mercoledì 3 settembre 2014

Farsi un'idea #48

Oggi sondiamo la scrittura e le storie di Aimee Bender contenute nel suo ultimo lavoro, La maestra dei colori
È il primo libro che leggo di quest'autrice e appena smaltirò le prossime letture mi lascerò fuggire gli altri. La sua narrazione - naturale capacità di fondere reale e fantastico - mi ha sorpresa parecchio e, seppur non ho apprezzato la prima parte di questa raccolta, ritengo la scrittrice americana una voce originale. 
Egoisticamente, vi propongo i brani da due dei miei racconti preferiti. Il primo vi suggerisce l'atmosfera e il contesto fiabesco; il secondo lo stupore della storia.
Buona lettura!
Ad un certo punto chiedeva una vernice protettiva, ed Esther allora si faceva avanti, e la Maestra dei Colori rivestiva la scarpa per fissare il colore e poi tornava alla luce del sole, tenendo la scarpa alzata, con la roccia nell'altra mano. La procedura si è ripetuta tre o quattro volte. Giuro, cominciavo a sentire lì dentro la presenza della montagna vera e propria, ne sentivo la poderosa, greve voce incombente. 

Quando ha finito, il paio di scarpe era così grigio, così simile alla roccia che a stento si riusciva a credere che fossero fatte di cuoio. Sembrava che fossero state estratte direttamente dall'aspro fianco della montagna. 
Fatto, ha detto.
Ci siamo disposti intorno a lei, chinando il capo. 
Un altro grande successo, ha mormorato Sandy, che non sarebbe in grado di miscelare i colori neanche se ne andasse della sua vita. 
La Maestra dei Colori ha fatto scorrere lo sguardo lungo tutta la stanza, e i suoi occhi si sono soffermati su ciascuno di noi, come cercassero qualcosa, lentamente; alla fine si sono fermati su di me. Me?

La maestra dei colori



Quando siamo tornate dal cinema quella sera, mia sorella è andata in bagno e poi si è rivolta ad alta voce a nostra madre, chiedendole se aveva comprato apposta un altro dentifricio per mandarle un messaggio. 
Lo so che delle caverne di carie, ha detto. Ma davvero ce ne servono due?
Due di cosa?, ha chiesto mia madre.
Due dentifrici, ha risposto Hannah.
Mia madre si è tolta la giacca dopo chissà quante ore che ce ce l'aveva indosso e ha fatto capolino in bagno, dove, vicino al bicchiere azzurro incrostato dove teniamo gli spazzolini da denti, adesso c'erano due tubetti di dentifricio pieni. 
Ne ho comprato uno solo, ha detto. Almeno mi pare. A meno che per caso non fosse in offerta. 
Abbiamo tutte scrollato le spalle. Mi sono lavata i denti con più dentifricio del solito e sono andata a letto. La questione sarebbe finita nel dimenticatoio e noi avremmo semplicemente avuto i denti più puliti per più tempo, senonché al mattino abbiamo trovato un nuovo soprammobile sul tavolino del salotto, un piccolo cerchio astratto, sottile e d'argento, e nessuno aveva la più pallida idea di come fosse capitato lì. 

Americca


Da La maestra dei colori di Aimee Bender
 

3 commenti :

  1. Mi piace molto Mari, devo assolutamente leggerlo...
    Sempre più brava tu...
    Un bacione

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    1. Mi fa piacere che ti interessa La maestra dei colori: spero che ti piaccia. :)

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  2. Mi piace! Non me lo lascerò sfuggire, ecco un nuovo titolo interessante nella mia lista dei desideri :-) Grazie! Ciao, Ely

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