martedì 30 dicembre 2014

I miei libri preferiti - 2014


Mancano una manciata di ore alla fine del 2014 e per il secondo anno consecutivo mi ritrovo a fare un bilancio delle mie letture. In generale, posso dichiararmi soddisfatta dei libri ed incontri. Anche se ancora non so a quanto ammontino le recensioni, attendo ancora qualche giorno per dare i numeri.
Vi rassicuro che non ho compilato una classifica dei peggiori, non la stilerò. Per due motivi: spesso leggo opere che mi piacciono e penso che la lettura sia un atto soggettivo mi solleva da troncature. Detto ciò forse non dovrei neanche scrivere una lista dei migliori, però è divertente. Posso solo dire, senza fare nomi, che due libri sono stati terribili. E mi ritengo fortunata.

Dai dettagli delle copertine alcuni libri sono intuibili, altri hanno bisogno di essere accompagnati dal nome degli autori. Li trovate così, in ordine cronologico dal più recente al più datato così da dovermi astenere dal giudicare troppo. Tra i miei libri la maggior parte sono scritti da donne, ossia sette su dieci.
E chi si aspetta di trovarsi Elena Ferrante vi deluderò. Per me lei resta la scrittrice assoluta, non ha granché senso dedicarle altre spazio.



lunedì 29 dicembre 2014

Eventi, incontri, occasioni - 2014


Abbondiamo di classifiche? Io non mi tiro indietro. Spesso mi divertono e servono a fare il punto della situazione.
Prima di passare ai libri (ce ne occuperemo domani), vorrei trattare degli eventi, festival, incontri etc... che hanno tenuto banco in questo 2014. Partecipando a molti di questi, mi sembrava e mi giusto rendere nota di ciò che produce positivamente la nostra terra. 
Ho selezionato e scremato. Vi dico solo che di incontri ne ho inseriti solo due: molti mi hanno lasciato l'amaro in bocca, soprattutto per via di chi non ha saputo gestire le presentazioni. Amen. 
In ogni caso ho trovato aspetti che mi hanno arricchita: il fine non è questo? Imparo a scegliere, a farmi un'opinione.
Ma veniamo al dunque... 

sabato 27 dicembre 2014

Incontri d'autore - Chicca Gagliardo


Penso che le presentazioni devono essere così: empatiche, sorprendenti e curiose. Di quelle che non te le dimentichi più perché innescano scintille.
Ho conosciuto Chicca Gagliardo qualche minuto prima che iniziasse l'incontro. Nell'attesa abbiamo parlato di libri, editoria, progetti futuri in uno scambio di idee e reciproca stima. Anche Elisa delle edizioni Corraini ci ha tenuto compagnia.
Ci siamo ritrovati in pochi davanti a Chicca, in una sala di Palazzo Pigorini adibita a biblioteca per consultare i libri Corraini dopo aver visitato la mostra Sfogliare stanze.
Sto chiudendo l'anno con un incontro che sapevo già avrei custodito come un momento prezioso, ha superato le mie aspettative. È un ricordo denso d'aria, meraviglia e felicità. Grazie Chicca. 

venerdì 26 dicembre 2014

Farsi un'idea #68

Pance piene dopo questa maratona di pranzi e cene?
Vi invito a leggere un brano tratto dalla Vita e le avventure di Babbo Natale, un classico riproposto da Mattioli 1885. E per chi non rammentasse l'autore, vi aiuto io: è lo scrittore del Mago Oz, ossia Frank Baum. Non sono fuori tempo, anzi queste pagine non fanno che prolungare l'atmosfera di questi giorni.
La fiaba riguarda appunto il personaggio più natalizio che mai, Santa Claus appunto. Allora, non resta che scoprire le sue origini e la sua splendida storia.
Nell'estratto qui sotto verrà svelato il mistero delle calze appese al camino la notte del 24 dicembre.
Buona lettura!
Fu durante quella vigilia di Natale che la piccola Margot e suo fratello Dick, e i cuginetti Ned e Sara, che erano in visita a casa di Margot, fecero un pupazzo di neve e tornarono a casa con tutti i vestiti umidi, i guanti gocciolanti, e le scarpe e le calze completamente inzuppate d'acqua. Non furono sgridati, perché la madre di Margot  sapeva che era colpa della neve che si stava sciogliendo, ma furono mandati a letto presto così che i loro vestiti potessero essere messi sulle sedie ad asciugare. Le scarpe vennero appoggiate accanto al focolare, dove poteva raggiungerle il calore della brace calda, e le calze furono appese con cura proprio sopra il caminetto. Fu per questo che Santa Claus le notò quando scese dal camino quella notte - quando tutta la famiglia stava già dormendo. Era di fretta e vedendo le calze, che appartenevano tutte ai bambini, le riempì subito di giocattoli e risalì così all'improvviso che le renne si stupirono della sua agilità.

domenica 21 dicembre 2014

La vita e le avventure di Babbo Natale di Lyman Frank Baum

Un bel classico rispolverato da Mattioli 1885 per dare inizio al periodo più dell'anno e per farvi gli auguri di buone feste. La vita e le avventure di Babbo Natale è un piccolo volume che narra la vita di Babbo Natale, o come recita il titolo originale, di Santa Claus. L'autore è Lyman Frank Baum più conosciuto come il creatore del Mago di Oz.
Innanzitutto, non vi è alcun riferimento alla sfera religiosa, ma un chiaro rimando al mondo pagano che riconosce il significato universale del 24 dicembre fatto di luce, gioia e vita.
Le origini di Santa Claus e delle sue sue fedeli renne, Flossie e Glossie, ruotano intorno ai simboli e alla tradizione del Natale, anche quelli che ancora non avevano trovato risposta: perché si appendono le calze al camino, chi ha decorato il primo abete e perché i genitori possono acquistare i giochi nei negozi.
In questo racconto c'è tutta la magia del Natale e della fiaba. Baum ha lucidato a nuovo l'immagine di Babbo Natale per farla risplendere di meraviglia e fantasia.
Cluas vuol dire piccolo di Necile, è un trovatello salvato dalla grinfie di una leonessa grazie all'intervento della ninfa Necile. Viene allevato nella Foresta di Burzee dove vivono gli esseri immortali – nani, gnomi, ninfe, fate.
Ak, il Signore delle foreste, sa che il tempo di Claus nel bosco è finito: deve reclamare il suo posto sulla terra. Lo invita, quindi, ad accompagnarlo in lungo viaggio intorno al mondo. È in quest'occasione che il giovane scopre la sua specie, quella umana, e la sofferenza dei più poveri. Le certezze che aveva avuto fino a quel momento cominciano a vacillare. Lascia la Foresta per vivere nella Valle Ridente, una terra di mezzo tra il mondo degli uomini e quelli spiriti del bosco.

venerdì 19 dicembre 2014

I consigliatissimi, letteratura per l'infanzia e ragazzi - Natale 2014

Eccoci con l'ultimo appuntamento di questi Consigliatissimi, le proposte letterarie per le vostre le letture o regali. Ringrazio ancora Alessandra che la volta precedente ha parlato di letteratura di viaggio. E ringrazio Gianna, che si occuperà di quelli odierni.
Inoltre, mi scuso per il disguido della scorsa settimana: sì, è saltato su un argomento che mi interessa molto. Va be', ci metto una pietra sopra.
Però sono contenta di dare spazio ad un tema bello che interessa grandi e piccoli, la letteratura infantile.
Ho volutamente deciso di dedicargli l'ultimo post per un motivo principale: perché per i bambini e ragazzi le feste natalizie non si esauriscono con il 25 dicembre ma proseguono fino al 6 gennaio. Quindi, per chi non facesse in tempo o non sapesse che pesci pigliare, la Befana è ancora una buona occasione per fare trovare un libro o più libri dentro la calza. 
Oggi è ospite la libreria Hamelin di Bitonto, un chiaro omaggio alla città incantata del Pifferaio della fiaba dei fratelli Grim. Se passate da Bari fate un salto a Bitonto in questa libreria per ragazzi che è anche una fucina di idee, un progetto di fantasia e condivisione. Infatti, oltre ai libri, l'associazione culturale cura laboratori di fumettistica, cinema, arti figurative e promuove la lettura, che rimane comunque uno degli obiettivi fondamentali per una società civile.
Vi dico subito che Hamelin è stata indicata da TravelGlobe come tra le dieci librerie indipendenti più belle d'Italia. Lunga vita alle librerie indipendenti!
Gianna, libraia e proprietaria, è una mia amica da diversi anni. E quando ho pensato a questa serie di post per il Natale mi è venuta in mente lei per la passione e per intelligenza che ci mette in questo meraviglioso lavoro.
I suoi non  sono solo consigli, ma delle vere e proprie pillole di curiosità suddivise per in tre fasce d'età per fugare qualsiasi dubbio. Infine, un aspetto non meno importante, le proposte riguardano case editrici piccole e medie.
Ora non resta che andare a Bitonto e leggere I consigliatissimi per i ragazzi. Attingete a questi preziosi suggerimenti.

mercoledì 17 dicembre 2014

#Fingerbook - Swinging Christmas di Benjamin Lacombe

Quando ho iniziato a pensare ad una proposta per l'appuntamento natalizio di Fingerbook non sapevo cosa scegliere. Poi una sera sono andata in libreria per ascoltare Eduardo Savarese e ho scovato questo libro che mi aveva colpita subito per i disegni dai colori vivi ed eleganti. Conosco da tempo Benjamin Lacombe, che insieme a Rebecca Dautremer e a Nicoletta Ceccoli, resta uno dei miei preferiti. Il titolo, poi, è tema con il periodo.
Swinging Christmas è tratto da un racconto della cantante Olivia Ruiz ed magistralmente illustrato da Lacombe, è una storia sull'amicizia e sull'amore.
Questa fiaba invernale è da leggere rigorosamente sgranocchiando cantuccini alle noci e mirtilli da affogare in una cioccolata o nel tè e lasciandosi avvolgere dalla voce suadente di Olivia Ruiz (il libro è corredato di un CD), la stessa che riempie le giornate di Bernard, l'anziano schivo che vive lontano dal paese e che tutti evitano, soprattutto i bambini.


martedì 16 dicembre 2014

Farsi un'idea #67

Parliamo ancora del piatto più amato e soprattutto parliamo della Pizza per autodidatti di Cristiano Cavino. 
Ho tralasciato i brani più schematici per dare rilievo alla parte narrativa e irriverente, quella che meglio rappresenta lo scrittore romagnolo. 
Durante la preparazione della pizza il condimento è il momento più creativo della preparazione, l'estratto qui di seguito lo introduce. Nella recensione vi ho accennato anche alla carrellata di proposte golose e fantasiose, spesso suggerite dagli stessi abitanti di Casola. Come accade il giorno di pasquetta quando Pochina si presenta con un'insolita richiesta per non sprecare il pranzo. 
Buon appetito! Osp, buona lettura!
Ho condito centinaia di migliaia di pizze.
Penso che l'unica pizza che non mi sia stata mai ordinata sia quella con i fagiolini. 
Pomodoro, mozzarella, fagiolini. Mai ordinata.
Noi i fagiolini li usiamo nella pizza alle verdure, chiamata ovunque ortolana, ma lì in mezzo si mimetizzano tra le melanzane, gli asparagi, i peperoni, gli spinaci e il radicchio. 
Ma con solo fagiolini proprio ne ho mai fatta una.
Per il resto, mi è capitato di doverne fare con ogni tipo di condimento. 
Una volta a Pochina, il fornaio di Casola, ne feci una all'arrosto di agnello. 
Se lo era portato da casa in uno scudozzolo di alluminio, erano gli avanzi del pranzo di pasquetta.

lunedì 15 dicembre 2014

La pizza per autodidatti di Cristiano Cavina

La pizza per autodidatti di Cristiano Cavina edito da Marcos y Marcos è il libro più culinario che abbia letto finora. Mi ha incuriosita appena ne ho avuto notizia e la lettura è stata piacevole.
E visto che ci avviciniamo a Natale, è un libro consigliato per chi si cimenta invano o con buoni risultati con l'arte della pizza. È un piccolo omaggio al piatto più amato di sempre da regalare o regalarsi.

venerdì 12 dicembre 2014

La via del pepe di Massimo Carlotto e Alessandro Sanna


La via del pepe è un libricino bello da conservare. L'ho sfogliato in libreria con il rammarico di averlo acquistato in ebook. La copertina è cartonata, blu mare e i disegni, bellissimi, di Alessandro Sanna danno ancora più valore.
È un racconto che si legge tutto d'un fiato, ha il tono lieve delle fiabe e la tensione del pericolo che un eroe deve superare. Non credo che Carlotto abbia pensato ad un eroe, quanto piuttosto di farci riflettere sulla tragedia che ogni anno, da marzo ad ottobre, interessa il canale di Sicilia.
Il sottotitolo Finta fiaba africana per Europei benpensanti, a mio avviso, è una provocazione. È una storia che ha un lieto fine, altrimenti non sarebbe una fiaba. Pensiamo che sia necessario un lieto fine, per noi europei benpensanti abituati alla fortuna. Una fiaba, quindi, che ci mette la coscienza al sicuro per parole e pensieri inopportuni. Perché certi fatti non ci scuotono più (vedi il giro di denaro sull'immigrazione scoperto attraverso l'inchiesta Mafia Capitale), non ci offendono, ci lasciano indifferenti. Dimentichiamo troppo presto le avversità e le malefatte, ci lasciamo trascinare dalla corrente del luogo comune. Siamo intolleranti. Non accettiamo lo straniero, ma speriamo che si salvi. Così. Con un po' di fortuna.

mercoledì 10 dicembre 2014

Americanah di Chimamanda Ngozi Adichie


Mi sono presa qualche giorno in più prima di scrivere qualcosa che somigliasse a una recensione. I libri di Adichie non sono una passeggiata, sono piuttosto corposi. Non lasciatevi spaventare dalla mole, vi consiglio ogni suo scritto senza girarci intorno.
Americanah, il titolo di oggi, non avrà il respiro epico di Metà di un sole giallo ma non per questo non è degno di nota. La vicenda, che abbraccia la metà degli anni Novanta e si protrae fino ai primi del Duemila, ha quella dimensione contemporanea che la rende più vicina a noi. L'architettura del romanzo è più semplice rispetto al precedente, tuttavia in queste pagine viene affrontato un problema delicato, quello razziale. Nero è il colore della pelle dell'emigrato, dello schiavo, del musulmano: tre declinazioni del medesimo termine. Americanah analizza ciò che significa essere neri in Africa, Stati Uniti e Europa.
Ifemulu ha appena ottenuto una borsa di studio per Princeton e il suo blog, Razzabuglio, è seguito con successo, quando decide di tornare in patria. Il suo ultimo post spiega la necessità di un cambiamento di vita: tornare in Nigeria significa afferrare ciò che avrebbe potuto essere.
«Americanah, un termine rivestito di allegria, con la quarta sillaba allungata»: è l'appellativo attribuito a chi torna a casa dopo un lungo soggiorno negli Stati Uniti, di chi finge di non capire più il dialetto locale, di chi aggiunge una r strascicata alla fine di ogni parola inglese. È il timore di Ifemelu, di portarsi dietro questa etichetta, quando lascia e rientra in Nigeria.
Ma il timore più grande sarà lo stordimento, «la vertiginosa sensazione di cadere nel familiare estraneo»Il ritorno è il tentativo per riconciliarsi con il passato, per riscoprire Lagos. Questo pensa quando trascorre sei ore per farsi intrecciare i capelli in un salone del New Jersey.

martedì 9 dicembre 2014

Incontri d'autore - Federico Maggioni

C'è sempre una prima volta, in tutto. Non ho mai partecipato ad un incontro che non fosse di un autore propriamente detto, di chi scrive libri. Questa mia affermazione verrà smentita tra breve dallo stesso Federico Maggioni.
Dell'arte dell'illustrazione ho scarsissima conoscenza, ammiro chi distribuisce colori e forme e ne ricava una profusione di creatività. L'occasione per farmi uscire dalla mia rigidità di pensiero è venuta con evento collaterale alla mostra Sfogliare stanze, Illustrare Canto di Natale, che già ci avvia al periodo più bello dell'anno. Venerdì pomeriggio, mentre la città si addobba, in un'ovattata sala si parla del fantastico mondo dell'illustrazione. 
Federico Maggioni non ha bisogno di presentazioni, ha una lunga e gloriosa carriera alle spalle come disegnatore e come grafico. A Palazzo Pigorini davanti a tre delle sue tavole racconta il suo misurarsi con un classico della letteratura di sempre, ricco e complesso. Charles Dickens ha costruito il concetto del Natale che ha trovato corpo proprio in questo libro.

venerdì 5 dicembre 2014

I consigliatissimi, letteratura di viaggio - Natale 2014

Vi avevo annunciato la scorsa settimana che la rubrica Il venerdì in libreria si sarebbe presa una pausa, non è proprio così: le notizie sulle novità editoriali ritorneranno a gennaio, ma questo spazio, per due venerdì a partire da questo, vi proporrà delle letture in vista del Natale.
Non sarò io a occuparmene, lo scorso hanno ho stilato la mia lista e ho pensato di attendere la fine del mese per dire la mia sui preferiti dell'anno. Giusto per non essere ripetitiva. Quindi, ho deciso di mettermi in un angolo e dar voce a due donne, le quali vi consiglieranno le loro letture su due argomenti diversi, che svelerò di volta in volta e che su questo blog sono poco o per nulla esplorati. Approfitto di questo momento per ringraziarle per il tempo e l'entusiasmo concesso.
Come si intuisce dall'immagine sottostante e dal titolo del post, oggi parleremo di letteratura di viaggio. La mia conoscenza si ferma a due libri di Magris, Microcosmi e L'infinito viaggiare. Altro non so. A parlare di viaggio inteso anche come conoscenza di se stessi sarà Alessandra Beltrame, che ha bisogno di poche presentazioni. Alessandra è una giornalista conosciuta e una viaggiatrice, io aggiungo un'infaticabile camminatrice (per gli addetti ai lavori fa trekking). Sul suo blog potete leggere i resoconti dei tanti chilometri percorsi immersa nella natura.
È stata mia compagna d'avventura a settembre per Sentieri sostenibili. In quest'occasione, ho visto in lei la passione di chi non sente la stanchezza, ma si riempie gli occhi di meraviglie. 
Non mi dilungo oltre, le lascio la parola. 

mercoledì 3 dicembre 2014

Farsi un'idea #66

Nell'attesa di recensire Americanah di Chimamanda Ngozi Adichie, vi lascio curiosare nella sua scrittura e un po' nella storia. L'ho terminato lunedì, mi sto chiarendo le idee. Dovete avere un po' di pazienza perché i libri della scrittrice nigeriana sono corposi e piuttosto lunghi. 
Ifemelu lascia la Nigeria per studiare negli Stati Uniti. Tralascio tutti i particolari sentimentali e familiari, tra qualche giorno ne parleremo meglio.
A modo di partecipare al salon organizzato da Shan, la sorella del suo attuale fidanzato Blaine. Si tratta di riunioni di amici scrittori e intellettuali dei due fratelli. Ifemelu ha aperto da qualche tempo il suo blog di successo Razzabuglio. E uno dei punti di discussione di quella serata riguarda la differenza tra razzismo afroamericano e africano.
Buona lettura!
- Oppure trova uno scrittore bianco. Gli scrittori bianchi si possono permettere di parlare di razza senza filtri e di diventare militanti perché la loro rabbia non fa paura, - disse Grace. 
- Che ne pensate di quel libro uscito da poco, Memorie di un monaco? - domandò Maribelle.
- È un libro vigliacco e disonesto. Tu l'hai letto? - chiese Shan.
- Ho letto una recensione, - disse Maribelle.
- Sai qual è il tuo problema? Leggi più cose sui libri che libri in sé. 
Maribelle arrossì. Un'osservazione del genere, pensò Ifemelu, l'avrebbe presa senza replicare solo da Shan. 
- Siamo molto ideologici riguardo ai romanzi in questo paese. Se un personaggio non è familiare, allora diventa incredibile, - disse Shan. - Non si può nemmeno leggere narrativa per farsi un'idea di come si viva realmente oggigiorno. Si leggono i romanzi americani per conoscere gente bianca disfunzionale che fa cose che risultano strane anche ai bianchi normali. 
Risero tutti. Shan pareva soddisfatta, come una ragazzina che canta davanti a importanti amici dei genitori. 

lunedì 1 dicembre 2014

Farsi un'idea #65

L'incipit del brano di oggi, tratto da ... e altre storie di Georgi Gospodinov, vi dirà tutto: «Questa storia inizia e finisce con un comunissimo bucato». 
Siamo alla fine degli anni Settanta in una cittadina nei pressi del monte Sakar. Chi narra racconta dei nutriti sospetti di Feliks Edmondovič, un maresciallo, nei confronti di tutta la città e sopratutto verso baj Kostadin, avvocato soprannominato Balzac per aver letto l'opera omnia in lingua originale dello scrittore francese. Il maresciallo non attende altro che il passo falso di Kostadin per veder avvalorata la sua tesi.
Ho riportato il cuore del brano, se avessi riportato qualche riga in più avrei svelato il mistero di questo racconto pieno di equivoci e di umorismo. Forse il più il più divertente. 
Buona lettura!
E così la nostra casa si trovava nella zona cuscinetto tra quella di Feliks  Edmondovič (a sinistra) e quella di baj Kostadin Balzac (a destra). Le tre case erano a metà di una stradina dal sonoro nome, via Sergienko. Se su Balzac qualcosina la sapevamo, a tutt'oggi non ho la minima idea di chi fosse Serginienko, per questo vi prego, con la massima serietà, se qualcuno sa qualcosa su di lui si faccia vivo, vorrei tanto capire chi era. Sono convinto che nessun nome sia puramente casuale e in particolare quello della viuzza nella quale sei cresciuto, che sia Serginienko, Makarenko o Krivolak. Ogni cosa ha un suo peso nella formazione di un bambino. 

L'editore del mese: Topipittori

Questo mese si parla di storie di Natale