lunedì 29 settembre 2014

Farsi un'idea #54

Buon lunedì, iniziamo la settimana con una fiaba, Peter Pan nei giardini di Kensington. Il protagonista del libri di James Mattew Barrie è un Peter Pan lontano dalla sfacciataggine delle storia successive. Vive la sua eterna infanzia nei giardini londinesi allietando con la sua musica le fate.
Nel brano che leggerete, il bambino dichiara apertamente il desiderio di tornare a casa per poter rivedere la sua mamma. Si può dire no a questa intenzione?
Qui troverete le notti magiche di neve e di feste, di canti e di animali parlanti.
Buona lettura!
La Regina gli ordinò d’inginocchiarsi, e poi gli disse che per aver suonato così bene avrebbe esaudito il suo più segreto desiderio. Poi tutti i presenti si raccolsero intorno a Peter per sentire quale era questo desiderio, ma egli esitò a lungo, perché lo sapeva nemmeno lui.
«Se io scelgo di ritornare dalla mamma» chiese infine, potreste appagarlo questo desiderio?
Questa domanda irritò le fate, perché se lui fosse ritornato dalla mamma avrebbero perduto la sua musica, e perciò la regina arricciò il naso con aria sprezzante e disse: «Pooh! Esprimi un desiderio più grande.»

venerdì 26 settembre 2014

Per i sentieri sostenibili con gli asinelli


Manca solo il mio racconto di viaggio. Vi avevo accennato che il 11 e il 14 settembre sarei stata in Liguria, sono stata invitata da Simone di Letteratura rinnovabile in qualità di blogger per raggiungere in cammino il Festival della comunicazione di Camogli. Per chi non conoscesse questa realtà, sono quelli del Giro d'Italia in 80 librerie e di Letti di Notte. Le attività non si fermano qui: sono partite dallo scorso fine settimana le Letture bendate e la prossima sarà tappa Brescia. Stay tuned, non si dice così?
I protagonisti assoluti, nonché fedeli compagni d'avventura, sono stati gli asinelli di Massimo Montanari,– asinaro e nome già noto, autore di filastrocche che spero di leggere presto Gastone, Ginevra e Romina (la mia preferita perché mi ci ritrovo nelle dimensioni nonostante l'aria da snob) – i quali si sono rivelati una scoperta entusiasmante.
A Santa Margherita ligure, il gruppo ha cominciato a formarsi piano piano prima di iniziare il percorso vero e proprio: la fotografa Lucia Baldini; la giornalista Alessandra Beltrame; Carlo Capra che ci ha accolto nell'Ostello Colombo e si è premurato di farci trovare ristoro presso il Mulino del Gassetta, Agririfugio Molini; e in serata Marco Zapparoli di Marcos y Marcos.
Sono stati tre giorni di camminata per i sentieri del parco di Portofino, un'esplorazione di un territorio a me sconosciuto (la mia si fermava alle Cinque Terre!). Prendo in prestito la cartina del parco per indicarvi con una x le mete del nostro percorso. 

mercoledì 24 settembre 2014

#Fingerbook - Peter Pan nei giardini di Kensington di James Matthew Barrie


I cartoni della Disney li detestavo, gli stacchi musicali mi distraevano dalla storia (bambina pragmatica!). Non un personaggio o una storia preferita...
Salutiamo l'autunno immergendoci in un'atmosfera incantata, in una delle fiabe contemporanee più amate di sempre, Peter Pan nei giardini di Kensington di James Matthew Barrie ed edito da Rizzoli. E la ricetta che allieterà il nostro Fingerbook è un'invitante panna cotta alla cannella con coulis di ribes, per concludere in dolcezza un aperitivo. Può essere anche una merenda, una coccola serale: spazio alla fantasia (per stare in tema!).

Andrò al nocciolo della questione tralasciando i riferimenti mitologici e psicologici della fiaba, non ne ho le competenze e non vorrei tediarvi. Gli studi in merito sono tanti e certamente la mia digressione non aggiungerebbe nulla di nuovo.
Nel complesso una lettura piacevole ma alcuni punti risultano ambigui, per non dire violenti: forse c'è l'idea di suscitare paura nei piccoli lettori ed educarli a seguire le raccomandazioni degli adulti. Inoltre, c'è un aspetto che non non mi è piaciuto: più volte il sesso femminile viene descritto come incapace di fare qualsiasi cosa, persino giocare. Non è un insegnamento, né un pensiero degno di nota.
Questo breve racconto è affidata ad un narratore esterno che allude anche a fatti privati.
Diviso in sei capitoli che potremmo definire autonomi se non per qualche elemento che ritorna nelle pagine. E probabilmente non avrà la forza delle avventure sull'Isola-che-non-c'è. Peter Pan non è il protagonista assoluto, con lui ci sono le fate, gli uccelli, il Corvo Salomone, la Regina Mab, Maimie.
Questo primo Peter mi è del tutto nuovo. È il Peter prima dell'Isola-che-non-c'è, prima di Wendy, Gianni e Michele, prima di Capitano Uncino. Il Nido di Tordo è la sua barca, vive senza particolari divieti nel regno delle fate allietando le loro feste suonando il flauto (da qui l'aggiunta di Pan, che ricorda il dio pastore). Ha soli sette giorni quando impulsivamente esce dalla finestra di casa e vola verso i giardini Kensington. Vola perché i bambini prima di essere umani sono stati uccelli, Peter è Tra-il-Qua-e-il-Là come dice il Corvo Salomone. Giunto ai Giardini non potrà più diventare adulto, rimarrà per sempre bambino. Quando sentirà la mancanza della madre, deciderà di tornare a casa ma avrà un'amara sorpresa comprendendo che è complicato far fronte agli eventi della vita. Una lezione che impartirà anche a Maimie, bambina, rimasta chiusa all'interno dei giardini, la quale manterrà un affetto duraturo verso il bambino.

martedì 23 settembre 2014

Farsi un'idea #53

Questo è un Farsi un'idea fresco di recensione e di uscita: Lezioni in paradiso di Fabio Bartolomei è stato pubblicato una settimana fa ed io ne ho parlato ieri.
Ribadisco che a me il libro è piaciuto per la trasposizione, nonché denuncia sociale, della realtà più contemporanea, che già è assurda, non poteva trovare forma che in un racconto fantasioso. E qui ne abbiamo una prova. 
Buona lettura!
Si chiese allora cosa potesse aver convinto il suo capo ad affidarle un compito così gravoso. Escludendo il curriculum, che sapeva poter far colpo solo se corredato di foto, pensò alla propria personalità. L'idea le piaceva, ma si rassegnò a scartarla perché era sicura di scarseggiare, quanto a personalità. Altrimenti in vita avrebbe avuto molte amiche, altrimenti si sarebbe sentita circondata dalla stima delle persone, altrimenti la sua laurea le avrebbe garantito una carriera brillante.

lunedì 22 settembre 2014

Lezioni in paradiso di Fabio Bartolomei


Meglio tardi che mai, potrei dire un po' a malincuore perché mi toccherà recuperare i suoi scritti precedenti. Sto parlando di Fabio Bartolomei e Lezioni in paradiso è il suo primo libro che leggo, ossia Lezioni in paradiso, l'ultimo nato in casa e/o.
Per chi ancora non lo conoscesse, vi dico che le mie considerazioni sono delle più rosee. L'autore romano rintraccia nell'attualità tutti gli elementi per trattare di uno dei problemi più allarmanti della società italiana che ha escluso un'intera generazione ad accedere al mondo del lavoro. Un ritratto lucido, una scrittura diretta talvolta raggiunta da pennellate poetiche, Lezioni in paradiso è ironico, amaro, una storia fantasiosa che trova materiale nella realtà. Per me è una lezione di vita.
Costanza, una trentatreenne laureata, è riuscita a raggiungere il suo obiettivo: avere un lavoro a tempo indeterminato. Peccato, che il tanto agognato posto si trovi in paradiso. La ragazza, controllata da tempo dal capo e dai supervisori, è catapultata in una situazione di cui non riesce a comprendere molto. Il suo compito è quello di custode, dedicarsi a un diletto, Goffredo. Non potrà intervenire se non con qualche spintone, deve solo evitare che succeda qualcosa prima della scadenza naturale, ossia la morte. A Costanza tocca vegliare su quest'uomo insopportabile, direttore di un giornale di provincia con le ambizioni e la freddezza di un altissimo dirigente, che ha sempre confuso «il timore con la stima, l'opportunismo con l'amicizia».

domenica 21 settembre 2014

Farsi un'idea #52

Buona domenica. Gli ultimi scampoli d'estate sono allietati da una bella lettura, Una nuova terra di Jhumpa Lahiri. Tra i racconti proposti la scelta è caduta sul finale del primo racconto della seconda parte (tutto chiaro?), Hema e   Kaushik. So bene che potrebbe svelare tanti elementi della storia più articolata del previsto. Mi piace il tono dei protagonisti, così delicato, per raccontare l'uno all'altro, forse attraverso una lettura, impressioni e accaduti di un tempo che fu e che sarà. 
Buona lettura!
Te ne andasti due settimane più tardi. I tuoi comprarono una casa nel North Shore, progettata da un famoso architetto del Massachusetts. Aveva il tetto perfettamente piatto e intere pareti di vetro. Le camere del piano di sopra si aprivano su un ballatoio interno e il soffitto del salotto raggiungeva i sei metri. Non era affacciata sull'acqua, ma aveva una piscina dove tua madre avrebbe potuto nuotare, proprio come desiderava. La prima sera, la mamma vi portò la cena perché tua madre non fosse costretta a cucinare, senza rendersi conto del reale valore di quel gesto. Ammirammo il giardino e l'edificio, con le sue stanze vuote ed echeggianti destinate a riempirsi ben presto di sofferenza e di angoscia.

venerdì 19 settembre 2014

Il venerdì in libreria #28

Buongiorno, fate tintinnare le monete e preparatevi ad andare in libreria.
Vi do notizia che Erri De Luca è uscito con l'ennesimo libro, La musica provata, ma non l'ho inserito nel post per il semplice motivo che mi da la sensazione di essere il nuovo Camilleri perché pubblica più volte l'anno. Infatti, credo che verso la fine del 2014 si attende un altro scritto.
Comunque, le novità editoriali sono tante e le più interessanti arrivano dalle case editrici indipendenti. 
Buon weekend!

Titolo: Lezioni in paradiso
Autore: Fabio Bartolomei
Editore: e/o
Pagine: 144
Genere: Narrativa italiana
Prezzo di copertina/ebook: € 15,00 - € 9,99
Data di uscita: 17/09

Dopo anni di ricerca infruttuosa, quando ormai aveva perso le speranze, Costanza trova finalmente un lavoro. Lo trova in paradiso, dove viene assunta come angelo custode. Anche se si è sempre sentita priva del talento per emergere e ha condotto un’esistenza molto semplice, quasi anonima, scoprirà che lassù hanno un disperato bisogno di lei. Il romanzo esplora in profondità, e con umorismo, il lato divino delle qualità umane. Costanza è un angelo custode, ma uno strano angelo in un “paradiso” che assomiglia troppo alla nostra povera terra. Lassù ci sono intrighi, inefficienze e complotti, proprio come quaggiù da noi. Se è vero che gli angeli (chiamati più semplicemente custodi) devono curarsi dei loro “diletti” ed evitare loro incidenti prima della “scadenza naturale” (leggi morte), essi si sentono anche impotenti, non è concesso loro d’intervenire più che con qualche spintone quando il loro “diletto” rischia veramente tanto, osservano frustrati i raccomandati che passano avanti. Ma Costanza ci crede ugualmente e farà di tutto per salvare il suo diletto, che a prima vista sembra un poco di buono.

Titolo: Le vite di Sacco e Vanzetti
Autore: Rick Geary
Editore: Panini comics
Pagine: 80
Genere: Fumetti
Prezzo di copertina/ebook: € 9,90 - € 4,99
Data di uscita: 17/09

Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti , due emigrati italiani anarchici negli Usa , nel 1920 furono accusati di rapina e omicidio. Erano i perfetti imputati per un processo che si concluse con la condanna a morte. Il maestro del fumetto indipendente Rick Geary ricostruisce con attenzione il loro discusso caso.

mercoledì 17 settembre 2014

Una nuova terra di Jhumpa Lahiri


Una nuova terra è il secondo libro di Jhumpa Lahiri che leggo e ho capito definitivamente che vado sul sicuro con i suoi scritti. Quindi, per ora niente sorprese se non piacevoli.
Questo libro, edito da Guanda, è una raccolta di otto racconti divisi in due gruppi: la prima ne contiene cinque; la seconda parte risulta più articolata perché presenta tre storie legate dai protagonisti principali e narrate in prima persona dagli stessi con uno stravolgimento di prospettiva nell'ultimo.
Tuttavia, le vicende ruotano intorno solo alla middle class e non so se ciò sia un punto debole o meno. I protagonisti si affannano a mantenere la loro posizione sociale e non c'è alcun accenno a un cambio di status.
In poche righe le storie abbracciano un arco temporale ampio, tanto che questi racconti assumono la forza di un romanzo. Ne è complice la scrittura dell'autrice che rivela naturalezza, nulla di artificioso. La leggerezza e la poesia tratteggiano personaggi complessi, trovandosi ad affrontare sconvolgimenti improvvisi fino a intraprendere un percorso di formazione.
Le vicende si snodano tra l'America e Londra, sullo sfondo ci sono sempre l'India e Calcutta, un passato che ritorna, un'ancora di salvezza per chi non ha mai realmente lasciato il paese natale. I protagonisti sono immigrati bengalesi, la vecchia generazione che si stabilisce in America con i loro figli.

lunedì 15 settembre 2014

Farsi un'idea #51

Buon lunedì, riprendo lentamente l'attività del blog dopo aver trascorso qualche giorno al parco di Portofino con Letteratura rinnovabile, gli asinelli di Massimo Montanari e tanti nuovi amici. Tra qualche giorno vi racconterò di questa magnifica avventura, giusto il tempo di riordinare le idee. 
Nel frattempo, ci occupiamo di Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano di Eric-Emmanuel Schmitt, recensito la scorsa settimana. Vi avevo confessato le mie perplessità riguardo alcuni punti della storia chiusi troppo frettolosamente.
Certo, la storia mantiene tutti i toni delicati della fiaba e dell'apparente leggerezza, il punto di vista di ragazzino che ha dimenticato cosa voglia dire sorridere e la saggezza di un uomo dalla voce speziata. 
Buona lettura!
«Perché non sorridi mai, Momo?» mi domandò monsieur Ibrahim. 
La domanda era come un cazzotto, un vero e proprio cazzotto al fegato, non c’ero preparato. 
«Sorridere è roba da gente ricca, monsieur Ibrahim. Io non ho i mezzi». Naturalmente lui cominciò a sorridere, tanto per farmi girare le scatole. 
«Perché, tu credi che io sia ricco?». «Beh, la sua cassa è sempre strapiena. Non conosco nessuno che per tutto il giorno abbia così tanti soldi sotto gli occhi».

mercoledì 10 settembre 2014

#Fingerbook - Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano di Eric-Emmanuel Schmitt


Carissimi, non c'è stato alcun errore: la rubrica, Fingerbook, trasloca dal venerdì al mercoledì. Nulla è cambiato, siamo sempre io e Michela.
Prima di inoltrarci nella recensione e nella ricetta di oggi, vi avviso che l'attività del blog riprenderà lunedì. Da domani fino a domenica sarò con Letteratura rinnovabile al Festival della comunicazione di Camogli. Vi terrò aggiornati.

L'hummus di ceci – pietanza comune al bacino del Mediterraneo –, che Michela ha preparato, introduce perfettamente al libro in questione, Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano di Eric-Emmanuel Schmitt ed edito da e/o.
È un racconto più che un romanzo e, forse, per questo motivo le debolezze della storia trovano una giustificazione: alcuni passaggi risultano chiusi frettolosamente tanto da non farmi cogliere certe sfumature. Ecco, perché preferisco il film omonimo di François Dupeyron al libro. Comunque, è una lettura di un'ora, non di più.
In una Parigi degli anni Cinquanta lontana dallo charme e dalla ricercatezza, in poche pagine si snocciola l'amicizia tra Mosè-Momo e Monsieur Ibrahimi. È il ragazzo a raccontarci la vicenda, il quale mantiene semplicità di parole anche in età adulta.
Mosè non sorride mai. Vive con il padre incapace di dimostrare affetto, trincerato tra i libri della sua biblioteca e i ricordi dell'altro figlio, Popol. I pochi discorsi sono relativi all'economia domestica in costante penuria: il ragazzo gestisce il denaro e ogni tanto si concede qualche piccolo furto. Anche l'arabo che ha la bottega all'angolo della via ne è vittima.

martedì 9 settembre 2014

Farsi un'idea #50

Di Elena Ferrante sapete cosa penso e non voglio aggiungere nulla di più. 
Avrei potuto riportare le lettere che l'autrice ha scambiato con la casa editrice e/o oppure di qualche intervista più corta. Invece, sono naufragata su questo capitolo, che da il titolo al libro, per la complessità degli argomenti
La frantumaglia è anche uno scrigno di scrittura e pensieri. Spesso gli interventi della Ferrante sono critiche alle sue opere. Come accade per il frammento che leggerete successivamente.
L'occasione viene dall'intervista che Giuliana Oliviero e Camilla Valletti per l'Indice, che ha dato origine a un vero e proprio saggio. In questo caso si parla di Città: Napoli e Torino sono il punto di partenza per una riflessione di ampio respiro, che giunge al legame con le sue donne. I suoi studi classici hanno influenzato poetica e personaggi femminili, già a partire dal nome. 
Buona lettura!
Solo quando ho riletto i versi di Virgilio per aiutarmi a scrivere il racconto di Olga, Didone mi è piaciuta all’improvviso in ogni momento. Ma ciò che mi ha colpito veramente è stato l’uso che Virgilio fa della città. Cartagine non è sfondo, non è paesaggio urbano per personaggi e fatti. Cartagine è ciò che non è ancora ma tuttavia sta per diventare, materia in corso d’opera, pietra terremotata di volta in volta dai movimenti interni dei due personaggi. Non a caso, prima ancora dell’ammirazione per la bella Didone, Enea ha ammirazione per come ferve il lavoro di edificazione, per come vengono su le mura, la rocca, il porto, il teatro, le colonne. Il suo primo commento è un sospiro: come sono fortunati, i Tirii, le loro mura stanno già sorgendo. In quelle mura lui mette il suo sentimento di rifondatore. Esse accolgono simultaneamente la memoria della patria messa a ferro e fuoco, la speranza-nostalgia della città futura e la voglia del nomade di accamparsi al centro della città straniera, che è tra l’altro città-bella donna, da possedere.

lunedì 8 settembre 2014

La frantumaglia di Elena Ferrante


Ecco la mia ultima letture estiva, La frantumaglia di Elena Ferrante, una raccolta di saggi e contributi che riguardano i suoi tre romanzi L'amore molesto, I giorni dell'abbandono e La figlia oscura e non.
Un libro dalla copertina evocativa che sottolinea il ricorrente mistero sulla sua identità, percepibile solo attraverso il corpo che in questo caso è scrittura, essenza e voce.
Dopo aver letto queste pagine, una domanda mi è sorta spontanea: perché l'urgenza di scrivere per il vasto pubblico se si vuole salvaguardare la propria privacy e le proprie convinzioni?
Tuttavia, ritrovo la sua penna anche in questo miscuglio di scritti, forse meno energica di una pagina narrata ma pur sempre la sua voce autentica e ferma. 
La frantumaglia è «una postfazione un po' densa» alle prime opere come scrive la Ferrante, almeno così era stata pensata, fino a diventare un libro a se stante come suggerisce la casa editrice e/o.
È uno spazio che rivela la sua abilità riflessiva e narratrice. Raccoglie, innanzitutto, le comunicazioni con gli editori; l'intenso carteggio con Mario Martone a proposito della sceneggiatura de L'amore molesto; interviste per corrispondenza per alcuni periodici nazionali e stranieri; alcune lettere degli ascoltatori di Fahrenheit: qualche inedito dei primi romanzi non confluiti nelle edizioni finali e che, spesso, oggetto di spiegazione per rinforzare la propria visione letteraria o tipologia. Troviamo l'accenno a un presunto romanzo mai pervenuto alla casa editrice, qualche riflessione sulla situazione politica e ci riferiamo ai tempi in cui governava Berlusconi, tanto da ispirare un racconto breve. Ci sono le sue ansie di scrittrice, la sua ritrosia, la sua infanzia, i suoi studi, i suoi pensieri.

domenica 7 settembre 2014

Farsi un'idea #49

Questa domenica è allietata da un passo da Perché scrivere di Zadie Smith, un saggio per nulla noioso sull'essere scrittore ai giorni nostri. L'autrice americana con piglio deciso mette a nudo le debolezze degli aspiranti e veterani scrittori: le velleità non possono essere l'unico punto di partenza per dedicarsi completamente a questa arte. La qualità della scrittura, l'utilità a narrare del mondo e il cuore sono i tre aspetti importanti per dichiararsi scrittore, un ruolo simbolico nella nostra cultura che dimostra ancora abilità e idee.
Buona lettura!
Perché scrivere? Per esprimere la realtà delle capacità umane. Senza le quali non ci può essere arte né politica. Il nostro attuale modo di vivere è congegnato in maniera tale da incoraggiarci a credere che le nostre uniche capacità valide siano quelle che ci mettono in grado di acquistare merci. Tutto il resto è “subappaltato”, delegato ad altri. Sono altre persone a produrre il cibo che mangiamo e a cucinarlo, altre persone a realizzare i vestiti che indossiamo, spesso in condizioni di cui preferiamo non sentir parlare. (La nostra coscienza la deleghiamo agli attivisti e alle associazioni umanitarie.)

venerdì 5 settembre 2014

Il venerdì in libreria #27

Buon venerdì, settembre inizia con moltissime novità che vedremo anche nelle prossime settimane (e saranno davvero tante). Per chi andrà o si è già recato al Festivaletteratura di Mantova, sa che buone parte delle presentazioni riguardano libri usciti questa settimana. 
Apro e chiudo parentesi in poche righe. I prezzi degli ebook delle novità editoriali, a mio avviso, hanno dei prezzi proibitivi soprattutto se si tratta di un centinaio di pagine. Serve per scoraggiare l'acquisto di libri digitali? Non capisco. 
Comunque ecco, cosa bolle in pentola. 
Buon weekend!


Titolo: Ogni giorno è per il ladro
Autore: Teju Cole
Editore: Einaudi
Pagine:152
Genere: Narrativa internazionale
Prezzo di copertina/ebook: € 16,00 - € 9,99
Data di uscita: 02/09

Un giovane nigeriano torna a casa dopo quindici anni passati negli Stati Uniti. E un uomo molto diverso da quando è partito, come diversa è la sua città natale, Lagos, una metropoli tentacolare in continua trasformazione, che non è si è però liberata delle sue contraddizioni, della violenza endemica e virale, della corruzione - contro cui cozza appena sbarcato dall'aereo - e della povertà. Eppure, anche in quel ritrovato inferno, lo sguardo di Teju Cole riesce a scontornare delle inaspettate isole di bellezza. Cole racconta l'amore e la nostalgia, la rabbia, l'insofferenza e la frustrazione per una città incontenibile, che sembra ribellarsi alla pagina scritta, come se appartenesse a una realtà troppo grande, troppo ingovernabile per essere "inquadrata" dalle regole della narrazione: una città che sembra gridare che quello che conta davvero è forse destinato a rimanere per sempre confinato ai margini della visione.

Titolo: Mare di zucchero
Autore: Mario Desiati
Editore: Mondadori
Pagine: 192
Genere: Ragazzi
Prezzo di copertina/ebook: € 15,00 - € 4,99
Data di uscita: 02/09 
Una grande nave che trasporta zucchero è presa d'assalto da oltre 20,000 albanesi, spinti dal sogno di raggiungere le coste italiane. È il 1991, anno del primo grande sbarco di clandestini in Italia. A bordo della "nave dolce" c'è anche Ervin, 11 anni, una passione per il mare e il mito dell'Italia alimentato dalla televisione e la pubblicità. Giunto a Bari, senza genitori o amici, dopo un viaggio di stenti eppure dalla parvenza di avventura, la sua solitudine incontra quella di Luca, suo coetaneo pugliese. E le difficoltà di due vite sospese si incrociano, in una notte di silenzi, giochi e avventura che cambierà, semplicemente, le loro vite.

giovedì 4 settembre 2014

Perché scrivere di Zadie Smith


Trovate in questo snello libretto, Perché scrivere, – che vi occuperà qualche ora, – due scritti di Zadie Smith e pubblicati in Italia da Minimium fax, una lectio magistralis tenuta a Firenze 15 giugno 2011 in occasione della quinta edizione Premio Gregor von Rezzori e un articolo pubblicato per il «Guardian» il 13 gennaio 2007 con il titolo Fail Better.
Due saggi che tentano di far luce sulla figura dello scrittore nella letteratura contemporanea e che, a mio avviso, si completano. Per tale motivo il mio sarà un discorso ampio, senza tracciare una linea tra l'uno e l'altro scritto.
La presa di posizione di Zadie Smith è netta e critica, piglio chiaro e sicuro: scrittura e lettura sono due attività complicate. E ciò lo dice senza girarci intorno.
Perché scrivere, titolo semplice, affermativo. E già perché non pone un quesito, anche se i dubbi sorgono spontanei. Le risposte non saranno mai esaustive, visto molti autori hanno hanno affrontano l'argomento come Woolf, Orwell, Pope, Nabokov, Magris: ogni tempo – letterario e sociale – ha la sua risposta.

mercoledì 3 settembre 2014

Farsi un'idea #48

Oggi sondiamo la scrittura e le storie di Aimee Bender contenute nel suo ultimo lavoro, La maestra dei colori
È il primo libro che leggo di quest'autrice e appena smaltirò le prossime letture mi lascerò fuggire gli altri. La sua narrazione - naturale capacità di fondere reale e fantastico - mi ha sorpresa parecchio e, seppur non ho apprezzato la prima parte di questa raccolta, ritengo la scrittrice americana una voce originale. 
Egoisticamente, vi propongo i brani da due dei miei racconti preferiti. Il primo vi suggerisce l'atmosfera e il contesto fiabesco; il secondo lo stupore della storia.
Buona lettura!
Ad un certo punto chiedeva una vernice protettiva, ed Esther allora si faceva avanti, e la Maestra dei Colori rivestiva la scarpa per fissare il colore e poi tornava alla luce del sole, tenendo la scarpa alzata, con la roccia nell'altra mano. La procedura si è ripetuta tre o quattro volte. Giuro, cominciavo a sentire lì dentro la presenza della montagna vera e propria, ne sentivo la poderosa, greve voce incombente. 

lunedì 1 settembre 2014

La maestra dei colori di Aimee Bender


Sono partita dall'ultima opera e credo che leggerò qualcos'altro delle precedenti. Parlo di Aimee Bender, autrice de La maestra dei colori edito da Minimum fax.
L'ultimo libro dell'autrice americana raccoglie quindici racconti sorprendenti che trasalgono l'ordinarietà. Una lettura diversa rispetto alle mie consuete, in cui elementi opposti trovano spazi di pacifica convivenza.
Vi dico subito che la prima parte non mi è piaciuta perché l'ho trovata inverosimile, ho preferito di gran lunga la seconda e la terza parte, forse, mi sono abituata alla sua narrazione. Sono cauta nel dare giudizi positivi o negativi, attendo le prossime letture. L'ho preferita, comunque, a George Saunders, che la stampa americana trova affini per un certo gusto per il surreale. 
Le storie della Bender sono fiabe surreali, si fondono e si confondono con la contemporaneità, tracciati di reale e magico in cui è difficile stabilirne il confine.
L'autrice altera alcuni temi classici fiabeschi, li manipola fino ad adattarli alla propria narrazione. Si muove con disinvoltura tra fiaba e realtà, tanto che le storie non subiscono forzature, trovano un naturale continuità o addirittura, in alcuni casi, gli elementi fantastici diventano secondari. Il tema fiabesco è notevole nella Maestra dei colori, chiaro richiamo a Pelle d'asino di Charles Perrault, nei Divoratori e sottilmente in gran parte dei racconti.

L'editore del mese: Topipittori

Questo mese si parla di storie di Natale