mercoledì 14 gennaio 2015

Farsi un'idea #70

Siamo ancora in compagnia di Hannah Coulter, le sue parole risuonano ancora nell'aria. Forse mi mancherà, ma so che lì, nella mia libreria.
Wendell Berry ha costruito una bella storia che riecheggia di ricordi e valori, i cui protagonisti sono anche la comunità di Port William. Hannah sarà sempre riconoscente nei loro confronti, soprattutto ora che i tempi sono cambiati, piccole e grandi rivoluzioni che hanno investito anche la sua famiglia.
Il passo seguente è poco narrativo, è legato alle sensazioni di una vita: la speranza che si affievolisce e ritorna a splendere come il sole primaverile.
Buona lettura!
Una vita senza aspettative è pur sempre vita, e la nostra non era affatto male. La luce che ci aveva condotti in questo mondo ha continuato a guidarci. Ci amavamo e facevamo la nostra vita. Mettevamo in tavola il cibo che avevamo prodotto, lo mangiavamo, gli rendevamo lode e ne eravamo grati. Pativamo i pensieri notturni, poi all’alba ci alzavamo e riprendevamo a lavorare. Lo stesso mondo che tante volte ci aveva delusi e fatti soffrire, a volte ci rendeva sorprendentemente felici.
Hai l’impressione che l’inverno non finirà mai, poi, quando meno te l’aspetti e te n’eri quasi dimenticata, di colpo la luce e la temperatura cambiano. Ai piedi degli alberi ancora spogli compare un tappeto di fiori di campo tanto fitto da non poter evitare di calpestarlo. I prati si fanno verdi e spuntano le prime foglie.
Un momento più tardi ti guardi intorno ed è già estate. Forse la terra era un po’ secca e adesso è caduta la pioggia. Il mondo è ricco e pieno d’esuberanza, e pare una donna incinta con un bambino in braccio e un altro per mano. Mentre a fine mattina imbocchi la strada per andare a vedere se c’è posta, ogni pozzanghera è contornata da farfalle che succhiano l’acqua e si levano in volo palpitanti.

Poi è già autunno, con i campi di mais ormai maturo, i vitelli grassi e lucenti, i fianchi della valle coperti di alberi dai colori stupendi. Il sole brilla nel cielo terso e proietta lunghe ombre scure. Nell’aria aleggia una sensazione di lavoro compiuto, di provviste messe via e di attesa.
Hai acconsentito al tempo ed è già inverno. Adesso il paesaggio sembra più vasto perché puoi spingere la vista oltre gli alberi spogli. Certe volte il bosco è totalmente silenzioso e immobile. La casa trattiene il calore. Durante la notte la neve umida ricopre il terreno e si deposita sui rami degli alberi, rendendo il mondo completamente bianco. Per un momento, la mattina, il mondo ti appare perfetto e meraviglioso. Pensi che non lo dimenticherai mai.
Pensi che non dimenticherai mai nulla di tutto ciò che vedi, che ne conserverai in eterno il ricordo, così com’è. Ma non è possibile. Per conoscerlo, devi vivere in sua presenza nell’istante preciso in cui accade. Quel momento può tornare soltanto per caso, cogliendoti di sorpresa. Parlando di quei momenti capisci che non esistono parole adeguate per esprimerli o farli rivivere nella tua mente.
E così vivi la tua vita in questo preciso istante, adesso e ora, passata ancora prima che tu riesca a dirne qualcosa, e devi essere riconoscente di vivere giorno per giorno, momento per momento in questa presenza.
Ma la tua vita è fatta anche di ricordi. Abita dentro di te. Hai vissuto una vita nella vastità, nel ritmo e nello splendore vivo del presente, e i tuoi ricordi, rievocati ora, parlano di una vita diversa in un mondo e in un tempo diversi. Quando rievochi il passato, non lo ricordi com’era. Lo ricordi com’è. È un sogno o una visione, presente a te nel presente, viva dentro di te nel solo momento in cui vivi.
La vita, quella che hai trascorso, è laggiù, lontana nel tempo. Ma tu ancora vivi, e la tua vita vivente, tolte le aspettative, possiede una forma, e questa forma racchiude il passato. Comprende gli assenti e i morti. E anche i vivi. A mano a mano che Nathan e io siamo diventati vecchi e la fattoria ha richiesto sempre più a gran voce l’apporto di gente giovane, le persone per noi più importanti sono state Danny e Lyda Branch e i loro figli. I Branch hanno sempre fatto parte della comunità e gli abbiamo sempre voluto bene, ma a un certo punto per noi sono diventati indispensabili. Senza di loro non ce l’avremmo mai fatta. Sono stati un vero dono del cielo.

I Branch da Hannah Coulter di Wendell  Berry, pp. 219-220-221

6 commenti :

  1. La copertina mi piace molto, la casa editrice mi ispira simpatia...
    I passi poco narrativi mi piacciono :)

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    1. E allora è il libro che fa per te. E anche Lindau.

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  2. In questo periodo amo tutto quello che parla di terra ,natura, stagioni e ricordi,questo libro e' anche un po' mio....

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  3. Mi ha incantato questo estratto! E via, un altro libro in lista (sei la mia pusher bibliografica ufficiale, sappilo!)

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    1. Ahahah! Sono contenta.
      Appena possibile leggerò Jayber Crow, il primo di Berry.

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