mercoledì 22 ottobre 2014

Farsi un'idea #57

 Oggi ci ritroviamo con Ermanno Baistrocchi, protagonista dell'ultimo libro di Paolo Nori, Siamo buoni se siamo buoni.
Fin dalle prime battute, Ermanno, intontito dal coma, cerca di capire il motivo di trovarsi in ospedale. E prima ancora di capire cosa gli sia successo, la sua mente divaga fino a ricordare che fa un mestiere differente da quello di qualche tempo prima.
Come ho scritto nella recensione, la scrittura di Nori è viva: l’irregolarità della forma prevale sulla correttezza sintattica. Ermanno è un fiume in piena e spesso i periodi sono ricchi di ripetizioni. Insomma, è un marchio che lo contraddistingue. Chi ha letto La banda del formaggio e i libri precedenti dello scrittore emiliano sa di cosa parlo.
Buona lettura!
Quella domanda


E poi dopo, dopo, questo all'inizio, dopo, ma dopo, quella domanda, quella domanda, quella domanda che bisognava capire cosa mi era successo, che io ancora non sapevo niente. Cosa mi era successo?


Dei libri

Dei libri, quando ero piccolo, mi piacevan le pagine bianche che ci sono alla fine. Mi sembravano una specie di regalo che mi sembrava bellissimo che si potesse rubare senza che se ne accorgesse nessuno. 
Pagine bianche, in un mondo che quando ero piccolo era un mondo tutto a righe. Sempre stato un po' insofferente, alle righe. Non che sia importante.


Cosa mi era successo

Mi avevano investito. 
Mi avevano investito, ero caduto all'indietro, avevo picchiato la testa. 
Era arrivata un'ambulanza, mi avevano ricoverato all'ospedale, mi avevano fatto dormire. 
Diversi giorni, avevo dormito. Undici giorni-
Ma non perché volevo dormire, mi tenevano addormentato loro per vedere di fare gli esami se era successo qualcosa dentro il cervello. 
Le TAC, le risonanze. 
Un corpo, così.
Ottanta chili di carne pulsante.
Poco pulsante ma pulsante.
Sono bradicardico.
Per otto giorni. 
O nove.
O undici. 
Non mi ricordo niente. 
Poi mi sono svegliato.
E quando mi sono svegliato, non subito, dopo un po', ho capito che facevo un altro mestiere.


Da Siamo buoni se siamo buoni di Paolo Nori, pp. 16-17

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