venerdì 17 ottobre 2014

Farsi un'idea #56

Eccoci a parlare nuovamente di Metà di un sole giallo, ho dichiarato fin dalle prime battute quanto mi sia piaciuto. Chimamanda Ngozi Adichie ha scritto un romanzo dal sapore forte, struggente in cui la Storia travolge i destini dei personaggi. L'autrice ci parla di un periodo oscuro del continente africano, divenuto teatro di esperimenti internazionali.
Il brano riportato fa riferimento alla scintilla che fa esplodere la guerra civile, all'uccisione di migliaia di ibgo da parte degli husa. È pericoloso trovarsi nel nord della Nigeria. Olanna ritorna a Nsukka dopo un viaggio tortuoso e non meno sconvolgente dal villaggio di Sabon Gari: ha visto morire gli zii e ga vissuto situazioni terribili. I suoi sogni si trasformano in incubi, sono dagli Attacchi di Buio a prendere le redini della sua mente. 
Buona lettura!
Gli Attacchi di Buio di Olanna ebbero inizio il giorno in cui fece ritorno da Kano, il giorno in cui le gambe la tradirono. Non le avevano dato alcun problema mentre scendeva dal treno e infatti non le era necessario tenersi al mancorrente sporco di sangue; nessun problema per tutte le tre ore in piedi del viaggio verso Nsukka, a bordo di un autobus talmente affollato che non poteva nemmeno allungare un braccio per grattarsi la schiena. Ma sulla soglia di casa di Odenigbo, avevano ceduto. Insieme alla vescica. Aveva sentito le gambe afflosciarsi, e il liquido caldo scorrerle tra le cosce. A trovarla era stata Baby.
Era andata alla porta a guardare fuori, chiedendo a Ugwu a che ora doveva arrivare Mamma Ola, e si era messa a strillare di fronte a quella sagoma ammucchiata sui gradini di casa. Odenigbo la portò dentro in bracciò, la lavò e cercò di impedire a Baby di starle troppo addosso. Quando la piccola si fu addormentata, Olanna raccontò a Odenigbo quello che aveva visto. Descrisse gli abiti vagamente riconoscibili sui corpi decapitati in cortile, un dito di zio Mbaezi che ancora si muoveva, gli occhi rovesciati all'indietro nella testa della bambina dentro la zucca calabash e lo strano colore della pelle di tutti i cadaveri sparsi nell'aia: un grigio spento, come di lavagna pulita male.
Nella notte ebbe il primo Attacco di Buio: una coltre pesante le calò addosso premendole sulla faccia con forza, mentre lei lottava per respirare. Dopodiché, quando si sollevò, permettendole di inalare sorsi affannosi d'aria, alla finestra comparvero dei gufi in fiamme e ghignanti, che le facevano cenno di seguirli con le loro piume carbonizzate. Olanna cercò di descrivere quegli Attacchi a Odenigbo, Cercò di raccontargli il sapore delle pillole che le aveva portato il dottore Patel, un sapore colloso come quello della lingua di primo mattino. 

Da Metà di un sole giallo di Chimamanda Ngozi Adichi, p. 160

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