lunedì 1 settembre 2014

La maestra dei colori di Aimee Bender


Sono partita dall'ultima opera e credo che leggerò qualcos'altro delle precedenti. Parlo di Aimee Bender, autrice de La maestra dei colori edito da Minimum fax.
L'ultimo libro dell'autrice americana raccoglie quindici racconti sorprendenti che trasalgono l'ordinarietà. Una lettura diversa rispetto alle mie consuete, in cui elementi opposti trovano spazi di pacifica convivenza.
Vi dico subito che la prima parte non mi è piaciuta perché l'ho trovata inverosimile, ho preferito di gran lunga la seconda e la terza parte, forse, mi sono abituata alla sua narrazione. Sono cauta nel dare giudizi positivi o negativi, attendo le prossime letture. L'ho preferita, comunque, a George Saunders, che la stampa americana trova affini per un certo gusto per il surreale. 
Le storie della Bender sono fiabe surreali, si fondono e si confondono con la contemporaneità, tracciati di reale e magico in cui è difficile stabilirne il confine.
L'autrice altera alcuni temi classici fiabeschi, li manipola fino ad adattarli alla propria narrazione. Si muove con disinvoltura tra fiaba e realtà, tanto che le storie non subiscono forzature, trovano un naturale continuità o addirittura, in alcuni casi, gli elementi fantastici diventano secondari. Il tema fiabesco è notevole nella Maestra dei colori, chiaro richiamo a Pelle d'asino di Charles Perrault, nei Divoratori e sottilmente in gran parte dei racconti.
Bender anima mondi vicini e lontani, quotidianità, amore, cronaca, solitudini. Per esempio, In Limonata, Facce e Americca c'è un'attenzione verso il mondo adolescenziale, il periodo più vulnerabile per un ragazzo.
Le vere protagoniste dei suoi racconti sono le donne, apparentemente fragili rivelano una grande forza, c'è in loro «il cauto svelare le proprie insicurezze». Un sabato pomeriggio, una ragazza invita due suoi amici per soddisfare le sue fantasie voyeuristiche. La donna sposata con l'orco vive sotto lo stesso tetto nonostante il marito abbia ucciso i loro figli. La principessa che indosserà l'abito colorato dalla sarta del regno riuscirà a prendere una decisione importante. Anche se devo aggiungere che la principessa è una figura marginale nella storia.
Spesso i personaggi sono anonimi, nel senso che non posseggono un nome, la donna, la moglie dell'orco, non per questo sono meno intensi di chi è ben identificabile: parole e espressioni li caratterizzano fino a superare la barriera dell'impersonalità.
La parola chiave, a mio avviso, di Aimee Bender è possibilità come nuova visione della realtà, come rinascita. Un aspetto che riguarda non solo la storia e il suo contesto, ma anche i personaggi e gli oggetti. E spesso, attraverso quest'ultimi si compie il destino dei primi.
Gli oggetti sono rilevanti per la scrittrice, decifrano la storia e ne stabiliscono la posizione dei protagonisti indicando il loro rapportarsi all'interno della pagina. Per esempio, i colori possono aggiungere sentimenti ai vestiti, un dolce inesauribile si trasforma secondo le volontà di chi lo possiede in altri cibi, la comparsa improvvisa di oggetti in una comune casa pensare alla presenza di spiriti. Aimee Bender «[…] voleva che tutte le cose, tutto quante, trovassero la loro strada per rientrare nel mondo, rinnovate».

Titolo: La maestra dei colori
Autore: Aimee Bender
Editore: Minimum fax
Pagine: 258
Anno di pubblicazione: 2014
EAN: 9788875215842
Prezzo di copertina/ebook: € 15,00 - € 10,99





6 commenti :

  1. Aimee Bender mi incuriosisce, ma inizierò a farne la conoscenza da L'inconfondibile tristezza della torta al limone, perché preferisco di gran lunga i romanzi ai racconti. Poi chissà, magari recupererò anche le raccolte!

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    1. Anch'io preferisco i romanzi ai racconti, ma alcune volte cedo come in questo caso.

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  2. Questa autrice mi incuriosisce da molto tempo. Iniziare con una raccolta di racconti forse per me è ottimale, così mi faccio un po' un'idea dello stile di scrittura. Da come ne hai parlato mi attira molto^_^ Magari la recupero in ebook, così male che vada XD Ottima recensione comunque^_^

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  3. In genere non amo i racconti ma questo libro mi incuriosiva, soprattutto per l'accento posto sulle figure femminili :)

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    1. I profili femminili sono interessanti per come agiscono all'interno della storia, soprattutto quando devo prendere decisioni importanti.

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