martedì 7 ottobre 2014

Festival Internazionale


Andare al Festival Internazionale di Ferrara è stata una partecipazione non programmata, una decisione presa il giorno prima. E così in poche ore ho organizzato la partenza e il mio calendario degli eventi per sabato 4 ottobre. La mia scelta è caduta su quelli più letterari del giorno, o meglio, sugli autori che avevo già letto: Jhumpa Lahiri e Teju Cole, entrambi ospiti nel cortile del Castello in orari differenti. In mezzo ho infilato la presentazione di Francesco Forgione sulla nuova mappatura delle mafie (Atlante delle mafie, appunto), ma non ve ne parlo perché fuori dalla mia capacità di trarne un racconto esauriente. Avrei voluto concludere con L'orto in casa presa dalla momentanea visione verde della vita, una folla chilometrica ha bloccato le mie intenzioni. Ho assistito agli ultimi minuti dell'incontro di Daria Bignardi prima di lasciare la città. Ho privilegiato incontri frequentati, mai fino all'inverosimile, anche se ho avuto sempre il problema di conquistarmi un posto a sedere. 
Il primo appuntamento è stato a mezzogiorno con Jhumpa Lahiri e, come ha dichiarato Caterina Bonvicini che l'ha presentata, è stato il battesimo di una nuova autrice italiana. Avete capito bene: la scrittrice americana uscirà a gennaio con una raccolta di racconti per Guanda scritti in italiano e precedentemente pubblicati a puntate sull'Internazionale. Infatti, si è discusso di questa metamorfosi e del rapportarsi con la nuova lingua, un cambiamento che corre lungo due binari: la fatica di imparare e di impossessarsi solo in piccole porzioni di un altro idioma ma anche una rinnovata creatività. L'italiano è imperfezione e scomodità che può portare al fallimento ma al tempo stesso un rifugio dal successo dei suoi predenti lavori, è un modo per uscire da sé stessi e ritrovarsi. L'inglese è per lei sicurezza, non la lingua madre e confessa che proprio durante questo lungo soggiorno romano ha riflettuto di non possederne una: anche il bengalese le è ostile, ne conosce i suoni ma non la sua scrittura. Jhumpa Lahiri è convinta quando accenna alla sua storia familiare.
Non si occuperà personalmente della traduzione del libro in uscita altrimenti tenderebbe a migliorare il testo: questi racconti sono pensati in italiano. Credo, che la raffinatezza della sua penna si paleserà anche in questa occasione . «Sono un'apprendista, non sarò mai un'esperta della lingua italiana» conclude.
Nell'attesa dell'incontro successivo, ho gironzolato per la città per visitarla e ho acquistato due vecchie copie degli Oscar Mondadori del 1965, La ragazza di Bube di Cassola e Fiesta di Hemingway. Ora ho la fissazione di possedere vecchie edizioni.
Alle cinque del pomeriggio la diretta su Rai Radio3Mondo presentato da Anna Maria Giordano è interrotto da un inaspettato un flash mob canoro (non si chiamerebbe così altrimenti) organizzato da un coro cittadino, che per qualche minuti ha lasciato interdetto tutto il pubblico fino a farsi coinvolgere e sciogliere in un fragoroso applauso finale.
L'attrice Esther Elisha ha introdotto gli autori con alcuni estratti dai loro libri. Il racconto del mondo è stato il tema comune declinato in varie sfumature dai tre scrittori presenti: l'americano/nigeriano Teju Cole (Città aperta), la palestinese Adania Shibli (Pallidi segni di quiete) e lo svedese Peter Fröberg Idling (Canto della tempesta che verrà). Tre contesti differenti per parlare di confine e identità, trovare l'interstizio tra i due concetti, dar voce a chi non può o non è in grado di raccontare, sondare il silenzio che si insinua tra storia e la Storia. Sono racconti che non si leggono sulla stampa, hanno bisogno di un narratore perché dice la Shibli «la Storia continua oltre i grandi eventi».
Ferrara è sempre affascinante, discretamente regale, accogliente nei suoi teatri, piazze, sale, strade, cinema. Questa tiepida giornata d'autunno ha lasciato spazio a un cielo stellato.

7 commenti :

  1. Che bella esperienza cara, sai che non sono mai stata a Ferrara... ? Le tue foto sono incantevoli... brava!
    Un bacione

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    1. La città è bellissima. Ti consiglio di farci un pensiero per un prossimo viaggio.

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  2. Ciao Marina!
    Neanche io sono mai stata a Ferrara.
    Deve essere stato davvero un bellissimo evento. Grazie per aver condiviso questa esperienza!

    Francesca
    (Nuvole d'inchiostro)

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    1. È sempre bello e interessante partecipare ai festival letterari, sopratutto quando sono ospitati da città belle come quella romagnola.

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    2. Si, hai ragione! Io quest'anno sono stata per la prima volta a Festivaletteratura, a Mantova e, disavventure con l'albergo a parte, è stata un'occasione di arricchimento bellissima :)

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    3. Prova l'anno prossimo a candidarti come volontaria per redazione testi, così eviti disavventure & problemi vari.

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L'editore del mese: Topipittori

Questo mese si parla di storie di Natale