 
Quella è la staccionata dove sedevo, sul solito traliccio, a recitarvi, asini, la mia angoscia, e non c'è più la nonna a carezzarmi, chi si farà carico della mia lacrimazione, cosa volete da questo ragazzo, gridavo, e cosa devo fare per esser meno solo?

Tavernela da Dettato di Sergio Peter

2 commenti :

  1. "Dettato" è un'opera stupenda e che sa stupire per il linguaggio unico: http://www.satisfiction.me/dettato/

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    1. È stata una bella scoperta e Sergio Peter è gentilissimo. Fossero tutti come lui.

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Questo mese si parla di storie di Natale