venerdì 27 febbraio 2015

Animali domestici di Letizia Muratori


È la seconda volta che mi trovo davanti un romanzo di Letizia Muratori, Sole senza nessuno, ai tempi non mi aveva convinta fino in fondo. Poi a gennaio è uscito, sempre per Adelphi, Animali domestici e un'altra chance sentivo che dovevo dargliela. E infatti, con questo la Muratori mi ha lasciata senza parole. Bello davvero, come non ne leggevo da tempo.
All'inizio, anche in questo caso, ho faticato a trovare una direzione che,poi, si è liberata dalla “confusione” e si è rischiarata: lo stile dell'autrice è proprio così, personalissimo e ricco di oggetti, personaggi, racconti. Trae in inganno la partenza così distante dal punto cardinale del libro. Ma è solo un inganno, appunto.

mercoledì 25 febbraio 2015

#Fingerbook - La grande fabbrica delle parole di Agnès De Lestrade e Valeria Docampo


Cioccolato fondente in dispensa ne avete? Perché serve per preparare i biscotti, quelli di Michela, per la merenda o per il dopocena. E poi vi accomodate per leggere della storia di oggi. Breve e dolce. E speriamo che i biscotti non finiscano troppo in fretta.
La grande fabbrica delle parole di Agnès De Lestrade e Valeria Docampo può essere inserito nella rubrica I piccolini, alla fine del post vi indicherò l'età di lettura. Inoltre, da questo libro è nato l'omonimo laboratorio di scrittura per ragazzi curato da Terre di mezzo che è anche l'editore.
Un libro più da sfogliare che da leggere: rimarrete rapiti dai disegni di Valeria Docampo: il quasi color seppia contrasta con il più bel rosso ciliegia e sembra risvegliare i cuori nobili. Infatti, il rosso è quello dei sentimenti veri, vibra di vita, non ha bisogno di accordarsi con i toni spenti della città.

martedì 24 febbraio 2015

Milano di Balzano, Cataluccio, De Benedetti, Di Stefano, Fontana, Janeczek


Quando sono venuta a conoscenza di questi racconti, Milano, ho subito pensato che avrei dovuto leggerla soprattutto per capire se la mia idea su questa città coincide o meno con quella che hanno gli altri.
I grandissimi centri mi hanno sempre fatto repulsione, soprattutto Milano e Roma: anche solo sfiorarli produce una sostanza urticante che non mi dà tregua. Non concepisco la prospettiva di una vita da trascorrere in mezzo allo smog, al traffico, alle distanze interne così infinite. Perciò vivo in una realtà piccola, che a sua volta non mi soddisfa. Ma questo è un altro discorso, parlarne significa riportare a galla rabbia, delusione, inerzia.

lunedì 23 febbraio 2015

Tribook, i libri a chilometro zero

Milano, capitale dell'editoria, ha da qualche mese la sua tribù che legge, Tribook. Oggi, infatti, vi parlo di questa scoppiettante realtà, poi lascio la parola a Michela Gualtieri, ideatrice e cofondatrice insieme a Brian Suarez, conosciuta al Festivaletteratura di Mantova del 2013. E poi con sorpresa l'ho ritrovata ad occuparsi di questo progetto che è diventato una piattaforma e un preciso disegno imprenditoriale nato alla conclusione del corso di Startupper dell'Università Cattolica seguito da Michela nell'ambito del Master di Editoria e, infine, a finalista di Start Cup Lombardia e di LibrInnovando Awards.

domenica 22 febbraio 2015

Farsi un'idea #74

Questa domenica è da passare in compagnia di un libro americano, molto americano, Una perfetta felicità di James Salter, che scava a fondo all'interno del cuore pulsante della società statunitense, la famiglia. 
E di famiglia Salter ne parla con maestria evitando tutti i luoghi comuni, proiettando i suoi personaggi verso una condizione misera. Le illusioni inaridiscono i loro animi e il passato, pur meraviglioso, è presto dimenticato. Viri e Nedra, la coppia presentata dallo scrittore, sono alle prese con una crisi coniugale che prima di tutto individuale. Sono una famiglia perfetta, ma le vecchie e nuove ambizioni minano il loro rapporto. 
L'acqua presta si increspa, il vento sale e gonfie le onde. Salpa la nave alla conquista di territori vergini, incurante del repentino cambiamento. Il sole spende ma è lontano, una chimera. E se la nave affonda?
Buona lettura!

venerdì 20 febbraio 2015

Una perfetta felicità di James Salter

Ho letto Una felicità perfetta di James Salter, edito da Guanda, con calma senza darmi tempi serrati per apprezzare pienamente una scrittura poetica e pungente, paesaggi magnifici e una storia malinconica in cui il passato conta meno del presente. 
Ad esser sincera alcuni passaggi li avrei tagliati, risultano un po' ridondanti. Nulla di grave, però. Salter narra con coinvolgimento un dramma estenuante, fotografie sbiadite chiuse nei cassetti: la sua famiglia americana ha una data di scadenza. Come il latte.

giovedì 19 febbraio 2015

L'Oriana, la fiction e le polemiche

Non avrei mai pensato di scrivere due righe per una mini serie televisiva. Il pensiero mi è venuto di buon mattino a colazione e poi leggendo commenti e articoli, che più che articoli sembrano battaglie di inchiostro. Chiamiamoli con il loro nome, polemiche.
Premetto che non sono una serial addicted, tanto che l'unica che sono riuscita a finire è stata Borgen su Laeffe, ma per ragioni molto personali. Le altre, soprattutto, quelle americane neanche mi sfiorano. Non mi intendo, quindi, né di cinema e inquadrature. Niente. Guardo un film come si potrebbe ammirare un paesaggio o un quadro.
Oggi metto da parte i temi più letterari e scrivo per dire la mia. Il mio riferimento è alla fiction L'Oriana in onda in due puntate, lunedì 16 e martedì 17 febbraio, su Rai Uno e diretta da Marco Turco.

mercoledì 18 febbraio 2015

Le nuove sezioni per il blog

Se qualcuno ha bazzicato sul blog questo weekend, forse si sarà accorto di qualche cambiamento. Piccolo. Non ho stravolto la grafica o il font: qualcuno me lo ha suggerito, si è preso la briga di farmi presente che il mio amatissimo Sofia ha qualcosa di infantile, ma non di una fanciullezza spensierata e innocente ma dozzinale e vuota. Potrei ascoltarlo e optare per un sobrio Reeding Cowboys. Forse. 
Vi dicevo, piccole modifiche in attesa di dare nuovo smalto a questo spazio, anche se ancora non sono riuscita a trovare l'abito giusto. Sono esigente. 
Ho aggiunto in chiusura due sezioni evidenziate in verde petrolio che vedrete anche alla fine di ogni post: nella prima vi presento l'editore o l'autore del mese; la seconda sezione, invece, un argomento che mi sta a cuore. Quindi, sono tre post per ogni unità. 

lunedì 16 febbraio 2015

Bibliofilia - Al paese dei libri di Paul Collins

Un titolo così doveva necessariamente aprire la mia nuova rubrica, Al paese dei libri di Paul Collins ed edito da Adelphi: un libro piacevolissimo, spassoso di avventure e stranezze che include persino la ricerca di un'abitazione per il soggiorno gallese. Perché questa storia è autobiografica, oltre a narrare l'amore per libri come illustra la copertina.
Da oggi inizia il viaggio nei libri che parlano dei libri. 

venerdì 13 febbraio 2015

Il venerdì in libreria #34

Le novità di febbraio fanno capolino durante questo prima parte nevoso e freddissima. Non sono molto entusiasta delle uscite, a parte la prima e le ultime in lista, cioè Marcos y Marcos, Becco Giallo e Sellerio. Confido in un marzo più promettente. 
Comunque, vi aggiorno degli ulteriori libri che trovate sugli scaffali.
Teresa De Sio per Einaudi pubblica L'attentissima (24/02).Per gli amanti di Malzieu, l'autore ritorna il 18 febbraio con Il bacio più breve della storia e copertina fiabesca, per quelli di Pennac esce L'amico scrittore. Conversazione con Fabio Gambero, un libro intervista che ripercorre la vita e i personaggi dell'autore francese.
Domani è San Valentino, regalate un libro insieme alla cena, alla borsa o al diamante. 
Buon weekend... in libreria!

Titolo: Milano
Autore: AA. VV.
Editore: Sellerio
Pagine: 200
Genere: Racconti
Prezzo di copertina/ebook: € 13,00 - € 8,99
Data di uscita: 05/02

mercoledì 11 febbraio 2015

Bibliofilia, libri che parlano di libri

C'è un tag che ritrovo spesso su Instagram, #librisuilibri ( e ve lo riporto così com'è), non so quanto sia diffuso ma a me ha fatto accendere una lampadina. Certo, non inventerò nulla di nuovo. Da qui è venuta l'idea di dedicare una sezione ai libri che parlano di libri: librerie, libri, aspetti del mondo redazionale ed editoriale, biblioteche. Insomma, il libro a tutto tondo.

lunedì 9 febbraio 2015

Farsi un'idea #73

Dopo una settimana innevata, iniziamo il lunedì con un estratto da La lingua salvata di Elias Canetti, recensito qualche giorno fa. Che ribadire? Un libro piacevole, una voce, quella dell'autore bulgaro, cristallina e piacevolissima che vi lascio scoprire o riscoprire. 
Il brano riportato introduce alla terza parte dell'autobiografia. I Canetti hanno lasciato Manchester per raggiungere Vienna, è l'alba della Grande Guerra. 
Tante cose sono cambiate e il piccolo Elias ritrova il piacere della lettura con la madre, un momento prima condiviso con il padre.
Buona lettura!

giovedì 5 febbraio 2015

La lingua salvata di Elias Canetti

Sapevo già che avrei fatto centro con questo libro. Lo corteggiavo da anni, ho sempre rimandato la lettura per chissà quale motivo. Finché l'ho preso in mano senza pentirmene. La lingua salvata. Storia di una giovinezza di Elias Canetti (edito Adelphi) è un classico contemporaneo da avere in libreria. Bello e con una prosa piena, elegante, d'altri tempi, difficilmente noiosa.
Solo l'ultima parte, la quarta, ho trovato un po' monotona. Probabilmente perché più ripetitiva e per l'assenza di una figura chiave, quella madre del protagonista. Perdonatemi, non ho intenzione di svelarvi la trama, ma devo pur giustificare la mia titubanza.
La mappa geografica e soprattutto linguistica è rintracciabile dall'indice: Rustschuk, Manchester, Vienna, Zurigo in un peregrinare che è un arricchimento culturale. Il piccolo Elias trae giovamento fin dall'infanzia e più che l'aspetto personale balza in primo piano l'intenzione di fissare sulle pagine le parole, i volti, le città.
In Bulgaria sente sette/otto lingue diverse, città di grandi traffici commerciali. In famiglia i genitori parlano tedesco «in ricordo dei loro felici anni di studio a Vienna», lo spagnolo tra i parenti materni, il bulgaro è delle fiabe raccontate dalle contadine, il turco dai nonni paterni.
La famiglia Canetti è poliglotta. Il nonno, viaggiatore per lavoro, si proclama conoscitore di ben diciassette lingue che diventano all'occorrenza diciannove: «Da noi ci limitavamo a quattro lingue soltanto, e quando io domandavo alla mamma se era possibile parlare diciassette lingue, lei, senza nominare il nonno, esclamava: “No! Vuol dire che non se sa neanche una!».”

mercoledì 4 febbraio 2015

Farsi un'idea #72

Da qualche settimana che non condivido brani delle mie letture, complici soprattutto gli impegni e libri minuti minuti che non aveva senso trascriverli.
La rubrica, quindi, riparte dall'ultima recensione, In altre parole di Jhumpa Lahiri alla prima opera in italiano. L'autrice americana sta trascorrendo il suo soggiorno romano, che è anche un viaggio linguistico dentro la persona. Il libro, fresco di stampa, è un'esperienza linguistica e amore verso la nostra cultura.
Il seguente brano fa riferimento al problema della traduzione, sollevato durante il Festival Internazionale e non avendone accennato nella recensione, mi sembra doveroso parlane oggi. 
La Lahiri viene invitata ad un festival letterario di Capri e le viene chiesto di presentare un racconto da tradurre in un secondo momento. Lei scrive in italiano e quando tradurrà in inglese le sembrerà di snaturare i suoi pensieri perché tenderebbe a migliorarlo. Il dualismo tra i due idiomi è ancora più forte.
Buona lettura!
Scrivo il pezzo in italiano, per cui serve una traduttrice in inglese. 
Sarei la traduttrice naturale, ma non ne ho la minima voglia. Non mi interessa, in questo momento, tornare indietro. Anzi mi fa paura. Quando esprimo la mia riluttanza a mio marito, mi dice: «Ti conviene fare la traduzione da sola. Meglio tu che qualcun altro, altrimenti non sarà sotto il tuo controllo». Seguendo questo consiglio, e avendo il senso del dovere, alla fine decido di tradurmi.
Immaginavo che fosse un compito facilissimo. 
Una discesa anziché una scalata. Invece mi stupisce quando lo trovi impegnativo. Quando scrivo in italiano, penso in italiano: per tradurre in inglese, devo risvegliare un'altra parte del cervello. La sensazione non mi piace affatto. Provo un senso di estraneità. Come si imbattessi in un fidanzato di cui ero stufa, qualcuno che avevo lasciato anni fa. Non mi seduce più. 

lunedì 2 febbraio 2015

In altre parole di Jhumpa Lahiri

Al Festival Internazionale di Ferrara, Jhumpa Lahiri aveva dato una prima anticipazione: a gennaio sarebbe uscita la sua prima raccolta di scritti in italiano, riflessioni, racconti, saggi. In altre parole, pubblicato da Guanda giusto qualche giorno fa, nasce dalla collaborazione con la rivista «Internazionale», i racconti hanno trovato spazio e trattano del suo apprendistato italiano. Un percorso tormentato e riconoscibile anche nella complessità di voce, la penna di Jhumpa Lahiri si fa più sicura pagina dopo pagina. Chissà se all'uscita di questo libro, la scrittrice abbia esultato di gioia come per il primo articolo in italiano e il primo libro in inglese...
C'è il Tabucchi di Requiem che campeggia nelle prime pagine: «avevo bisogno di una lingua differente: una lingua che fosse un luogo di affetto e di riflessione» suona come una giustificazione o una dichiarazione d'amore verso la nostra cultura. Quella di Jhumpa Lahiri è la storia di un desiderio che diventa un bisogno, il bisogno una devozione e un'ossessione. È un vero e proprio viaggio linguistico, non semplice, anche dentro la persona.

L'editore del mese: Topipittori

Questo mese si parla di storie di Natale