mercoledì 5 novembre 2014

La schiuma dei giorni di Boris Vian

All'inizio è musica, leggerezza, un colpo di vento che ti solleva il vestito, poi l'incanto si spezza ma non rimane sullo sfondo. Forse quel passo di danza non si perde nell'aria, diventa una melodia malinconica. Credo sia questa la forza de La schiuma dei giorni di Boris Vian, insieme alla sua grande capacità inventiva.
Certo, alcuni momenti di stallo che tendono a spegnere la luce sulla vicenda e rischiano di far perdere l'attenzione del lettore. Tuttavia, il libro ha una sua originalità. Vian è un maestro della lingua, la plasma a proprio piacimento e crea immagini inedite: la sua scrittura è libera, ricca di metafore, neologismi. Sono pagine in cui realtà e fantasia viaggiano sullo stesso binario con naturalezza. Per quanto mi riguarda, nonostante il romanzo sia surreale, non ho mai avvertito particolari forzature persino quando i protagonisti conversano con due topolini, come dimostra la copertina di Marcos y Marcos.
Infine, c'è una cura maniacale di dettagli degli abiti, degli oggetti, del carattere dei personaggi: a Vian non sfugge nulla. 
Colin, un ricco parigino, incontra Chloé a casa di Isis, alla festa di compleanno del barboncino. L'amore fiorisce subito tanto da convolare a nozze dopo poche settimane dalla loro conoscenza.
Fin dal primo incontro cominciano a palesarsi i segni della malattia che colpirà Chloé: è una tosse sottile che diventerà insistente. Tant'è vero che il medico Mandumanica sentenzierà: «nel suo polmone si sente una musica strana». Quella musica strana è una ninfa che prosciuga giorno dopo giorno la vitalità della donna. Solo circondandosi di fiori freschi «per fare paura a quell'altra», si riuscirà a ridurre la sua potenza. Colin non fa mancare nulla alla sua bella Chloé, fino a dissipare il patrimonio ed essere costretto a trovare un lavoro.
Nell'abitazione dei due sposi non si respira più l'aria di un tempo: la luce filtra a fatica, l'atmosfera è cupa, gli interni si restringono: tutta la narrazione gioca su queste due contrapposizioni – sogno e realtà, felicità e dolore – evidenti con il progredire della vicenda.
Parallelamente si svolge la vicenda dello squattrinato e pigro Chick, amico di Colin, e di Alise. Il ragazzo tarda a sposarla perché sperpera il denaro per accaparrarsi edizioni rare e cimeli dell'amatissimo scrittore Jean-Sol Patre. E sarà proprio Alise a liberarlo dalla sua ossessione più grande. Mi risulta molto difficile cogliere le critiche all'esistenzialismo perché è un periodo che non conosco, ma già così evidenti nella persona di Patre.
In entrambe le storie è l'amore la forza che muove la vita, che spinge i protagonisti a tentare il tutto e per tutto per il proprio amato anche a compiere gesti estremi come fine ultimo della sopravvivenza alla tragedia. «Là dove i fiumi si gettano nel mare, si forma una barriera difficile da superare, e grandi vortici schiumanti in cui ballano i relitti».
Le allusioni non si fermano qui, vengono presi di mira il conformismo, la società, la religione, il lavoro, la cultura. Vian non risparmia nessuno, la sua è una critica velata ma efficace, esposta sempre con una certa originalità.
Ora non mi resta che vedere il film.

Titolo: La schiuma dei giorni
Autore: Boris Vian
Editore: Marcos y Marcos
Pagine: 272
Anno di pubblicazione: 1996
EAN: 9788871680712
Prezzo di copertina: € 14,50

2 commenti :

  1. Strano. Strano assai. Bello però. Ci ho messo qualche mese ad assimilarlo ma ora lo ricordo con piacere.

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    1. È una lettura particolare che colpisce, a mio avviso, per la capacità inventiva della lingua e delle situazioni.
      Devo dire che ho trovato più interessante la vicenda di Chick e Alise.

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