domenica 7 settembre 2014

Farsi un'idea #49

Questa domenica è allietata da un passo da Perché scrivere di Zadie Smith, un saggio per nulla noioso sull'essere scrittore ai giorni nostri. L'autrice americana con piglio deciso mette a nudo le debolezze degli aspiranti e veterani scrittori: le velleità non possono essere l'unico punto di partenza per dedicarsi completamente a questa arte. La qualità della scrittura, l'utilità a narrare del mondo e il cuore sono i tre aspetti importanti per dichiararsi scrittore, un ruolo simbolico nella nostra cultura che dimostra ancora abilità e idee.
Buona lettura!
Perché scrivere? Per esprimere la realtà delle capacità umane. Senza le quali non ci può essere arte né politica. Il nostro attuale modo di vivere è congegnato in maniera tale da incoraggiarci a credere che le nostre uniche capacità valide siano quelle che ci mettono in grado di acquistare merci. Tutto il resto è “subappaltato”, delegato ad altri. Sono altre persone a produrre il cibo che mangiamo e a cucinarlo, altre persone a realizzare i vestiti che indossiamo, spesso in condizioni di cui preferiamo non sentir parlare. (La nostra coscienza la deleghiamo agli attivisti e alle associazioni umanitarie.)
Veniamo aggressivamente intrattenuti da “creativi” della tv che ci esentano dal dover essere creativi in prima persona, siamo politicamente sfiduciati per apatia e per la sensazione – di solito corretta – che la nostra classe politica sia meno potente delle aziende che la finanziano. Scrivere – per quanto patetico o assurdo possa sembrare farlo – ci permette di dimostrare che possediamo ancora abilità, idee e mezzi di comunicazione che sono nostri e basta, non legati alle carte di credito o alla posizione sociale. Ci consente di vedere il fine delle nostre azioni: almeno qui, su questa pagina. Il motivo per cui così tante persone hanno ancora voglia di dire “sono uno scrittore!” è che è uno dei pochi ruoli simbolici rimasti nella nostra cultura che sembra offrire alla gente ciò che la cultura nel suo insieme offre in teoria ma annichilisce nella pratica: l’autodeterminazione e l’espressione di sé. Logicamente, che il mestiere della scrittura non doni lo stesso tipo di libertà che si potrebbe pensare diventa ovvio quasi subito per chi molla il lavoro e si mette a tavolino per tentare di intraprendere seriamente questa carriera. E quelli che lo fanno per il prestigio o il potere che credono di ottenerne sono i primi a restare delusi. Anche gli scrittori di successo non possono assolutamente aspettarsi una posizione di vera autorevolezza all’interno della nostra cultura: non più. Il tuo valore è pari soltanto a quello della pagina che stai scrivendo, o della tua pagina che qualcuno ha appena letto.


Da Perché scrivere di Zadie Smith

3 commenti :

  1. Questo lo voglio assolutamente leggere (nella mia immensa WL, ormai mi vergogno della quantità di titoli che mi incuriosiscono XD). Di Zadie Smith non ho ancora letto nulla, ma merita la mia attenzione credo^_^

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    1. Per me è il secondo di libro di quest'autrice. Lo scorso anno ho letto NW che mi aveva affaticata per la molteplicità degli stili (ha impiegato circa sette anni per scriverlo!) anche se la storia è molto interessante. Ho in libreria Denti bianchi: ma chissà quando sarà il suo turno!

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  2. Interessantissima lettura! Segno! :-)

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