giovedì 19 febbraio 2015

L'Oriana, la fiction e le polemiche

Non avrei mai pensato di scrivere due righe per una mini serie televisiva. Il pensiero mi è venuto di buon mattino a colazione e poi leggendo commenti e articoli, che più che articoli sembrano battaglie di inchiostro. Chiamiamoli con il loro nome, polemiche.
Premetto che non sono una serial addicted, tanto che l'unica che sono riuscita a finire è stata Borgen su Laeffe, ma per ragioni molto personali. Le altre, soprattutto, quelle americane neanche mi sfiorano. Non mi intendo, quindi, né di cinema e inquadrature. Niente. Guardo un film come si potrebbe ammirare un paesaggio o un quadro.
Oggi metto da parte i temi più letterari e scrivo per dire la mia. Il mio riferimento è alla fiction L'Oriana in onda in due puntate, lunedì 16 e martedì 17 febbraio, su Rai Uno e diretta da Marco Turco.
Non ho mai letto nulla della Fallaci, me ne vergogno e senza vergogna dico che recuperò. Conosco alcuni aspetti della vita, pochi per dir la verità. Non ho neanche letto l'unica biografia autorizzata dalla famiglia di lei, quella scritta da Cristina De Stefano, Oriana. Una donna. Gli occhi penetrati e severi mi hanno sempre intimorito e quel senso d'ansia ho sempre creduto di trovarmelo sparso tra le pagine.
La Fallaci avuto una vita intensissima e complicata, una personalità eclettica e agguerrita, non di certo una sprovveduta; una che ha saputo far valere la propria competenza in un mondo chiuso, quando la preparazione veniva premiata e riconosciuta. Non aggiungo niente di nuovo a ciò che si sa. 
Questa fiction, io, l'ho guardata come si guarda una qualunque storia, senza aspettative. E se l'ho trovata interessante approfondirò per capire se ci siano state falle nella mia comprensione o in ciò che mi è stato proposto. Non mi è dispiaciuta, insomma. Sicuramente l'ho preferita alle fiction di santi e clero tante care alla televisione nazionale. 
Non posso dire nulla su Vittoria Puccini, che sebbene non mi abbia mai entusiasmato, non mi sento di stroncare un'interpretazione che già in partenza risultava difficile. Bisogna comprendere come ha percepito e le hanno fatto percepire questa figura solida. Qualcuno ha etichettato l'Oriana della Puccini come stupita. Può essere. Di vestire quel ruolo, forse. Chi lo sa. 
L'espediente narrativo della ragazza Elisa che archivia le sue memorie non mi è piaciuto per nulla. Non so neanche se sia una finzione. Ho apprezzato sul finale il dialogo serrato Oriana giovane con Oriana anziana, penso che le polemiche sulle sue pozioni in seguito all'11 settembre siano state gestite e riproposte nel migliore dei modi. Comunque, ho prediletto di gran lunga la seconda parte, la prima, a mio avviso, troppo piena di tanti aspetti artificiosi e slegati. Le scene sembravano per lo più delle diapositive, mancava una certa omogeneità. Tante situazioni sono state omesse o risultavano incongruenti si è dato più rilievo ad altre. Mancano la sua scrittura, i libri, gli incontri. 
E fin qui siamo tutti d'accordo. 
La gente si aspettava un condensato di minuzie e concretezza? In quel caso si chiama documentario e l'avrebbe presentato Piero Angela o suo figlio. Meglio ancora, sarebbe stato trasmesso sul canale tematico Rai Storia. 
Per una ricostruzione veritiera quattro puntate non sarebbero bastate, figuriamoci due. Lo stesso problema sarebbe sorto se si fosse dato più peso a certi lati della sua vita. È ovvio che è approssimativa, incoerente, superficiale... Gli aggettivi si sprecano. 
Attaccarsi persino sull'accento degli interpreti. Delirio allo stato puro. Alla Rai probabilmente non hanno grandi risorse economiche e si sono dovuti arrangiare come potevano. Non è occhio critico ma quell'innata capacità tutta italiana di smontare qualsiasi cosa e di applaudire una produzione straniera anche se fosse giunta ai medesimi risultati. Con ciò non voglio difendere questa fiction dai molti tratti romanzati o estremizzati, i limiti sono oggettivamente visibili.
E poi che brutta, orribile, un'espressione che ho ritrovato in diversi articoli: l'italiano medio. Qualcuno può abolirla? I giornalisti pensano che lo spettatore è da abbindolare, dargli in pasto un racconto infarcito di melodramma e rose. Come dire: che gli vuoi dare a questi che stasera non hanno visto l'Isola dei famosi per darsi un tono con L'Oriana! Non abbiamo gli strumenti per capire? E includo anche me stessa in questa considerazione perché non è una laurea o un diploma professionale a decretare l'intelligenza individuale. E so bene che non devo passare per buono neanche un articolo di giornale. 
Mi sono allontanata dal discorso principale e ora ritorno per concludere. Un autore o regista si comprende più o meno fino in fondo attraverso il suo lavoro. Il merito di questa serie è soprattutto di aver stimolato il dibattito e la curiosità. E chiunque ne voglia sapere di più avrà un po' di strada spianata. Nella verità o nella fiction più romanzata.

9 commenti :

  1. Non ho visto la fiction, ma ho letto le polemiche.
    Come te, non ho mai letto nulla di nulla della Fallaci, forse nemmeno per sbaglio.
    Non ne so assolutamente niente.
    Come te, ora mi sento curiosa, e questo lo devo al fatto che se n'è parlato.
    E come te mi sono stancata di questo fantomatico italiano medio. Chi è? Dov'è?
    Mi sono stancata di questo continuo sminuire le cose, in automatico.
    Non riesco a comprendere questa cattiveria, questo odio che ci rende tutti critici, tutti esperti, tutti pronti a dire la nostra opinione facendola passare per verità universale. E sputando bile su chi magari una cosa l'ha apprezzata, come se, come dici tu, non avesse i mezzi per capire e informarsi o uno spirito critico autonomo.
    Ogni giorno leggo e sento persone che non vedono l'ora di demolire altre persone e il loro lavoro, soprattutto tra “colleghi”. Come se non fosse possibile in nessun modo dialogare e confrontarsi e mescolare le idee, arricchendosi l'uno dello sguardo dell'altro.

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    1. Hai espresso ancora meglio di me il concetto.
      Anche quando era stata trasmessa la fiction su Rino Gaetano il clima è stato il medesimo.
      Penso che bisogna cogliere lo sforzo di aver tratteggiato, non dico definito, una figura come quella della Fallaci.

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  2. Concordo in pieno su tutto quello che hai scritto, quasi come se fosse uscito dalla mia penna... ;)
    Certamente quella di Oriana Fallaci è una figura difficile, ingombrante e controversa praticamente impossibile da riassumere e credo che volutamente non siano entrati nel merito dei libri, degli articoli e dell'espressione del suo pensiero (soprattutto negli ultimi anni di vita) perché altrimenti la cosa sarebbe diventata davvero ingestibile!
    Ho visto la fiction e preferisco non sbilanciarmi, dico solo che apprezzo lo sforzo ma personalmente non ho tollerato tanto il fatto che in alcuni spezzoni l'hanno fatta passare per una "mezza sgualdrina" pronta a finire nelle braccia di chiunque!

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    1. Neanche a me è piaciuto che l'abbiano fatta passare per mangia-uomini.Indubbiamente era una donna affascinante.

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    2. Tutte le donne intelligenti, libere e coraggiose sono affascinanti! ;)
      Indipendentemente da tutto il resto per me Oriana Fallaci era e sempre sarà un MODELLO di vita e di cultura!

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    3. Per fascino intendo proprio questo, non l'aspetto esteriore.

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  3. Da appassionato dei libri e della vita della Fallaci condivido alcune delle tue perplessità. Purtroppo ho visto solo la seconda puntata della mini-serie ma in ogni caso mi trovo d'accordo con te quando sostieni che una proiezione di qualche ora non può avere la pretesa di esaurire una vita. Non potrebbe riuscirci con la vita di una persona "comune", figuriamoci con quella di una donna straordinaria come la Fallaci. Sono convinto però che questa fiction abbia seminato un po' di sana curiosità su chi sia stata davvero la Fallaci: al di là delle accuse di essere una "fascista", al di là del carattere burbero e scontroso su cui forse si è un po' troppo calata la mano, l' Oriana è stata una donna incredibile, una pioniera del giornalismo ed un' instancabile guerriera sempre alla ricerca della verità, della giustizia. Un' unica critica, da toscano e dunque da rompiscatole, prima ancora che da italiano: la Rai sarà pure in crisi ma credo che un paio di attori toscani costassero uguale! Saranno bischerate, ma i dettagli sono importanti: così come le acconciature o gli abiti della Fallaci. E' pieno il web (e non solo) di foto della Fallaci in anni ed epoche diverse...trarne un po' di spunto no? Cmq giudizio positivo nel complesso!
    Ps: Provvedi subito a leggere qualcosa della Fallaci! ;)
    Te ne consiglio tre: "Lettera a un bambino mai nato", "Un uomo" e "Un cappello pieno di ciliegie". Vai! =)

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    1. Sicuramente sono mancati tanti dettagli e soprattutto una certa cura per alcuni elementi che potrebbero essere di secondo piano, ma che non lo sono quando si ricostruisce una vita.
      E comunque provvederò. Agli ordini! :))))))

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  4. Ho visto la mini-serie dedicata ad Oriana e devo dirti che anche a me non è dispiaciuta affatto. Sono rimasta colpita quindi da tutte le polemiche e dai giudizi negativi sulla fiction e su Vittoria Puccini. Hai perfettamente ragione: chi credeva di vedere condensata in due puntate l'intera vita e le opere di Oriana Fallaci non ha capito nulla, non solo dell'intento della serie ma anche (e soprattutto) sul personaggio di Oriana. Quest'ultima ha vissuto una vita talmente ricca di avvenimenti ed ha viaggiato e conosciuto talmente tanto di questo mondo che non potrebbero bastare nemmeno 50 puntate per raccontarle al meglio. Ho letto 2-3 libri di questa scrittrice-donna eccezionale e ne ho altrettanti pronti per essere letti e gustati. Se posso, ti consiglierei di partire da "La forza della ragione" oppure "La rabbia e l'orgoglio". Mi sono piaciuti molto entrambi e di sicuro li rileggerò.

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