mercoledì 21 gennaio 2015

Farsi un'idea #71

A pesca nelle pozze più profonde di Paolo Cognetti è un saggio sul racconto, o meglio, meditazioni sull'arte di scrivere racconti. E aggiungo io, di leggerli. Perché lo scrittore scava e lustra questo genere, considerato inferiore rispetto al romanzo. I suoi sono consigli preziosi anche per i lettori.
Il libro è diviso in tre parti e si concentra soprattutto sulla scuola americana di storie brevi, quelli che sono i capisaldi della sua formazione letteraria. 
Vi lascio ad un brano tratto dal libro e non vi anticipo nulla di questa pagina.
Buona lettura!
Gli scrittori di racconti adorano i momenti in cui la luce cambia. Passa una nuvola a gettarci un'ombra addosso, e sussultando ci chiediamo cos'è stato; il sole torna dopo il temporale e di colpo il mondo è come nuovo. Una luce che rende il mondo diverso da come era prima: quando succede ci fermiamo a osservare il paesaggio di tutti i giorni e scopriamo, o crediamo di scoprire, qualcosa di noi che prima non sapevamo. Ecco il cuore di alcuni dei miei racconti dell'illuminazione. Mi sembra quasi di vederli, tutti quei personaggi con gli occhi al cielo ai quattro angoli d'America: al tramonto, un vecchio contadino d'Ohio solleva lo sguardo dal suo lavoro, osserva le colline all'orizzonte e per la prima volta le trova bellissime, persino troppo belle per la vita misera che ha fatto (Sherwood Anderson, «La bugia non detta»). Giù in California una donna si alza nella notte, si affaccia alla finestra e si accorge della luna piena, che le mostra il giardino di casa come non l'ho mai visto. Gli altri dormono lei è sveglia e in quel momento le loro vite appaiono insensate e meschine, vite di lumache striscianti sotto la luna (Raymond Carver, «Riuscivo a vedere ogni minimo dettaglio»). In una roulotte scassata, da qualche parte tra Chicago e Detroit, un uomo e una ragazza discutono dopo un temporale. È uno di quei litigi da fine dell'amore: l'uomo è geloso e si sente molto vecchio, la ragazza parla poco ed è come assente. Quando il sole esce dalle nuvole lei guarda dalla finestrella e le sembra che fuori sia tutto verde e nuove, dentro un posto in cui non è proprio più possibile restare (David Foster Wallace, «È tutto verde»). Quella rivelazione è il momento cechoviano che Carver amava tanto: e all'improvviso tutto gli fu chiaro. 
Non è quasi mai una scoperta capace di cambiare le vite. Certo, la ragazza nella roulotte lascerà il suo amante acciaccato e quel buco, ma la donna alla finestra sospirerà e tornerà a dormire, e il contadino chinerà di nuovo la testa sulla zappa dopo essersi asciugato il sudore. Ma a volte quella verità, quella visione, si fissa da qualche parte e nostra insaputa. Siamo camere oscure dotate di una bizzarra lastra fotografica - la memoria - che si rifiuta di obbedire agli ordini, s'impressiona quando pare a lei e ci restituisce vecchie immagini che non le abbiamo chiesto di tenere, obbligando a noi di chiederci perché stanno lì a cercar loro il significato. Ricordi non ancora riordinati nei nostri rassicuranti sistemi narrativi - luci in un tempo buio in cui non sappiamo più nulla.

Scrivere con la luce da A pesca nelle pozze più profonde di Paolo Cognetti

3 commenti :

  1. Di Cognetti ho letto solo Sofia si veste sempre di nero e l'ho amato. Voglio leggere tutto ciò che ha scritto e che scriverà.

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    1. Qualunque cosa scriva con Cognetti vai sul sicuro, persino Manuale per ragazze di successo non è male pur essendo il suo libro d'esordio.

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  2. Io sono una vergogna perchè non ho ancora letto niente di Cognetti, ma vorrei iniziare con Sofia si veste sempre di nero

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