venerdì 31 ottobre 2014

Farsi un'idea #58

Torniamo in Giappone e leggiamo un estratto da Kitchen di Banana Yoshimoto, la cui scrittura si posa lieve sulle pagine, sembra non disturbare e, invece, smaschera sentimenti profondi di inquietudine e nostalgia.
Mikage, protagonista dei primi due racconti, vive con Yūichi dopo la morte della nonna. Tuttavia, sarà una sistemazione provvisoria in attesa di prendere una decisione sul proprio futuro. Mikage sogna della vecchia cucina, sogna il non-detto tra lei e il ragazzo, finalmente consapevole che il loro legame sia più profondo di quanto possa credere.
Buona lettura!
Feci un sogno.

Stavo pulendo il lavandino di casa che avevo lasciato quel giorno.
La cosa da cui mi dispiaceva di più staccarmi era il colore verde chiaro del pavimento. Era un colore che odiavo quando abitavo lì, ora che dovevo andarmene mi era chiarissimo. 
La casa era svuotata, negli scaffali e sul carrello non rimaneva più niente. Avevo finito tutto già da un po'. 

mercoledì 29 ottobre 2014

#Fingerbook - Kitchen di Banana Yoshimoto

Il sushi di Michela è un volo per il Giappone insieme alle tante tazze di tè (con mia grande gioia) sorseggiate nel libro di oggi. La scelta di Kitchen è più un regalo a Michela, ideatrice di questa rubrica: lei lo adora e io ho voluto portarla nel suo habitat naturale, la cucina.
Kitchen è il primo libro di Banana Yoshimoto che leggo, anzi che finisco. Qualche anno fa ho provato con L'abito di piume, ma l'ho chiuso dopo dieci pagine. Invece, con Kitchen è stato diverso: mi sono avvicinata senza pregiudizi e con poche aspettative. Non è il libro della mia vita, ma non posso dire che sia orribile. Sicuramente, lontano dagli stili di scrittura a cui sono abituata ma comunque piacevole e in grado di parlare di una cultura, come quella giapponese, così poco esplorata.
La postfazione di Giorgio Amitrano illustra bene i legami tra la prosa della Yoshimoto con la tradizione e con i manga: un sottile filo rosso la pone a metà strada tra i capisaldi (ingombranti) della letteratura giapponese e il genere del fumetto. La scrittrice cerca cogliere la continua evoluzione della società orientale in relazione al prima e al dopo.
Kitchen è una raccolta di racconti, i primi due si possono leggere come un unicum, l'ultimo ha una storia a sé. Proprio Moonlight shadow è quello che ho preferito di meno per suggestioni così vicine al mondo manga e alle credenze nipponiche. E infatti, inizierò a parlarvene subito. 
In Moonlight shadow Satsuki incontra durante le sue corse mattutine Urara, una ragazza misteriosa che sa più cose di quanto lei creda pensi.
Satsuki ancora non ha elaborato la perdita dell'amatissimo Hitoshi, vittima di un incidente stradale insieme a Yumiko, la ragazza di Hiiragi, fratello del primo. Satsuki è da allora rammaricata per non aver salutato il ragazzo prima della tragedia. I due ragazzi, soprattutto Satsuki, vivono in apnea, con mille dubbi: Sutsuki fa jogging tutte le mattine, Hiiragi veste la divisa alla marinara in memoria di Yumiko, «espedienti per ridare un po' di vita a spiriti che languivano». E quindi, consapevoli che perdere pezzi di vita.
Sarà Urara ad aiutare Satsuki invitandola ad assistere all'alba a uno strano fenomeno che si verifica ogni cento anni. Anche a Hiiragi accadrà qualcosa di strano, che lo aiuterà scrollarsi di dosso il passato.

lunedì 27 ottobre 2014

Sfogliare stanze, la mostra che celebra Corraini


Quando dici Corraini dici arte, ricerca, sperimentazioni, creatività. E dici che Corraini si porta dietro più di quarant'anni di pubblicazioni, un traguardo che certamente andrebbe festeggiato. Sì, con una mostra gratuita. Dove? A Palazzo Pigorini di Parma, in pieno centro, fino al 9 novembre 13 gennaio 2015. Quindi, festeggiamo Marzia e Maurizio Corraini, anime della casa editrice.
Sfogliare stanze è la mostra dedicata da Mercante in fiera e dal comune della città per celebrare il sodalizio con l'arte, la cultura e l'editoria, un'avventura che lega Parma, Mantova e il mondo intero. 
Toc-toc! Apriamo la porta ed entriamo in nuove stanze...
A fatica si trova uno spazio spoglio, è una mostra ricca di libri, colore, progetti editoriali provenienti dallo CSAC della città, materiale degli editori e della loro galleria d'arte, dell'archivio OPLA: oggetti preziosi di design, disegni, bozzetti e illustrazioni, le prime pubblicazioni, i cambiamenti grafici dell'editore, i libri per bambini. Ci sono i nomi di punta dei Corraini, su tutti Bruno Munari, gli illustratori come Enzo Mari, Federico Maggioni, Steven Guarnaccia, Alberto Rebori, e i giovani artisti come Fausto Gilberti, Harriet Russell, Taro Miura, Suzy Lee. Tutto concentrato. Non hai il tempo di capacitarti di un oggetto che subito sei catapultato in una nuova realtà. Solo, la voce dell'eclettico Munari, che un video ne documenta la grandezza dell'immaginazione, ti da un attimo di respiro. «Pensare confonde le idee», dice l'artista e ha ragione, bisogna solo lasciarsi trasportare dalle sensazioni, cogliere l'attimo.
È una mostra che piacerà a grandi e a piccini, ve l'assicuro. Sembra quasi un gioco così coinvolgente che non vorreste mai che finisse.
La parola chiave della mostra è sorprendente: le idee balzano all'occhio e ti fanno abbozzare un sorriso, tra libri-spugna e attenzione all'ambiente, tra installazioni e piccoli angoli per mettere in pratica la propria fantasia.
C'è tutto il tempo per stupirsi! Si sfogliano lentamente le stanze come pagine di un libro.
Non posso rivelarvi tutto, ora tocca a voi scoprire queste meraviglie. Io sicuramente ci ritornerò.

venerdì 24 ottobre 2014

Il venerdì in libreria #30

Buongiorno a tutti, 
vi invito a sbirciare tra le novità editoriali di fine ottobre. Con mia grande gioia è il mese di Paolo Cognetti e dell'ultimo capitolo dell'Amica geniale della Ferrante, ma ancora non ho capito se il libro sarà nelle librerie a fine ottobre a novembre. Nel dubbio lo segnalo fin da ora.
Ho preferito dare rilievo a certi titoli piuttosto che ad altri, come Giuda di Amos Oz e Camilleri con Morte in mare aperto e altre indagini del giovane Montalbano di Camilleri perché già noti e poi, io non riesco più a stare dietro allo scrittore siciliano con le sue mille pubblicazioni annuali. Inoltre, il 29 ritorna anche Baricco con Smith & Wesson, non sopportandolo gli dedico mezza riga. Scusatemi.
Ho dimenticato nel precedente appuntamento con la rubrica di segnalarvi  Babele 56 di Giorgio Fontana, vincitore dell'ultimo Campiello, per Terre di mezzo a metà ottobre.
Buon weekend!

Titolo: Leggere è un'avventura
Autore: Massimo Birattari
Editore: Feltrinelli
Pagine: 176
Genere: Ragazzi
Prezzo di copertina: 13,00
Data di uscita: 22/10

Pensate che leggere sia noioso? Allora non avete mai partecipato al super­reality "L'isola dei personaggi famosi", dove un gruppo di ragazzi si trova a vivere "dentro" celebri romanzi, tra esploratori, detective e piccole donne, maghi, gnomi e streghe, gabbiani, cavalli e cani che forse sono lupi, giardini segreti e giungle pericolose. Al gran ballo ogni Elizabeth potrebbe incontrare il suo Darcy, a teatro c'è un minaccioso burattinaio di nome Mangiafuoco e non può mancare un sottomarino con il quale, insieme al capitano Nemo, scoprire i misteri dei fondali. E la grande avventura finirà con una caccia al tesoro (attenti ai pirati, però) in cui gli indizi vanno cercati nei libri e che, naturalmente, terminerà in una misteriosa biblioteca... Insomma, i protagonisti scoprono che la lettura è un'attività avventurosa, divertente, istruttiva e perfino creativa, e leggere significa perdersi in altre epoche e altri mondi, e scoprire nei personaggi che ci emozionano qualità, difetti, passioni che solo grazie ai grandi libri possiamo ritrovare in noi stessi. Età di lettura: da 8 anni. 

Titolo: Karain
Autore: Joseph Conrad
Editore: Utet
Pagine: 96
Genere: Narrativa internazionale
Prezzo di copertina/ebook: € 5,00 - € 1,99
Data di uscita: 22/10

Karain è un perfetto esempio dell’arte del grande scrittore allo stato nascente, nel suo inedito e rivelatore equilibrio tra l’avventura esotica e l’indagine sul carattere umano, con le sue miserie e le sue grandezze che prendono forma a contatto con gli enigmi del destino. Ma il racconto, che prende il titolo dal suo indimenticabile protagonista, un fiero guerriero malese, è anche il resoconto (“memoir”, lo definisce l’autore, come si usa con un fatto realmente accaduto) di un paradossale processo di guarigione. Oppresso da una colpa di cui non è capace di dare una spiegazione razionale, Karain ha perduto la sua prodezza e la sua stessa vitalità. Ma nel suo mondo non esistono medici capaci di curare le ferite dall’anima.

mercoledì 22 ottobre 2014

Farsi un'idea #57

 Oggi ci ritroviamo con Ermanno Baistrocchi, protagonista dell'ultimo libro di Paolo Nori, Siamo buoni se siamo buoni.
Fin dalle prime battute, Ermanno, intontito dal coma, cerca di capire il motivo di trovarsi in ospedale. E prima ancora di capire cosa gli sia successo, la sua mente divaga fino a ricordare che fa un mestiere differente da quello di qualche tempo prima.
Come ho scritto nella recensione, la scrittura di Nori è viva: l’irregolarità della forma prevale sulla correttezza sintattica. Ermanno è un fiume in piena e spesso i periodi sono ricchi di ripetizioni. Insomma, è un marchio che lo contraddistingue. Chi ha letto La banda del formaggio e i libri precedenti dello scrittore emiliano sa di cosa parlo.
Buona lettura!
Quella domanda


E poi dopo, dopo, questo all'inizio, dopo, ma dopo, quella domanda, quella domanda, quella domanda che bisognava capire cosa mi era successo, che io ancora non sapevo niente. Cosa mi era successo?


Dei libri

Dei libri, quando ero piccolo, mi piacevan le pagine bianche che ci sono alla fine. Mi sembravano una specie di regalo che mi sembrava bellissimo che si potesse rubare senza che se ne accorgesse nessuno. 

lunedì 20 ottobre 2014

Siamo buoni se siamo buoni di Paolo Nori


È tornato Ermanno Baistrocchi – e anche se non ho letto La banda del formaggio, vi assicuro che è tornato. È tornato con le sua storia e con una copertina dal colore netto azzurro-cielo-privo-di-nuvole. E con Ermanno ritorna Paolo Nori con Siamo buoni se siamo buoni pubblicato dal suo editore di sempre, Marcos y Marcos.
Questo è un libro divertente, una storia che procede come un fiume in piena quasi da sembrare un flusso di coscienza, in cui prevale il linguaggio colloquiale.
La ricostruzione dei fatti è frammentata e ben si amalgama alle spassose quanto pregnanti riflessioni sull'attualità: lo sguardo di Ermanno è severo, al limite del cinismo, ma la sua simpatia è travolgente.
Infine, vi lascio con una curiosità a cui non avevo fatto caso. La casa editrice ha fatto notare come i titoli dei capitoli lasciano ancora una volta traccia della forza esplosiva di Ermanno e della scrittura viva di Paolo Nori.
Ermanno si sveglia in una camera d'ospedale, frastornato dal coma in seguito ad un incidente. Non ricorda nulla della botta in testa che ha preso. Tutti gli altri lo credevano morto.
E intorno al suo letto piano piano si ripopola il suo mondo: trova Cianuro, uno spacciatore romagnolo che si affiderà a lui per risolvere un rompicapo; l'illuminista, suo genero; Salvarani il suo editore nonché proprietario della sua ex casa editrice; la figlia Danguntaj che ride mentre legge La banda del formaggio.

venerdì 17 ottobre 2014

Farsi un'idea #56

Eccoci a parlare nuovamente di Metà di un sole giallo, ho dichiarato fin dalle prime battute quanto mi sia piaciuto. Chimamanda Ngozi Adichie ha scritto un romanzo dal sapore forte, struggente in cui la Storia travolge i destini dei personaggi. L'autrice ci parla di un periodo oscuro del continente africano, divenuto teatro di esperimenti internazionali.
Il brano riportato fa riferimento alla scintilla che fa esplodere la guerra civile, all'uccisione di migliaia di ibgo da parte degli husa. È pericoloso trovarsi nel nord della Nigeria. Olanna ritorna a Nsukka dopo un viaggio tortuoso e non meno sconvolgente dal villaggio di Sabon Gari: ha visto morire gli zii e ga vissuto situazioni terribili. I suoi sogni si trasformano in incubi, sono dagli Attacchi di Buio a prendere le redini della sua mente. 
Buona lettura!
Gli Attacchi di Buio di Olanna ebbero inizio il giorno in cui fece ritorno da Kano, il giorno in cui le gambe la tradirono. Non le avevano dato alcun problema mentre scendeva dal treno e infatti non le era necessario tenersi al mancorrente sporco di sangue; nessun problema per tutte le tre ore in piedi del viaggio verso Nsukka, a bordo di un autobus talmente affollato che non poteva nemmeno allungare un braccio per grattarsi la schiena. Ma sulla soglia di casa di Odenigbo, avevano ceduto. Insieme alla vescica. Aveva sentito le gambe afflosciarsi, e il liquido caldo scorrerle tra le cosce. A trovarla era stata Baby.

mercoledì 15 ottobre 2014

Metà di un sole giallo di Chimamanda Ngozi Adichie


Chimamanda Ngozi Adichie ha un nome impronunciabile, ma ha scritto un libro bellissimo. Lo dichiaro dalla prima riga.
Metà di un solo giallo è un romanzo corposo, da assaporare a piccoli bocconi, dai toni quasi epici e con in gioco la storia di un popolo, quello nigeriano. Non c'è la pretesa a restituire un quadro completo di ciò che è stato, ma c'è una certa urgenza di recuperare le proprie radici.
I personaggi di Adichie hanno grande potenza: le loro voci, nonostante siano frammentarie perché si alternano, hanno una natura corale e troveranno in Ugwu, il ragazzino venuto dal villaggio, il suo narratore principale.
Le vicende si dipanano in due tempi – inizio e fine anni Sessanta – riavvolgendosi nuovamente nella seconda parte, intrecciandosi con i grandi eventi. La Nigeria, sconquassata dalla guerra civile tra il 1967 e il 1970, nasce da brogli politici, dalla responsabilità del colonialismo europeo, dalle spinte mal calibrate dei nascenti stati africani indipendenti. Non è un romanzo storico, la Storia è uno sfondo delle vicende personali dei personaggi, si insinua e prende potere dei loro destini. Come spiega l'autrice nella nota finale, non c'è alcuna denuncia o analisi di quegli anni, solo un accorato appello alla memoria e alla riflessione.
Metà di sole giallo è la storia dalle tante storie.
È la storia dei tanti volti della Repubblica del Biafra, e forse delle tante Afriche: la bellissima Olanna dalla forza inesauribile; Kainene risoluta e spigolosa; il rivoluzionario pan-africanista Odenigbo; il bianco Richard, innamorato dell'arte igbo-ukwu che finirà per sposare la causa biafrana; Ugwu, figura centrale, domestico di Odenigbo e Olanna, affronterà la guerra in tutti i suoi orrori.

lunedì 13 ottobre 2014

Edizioni Precarie, tra mercati e carta

Non vi dico qualche volte avrò guardato il video di Repubblica su Edizioni Precarie, forse un centinaio. E ogni volta mi incantano le immagini, le parole come se non le avessi mai viste né sentite. 
Carmela Dacchille, palermitana d'adozione, è un architetto che ha vissuto un po' di qua e un po' di là prima di decidere che la sua prossima città fosse bagnata dal mare. È lei l'anima di questo progetto.
Spesso le migliori idee nascono nei momenti di noia, arrivano senza troppa fatica, scivolano su qualche foglio bianco, sembrano follie.
Edizione Precarie è una realtà speciale, una casa editrice e una tipografia. Edizione Precarie sono quaderni, segnalibri, busta da lettere, conservano parole e memoria. Edizione Precarie sono le carte della pescheria, della carne, dei salumi, carte alimentari che provengono dai mercati storici di Palermo, che creano storie reali e fantasiose al tempo stesso. Edizioni Precarie dà una seconda possibilità a ciò che sta scomparendo, i mercati appunto.
La ruvidezza della carta si contrappone all'eleganza delle intenzioni: i fogli bianchi dei CARNEt de Reves custodiscono i sogni, i Devinettes nascondono all'interno pagine rosa mentre la copertina vi introduce nel divertente mondo degli indovinelli.
Carmela ha gentilmente risposto alle mie curiosità e spero di aver suscitato qualche in voi qualche interesse. La ringrazio moltissimo per avermi dedicato momenti preziosi e belle riflessioni da ricordare. Le ho già riferito che per me è un bell'esempio di coraggio e creatività in tempi in cui le parole sono vuote e non corrispondono a fatti concreti. Forza Carmela, ti sosterrò sempre!

venerdì 10 ottobre 2014

Il venerdì in libreria #29

Buongiorno cari lettori, ieri è stato proclamato il vincitore del Premio Nobel per la letteratura, Patrick Modiano. Ahimè,  a me sconosciuto! Francamente, non tifavo per alcun nome, quindi, non sono stata delusa dalla sorpresa. Qualcuno di voi, conosce quest'autore francese?
Torniamo alle cose più pratiche, la scorsa settimana non ho pubblicato gli aggiornamenti di queste rubrica per cercare di reperire qualche notizia in più. Quindi, oggi scoprirete le novità editoriali dei primi quindici giorni di ottobre. Ritornano Jennifer Egan, Zerocalcare, Paolo Nori e un inedito Italo Calvino in terra americana. Vi ho elencato alcune chicche, cominciate ad annotare.
Buon weekend!


Titolo: L'Orchessa e altri racconti
Autore: Irène Némirovsky
Editore: Adelphi
Pagine: 260
Genere: Racconti
Prezzo di copertina/ebook: € 18,00 - € 10,99
Data di uscita: 01/10 

Oltre che una meravigliosa romanziera, Irène Némirovsky è stata una eccellente autrice di racconti: ne scrisse per tutta la vita – fino alla vigilia dell’arresto. D’altronde, fra i suoi modelli letterari c’erano stati Cechov e Maupassant, di cui Irène amava l’asciuttezza, il cinismo venato di pietà, la bravura nel delineare in poche pagine un intero mondo. Qualità che ritroviamo nei racconti riuniti in questo volume – nove narrazioni folgoranti in cui la Némirovsky affronta i temi che le sono cari: il destino di attesa che segna la vita di molte donne, la solitudine astiosa in cui invecchiano molte altre, gli oltraggi che il tempo infligge alla bellezza, la nostalgia del passato, il rapporto tra madri e figlie.

Titolo: Le affascinanti manie degli altri
Autore: Alexander McCall Smith
Editore: Guanda
Pagine: 226
Genere: Gialli
Prezzo di copertina/ebook: € 17,00 - € 9,99
Data di uscita: 02/10


Tra la direzione della "Rivista di Etica Applicata", il compagno Jamie, ormai promesso sposo, e il loro piccolo Charlie, Isabel Dalhousie non ha certo il tempo di annoiarsi. Eppure, quando una donna dall'aria distinta l'avvicina nella gastronomia della nipote per chiederle aiuto, non sa tirarsi indietro. È una questione delicata: alla Bishop Forbes, prestigiosa scuola maschile di Edimburgo, deve essere nominato un nuovo preside, ma una lettera anonima rischia di compromettere il processo di selezione dei candidati e il futuro dell'istituto. Uno dei possibili prescelti ha qualcosa da nascondere e tocca a Isabel, con il suo acume e la sua proverbiale discrezione, scoprire di chi si tratti e perché. A rendere il terreno più labile e insidioso, intervengono alcuni spinosi problemi personali, che minano la serenità e le certezze della "detective per caso": fino a che punto dobbiamo fidarci di coloro che amiamo? 

mercoledì 8 ottobre 2014

#Fingerbook - Pollo alle prugne di Marjane Satrapi


Serviamo Pollo alle prugne! Il Fingerbook di oggi si accorda nel titolo del libro e della ricetta di A tutto pepe. Si parla di fumetti e Medio Oriente con l'opera di Marjane Satrapi edito da Sperling & Kupfer.
Non vi aspettate un libro di ricette o qualcosa di simile perché Pollo alle prugne è un piatto che si farà assaporare il comico e il tragico, la bellezza e la malinconia. È una storia magica di un amore perduto, doloroso quanto l'eclissarsi di una società, quella iraniana.
Questo fumetto è liberamente ispirato ad una storia familiare tanto da trovare nelle pagine un cammeo della stessa autrice.
A cavallo tra racconto, più sottilmente politica e memoria rispetto a Persepolis, la vicenda sentimentale di Nasser ha un ruolo maggiore rispetto alla Storia iraniana che, tuttavia, trova riferimenti significativi in tutta la narrazione.
Una trama non complessa, articolata però da digressioni ed ellissi, flash back e proiezioni future che arricchiscono e definiscono meglio i personaggi. Una graphic novel che passa da una stile più esplicito a uno più simbolico e ne sono esempio il delirio del protagonista, così come i cittadini di Teheran ridotte a delle sagome con il cambiamento della situazione politica.
Le vignette della Satrapi, bianche e nere, non hanno toni grigi, i profili netti non conoscono ombre.

Nasser è un grande musicista di tar, uno strumento a corda simile al violino ed è alla ricerca di uno nuovo per sostituire quello rotto dalla moglie. È anche tormento dall'incontro con una donna che non l'ha riconosciuto.
Finalemente, acquista un tar che potrebbe fare al suo caso. Nasser si prepara come per recarsi ad un appuntamento importante: va dal barbiere, indossa i suoi abiti migliori, attende che i suoi familiari lascino casa per dedicarsi completamente alla musica. Inizia a strimpellare qualche nota, ma non trova i suoni del vecchio strumento. Nessun nuovo tar gli procurerà più il piacere di suonare e così Nasser decide di morire. Meditando modi diversi di mettere fine alla propria agonia, attende la morte a letto.

martedì 7 ottobre 2014

Festival Internazionale


Andare al Festival Internazionale di Ferrara è stata una partecipazione non programmata, una decisione presa il giorno prima. E così in poche ore ho organizzato la partenza e il mio calendario degli eventi per sabato 4 ottobre. La mia scelta è caduta su quelli più letterari del giorno, o meglio, sugli autori che avevo già letto: Jhumpa Lahiri e Teju Cole, entrambi ospiti nel cortile del Castello in orari differenti. In mezzo ho infilato la presentazione di Francesco Forgione sulla nuova mappatura delle mafie (Atlante delle mafie, appunto), ma non ve ne parlo perché fuori dalla mia capacità di trarne un racconto esauriente. Avrei voluto concludere con L'orto in casa presa dalla momentanea visione verde della vita, una folla chilometrica ha bloccato le mie intenzioni. Ho assistito agli ultimi minuti dell'incontro di Daria Bignardi prima di lasciare la città. Ho privilegiato incontri frequentati, mai fino all'inverosimile, anche se ho avuto sempre il problema di conquistarmi un posto a sedere. 

venerdì 3 ottobre 2014

Farsi un'idea #55

Questo è uno dei rari casi in cui vorrei trascrivere tutto il libro, ma non è molto rispettoso nei confronti dell'autrice Chicca Gagliardo e della casa editrice Hacca. Mi sono limitata alle venti righe con mio grande dispiacere, ma è un invito ad acquistare il libro.
Il poeta dell'aria è un libro prezioso, denso di significati e di poesia, un libro che segue il movimento leggero dell'aria anche dal punto di vista grafico. Infatti, ho scattato qualche foto in più per rendere l'idea di questo sali-e-scendi, un volo di parole piene e sospese.
Il brano che andrete a leggere, credo s'inspiri all'artista francese Philippe Petit, un giocoliere dell'aria. Il Volatore parla di Zuzù, un esperto funambolo nella vita terrena, e di quell'attimo prima di percepire la vertigine e diventare respiro poi. La forza che non lo fa desistere dal continuare il suo percorso sul filo ha più voce della prudenza. È un soffio di vento.
Buona lettura!
È la prima volta che gli capita. La prudenza consiglia di sospendere, c'è qualcosa di strano, non fidarti. Ma ormai ha ben teso il filo di un albero all'altro, ha trovato due tronchi altissimi, la luce è invitante, sarebbe un peccato rinunciare.
Rapido come un scoiattolo argentato Zuzù sale sul tronco, osserva il cielo in attesa e allunga il piede destro.
Occhi concentrati. Schiena dritta. Gli uccelli lo scrutano diffidenti. Un passo avanti, piede lento, punta pianta tallone, l'altro piede segue. Ancora un passo, punta pianta tallone, e un altro e un altro ancora. Zuzù adesso è sospeso al centro del filo che si fa nero livido. 

mercoledì 1 ottobre 2014

Il poeta dell'aria di Chicca Gagliardo


Ho terminato la lettura di questo libro ieri mattina, Il poeta dell'aria di Chicca Gagliardo ed edito da Hacca.
Ho desiderato leggerlo fin da quando ho avuto notizia dell'uscita. Una volta nelle mie mani, mi sono armata di matita e ho sottolineato molti passaggi interessanti e speciali. Troviamo visioni e grandi intuizioni che arricchiscono queste pagine e danno man forte ciò che si vuole comunicare; ci sono delicatezza di parole, richiamo di arte, che è letteratura, creatività, musicalità, che fu e che sarà. Aspetti che incontrerete anche da un punto di vista grafico. C'è molta cura di in questo libro.
Temo di non essere all'altezza di spiegarvi questo piccolo gioiello. Ci provo. Poche volte mi sono sbilanciata senza indugi e spero che vi abbia convinti almeno un po'. Forse non è un libro che consiglierei a tutti, soprattutto a coloro che non amano gli intrecci sottilissimi e i non-detti, però credo che con questa lettura si può fare uno strappo alla regola.
Il poeta dell'aria è storia molto evocativa, una narrazione antica, quasi fiabesca, e allo stesso tempo contemporanea.
Sapevo già che mi sarebbe piaciuto, sapevo già che il titolo, magnifico, mi avrebbe introdotta in un racconto altrettanto magnifico. I colpi al cuore accadono poche volte nella vita.
Un quaderno accoglie lezioni di volo, la consistenza del vuoto e dell'invisibile, che è al tempo stesso un'arte, la poetica dell'aria. Ed un Volatore a scrivere versi e pensieri, lo fa di nascosto seduto su un cornicione perché le parole non posso essere trattenute, non appartengono a nessuno. Ma questo quaderno verrò letto da chi ha intenzione di intraprendere un viaggio nuovo, leggero di corpo e pieno di spirito e silenzio. Le lezioni sono trentatré che potrebbero corrispondere a prospettive di esistenza.

L'editore del mese: Topipittori

Questo mese si parla di storie di Natale