domenica 21 settembre 2014

Farsi un'idea #52

Buona domenica. Gli ultimi scampoli d'estate sono allietati da una bella lettura, Una nuova terra di Jhumpa Lahiri. Tra i racconti proposti la scelta è caduta sul finale del primo racconto della seconda parte (tutto chiaro?), Hema e   Kaushik. So bene che potrebbe svelare tanti elementi della storia più articolata del previsto. Mi piace il tono dei protagonisti, così delicato, per raccontare l'uno all'altro, forse attraverso una lettura, impressioni e accaduti di un tempo che fu e che sarà. 
Buona lettura!
Te ne andasti due settimane più tardi. I tuoi comprarono una casa nel North Shore, progettata da un famoso architetto del Massachusetts. Aveva il tetto perfettamente piatto e intere pareti di vetro. Le camere del piano di sopra si aprivano su un ballatoio interno e il soffitto del salotto raggiungeva i sei metri. Non era affacciata sull'acqua, ma aveva una piscina dove tua madre avrebbe potuto nuotare, proprio come desiderava. La prima sera, la mamma vi portò la cena perché tua madre non fosse costretta a cucinare, senza rendersi conto del reale valore di quel gesto. Ammirammo il giardino e l'edificio, con le sue stanze vuote ed echeggianti destinate a riempirsi ben presto di sofferenza e di angoscia.
In una delle camere c'era un lucernario: là sotto, ci spiegò tua madre, avrebbe messo il proprio letto. Tutti quegli sforzi avevano il solo scopo di allietare i suoi ultimi due anni di vita. Quando infine papà e mamma vennero a sapere la notizia e andarono all'ospedale dove tua madre stava morendo, io non confidai loro nulla di quanto mi avevi raccontato. In questo senso ti restai fedele. A quel punto i nostri genitori erano semplici conoscenti: ciascuno aveva preso la sua strada dopo le settimane di intimità forzata. Tua madre ci aveva promesso di invitarci a nuotare in piscina durante l'estate, ma poiché la sua salute era peggiorata più in fretta del previsto, i tuoi avevano preferito chiudere la porta al mondo esterno, mantenendo il silenzio sulla malattia e invitando ospiti sempre più di rado. Per un po' mamma e papà avevano continuato a lamentarsi, sentendosi snobbati. «Dopo tutto quello che abbiamo fatto» dicevano prima di addormentarsi. Ma io ero tornata nella mia stanza, ormai, dall'altra parte del muro, nel letto in cui avevi dormito tu, e non sentivo più i loro discorsi. 

Hema e Kaushik da Una nuova terra di Jhumpa Lahiri, pp. 277-278 

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