mercoledì 25 febbraio 2015

#Fingerbook - La grande fabbrica delle parole di Agnès De Lestrade e Valeria Docampo


Cioccolato fondente in dispensa ne avete? Perché serve per preparare i biscotti, quelli di Michela, per la merenda o per il dopocena. E poi vi accomodate per leggere della storia di oggi. Breve e dolce. E speriamo che i biscotti non finiscano troppo in fretta.
La grande fabbrica delle parole di Agnès De Lestrade e Valeria Docampo può essere inserito nella rubrica I piccolini, alla fine del post vi indicherò l'età di lettura. Inoltre, da questo libro è nato l'omonimo laboratorio di scrittura per ragazzi curato da Terre di mezzo che è anche l'editore.
Un libro più da sfogliare che da leggere: rimarrete rapiti dai disegni di Valeria Docampo: il quasi color seppia contrasta con il più bel rosso ciliegia e sembra risvegliare i cuori nobili. Infatti, il rosso è quello dei sentimenti veri, vibra di vita, non ha bisogno di accordarsi con i toni spenti della città.
C'è un paese dove le persone non parlano quasi mai. È il paese della Grande fabbrica delle parole. Una storia che non inizia con un c'era volta ma rimane ancorata al presente. Dicevo, in questo paese c'è una fabbrica che sforna parole in tutte le lingue del mondo, una vera catena di montaggio.
La gente non parla molto, deve acquistare le parole e poi inghiottirle per poterle pronunciare. Le parole, soprattutto, quelle più importanti possono permettersele solo i ricchi, perché troppo costose. Talvolta è possibile catturarle con un retino, come farfalle si librano nell'aria. Sicuramente saranno sfuggite a qualcuno. 
Philéas è innamorato di Cybelle, ma non può dichiararsi, non ha le parole giuste il suo compleanno è alla porte. E anche Oscar, un bambino ricco in grado di acquistare le parole giuste, quelle sarebbero piacere alla bambina. Philéas ha il salvadanaio vuoto e le sole tre parole che è riuscito ad acchiappare al volo non esprimono i suoi sentimenti: ciliegia, polvere, seggiola... non si assomigliano ma aprono mondi nuovi, dipanano esistenze. E Cybelle è capace di cogliere l'essenza delle cose senza fronzoli. 
Le parole giuste non esistono, ma hanno un peso persino quelle impensabili e riescono a trovare un senso, ad avvicinarsi al significato profondo dei pensieri. E ne bastano davvero poche. Un chiaro appello alla creatività più libera. Perché il finale o l'inizio di una storia non ha bisogno di grandi effetti. 

Titolo: La grande fabbrica delle parole
Autore: Agnès De Lestrade e Valeria Docampo
Editore: Terre di mezzo
Traduttore: Rita Della Rosa
Pagine: 36
Anno di pubblicazione: 2010
EAN: 9788867891555
Prezzo di copertina: €  8,00
Età di lettura: 4-7 anni

7 commenti :

  1. Amo i tuoi post e mi sono innamorata di questo libro non appena mi ha comunicato il titolo!
    Ti abbraccio

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  2. I biscotti con le gocce li adoro! Il libro poi mi fa una gran tenerezza e il fatto che giochi con le parole lo rende ancora più prezioso. Insomma un post dolcissimo! ;-)

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  3. Ma che bello questo post! Il libro già mi aveva incuriosita su Instagram e la ricetta...mmmm...da leccarsi i baffi!

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  4. Oh, questa volta mi fermo con entusiasmo a raccogliere questo consiglio prezioso che ci porgi!
    Come scrivevo a Michela, questo fingerbook mi ha attirato come lo zucchero le formiche! Non immaginavo fosse un libro per bambini (ma anche no) e sapendolo non mi sono scomposta troppo, perché non credo sia mai troppo presto per imparare il significato e l'importanza delle parole e del loro fluire armonico!
    Quindi grazie per il bel sorriso che mi hai lasciato! :)

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    Risposte
    1. È una lettura per tutti, la bellezza di questo libro sta proprio in questo.

      Spero che passerai da qui spesso.

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